Simboli e percezioni (Bolter 1999)

15- L’idea di rimediazione è racchiusa in una straordinaria intuizione di circa quarant’anni fa , proposta nelle pagine iniziali di Understanding media: “il ‘contenuto’ di un medium è sempre un altro medium. Il contenuto della scrittura è il discorso, così come la parola scritta è il contenuto della stampa e la stampa quello del telegrafo”. Sulla basa di questa ipotesi, che viene formulata attraverso il concetto di REMEDIATION, Bolter e Grusin analizzano la struttura multimediale propria dell’epoc della digitalizzazione./ (…) I nuovi media segnalano allora una discontinuità di natura particolare nel persorso evolutivo (…) Straordinarie evoluzioni si sono determinate nella cultura occidentale per effetto dell’introduzione delle tecnologie della stampa  (…) ancor più profondo è stato il processo di remediation che si è prodotto nel corso del Novecento rispetto ai grandi media analogici (fotografia, cinema, radio, televisione) e alla loro capacità di rimodellare la natura , ma anche la dimensione percettiva e socialmente accettata delle forme artistiche ed espressive./ 18- I media digitali sono espressione di formati compiutamente ‘multimediali’ perché riformulano le modalità di rappresentazione dei media tradizionali e cercano di inglobale la loro specifica modalità di accedere alla realtà. Se la televisione è una semplice ‘finestra sul mondo’  i media digitali ‘assemblano’ una pluralità di differenti finestre sul mondo, si caratterizzano per la capacità incorporare al loro interno la tensione tra ‘guardare a’ e ‘guardare attraverso’: lo sguardo sul mondo torna a ricomprendere il FRAME (il medium) che rende possibile lo sguardo e la peculiarità della sua forma di costruzione della realtà: ha preso le mosse dai media alfabetici (libro, lettera) e ha incorporato la grafica statica (periodico illustrato, pubblicità), il suono e l’immagine in movimento (radio, televisione, cinema), le animazioni tridimensionali (videogioco).L’ambiente sperimentale rappresentato da Internet , da questo punto di vista, si è rivelato così duttile da riuscire a valorizzare entrambe le logiche della RIMEDIAZIONE: attraverso l’IPERMEDIAZIONE ha infatti recuperato e gestito l’IMMEDIATEZZA, come accade nelle finestre di comunicazione interpersonale (la trasparenza del contatto umano diretto) (…) Il concetto di RIMEDIAZIONE, dunque, esprime le modalità in cui formati anche molto diversi tra loro possono convivere in questi NUOVI AMBIENTI DI SINTESI fino a trovare una forma comunicativa autonoma e riconosciuta: formati che originano dal LOOKING e dal READING, dalla reticolarità e multilinearità dei link ipertestuali, fino alla carica emozionale e sinestetica dell’audiovisivo.

19- Dieci anni fa Bolter di fronte alla rivoluzione annunciata dei formati ipertestuali si domandava: ”Come può l’autore continuare a scrivere?” E provava a rispondere, accettando in pieno l’analisi post-strutturalista: “Può farlo accettando in pieno la natura di gioco della sua scrittura.” Tenendo fermo che “un testo elettronico che si rimodella di fronte a ogni lettore e ad ogni atto di lettura non sarà incoerente anche se (o proprio perché) abbraccerà le sue contraddizioni interne”. /(…) Ma ora il gioco è diventato molto  più complesso e affascinante, perché la scrittura non è limitata all’ambiente ipertestuale e al medium digitale per eccellenza (il personal computer): ha ormai coinvolto tutti gli altri schermi, anche quelli dei media più tradizionali, e ha il suo entro motore nelle strategie di RIMEDIAZIONE.

LA TEORIA

44-Come altri media si sono succeduti, a partire dal Rinascimento -in particolare la pittura in prospettiva, la fotografia, il cinema e la televisione. I nuovi media digitali fluttuano fluttuano tra immediatezza e ipermediazione, tra trasparenza e opacità. Questo movimento oscillatorio rappresenta la chiave di lettura per comprendere come un medium rimodelli i media che l’hanno preceduto e i suoi contemporanei. Sebbene ogni medium prometta di rinnovare i suoi predecessori, offrendo un’esperienza più immediata o autentica, questo istinto di riforma comporta una maggiore consapevolezza del nuovo medium in quanto tale. Di conseguenza l’immediatezza conduce all’ipermediazione. (…)

44- Le tecnologie della comunicazione formano un network, o un ibrido, che può esprimersi in termini fisici, sociali, estetici ed economici. L’introduzione di una nuova tecnologia non comporta solo la creazione di un nuovo hardware e software, ma piuttosto il modellamento ( il rimodellamento) dell’intero network. Il World Wide Web non è semplicemente un protocollo software che include testo e file di informazione. E’ anche, e soprattutto, la sommatoria degli usi cui viene piegato questo protocollo: usi che spaziano dalle applicazioni nel settore del marketing e della pubblicità, a quelle della scuola, nella creatività personale e così via. Questi usi fanno parte della nuova tecnologia tanto quanto il software che ne permette l’uso. Per questo motivo, e senza cadere nella trappola del determinismo tecnologico, possiamo affermare che le tecnologie della comunicazione svolgono la funzione di agenti nella nostra cultura.

PARTE PRIMA – LA TEORIA

  1. IMMEDIATEZZA, IPERMEDIAZIONE E RIMEDIAZIONE

42- Dobbiamo  a Focault la nozione qui usata di genealogia [= ‘analisi di lignaggio’ -siamo alla ricerca di affiliazioni piuttosto che di origini] (…) I tratti genealogici di nostro interesse saranno quelli di IMMEDIATEZZA, IPERMEDIAZIONE, RIMEDIAZIONE: in ogni caso dove Focault era interessato alle relazioni di potere, il nostro concetto di genealogia è piuttosto definito dalla relazione formale tra i media e all’interno dei singoli media, così come dalle relazioni di potere culturale e prestigio.

44- [Come affermano gli esperti di computer science lo scopo della realtà virtuale dovrebbe essere quello di incoraggiare nell’utente un senso di immediatezza trasparente: l’utente dovrebbe dimenticarsi che sta indossando un’interfaccia computerizzata e accettare l’immagine computerizzata come il proprio mondo visuale- IMMERSIVO = TRASPARENTE =INVISIBILE= 57- NATURALE vs  258- ARCHIVIO /132 – ARTIFICIALE = FASCINATORIO-> INTERFACCIA TRASPARENTE VS INTERFACCIA FASCINATORIA = 161 SEDUZIONE ESERCITATA SU DI NOI DAI MEZZI DI COMUNICAZIONE]

47- [Come i designer d’interfaccia contemporanei coloro che studiavano la prospettiva lineare [nel Rinascimento] promettevano immediatezza attraverso la trasparenza.-> nascondere il processo di lavoro attraverso il risultato finale (processo di lavoro = il sé dell’artista) -> 49-Anche la fotografia rimuove l’artista-> 52 l’effetto di fotorealismo ricercato dagli esperti di computer grafica= realismo ‘filmico’ nel settore dell’animazione computerizzata]/53- Se l’immediatezza è sostenuta dalla rimozione del programmatore/creatore dalla produzione dell’immagine, può anche essere raggiunta coinvolgendo molto più profondamente lo spettatore nell’immagine. Anche se la produzione di animazione computerizzata sembra essere totalmente automatica, lo spettatore riesce comunque a mantenere un ruolo interattivo, sebbene questa interazione possa essere assicurata semplicemente dalla capacità di cambiare il punto di vista(…) -> La sequenza [delle immagini] può anche essere messa sotto il controllo dello spettatore [≠ regista/montatore]come avviene per i videogiochi e la realtà virtuale.

52- Ogni nuova tecnologia definisce se stessa attraverso la relazione con precedenti tecnologie di rappresentazione: fotografia -> cinema -> grafica computerizzata]

55- Durante la seconda metà del XX secolo molti studiosi hanno negato recisamente che un’immagine possa offrire una presentazione del mondo più diretta di quella che si può avere con la parola scritta e parlata. Il loro approccio è stato generalmente quello di testualizzare l’immagine e quindi di abbracciare il discorso post-strutturalista: strategia che affiora nei lavori di teorici apparentemente lontani tra loro quali Derrida con il suo ON GRAMMATOLOGY (1976) e Nelson Goodman con il suo LANGUAGES OF ART. (…) Martin Jay (1993) ha dimostrato come quasi tutti gli scrittori francesi del ventesimo secolo abbiano cercato di addomesticare l’immagine attraverso il testo. / 56- Cristian Metz (1977) nella sua analisi sugli effetti nocivi del realismo sul grande schermo, sembra affascinato dal fatto che l’apparato cinematografico possa ipnotizzare lo spettatore convincendolo di essere testimone di un’esperienza in apparenza non mediata. / 55- Anche all’interno del mondo accademico , tra storici dell’arte e teorici della percezione la prospettiva ‘lineare’ è ancora considerata in qualche modo ‘naturale’ [Cfr. Gombrich] / 56- [La credenza nella realtà dell’immagine è un approccio ingenuo all’immediatezza e costituisce un delle due parti ugualmente necessarie alla LOGICA DELLA RIMEDIAZIONE, insieme alla logica della ipermediazione]

59- [Sulla storia della rappresentazione nel mondo occidentale-> 60 La logica dell’immediatezza è stata la forma dominante nelle modalità di rappresentazione del mondo occidentale.] / Se l logica dell’immediatezza tende a cancellare o a rendere automatico l’atto della rappresentazione [la prospettiva tende a uno SPAZIO UNIFICATO, da un unico punto di vista] la logica dell’ipermediazione riconosce l’esistenza di atti di rappresentazione multipli e li rende visibili [SPAZIO ETEROGENEO] -> [60- Trasparenza vs FASCINAZIONE dei media e dei processi di mediazione] / 62 [Spazi reali (pittoriali) vs spazi immaginari (informazionali)-> La Wunderkammern barocca come esempio di ipermediazione -> la pittura olandese  dove il mondo è costituito da una molteplicità di rappresentazioni (per es. Vermeer i cui dipinti abbondano di finestre, mappe, dipinti di dipinti, specchi, lettere lette e scritte) vs pittura rinascimentale, che è più unificata e nella quale i segni della mediazione venivano sistematicamente cancellati-> periodo in cui la prospettiva lineare e la cancellatura erano in ascesa (vs ‘Las meninas’ di Velasqez).]/ 63- La logica dell’ipermediazione può essere rintracciata anche nella tecnologia meccanica del diciannovesimo secolo [diorama, fenacitoscopio, stereoscopio] Agli inizi del diciannovesimo secolo si è consumato uno strappo nel momento in cui il punto di vista immobile garantito dall’uso della camera oscura e dalla pittura prospettica è stato sostituito dalla necessità di immortalare il movimento./ 64 [SOLO COL MODERNISMO C’E’ LA MESSA IN QUESTIONE DEL PARADIGMA DELLA TRASPARENZA (con collage e fotomontaggi: 67 guardare a  vs guardare attraverso)]/ 67 Mentre gli ingegneri cercano di mantenere l’illusione della trasparenza nella progettazione e nel perfezionamento delle nuove tecnologie, gli artisti esplorano il significato dell’interfaccia stessa , usando le varie trasformazioni dei media come se fossero la loro tavolozza (Rokeby) vs 68- la tecnologia sta diventando lentamente una seconda natura, un territorio allo stesso tempo esterno e interiorizzato, un oggetto del desiderio. Non c’è più alcun bisogno di rendere [la tecnologia] trasparente, semplicemente perché non si pensa più ad essa come in contraddizione con l’AUTENTICITA’ dell’esperienza. (Huhtamo)-> [SE L’IPERMEDIAZIONE NON POTESSE FORNIRE UN’ESPERIENZA AUTENTICA NON SI RIUSCIREBBE A SPIEGARE LA GRANDE INFLUENZA DI DETERMINATI PRODOTTI CULTURALI COME LA MUSICA ROCK:] 70- Agli inizi, quando la ‘rappresentazione dal vivo’ era considerata il marchio di riconoscimento della musica rock, le prime registrazioni aderivano alla logica della trasparenza e tentavano di esprimere questa tendenza. (…) Il World Wide Web, se si esclude la musica rock è forse la forma più importante di ipermediazione nella cultura contemporanea.-> la sostituzione rappresenta l’essenza dell’ipertesto e da un certo punto di vista l’intero WWW è un esercizio di sostituzione: ”la carta stampata rimane tale, il testo elettronico sostistuisce se stesso”->71- La nuova pagina richiama la nostra attenzione attraverso la cancellazione (interpenetrazione), la copertura (sovrapposizione) o la giustapposizioe (moltiplicazione della pagina precedente). (…) La sostituzione raggiunge la sua espressione più radicale quando il nuovo spazio creato appartiene a un medium diverso, per esempio quando l’utente clicca una frase su una pagina web e appare sullo schermo un certo tipo di grafica. [ipertesto = SFIDARE L’UTENTE A PENSARE PERCHE’ UN MEDIUM PUO’ OFFRIRE UNA RAPPRESENTAZIONE PIU’ ADEGUATA DI UN ALTRO] /

72- [Negli anni ’90 e ’30 produzione di versioni cinematografiche di romanzi classici a Hollywood] Questi film però non contengono alcun riferimento palese ai romanzi sui quali sono basati e certamente non lasciano trasparire che in realtà sono ADATTAMENTI. Riconoscere il romanzo all’interno del film avrebbe come conseguenza di interrompere quella continuità e quell’illusione di immediatezza che i lettori di Jean Austen si aspettano. (…) IL CONTENUTO E’ STATO PRESO IN PRESTITO, MA IL MEDIUM ORIGINALE NON E’ STATO ASSORBITO NE’ CITATO. QUESTA MODALITA’DI PRENDERE IN PRESTITO È ESTREMAMENTE COMUNE NELLA CULTUA POPOLARE CONTEMPORANEA, MA E’ ANCHE MOLTO ANTICA. Un esempio di vecchia data è dato da tutti quei dipinti che ritraggono storie prese dalla Bibbia o da altre fonti letterarie, dove in apparenza è solo il contenuto della storia che è preso in prestito. L’industria dell’intrattenimento chiama questi prestisti ‘riposizionamenti’, nel senso che ci si impossessa del contenuto di un determinato medium e lo si usa all’interno di un altro. Il riutilizzo comporta sempre necessariamente una ridefinizione, ma non può sussistere alcuna consapevole interazione tra i vari media. Se interazione si determina, essa esiste solo per il lettore o lo spettatore che è a conoscenza di entrambe le versioni ed è in grado di confrontarle. / Nell’introduzione a UNDERSTANDING MEDIA  (1964) McLuhan sottolinea che “il contenuto di un medium è sempre un altro medium. Il contenuto della scrittura è il discorso, così come la parola scritta è il contenuto della stampa e la stampa quello del telegrafo”. Come suggerisce questo esempio problematico, McLuhan non si riferiva al semplice RIPOSIZIONAMENTO, ma forse pensava a una modalità di prestito più complessa all’interno della quale un medium è incorporato o rappresentato all’interno di un altro medium. I pittori olandesi incorporavano nei loro dipinti mappe, mappamondi, iscrizioni, lettere e specchi. In realtà tutti gli esempi di ipermediazione che abbiamo proposto sono caratterizzati da questo tipo di presa in prestito, così come nella moderna e antica EKPHRASIS, la descrizione letteraria dei lavori di arte visuale [ = rappresentazione verbale di una rappresentazione visuale]. LA RAPPRESENTAZIONE DI UN MEDIUM ALL’INTERNO DI UN ALTRO VIENE DA NOI CHIAMATA RIMEDIAZIONE. / [Si possono distinguere modi di rimediazione differente a seconda del grado di competizione o rivalità tra i medium:

1.un medium precedente è rappresentato in forma digitale senza alcuna ironia o critica (per es. collezioni di fotografie o di testi letterari);

2. La versione elettronica viene offerta come miglioramento rispetto a quella precedente (enciclopedie);

3. Il nuovo medium può rimediare cercando di assorbire completamente il medium più vecchio, così da minimizzare la discontinuità tra i due ( per es. i videogiochi rimediano il cinema tanto che spesso sono chiamati “film interattivi”;

4. La rimediazione opera in entrambe le direzioni: gli utenti dei vecchi media come cinema e televisione possono cercare di appropriarsi e rimodellare la grafica computerizzata, così come gli artisti di grafica digitale possono rimodellare cinema e televione;

5. Il rimodellamento che avviene all’interno di un singolo medium, quando per es. un film prende in prestito elementi di un film precedente ( omaggio e competizione-> ‘ansia da influenza’ -Harold Bloom).]

  • MEDIAZIONE E RIMEDIAZIONE

79 – La logica della rimediazione qui descritta riprende il concetto formulato da Derrida per spiegare la mimesi (…) “La mimesi non indica la relazione tra due prodotti , ma indica la relazione tra due momenti produttivi. E di due libertà (…) La ‘vera’ mimesi accade tra due soggetti produttori e non tra due cose prodotte”. / Gli ipermedia e i media trasparenti sono manifestazioni contrapposte dello stesso desiderio: quello di oltrepassare i limiti della rappresentazione per giungere alla realtà. (…) Le applicazioni digitali trasparenti cercano di ottenere il reale negando coraggiosamente l’esistenza della mediazione; le applicazioni ipermediali cercano il reale moltiplicando la mediazione quasi all’infinito nel tentativo di ricreare la sensazione di completezza, una saturazione dell’esperienza che può essere scambiata per realtà. Entrambe queste movenze sono STRATEGIE DI RIMEDIAZIONE. / In questo contesto sono al lavoro due paradossi. Il primo è quello secondo il quale gli ipermedia sarebbero incapaci di acquisire dimensioni non mediate. [Si consideri per esempio l’indigestione di suoni e immagini che bombardano lo spettatore in un concerto rock degli Emergency Broadcast Network] L’idea di eccesso fa parte della musica popolare da sempre. Agli inizi questo eccesso era raggiunto semplicemente aumentando il volume, fino a quando il suono poteva entrare dentro di noi oltre che essere udito. Più di recente gli spettacoli dei musicisti pop hanno sottolineato la dimensione visiva della spettacolarità e la consapevolezza dell’operato di una molteplicità di media. (…) LA PRESENZA ECCESSIVA DEI MEDIA DIVENTA UN’ESPERIENZA AUTENTICA. (…) Lo spettatore fa esperienza di queste applicazioni ipermediali non attraverso uno sguardo unificato e fluido, ma dirigendo la propria attenzione per brevi momenti da una parte all’altra dello schermo. Siamo di fronte a un’occhiata rapida piuttosto che a uno sguardo prolungato (…) L’estetica dell’occhiata rapida rende lo spettatore consapevole dell’intero processo e non del solo prodotto [207- OCCHIATE FRAMMENTATE , OBLIQUE E IPERMEDIATE]. (…) Le applicazioni ipermediali, enfatizzando il processo, trovano una giustificazione al loro interno. Con i costanti richiami ad altri media e ai loro contenuti, le applicazioni ipermediali esigono la nostra attenzione come pura esperienza. (…) L’arte moderna prometteva l’autenticità dell’esperienza ed enfatizzava il processo della pittura./ Le applicazioni ipermediali digitali sono più vicine alla retorica eccessiva del primo modernismo che alle pratiche visuali del modernismo elitario. La retorica del CYBERSPAZIO ricorda il manifesto futurista di Marinetti. E inoltre, il rapporto che i patiti del cyberspazio hanno con le tecnologie di rappresentazione è simile alla relazione che Marinetti e i futuristi avevano con la forza motrice (macchine da corsa, aeroplani ecc.) / 81- Il secondo paradosso (…) è che le tecnologie digitali trasparenti finiscono sempre per essere rimediazioni, anche se -e in realtà proprio perché- sembrano negare la mediazione. (…) the wire “non è come la tv, è molto meglio”, ma nel dirlo ovviamente conferma quel modello di paragone che cerca di negare. (…) Allo stesso modo i videogiochi interattivi come Myst o Doom definiscono la loro realtà attraverso la tradizione della fotografia e del cinema- [film interattivi] / 82- La nostra cultura concepisce ogni medium o costellazione mediale come qualcosa che risponde a, ridispone, compete e riforma altri media. (…) Sembra che in questo momento storico nessun medium possa funzionare indipendentemente, costruendo il proprio spazio di significati culturali separato e privo di contaminazioni. // 82- E’ nel fatto che vecchi media possano rimediarne di nuovi che la nostra definizione di rimediazione può essere distinta dal concetto hegeliano di Aufhebung, per il quale le strutture storiche preesistenti (come il paganesimo) vennero sublimate o incorporate all’interno di nuovi sistemi (il cristianesimo). D’altra parte , come sottolinea Slavoj Zizek, è interessante, nell’utilizzare il sistema di pensiero hegeliano, osservare i momenti in cui queste nuove formazioni sono ancora in fieri, quando vengono percepite come momenti di rottura scandalosi. /. E’ proprio il tentativo di capire queste rimediazioni nel contesto storico in cui viviamo che costituisce il fulcro del libro.

 La doppia logica della rimediazione può funzionare sia esplicitamente che implicitamente e può essere riaffermata in differenti modi:

1. RIMEDIAZIONE COME MEDIAZIONE DI MEDIAZIONE (…) [83- Derrida ha sostenuto che tutte le interpretazioni sono re-interpretazioni. Come per questo post-strutturalista non esiste nulla prima della comparsa della scrittura, così per la nostra cultura visuale non esiste nulla prima della mediazione.(…)[sic!] “Il processo attraverso il quale vengono MEDIATIZZATE le forme di arte tradizionale. Esse giungono alla consapevolezza di essere media differenti all’interno del sistema mediatico nel quale la loro produzione interna costituisce essa stessa un messaggio simbolico e la presa di una posizione a proposito dello status del medium in questione” (Jameson) ]Secondo Jameson la MEDIATIZZAZIONE DELLE ARTI TRADIZIONALI è un processo di rimediazione nel quale i media diventano sistematicamente dipendenti l’uno dall’altro nel tentativo di acquisire rilevanza culturale./84-[Jameson sulla genealogia della rimediazione] Poiché abbiamo dovuto imparare che oggi la cultura è una questione mediale, abbiamo finalmente cominciato a capire che è stato sempre così, e che le forme e i generi più vecchi, o i più antichi esercizi spirituali o meditazioni, erano anch’essi, secondo modalità molto diverse, prodotti mediali. L’intervento della macchina, la meccanizzazione della cultura e la mediazione della cultura compiuta dall’INDUSTRIA DELLA CONSAPEVOLEZZA (…) Jameson insiste sul fatto che c’è qualcosa di caratteristico nella mediatizzazione della cultura contemporanea: i media visuali stanno sfidando la dominanza dei vecchi media basati sul linguaggio. [il flusso del video mette in questione le differenze fisiche e temporali che costituiscono l’essenza del significato linguistico]

2. RIMEDIAZIONE COME INSEPARABILITA’ DI MEDIAZIONE E REALTA’ 86- I mezzi di comunicazione funzionano come oggetti all’interno del mondo: all’interno di sistemi di scambio linguistici, culturali, sociali ed economici. I media sono ‘ibridi’ (Latour) e sono pertanto reali per le culture che li creano e li usano. / L’arte moderna ha giocato un ruolo determinante nel convincere la nostra cultura della realtà della mediazione. In molti casi la pittura moderna è parsa interessata non tanto a rappresentare il mondo esterno quanto a rappresentare se stessa. Paradossalmente eliminando il ‘reale’ o il ‘mondo’ come referenti , il modernismo sottolinea la realtà sia della pittura che dei suoi prodotti./87- [Mentre nella pittura tradizionale l’immediatezza si otteneva solo nascondendo i segni della mediazione] L’arte moderna è spesso considerata come reale o autentica, proprio perché si rifiuta di essere realista e l’esempio dell’arte moderna ci ricorda il bisogno di distinguere la mediazione e rimediazione dalla rappresentazione. (…) La pittura moderna raggiunge l’immediatezza non nascondendo la mediazione , ma prendendone consapevolezza. [la colonizzazione dello spazio tra lo spettatore e la tela]Come è possibile notare visitando ogni museo di tipo tradizionale, lo spazio tra lo spettatore e la tela è controllato, istituzionalizzato e vigilato come se fosse uno spazio speciale effettivamente, nel quale le persone si aggirano o aspettano prima del loro turno di visione.

3. RIMEDIAZIONE COME RIFORMA. 88- [il termine rimediazione è impiegato in campo educativo come eufemismo per indicare l’obiettivo di riportare gli studenti rimasti indietro a livelli accettabili di preparazione -> per indicare il ristabilimento dell’equilibrio in un ecosistema ‘danneggiato’-> rimediazione < lat. REMEDERI = CURARE, RIPORTARE IN SALUTE] /89-La presupposizione di un potere di riforma non è limitata ai soli media digitali. La fotografia fu interpretat come momento di riforma rispetto alla pittura illusionista e il cinema come riforma del teatro (nel senso che i primi spettacoli cinematografici venivano chiamati ‘fotodrammi’) /90- [La credenza nel potere delle tecnologie di riformare o di salvare la società è una promessa tipica della cultura americana. In Europa dalla rivoluzione francese la salvezza è stata definita in termini politici (estrema sinistra o destra)] Persino i marxisti tradizionali che credevano nel progresso tecnologico subordinavano il progresso al cambiamento delle strutture politiche./91- Latour sostiene che per centinaia d’anni gli esseri umani hanno costruito tecnologie proprio per prendere sul serio le nostre differenze culturali.

  • NETWORKS DI RIMEDIAZIONE

93- Noi proponiamo una semplice definizione: un mediumè ciò che rimedia. Un medium si appropria di tecniche, forme e significati sociali di altri media e cerca di competere con loro e di rimodellarli in nome del reale. Nella nostra cultura, un medium non può mai funzionare in totale isolamento, perché deve instaurare relazioni di rispetto e concorrenza con altri media. [stampa:manoscritto = computer : macchina da scrivere (prima il computer era solo una macchina da calcolo)] /96- Gli aspetti economici della rimediazione sono stati riconosciuti dai ‘cultural studies’. Ogni nuovo medium deve trovare la propria collocazione all’interno della struttura economica, sostituendo o aumentando le possibilità delle scelte disponibili: l’accettazione popolare e di conseguenza il successo economico può venire solo convincendo i consumatori che il nuovo medium migliora le esperienze di quelli precedenti. /99 La rimediazione delle pratiche materiali è inseparabile dalla rimediazione delle convenzioni sociali, in primo luogo perché i praticanti del nuovo medium intendono aspirare allo stesso status di coloro che lavoravano con un medium precedente. Le celebrità del grande schermo coltivano l’ambizione di essere considerate artisti allo stesso livello degli attori di teatro e, almeno a partire dagli anni Cinquanta, i registi vogliono essere considerati ‘autori’.

101- Le due logiche della rimediazione hanno una dimensione sociale che possiede un significato sia per gli utenti sia per i praticanti. Fino ad ora abbiamo usato il termine IMMEDIATEZZA in due sensi: uno epistemologico e uno psicologico.

  1. In senso epistemologico immediatezza significa trasparenza, ovvero assenza di mediazione o di qualsiasi tipo di rappresentazione. Questa nozione implica che un medium possa cancellare se stesso, lasciando lo spettatore alla presenza dell’oggetto rappresentato, favorendo così l’esperienza diretta dell’oggetto.
  2.  In senso psicologico l’immediatezza dà nome alla sensazione dello spettatore che il medium è scomparso e che gli oggetti sono sotto i suoi occhi: una sensazione che definisce l’esperienza come autentica.

100- Anche il termine IPERMEDIAZIONE ha due corrispondenti significati.

  1. In senso epistemologico l’ipermediazione corrisponde all’opacità: al fatto che quella conoscenza del mondo ci perviene attraverso i media. Lo spettatore riconosce di essere alla presenza di un medium e impara grazie a diversi atti di mediazione o apprende la mediazione stessa.
  2. Il significato psicologico dell’ipermediazione è l’esperienza che lo spettatore vive in presenza dei media e alla presenza dei media: è il fatto di insistere che l’esperienza del medium è essa stessa un’esperienza della realtà. Il richiamo all’autenticità dell’esperienza è ciò che tiene insieme la logica dell’immediatezza e quella dell’ipermediazione.

102– I concerti rock sono eventi ipermediati che nessuno interpreta come trasparenti, nel senso che la presenza dei media non può essere dimenticata né cancellata. I fan a un concerto rock, però, se si mettono in relazione con i media stessi ( il suono, le luci, le immagini trasmesse) raggiungono un’esperienza che considerano autentica, mentre coloro che si tengono a distanza da questo tipo di esperienza [per es. gruppi religiosi] la respingono o non provano nulla. Questa forma di distanziamento almeno in parte dipende dall’appartenere a specifici gruppi sociali. (…) La musica rock si aspetta , se pure non lo richiede espressamente, che lo spettatore/ascoltatore venga intimamente coinvolto dall’ipermediazione, che si abbandoni completamente alla musica. Questo lasciarsi andare è quanto di più minaccioso si possa immaginare perché non c’è null’altro al di là del medium -nessun mondo all’interno del quale l’utente può entrare- a differenza di ciò che accade nel modo convenzionale con cui i media rappresentano il mondo , come ad esempio la pittura che utilizza la prospettiva lineare. Ciò che la musica rock sembra offrire (e in realtà ciò che l’opera wagneriana offriva al pubblico della Germania del diciannovesimo secolo, o la melodia del flauto nella Grecia platonica) è pura esperienza, pura autenticità, reale senso che la percezione dello spettatore non può essere mistificata.

103- ciò che viene interpretato come trasparente o immediato dipende dalla costruzione sociale dell’immediatezza, ma la costruzione sociale dell’immediatezza non è arbitraria o del tutto inconsapevole dei dettagli tecnici. È stato relativamente semplice costruire la prospettiva lineare come trasparente e naturale proprio perché questa costruzione può mobilitare la fisica (occidentale) della luce e della visione. [non è assolutamente utile cercare di ricondurre ciascuno aspetto dei media a tutti gli altri. Questo ragionamento è applicabile anche all’economia dei media, alla quale i marxisti tradizionali (e i liberisti) cercano di ridurre tutti gli altri aspetti]

103- [dimensioni politiche della rimediazione] La tesi principale svolta da Benjamin è che la riproduzione meccanica produce un cambiamento fondamentale nella cultura dell’arte, un cambiamento che distrugge l’AURA dell’opera d’arte rimuovendola dal contesto di rituali e tradizioni all’interno dei quali l’arte si è storicamente trovata. Prendendo come esempio la fotografia e il cinema, Benjamin premette che la tecnologia crea un nuovo tipo di potenziale politico o rivoluzionario per l’arte di massa, un potenziale che può anche essere pericoloso, proprio come dimostra nella parte finale del suo saggio che analizza il lavoro di Marinetti e dei Futuristi. / La tesi di Benjamin che le tecnologie della riproduzione meccanic avessero una ricaduta politica trova oggi un corrispettivo nella pretesa, avanzata da alcuni sostenitori entusiasti [Rheingold] secondo la quale i nuovi media e Internet in particolare saranno in grado di produrre un nuovo tipo di democrazia. [democrazia trasparente nella quale il medium della rappresentanza politica scompare] (…) Benjamin comincia con l’affermazione che la tecnologia del cinema o più in generale la riproduzione meccanica SPEZZA L’AURA DELL’OPERA D’ARTE DIMINUENDO O FACENDO SCOMPARIRE DEL TUTTO LA DISTANZA TRA L’OPERA D’ARTE E IL PUBBLICO. L’opera d’arte non più collocata nella cattedrale o nel museo [?] è adesso più vicina allo spettatore. A prima vista Benjamin sembra suggerire che la riproduzione meccanica risponde e soddisfa il desiderio di immediatezza trasparente, perché, rimuovendo l’aura, l’opera d’arte diventa formalmente meno mediata e psicologicamente più immediata. Ma d’altro canto il concetto di riproduzione meccanica avanzato da Benjamin sembra anche evocare un certo tipo di fascinazione rispetto ai mezzi di comunicazione. Per questa ragione Benjamin contrappone l’atto di vedere un film all’esperienza di contemplare un dipinto. Diversamente dallo spettatore cinematografico , chi osserva un dipinto è assorbito dall’opera , COME SE IL MEDIUM SCOMPARISSE ALL’IMPROVVISO. Forse per Benjamin l’immediatezza offerta dal cinema è quel tipo di immediatezza che abbiamo precedentemente identificato come espressione della fascinazione degli stessi media: il riconoscimento dell’esperienza della mediazione.(…) Benjamin sembra credere che (…) in un periodo come quello contemporaneo , nel quale i media e il processo di rimediazione sono riconosciuti e apprezzati in maniera più diretta, sembra che l’obiettivo estetico e le conseguenze politiche siano differenti. L’opera d’arte contemporanea sembra offrire ‘un aspetto della realtà che non può essere scisso dalla mediazione o dalla rimediazione’ e allo stesso tempo sembra che i nuovi media cerchino precisamente di presentarci ‘un aspetto della realtà che è libero da tutte le mediazioni’. In questo modo la rimediazione non distrugge l’aura dell’opera d’arte, al contrario sembra trasformarla in altre forme mediali. [sic!]

106- [contro il determinismo tecnologico-> Williams vs McLuhan-> 108 Possiamo rifiutare il determinismo di McLuhan e allo stesso tempo apprezzare ancora la sua analisi sul potere di rimediazione dei vari media]/ Williams ha sostenuto che gli agenti sociali rappresentano quell’insieme di limiti e pressioni da cui sono interessate ma mai controllate le pratiche sociali.

109- Gli individui, i gruppi e le istituzioni che creano e usano i media digitali considerano questi mezzi come forme migliorate. -> i media produco effetti ma questi effetti sono spesso vincolati e ibridi [Latour?]

110- [La rimediazione dello sguardo] Il desiderio di immediatezza visuale è prettamente maschile/ 112 [sulle tecnologie che usano l’immediatezza vs una serie di relazioni di rimediazione con una varietà di altri media (vs medium isolato)]/114- La spettatrice è esclusa da qualsiasi partecipazione quando lo sguardo maschile trasparente è al lavoro(….) [In termini formali-> desiderio di immediatezza = andare oltre il medium = raggiungere gli oggetti della rappresentazione /252 – ipermediazione = pratiche sessuali polimorfiche] / 113 – [In una cultura saturata dai media come la nostra -> desiderio di immediatezza (≠ distanziamento) e seduzione del medium (= adattamento]/ 115- la futilità dell’affermazione che una qualsiasi tecnologia possa cancellare se stessa / [normale/normativo -> = trasparente vs molteplice/deviante = ipermediato]

I MEDIA

  1. COMPUTER GAMES

116- [La trasparenza ha bisogno dell’ipermediazione /118- STRUTTURE FORMALI E SOCIALI DEI MEDIA / Strategie inventate da designers/creatori e poi sanzionate da forze sociali più vaste/ 119 –[Rimodellare un’esperienza (reale o mediatica)/ 120- I VIDEOGIOCHI ILLUSTRANO IL COMPUTER COME BENE DI CONSUMO DI MASSA/121- Il gioco indicò i nuovi obiettivi, sia formali che culturali della tecnologia digitale/ 123- La tv usa più frequentemente la logica dell’ipermediazione di quanto non faccia il cinema/123- i videogiochi sono giocati attraverso apparecchiature televisive ma migliorate attraverso l’interattività/123-124- Una lettura ideologica del significato ideologico del videogioco assume che lo scopo ultimo del giocatore sia ristabilire lo status quo così, se anche la violenza del videogioco sembra antisociale , il risultato non lo è. / 124- funzioni del videogico: 1. Monitoraggio (130 funzione di controllo che i computer games condividono con la tv) e 2. Narrativa /128- [Opera di appropriazione e rimediazione compiuta da MYST rispetto al mezzo cinematografico / 131- Censura immediata di film e tv vs censura di libri-> PERICOLOSITA’ DELL’IMMEDIATEZZA FOTOGRAFICA E PORNOGRAFICA/138- poteri di immediatezza delle nuove tecnologie/ 132-TRASPARENZA = cercare di cancellare l’interfaccia dalla consapevolezza dell’utente / La critica femminista ha sostenuto che il FILM come i videogiochi sono esperienza visuale totalmente distinta dalla corporeità/ 135- Nuova esperienza = giochi elettronici ≠mondofisico]

  • FOTOGRAFIA DIGITALE

138-[Barthes su fotografia come compresenza di oggetti / quando un medium ne rimedia un altro fino a farlo scomparire (computergrafica e fotorealismo) /ETA’ POST-FOTOGRAFICA E FINE DELL’ATTENDIBILITA’ DELL’EVIDENZA FOTOGRAFICA / 142- La fotografia come arte ideologicamente e politicamente impegnata /Ci disturba dover riconoscere la possibilità che ogni fotografia venga digitalmente alterata->la tecnologia digitale può scuotere la nostra fede nella trasparenza della fotografia / 143 Nessuno ha mai studiato la nozione di fotografia come desiderio di immediatezza più eloquentemente di Roland Barthes nel suo LA CAMERA CHIARA (1980) /145- Ci troviamo ora a osservare fotografie tradizionali con la nostalgia per il tempo in cui la tecnologia digitale non esisteva e non poteva perciò frapporsi tra lo spettatore e il suo desiderio. Allo stesso tempo diventiamo coscienti degli interventi e delle scelte necessarie compiute dalla fotografia analogica nel secolo diciannovesimo e ventesimo. Non è allora un caso che alcune voci (come quella del teorico Nelson Goodman nel suo ‘Languages of art’, levatisi contro l’immediatezza della fotografia, siano cresciute d’intensità negli anni sessanta, diventando sempre più forti e insistenti nei decenni successivi, in concomitanza con la crescita e la sofisticazione dei processi meccanici e di manipolazione digitale delle immagini. Non è nemmeno un caso che la versione originale del libro di Barthes, ‘La chambre claire’, sia apparsa nel 1980 (contemporaneamente allo sviluppo e alla vendita dei primi personal computer) quasi all’ultimo istante in cui uno scrittore sofisticato poteva ancora sostenere che un’immagine analogica non fosse una rappresentazione del soggetto della foto, ma una sua emanazione.

  • GRAFICA IPERREALISTICA

150- [La moltiplicazione e la sostituzione sono caratteristici dell’ipermediazione / dipinti basati su fotografie vs dipinti di fotografie ->liberarsi dall’autoespressione come cliché e trappola ->foto realismo vs espressionismo astratto del modernismo-> come ottenere immediatezza-> iperrealismo/ 154- l’ipermediazione diventa rappresentazione del desiderio di immediatezza -> artista = ricercatore di immediatezza.] 158 – Il fatto di poter ricreare luci e colori in forma iperrealistica [vs stampe in bianco e nero delle fotografie] può diventare parte integrante del significato dell’immagine, che così passa dall’immediatezza all’ipermediazione.-> [161- Dalla semplice espressione del desiderio di immediatezza alla seduzione esercitata su di noi dai mezzi di comunicazione] /164- [ricercatori ≠ creatori di grafica digitale]

  • ARTE DIGITALE

[165 – E’ LA PRATICA DELLA RIMEDIAZIONE CHE UNISCE FRA DI LORO LE DIVERSE FORME DI ARTE DIGITALE / 171- Arte colta come semplice esercizio stilistico vs illustrazione popolare -> 171 La scelta stilistica come fatto personale piuttosto che come frutto di imperativi estetici e culturali/ 173 Stili dell’arte elitaria vs stili dell’arte di massa -> rimediazione all’indietro (rimediare storie, miti, leggende) come nei lungometraggi Disney /

  • CINEMA

178- [GENERI TRADIZIONALI CHE IL PUBBLICO PERCEPISCE COME IMMEDIATI / narcisismo e ipermediazione /181- L’immediatezza trasparente dello stile classico di Hollywood/ Lumiere e la trasparenza -> dualità del guardare a e del guardare attraverso (modernismo) /CINEMA D’ATTRAZIONE VS CINEMA NARRATIVO/ 187 –NARRAZIONE (=IMMAGINAZIONE = MENO IMMEDIATEZZA) VS ATTRAZIONE /

  • REALTA’ VIRTUALE

192- La realtà virtuale trasforma il computer in un processo di percezioni (≠ manipolatore di simboli) / La realtà virtuale può rimediare tutte le tecnologie del punto di vista precedentemente sviluppate (195. Cinema = tecnologia del punto di vista) / 193- [REALTA’ VIRTUALE = CYBERSPAZIO -> La stampa parla, il cinema parla vs realtà virtuale che assegna un corpo > bisogna ancorare la realtà virtuale alla storia della rappresentazione /195– SE LA REALTA’ VIRTUALE PUO’ PROVOCARE EMOZIONI, COME FA LA NOSTRA CULTURA A NEGARE CHE L’ESPERIENZA DELLA REALTA’ VIRTUALE SIA AUTENTICA? / 196 – La realtà virtuale riguarda la definizione del sé [Gibson e Neuromancer]

  • SPAZI [pubblici] MEDIATI

199- Per decenni abbiamo riempito i parchi a tema, i centri commerciali e le strade cittadine di media complementari e in concorrenza tra loro; questi spazi infatti hanno contribuito a rimodellare e sono stati a loro volta rimodellati da quotidiani, dai periodici, dalla radio, dalla televisione e dal cinema. Nell’attuale momento storico i nostri spazi pubblici stanno entrando in un diverso insieme di relazioni che esprime la tendenza alla rimediazione introdotta dalla multimedialità, dal cyberspazio del World Wide Web e altri servizi di comunicazione propri di Internet. Il mondo del cyberspazio, che si ritiene immateriale, è a sua volta un riflesso e una estensione degli spazi pubblici dei media. / Negli spazi altamente mediatizzati dei parchi di divertimento e dei parchi a tema predomina la logica dell’ipermediazione. I parchi sono pieni di visioni e sonorità che originano da diversi media, e le attrazioni richiamano e rimodellano l’esperienza del varietà , del teatro, del cinema, della televisione e della musica registrata.

200- [parco a tema vs tetra monotonia di appartamenti in affito / Biancaneve come rimediazione di un film di Hollywood /202- Biancaneve come rimediazione di un film di Hollywood/ 203- Trasparenza di una storia vs autenticità di un’emozione. /204- Il  parco a tema rimodella la piccola città USA/Anche il cinema ha avuto la funzione di rimediare le attrazioni offerte dalla città]

207. Il centro commerciale, nel momento in cui celebra altri aspetti del capitalismo, celebra allo stesso /tempo l’ipermediazione della nostra cultura e crea UNA VERSIONE POST-MODERNA DEL FLANEUR, il cui sguardo , mentre passeggia, in un ambiente saturo di media che si contendono la scena, è fatto di OCCHIATE FRAMMENTATE , OBLIQUE E IPERMEDIATE.

208 [L’ipermediazione dei non luoghi] Nonostante gli sforzi per identificare ogni centro commerciale , dandogli un nome e talvolta un tema, in realtà questi luoghi sono anonimi, forse perché(…) il consumismo capitalista richiede uniformità al di là della varietà. (…) I centri commerciali condividono la qualità di essere ‘staccati’ dall’ambiente che li circonda con altri spazi ad alto tenore tecnologico come gli aeroporti, i supermercati, i cinema multisala[ =non-luoghi dell’antropologo Marc Augé]/ 209- [Ipermediazione dei non-luoghi ≠ storia locale, vicinato]/ 212 – Se i governi non hanno sovranità nel cyberspazio è perché il cyberspazio è un non-luogo (≠ mondo parallelo)-> Il rifiuto espresso di Barlow di considerare Internet una parte della società e della storia tradizionale è stato ripreso, con meno retorica, da molti altri scrittori per i quali il cyberspazio è diventato un concetto teologico./ Subordinazione teologica della natura nella pittura italiana del ‘500 (spazi a finestre vs finestre su computer) vs pittura dell’800-> [cyberspazio vs natura]/ 213Noi ora abitiamo il cyberspazio come le precedenti generazioni abitavano la natura o quelle ancora più remote abitavano in un mondo centrato sul senso del divino./214 [Cyberspazio = sogno di trascendere il mondo fisico] /215- La rilevanza della condizione sociale di un cittadino proprietario di computer e appartenente alla società globalizzata è parte costitutiva di Internet quanto i routers e i protocolli./Rifiuto del mondo materiale e del corpo umano da parte degli appassionati del cyberspazio.

  • TELEVISIONE

217- [La televisione ha sempre attinto ad altri media = ipermedia/ 220- Un film è sempre DISTANZIATO, sul piano temporale, dal proprio pubblico vs Tv “dal vivo”. /224- Immediatezza ≠ schermo unico e trasparente/eventi che resistono all’ipermediazione in tv -> punti di vista non naturali per lo spettatore] 228 – GLI SPETTATORI FANNO ESPERIENZA DI SE’ IN QUANTO ESSERI SOCIALIZZATI , IN QUANTO MEMBRI DI UNA SOCIETA’ CHE SI COSTITUISCE SU BASI ELETTRONICHE TUTTE LE VOLTE E PER TUTTO IL TEMPO CHE GUARDANO LA TV./

  • IL WORLD WIDE WEB

229-[MEDIA di tipo alfabetico = libro, lettere, report/ 233- Il web rimedia tutti i media->esistono diverse strategie di ipermediazione: da quelle più rispettose a quelle più radicali/ 236- MEDIA TRASPARENTI VS SEMPLICE PROSA SCRITTA / MEDIA PIU’ RECENTI BASATI SU PERCEZIONI (radio, tv, telefono] / 240- Le webcam rivelano anche un altri modi in cui subiamo il fascino dei media

  1. UBIQUITOUS COMPUTING

250. Un mondo in cui tutto diventa medium dal momento che ogni cosa è o contiene uno strumento computerizzto/ ubiquitous computing come forma estrema di ipermediazione [culturale]/253 – ubiquitous computing e rete di strumenti di mediazione e di monitoraggio/

  1. CONVERGENZA [= RIMEDIAZIONE = 128- APPROPRIAZIONE?]

258– LA CONVERGENZA [TRA I MEDIA] NON E’ ALTRO CHE RIMEDIAZIONE CHIAMATA IN ALTRO MODO/ Gli editori di Wired hanno ragione di sostenere che il mondo della finanza vuole che la rimediazione funzioni a senso unico nella riformulazione di Internet in televisione/ La convergenza di tre tecnologie: telefono, tv e computer/ Il web viene rifiutato perché rimedia la cultura del libro stampato [ARCHIVIO VS IMMERSIONE]/ [LIBRO VS IMMEDIATEZZA DEI MEDIA DI TIPO VISIVO-> Retorica della Realtà Virtuale = immediatezza dell’esperienza attraverso la trasparenza del medium.

IL SE’

265-[Noi impieghiamo i media come veicoli per definire l’identità personale e culturale/ ci identifichiamo nelle voci della narrazione scritta]

266 [SE’ INTERCONNESSO VS SE’ IMMERSO -> pro esperienza reale o autentica.

269-Il desiderio di esprimere sé stessi attraverso i media (artistici) è uno dei tratti caratteristici del romanticismo e ha preceduto di gran lunga lo sviluppo dei media digitali. Il filosofo S. Clavel ha notato come il desiderio di autoespressione sia frutto del desiderio nei confronti del reale: “Ciò che la pittura [tradizionale]voleva ottenere , cercando un collegamento con la realtà, era un senso di essere PRESENTI, non tanto la constatazione della presenza del mondo per noi stessi, quanto la nostra presenza in questo mondo. (…) La strada verso la presa di coscienza dell’esistenza del reale si raggiunge attraverso il riconoscimento della presenza ininterrotta del sé”. Come Clavel sottolinea, la strategia per ottenere questo tipo di relazione non mediata è transitata, grazie al Romanticismo, dall’enfasi posta sul mondo come oggetto (mimesi) allo spettatore come soggetto (espressione). (…) Se il soggetto dell’Illuminismo si accontentava di fermarsi a guardare attraverso la cornice della finestra, il soggetto romantico vuole andare più vicino. E ancora, se il soggetto romantico era convinto che era responsabilità del sé, e rientrava nei poteri del sé, intraprendere la ricerca attiva della realtà, la modernità è andata oltre nell’esporre “la presenza ininterrotta del sé” a se stesso..

271- [La nostra cultura e l’assalto frontale al problema della rappresentazione/272- desiderio di immediatezza = desiderio maschile/ definizione del sé in assenza del corpo/ negazione della mediazione che avviene nelle tecnologie trasparenti/ IL CORPO COME MEDIUM -> IL CORPO NON COME OGGETTO DEL DESIDERIO MA COME OGGETTO DI PROGETTAZIONE / Il sé incarnato e mediato dal corpo/ 278- visione posizionata = relativismo culturale = multiculturalismo]

279- La cultura occidentale dal Rinascimento fino a pochi decenni fa, ha interpretato l’atto dell’esplorare come un dato pienamente positivo: il viaggiatore esplora lande lontane, lo scienziato indaga e rivela i segreti della natura e così via. Solo recentemente alcuni studiosi [Post- moderni?] sono giunti a riconoscere che, in assenza di una visione posizionata, queste esplorazioni si trasformano in veicoli di sfruttamento e dominazione, sia della natura che delle culture indigene. Ciononostante, la libertà di muoversi nello spazio è stata valutata positivamente , e ancora lo è nell’era dei media digitali. Non è un caso che molti fanatici delle tecnologie digitali lo siano anche dei viaggi nello spazio, particolare che li associa a politiche conservatrici ed estremamente individualiste. (…) D’altronde poiché questa libertà di muoversi attraverso spazi incarnati o nel cyberspazio può divenire libertà di avanzare pretese in ambito fisico o intellettuale, gli scrittori post-moderni e post-coloniali hanno giustamente espresso le loro riserve in materia.

280- [Empatia e punto di vista altrui-> oggi (≠ 800) costruzione visiva dell’empatia/281- L’empatia oggi come modalità di conoscenza (≠ ragione illuministica) /277- [Sé virtuale (= io cartesiano) vs 291-sé interconnesso] / 283- La prospettiva diventa il luogo di tutta la conoscenza perché un mondo virtuale è un simulacro in cui non c’è nulla da conoscere tranne i sensi: non c’è nulla dietro le  immagini.

286- [CONOSCENZA ATTRAVERSO EMPATIA VS CONOSCENZA ATTRAVERSO SIMBOLI ->la vista come il  più astratto e il più astraente dei sensi]/ [La nozione di sé promessa dalla realtà virtuale e dal cyberspazio -> VIVERE ALLA MANIERA DEGLI ALTRI. /Tecnica dell’immersione vs tecnica della pittura prospettica/287- SOGNO RAZIONALISTA E LUNGA TRADIZIONE OCCIDENTALE DEL RIFIUTO DEL CORPO/288- Il tatto e la collisione dei corpi come mediatore dell’esperienza di realtà/ la rimediazione del corpo nella realtà virtuale/291- multimedialità e artificialità dell’esperienza tecno-rock/295- Nell’800 il sesso come forma di perfetta immediatezza/298- Romanzo e biografia testuali vs rimediazioni offerte da una tecnologia basata su immagini/ 304- affollamento di immagini = logica dell’ipermediazione/ ESPRESSIONE (POST-MODERNISMO?) VS INNOVAZIONE (MODERNISMO)

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