Un pericoloso kit di sopravvivenza per il cittadino

competenze

Si parte da un cambio di paradigma in relazione ai contenuti, ai metodi e agli strumenti attraverso i quali persone di tutte le età accedono alla conoscenza come fondamentale elemento per l’accesso alla cittadinanza attiva. Il nuovo paradigma è l’approccio per competenze chiave. Il vecchio paradigma consentiva di fissare e stoccare le conoscenze una volta per tutte, una specie di “sapere assoluto” di hegeliana memoria che si concretizzava nel canone scolastico. Oggi invece gli attrezzi essenziali del kit di sopravvivenza del cittadino non sono più contenuti stabiliti, ma metodi, comportamenti, capacità, modi di vedere, costrutti cognitivi senza stabilità e persistenza.

Il nuovo paradigma è però molto rischioso. Infatti, “se le competenze sono per tutti e di tutti, non tutti accedono o possono accedere alla possibilità di acquisirle allo stesso modo, allo stesso tempo, con le stesse aspettative di successo e di rendimento in relazione allo sforzo profuso” [lo dice l’Isfol a pag. 114 del libro di cui qui si prendono appunti]. Per questo ragionare e formare i cittadini a partire dalle competenze chiave rende essenziale l’agire in direzione del miglioramento delle modalità e delle possibilità di accesso di ogni cittadino ai panieri di cittadinanza (reddito, bagaglio di conoscenze certificate/validate e spendibili, salute, beni essenziali di inclusione sociale) tra i quali l’accesso ai saperi assume nuove e più forti connotazioni strategiche. I beni di cittadinanza sono oggi cambiati e non a caso Fubini (107) si schiera a favore di “investimenti pubblici sulle competenze e sulla cultura delle grandi maggioranze, nate al di fuori delle élite professionali”.

Per Fubini i professionisti milanesi sono un modello di gruppo “ricco in denaro e relazioni” (= il vantaggio di una classe professionale, che non coincide solo con la ricchezza) e si distinguono per es. dalla povertà relazionale dei cittadini di Mondragone in Campania ( come caso esemplare di fallimento sociale) tra i quali la sfiducia negli altri fa morire lo spirito di comunità e, insieme, il senso di autoefficacia. Quando muore la fiducia negli altri e il senso di autoefficacia muore anche ogni dinamismo dell’ambiente sociale e il suo posto viene preso dall’immobilismo delle dinastie familiari col loro senso dell’onore. Per Fubini negare la fiducia significa “avvelenare i pozzi “ della socialità, per lui la fiducia è la disposizione ad affrontare un accordo. Le persone appena capaci di leggere, scrivere e fare semplici calcoli, ma del tutto prive di competenze sono le più inadatte al funzionamento di un paese complesso (fine della consistenza e della pienezza della strategia culturale dell’alfabetizzazione?).

La ricchezza relazionale della classe professionale di cui parla Fubini consiste anzitutto in ricchezza di rapporti con gli altri e con se stessi. Ricchezza di rapporti con gli altri = fiducia, disposizione a collaborare. Ricchezza di rapporti con se stessi= 1. autostima/autoefficacia (= capacità di attribuire i propri successi/insuccessi a cause, che possono essere interne/esterne, stabili/instabili, controllabili/incontrollabili, dove le cause interne, stabili, controllabili sono l’abiltà, l’impegno, l’uso di strategie appropriate; 2. autocontrollo (come capacità di resistenza agli impulsi emotivi): 3. resilienza (come forza di volontà e motivazione: capacità di aspirare alla felicità (lungo periodo) e non solo al piacere (breve periodo).

Definendo la competenza come “sapere agito in contesti esperienziali riconoscibili”, l’Isfol descrive le competenze a tre livelli: come life skill, come competenze chiave (per l’apprendimento) [Raccomandazione UE 2006] e come competenze di cittadinanza [D.M. 139/2007], le prime servono ad attrezzare i giovani rispetto ai rischi per la salute; le seconde rispondono al bisogno di fronteggiare nella società della conoscenza la rapida obsolescenza delle informazioni possedute dai cittadini;le terze, infine, hanno soprattutto una funzione coesiva, nel senso che permettono a tutti i cittadini europei una piena partecipazione alla comunità.

Al di là di questa classificazione ritengo utile notare come ci siano molte intersezioni tra life skill e competenze di cittadinanza e come entrambe si possano considerare come competenze di base (= facilitanti l’accesso alle altre) o addirittura come metacompetenze o competenze trasversali. I seguenti schemi mettono in evidenza i rapporti tra competenze chiave europee e competenze di cittadinanza (italiane):

Lista1

lista2

Nel libro di Giovanna Boda sulle life skill si dice che a livello internazionale il termine viene utilizzato per indicare competenze e capacità che mettono in grado gli individui di affrontare efficacemente le esigenze e i cambiamenti della vita quotidiana. Le skill fondamentali, trasversali a tutte le altre, identificate dall’OMS sono:

  1. problem solving
  2. pensiero critico e creativo = capacità di esplorare le situazioni in modo analitico, trovando possibili alternative e soluzioni originali;
  3. comunicazione efficace;
  4. empatia =riconoscere, discriminare e condividere le emozioni degli altri;
  5. gestione delle emozioni e gestione dello stress;
  6. efficacia personale = convinzione di poter organizzare efficacemente una serie di azioni necessarie per fronteggiare situazioni nuove, prove e sfide:
  7. efficacia collettiva = sistema di credenze condivise da un gruppo circa la capacità di realizzare obiettivi comuni.

Qualche osservazione dal documento dell’Isfol sulle competenze:

  1. La competenza sociale e civica si basa sull’attitudine alla collaborazione, all’assertività e all’integrità;
  2. La competenza digitale è differente dalla competenza informatica e comporta tre aspetti: 1. saper esplorare in situazione tecnologie nuove; 2. saper analizzare, selezionare e valutare criticamente dati e situazioni nuove (information literacy); 3. sapersi avvalere del potenziale delle tecnologie per la rappresentazione e soluzione di problemi e per la costruzione collaborativa e condivisa della conoscenza, mantenendo la consapevolezza delle responsabilità personali , del confine tra sé e gli altri e del rispetto dei diritti/doveri reciproci;
  3. Spirito di iniziativa e imprenditorialità = FARE= modernità = responsabilità = inventiva = innovazione;
  4. Competenza matematica e competenze nella linguamadre o in lingua straniea. Pro combinazione tra esperienze espressive , linguaggi specialistici e apprendimento per competenze (per es.: apprendimento della matematica attraverso linguaggi musicali o lingua appresa attraverso il teatro

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.