E’ noto che non annovero gli architetti fra gli esseri umani

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70- Noi vogliamo vedere che cosa sono capaci di fare i nostri calzolai, vogliamo vedere un lavoro onesto e abile e non come essi sono capaci di farsi pubblicità. Un’Esposizione dovrebbe essere una festa del lavoro e non della pubblicità.

80- L’artista,l’architetto, pensa dapprima all’effetto che intende raggiungere , poi con l’occhio della mente costruisce l’immagine dello spazio che creerà. Questo effetto è la sensazione che lo spazio produce nello spettatore: che può essere la paura e lo spavento, come in un carcere; iltimore di Dio, come in una chiesa; (…) il senso di calore, come nella propria casa (…) Questo effetto viene raggiunto attraverso il materiale e attraverso la forma./ Ogni materiale possiede un linguaggio formale che gli appartiene e nessun materiale può evocare a sé le forme che corrispondono a un altro materiale.(…) Nessun materiale consente un’intromissione nel proprio repertorio di forme (…)/ 81. E’ sempre possibile rifare in cemento la torre di Santo Stefano -non si tratterà mai di un’opera d’arte.

89 – I popoli che sono divisi in caste possiedono  la caratteristica comune di mantenere rigidamente,per millenni, lo stesso costume.

105-(…) Ogni città ha gli architetti che si merita. La domanda e l’offerta determinano le forme edilizie. Chi risponde meglio alle aspirazioni della gente avrà la possibilità di costruire di più. Mentre il migliore dovrà forse lasciare questo mondo senza aver ricevuto una sola commissione.

113- La gente non si stupirà mai abbastanza della semplicità che regna nell’aristocrazia./ Da quanto ho detto risulta che il ruolo guida nella moda maschile lo detiene quell’uomo che occupa la posizione sociale più elevata, nella moda femminile invece viene attribuito a quella donna che adopera le proprie arti più raffinate per risvegliare la sensualità, la cocotte.

114- Il grandioso progresso civile realizzato dal nostro secolo ha felicemente superato l’ornamento. A questo punto sono costretto a ripetermi. Quanto più arretrato è il livello civile tanto più si impone l’ornamento . L’ornamento è un fenomeno che si deve eliminare: il Papua e il delinquente decorano la loro pelle . L’indio ricopre i suoi remi e la sua barca di fitti ornamenti. Ma il biciclo e la macchina a vapore ne sono privi. Il progredire della civiltà elimina gradualmente la decorazione degli oggetti.

185- Chi vuol imparare a tirare di scherma deve prendere il fioretto in mano. Nessuno ha mai imparato a tirare di scherma solo assistendo a un combattimento. E chi vuole farsi una casa deve pensare a tutto personalmente altrimenti non imparerà mai a farlo. L’abitazione sarà naturalmente piena di errori. Ma sono errori vostri. Attraverso l’autodisciplina e la modestia imparerete presto a riconoscerli. Cambierete e migliorerete /La vostra casa cresce con voi e voi crescete con la vostra casa.

203- Al tedesco può piacere assai poco sentirsi dire che deve rinunciare alla propria civiltà per accogliere invece quella inglese.Ma anche al Bulgaro non piace e tanto meno al cinese. E’ un problema che non si può affrontare con sentimentalismo . Chi non ha le idee chiare e aspira a uno stile nazionale tedesco può avere delle perplessità a riguardo per quanto si riferisce all’abbigliamento e anche per quanto si riferisce ai letti o ai vasi da notte. Sui cannoni invece non ci sono dubbi, le forme inglesi dominano.

220 – [ORNAMENTO E DELITTO] Ebbene l’epidemia decorativa è ammessa dallo Stato e viene anzi sovvenzionata con denaro statale./ 221- Il ritmo dello sviluppo culturale è disturbato dai ritardatari. Io forse vivo nel 1908, ma il mio vicino nel 1900 e quell’altro nel 1880. Ed è una sventura quando la cultura dei suoi abitanti si distribuisce su un così lungo arco di tempo. Il contadino di Kals vive nel secolo dodicesimo. E al seguito del corteo per il Giubileo si videro popolazioni che sarebbero apparse incivili anche al tempo delle migrazioni barbariche.

242- E io chiedo nuovamente: perché un architetto, un architetto buono o un architetto cattivo, deturpa il lago? L’architetto, come quasi ogni abitante della città, non ha civiltà. Gli manca la sicurezza del contadino, che possiede invece una sua civiltà. L’abitante della città è uno sradicato./Intendo per civiltà quell’equilibrio interiore ed esteriore dell’uomo garantito soltanto dal pensiero e dall’azione razionali. Io terrò a breve una conferenza su questo tema: perché i Papua sono civili e i Tedeschi no?

  1. Il capomastro, il costruttore ricevettero così un tutore. Il capomastro sapeva costruire soltanto case: nello stile del suo tempo. Ma chi poteva costruire in qualsiasi stile del passato , chi aveva perduto ogni legame col suo tempo , costui, sradicato e distorto, divenne il dominatore, l’architetto. /L’artigiano non poteva occuparsi molto di libri. L’architetto attingeva tutto dai libri. Una letteratura immensa lo provvide di tutto ciò che era importante sapere. Non si ha idea di quanto veleno che abili pubblicazioni riversano sulla nostra civiltà urbana, di quanto esse abbiano impedito ogni presa di coscienza.

246-L’architettura è scaduta ad arte grafica per colpa degli architetti. Non colui che sa costruire meglio riceve il maggior numero di commissioni, ma chi sa meglio presentare i suoi lavori su carta. E questi due tipi stanno agli antipodi./ (…) Grafica e architettura sono all’inizio e alla fine di una medesima linea. / (…)Già nella scelta della professione di architetto viene richiesto il talento per l’arte grafica. Tutta la nostra nuova architettura è inventata alla tavola da disegno, e i disegni che ne risultano trovano una rappresentazione plastica, come i quadri al museo delle cere. / Per gli antichi maestri invece il disegno era soltanto un mezzo per farsi capire dall’artigiano esecutore. Come il poeta deve farsi intendere per mezzo della scrittura . Tuttavia non siamo ancora così incivili  da insegnare a un ragazzo la poesia attraverso la calligrafia.

253- La casa deve piacere a tutti. A differenza dell’opera d’arte, che non ha bisogno di piacere a nessuno. L’opera d’arte è una faccenda privata dell’artista. La casa no. (…) L’opera d’arte indica all’umanità nuove vie e pensa all’avvenire. La casa pensa al presente: L’uomo ama tutto ciò che serve alla sua comodità. E odia tutto ciò che lo molesta e vuol strapparlo alla posizione che ha raggiunto e che si è assicurata. Ed è per questo che ama la casa e odia l’arte. /Dunque la casa non avrebbe niente a che vedere con l’arte e l’architettura non sarebbe da annoverare tra le arti? Proprio così. Soltanto una piccolissima parte dell’architettura apparterrebbe all’arte: il sepolcro e il monumento. Il rest, che è al servizio di uno scopo, deve essere escluso dal regno dell’arte.

255- Poiché esistono edifici di buon gusto ed edifici di cattivo gusto, la gente suppone che i primi siano opera degli artisti e i secondi di non artisti. Ma costruire con gusto non è ancora un merito, come non è un merito non mettersi il coltello in bocca o pulirsi i denti al mattino. Qui si confonde l’arte con la civiltà. Chi mi può documentare una mancanza di gusto in epoche passate e quindi civili? Le case fatte dal più modesto capomastro erano di buon gusto. Ovviamente c’erano grandi maestri e piccoli maestri.

287- Volete un artigianato conforme allo spirito del vostro tempo? volete oggetti d’uso conformi allo spirito del vostro tempo, allora avvelenate gli architetti.

290- I fantasiosi prodotti della Secession o dello Jugendstil creati a quel tempo sono scomparsi e dimenticati./ Il materiale e la lavorazione hanno il diritto di non venir svalutati ogni anno a causa delle nuove tendenze della moda.

318-[La libertà non è rinunciare alle regole che l’etichetta gli impone]Quello che lei chiama libertà è la libertà che mi prendo quando getto in strada tutte le robacce che in casa mi danno fastidio. Senza riguardo per i passanti e la salute del mio prossimo. Se lei rivendica per sé tale libertà deve trasferirsi un po’ più a oriente, diciamo a Isphan o a Herat, dove la forma di governo vigente è ancora l’assolutismo. Infatti più è libera la forma di governo , più ogni persona viene limitata nelle sue azioni. E più gli uomini sono liberi , meno vogliono essere sottoposti alla vigilanza della polizia, ma tanto più hanno il dovere di esercitare un controllo poliziesco nei confronti della propria persona. Questo, e soltanto questo, rende superfluo il poliziotto per il cittadino. In tal caso il poliziotto diviene soltano uno strumento della società per impedire il delitto (…) I popoli che non possiedono la libertà hanno i poliziotti al di fuori, i popoli liberi dentro di sé. Ogni americano è il poliziotto di se stesso. Ciò però che egli esige da sé, lo esige con tutto il possibile rigore e mancanza di riguardo anche dal suo prossimo.

327- L’uomo moderno, l’uomo che possiede una sensibilità moderna , non ha bisogno dell’ornamento, al contrario gli ripugna. Tutti quegli oggetti che noi chiamiamo moderni sono privi di ornamenti. (…) Recano ornamenti soltanto quegli oggetti che devono la loro esistenza a una certa parte dell’umanità- che io definisco la parte incivile: gli architetti. (…) Il singolo individuo non ha la facoltà di creare una forma, quindi nemmeno l’architetto. L’architetto però ripete continuamente questo impossibile tentativo- e sempre senza successo. La forma e l’ornamento sono il risultato dell’inconscia opera comune degli uomini che appartengono a un certo cerchio di civiltà. Tutto il resto è arte: L’arte è la volontà ostinata del genio. Dio gli ha affidato questo compito. / Sprecare l’arte nell’oggetto d’uso è incivile.

328- [(…) prima viene il consumatore , poi il produttore] Attribuisco ai tedeschi la responsabilità del malinteso tra consumatore e produttore. Il Tedesco non sa nulla della volontà comune degli uomini che obbliga il produttore a creare quelle forme che sono richieste dalla collettività. Egli pensa che sia il produttore a imporre le sue forme e parla quindi della tirannide della moda. La sua indole di schiavo fa sì che si senta prevaricato e cerca quindi di fare al mondo ciò che viene fatto a lui stesso. Egli fonda delle società per la creazione della moda tedesca – la Wiener Werkstatte e il Deutscher Werkbund li ha già- al fine di imporre in questo modo all’umanità la sua volontà formale. Il mondo deve ritrovare la sua salvezza nello spirito tedesco. Deve ma non vuole. Vuole invece dar forma da sé alla sua vita e non intende essere sottoposto a una qualsiasi associazione di produttori. E’ lo stesso feudalesimo instaurato dai produttori a far dimenticare alla socialdemocrazia tedesca che il lavoratore deve essere preso in considerazione anche come consumatore. Perché più importante dell’aumento salariale, è sapere cosa il lavoratore può ricevere in cambio del suo salario.

330- Anche il lusso moderno ha preferito la solidità e la preziosità alla decorazione. (…) La nostra educazione poggia sulla cultura classica. L’architetto è il muratore che ha studiato il latino. Ma gli architetti moderni sembrano piuttosto degli esperantisti . L’insegnamento moderno deve fondarsi sull’ornamento classico. /L’insegnamento classico, nonostante le differenze di lingue e di confini , ha creato l’unità della civiltà occidentale. Rinunciare ad essa equivarrebbe a rinunciare all’ultimo elemento unificatore. Perciò non solo bisogna coltivare l’ornamento classico, ma si devono studiare anche gli ordini e le modanature./ Nell’insegnamento del disegno l’ornamento classico svolge lo stesso ruolo della grammatica. Non vi sarebbe più motivo di studiare il latino, se si seguisse il metodo Berlitz. ALLA GRAMMATICA LATINA, ANZI A QUALSIASI GRAMMATICA IN GENERALE, DOBBIAMO LA DISCIPLINA DELLA NOSTRA ANIMA, LA DISCIPLINA DEL NOSTRO PENSIERO.

333- “Non guardi questo orrore, l’ho fatto dieci anni fa!” questo può averlo detto solo un architetto. MA  E’ NOTO CHE NON ANNOVERO GLI ARCHITETTI FRA GLI ESSERI UMANI./368- Le cose cambieranno soltanto quando gli uomini sapranno fare una distinzione chiara e precisa tra arte e artigianato, quando gli imbroglioni e i barbari saranno scacciati dal  tempio e, in una parola, quando la mia missione sarà compiuta./334- [ARTIGIANO ≠ ARCHITETTO (DESIGNER) ≠ ARTISTA : Nota mia]/ 329- Le persone che inventano questo genere di ornamento [i disegni dei tessuti] vengono chiamate , nel settore della produzione, disegnatori. Essi però non inventano gli ornamenti, semplicemente li combinano tendendo conto della moda e della domanda. La scuola non deve preoccuparsi dei futuri disegnatori. Essi si formano da soli.

338- La maggior parte dei lavori umani consistono di due parti: la distruzione e la costruzione. E quanto più grande è la parte distruttiva , anzi quando il lavoro umano è unicamente distruttivo , allora si tratta realmente di un lavoro umano naturale, nobile. [il gentleman, il contadino, il minatore compiono lavori umili semplici, distruttivi]/339- Chi non ha mai provato il desiderio di demolire qualcosa?/340- Il sarto prende le forbici e taglia. Questo è il momento più nobile, più umano del suo lavoro. Dopo il taglio, la stoffa deve essere cucita , un lavoro spiacevole, faticoso, inumano: costruire. Sappiamo che oggi esistono tagliatori e cucitori.

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