Una società dell’apprendimento? (2002)

8- [Dalla società educante alla learning society, intesa come società della conoscenza e/o dell’apprendimento] (…) la conoscenza o l’apprendimento (…) come ‘concetti chiave’ capaci di mettere in luce i caratteri specifici, inediti delle moderne società complesse, e insieme la direzione o l’orizzonte di un possibile futuro. (…) [Nel libro bianco della Commissione UE Crescita, competitività, innovazione (1994)] la società viene ad essere definita quale società dell’informazione,in quanto basata sui servizi offerti dalle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni che fungono da supporto alle attività umane, rappresentando così uno sconvolgimento del tradizionale assetto sociale, ma offrendo al contempo nuove opportunità occupazionali.

9- [Società della conoscenza = società che apprende  [NUOVO ASSETTO SOCIALE?](centralità del soggetto) ->rischio di esclusione]/ 19- [SOCIETA’ CHE APPRENDE VS SOCIETA’ EDUCANTE]

10- [Formazione per il cambiamento e per l’innovazione /11- nuovo ordine mondiale / 12- Stati e attori transnazionali

14- [diritto a una cittadinanza attiva -> come fattore di coesione sociale (dopo lo sconvolgimento dell’assetto sociale tradizionale?) -> LIFEWIDE LEARNING]

15- [Apprendimento formale (scolastico), non formale (esplicito in azienda), informale (tacito nelle esperienze di vita?)]

16- [apprendimento nell’ambito della vita sociale-> crescita dell’individuo e politiche dell’istruzione]

17- [EDUCAZIONE PERMANENTE (Termine anni ‘70=POST-SCOLASTICA Cfr. 83) come sviluppo dell’individuo che diviene sempre più se stesso attraverso le diverse esperienze di vita: attrezzare gli individui affinché possano essere soggetti e strumenti del loro sviluppo]/EDUCAZIONE PERMANENTE (≠ FORMAZIONE RICORRENTE) =REALIZZAZIONE DEL SE’ NELLA SUA GLOBALITA’, ossia in ambito lavorativo, personale, sociale = NUOVO APPROCCIO TEORICO ED OPERATIVO] -> 18- In tempi più recenti il concetto di educazione permanente viene rivisitato. A cominciare dagli anni novanta si sviluppa la prospettiva politico-politico-strategica dell’apprendimento a tutte le età o durante tutta la vita. Si dà del concetto di educazione permanente una lettura che tenta di superare i limiti sia dell’accezione esclusivamente ideologica [utopia, progetto per l’emancipazione di gruppi, classi sociali ecc.], sia della logica esclusivamente compensativa (nel senso di colmare le carenze di scolarità per gli esclusi dai percorsi di istruzione [apprendimento nelle fasi della vita diverse da quelle tradizionalmente riservate all’istruzione e alla formazione/ NUOVE IDEE SCIENTIFICHE SU MATURAZIONE/SVILUPPO/CRESCITA DEGLI ESSERI VIVENTI + NUOVO INTERESSE PER L’INDIVIDUO] / 20 [Educazione permanente = apprendimento a tutte le età -> per partecipare e dare un senso agli accadimenti]/ Educazione permanente come LOGICA AGGIUNTIVA (compensazione carenze o miglioramento saperi) ≠ LOGICA PROCESSUALE ATTUALE (21 = PROCESSO DI TRANSIZIONE VERSO LA SOCIETA’ DELLA CONOSCENZA)

21- [Dalla dimensione istituzionale al soggetto-> Diversità dei luoghi e dei contesti di apprendimento-> Offrire opportunità di formazione il più possibile vicine per sollecitare tutti i cittadini a cooperare attivamente con effetto di cambiamento dotato di stabilità]/23 [pro competenze strategiche (per es. cittadinanza attiva)/ Opportunità che si rivolgono ai soggetti in età adulta-> età definite a più alta intensità di apprendimento

24- [EDA (=Educazione degli Adulti)-> non più solo diritto ma “chiave del XXI secolo”/ costitutiva delle prospettive di gestione del cambiamento e dell’innovazione -> pro MODIFICAZIONI QUALITATIVE NEGLI INDIVIDUI (PROTAGONISMO) = favorire e facilitare l’acquisizione e lo sviluppo dei saperi e delle abilità necessarie per l’assunzione dei compiti e per l’esercizio della vita adulta (intenzionalità = protagonismo)

25- [Storia personale della formazione] Tutte quelle circostanze che inducono gli adulti a rivedere il proprio ruolo e i propri compiti in relazione a se stessi e agli altri (Demetrio)[26- valendosi di ogni esperienza di tipo casuale o intenzionale]

ESSERE ADULTI: TEORIE E MODELLI D’APPRENDIMENTO

31- [Vecchie teorie psicologiche stadiali: stadio adulto come apice dello sviluppo possibile/ I teorici dell’identità come teoria e modello dello sviluppo umano mettono in crisi il concetto di un arresto dello sviluppo in una determinata fase della vita] /36- Si viene inoltre a sottolineare come il cambiamento debba considerarsi costante e ineliminabile nello sviluppo individuale , in una visione “pluri-identitaria” dello sviluppo individuale. [a proposito di sviluppo cfr pag.75 ->] Nel 1996 con la pubblicazione da parte dell’Unesco del Rapporto Delors, Nell’educazione un tesoro, il concetto di ‘apprendimento lungo il corso della vita’ veniva ad essere identificato come una vera e propria ‘chiave di sviluppo’ per il XXI secolo.

32- In linea con le teorie psicoanalitiche dello sviluppo processuale di stampo freudiano Erikson (1975) identifica nell’adulto una capacità d’azione di tipo funzionale , estranea al bambino. [Adulto (scopo) vs bambino (soddisfazione primaria)] Ma al contrario di quanto fa la psicoanalisi Erikson non considera l’età adulta una tappa conclusiva, un fine ultimo dello sviluppo. [teoria ‘epigenetica’ di Erikson, nel senso che ogni nuovo aspetto che si presenta nel corso dello sviluppo umano è potenzialmente presente prima della sua effettiva emergenza, così come l’embrione che, pur avendo origine da un tutto indifferenziato e non preformato, possiede già in sé i caratteri distintivi che ne determinano l’evoluzione. /33- [compiti evolutivi delle diverse età: adulti intorno a 40-60 anni.]

34- [Esperienze apicali di Maslow (= essere genitore, esperienza mistica, momento creativo) vs 36- corso della vita come processo di crescita multidimensionale (il soma, la psiche e l’ethos o cultura di Erikson) e multi direzionale /[ Superare i conflitti interni e sperimentare il grado massimo della propria identità = Lewinson e la struttura della personalità adulta = 35 il Sé come struttura della vita individuale./ [‘Eventi marcatori’ e superamento delle teorie stadiali-> sul concetto di età: cronologica, biologica, personale e sociale-> spesso c’è una distanza tra la rappresentazione (sociale) e la percezione (individuale) dell’età]

39- Teorie per la predisposizione di interventi educativi rivolti a soggetti adulti [andragogia vs pedagogia / Il soggetto andragogico = apprendimento auto diretto -> patto formativo = contratto di apprendimento-> 42- APPRENDIMENTO PRO-ATTIVO DELL’ADULTO = CAPACE DI PRODURRE NUOVE ESPERIENZE / Modi attraverso i quali si predispongono situazioni dedicate all’apprendere-> tre stili: DIDATTICO (basato su selezioni dell’insegnante), SOCRATICO (che consiste nel mettere i discenti in condizione di esprimere la propria esperienza); DI FACILITAZIONE (mettere i discenti di fronte a un problema e incoraggiarli a riflettere invece che offrire loro la soluzione/ 43 experiential learning e interazione docente/discente/ 45- Schon vs il concetto di razionalità tecnica -> (risoluzioni artistiche e creative di) problemi vs semplice applicazione di conoscenze tecniche, specialistiche, pre-definite, standardizzate -> IMPORTANTE E’ L’IMPOSTAZIONE DEL PROBLEMA = CONVERSAZIONE CON LA SITUAZIONE (per definire il problema)-> OSSERVARE LE COSE IN DIVERSI MODI SENZA INTERROMPERE IL FLUSSO DELLE INDAGINI IN ATTO]/46 [Razionalità tecnica vs]chiavi interpretative di azioni che vengono dalla pratica-> CATEGORIE vs similitudini/differenze da situazioni conosciute./

47- [ambito professionale vs contesto di vita-> offerte formative indirizzate agli adulti: PERCORSO FORMATIVO COME MIGLIORAMENTO DI UNA SITUAZIONE DI PARTENZA.

48- [NUOVI BISOGNI DI FORMAZIONE NELLE MODERNE SOCIETA’ COMPLESSE -> CAMBIAMENTI DI VALORI: BISOGNI POST-MATERIALISTICI DELLA POST-MODERNITA’]/ 50-51 [nuovi bisogni di sicurezza per il venir meno delle sicurezze sociali: mancanza attuale delle garanzie di appartenenza]

ASPETTI ISTITUZIONALI DELL’EDUCAZIONE DEGLI ADULTI IN ITALIA OGGI

54- [Valorizzazione delle risorse umane = valorizzazione della piccola borghesia?]/ 56- sistemi formativi -> domanda sociale ed economica + MIGLIORAMENTO CULTURALE DELLA POPOLAZIONE (?)

58- [OGGI] il centro dell’attenzione si sposta dall’azienda al soggetto[/ 79-Sviluppo del potenziale soggettivo].->59 [competenze relative alla vita lavorativa e alla vita sociale / [Segmenti del percorso formativo: analisi dei bisogni, accoglienza, bilancio di competenza, patto formativo: metodologia della personalizzazione (70- Portfolio)/ Italia come paese a rischio per le competenze alfabetiche/ 66- CURA DEL SE’ E TEMPO LIBERO/ 69 UFC = unità formative capitalizzabili]

LO SCENARIO EUROPEO

72 UNA STRATEGIA GLOBALE FINALIZZATA A FACILITARE LA TRANSIZIONE [DA UNA SOCIETA’ TRADIZIONALE A UNA SOCIETA’ COMPLESSA?/ 79- TRANSIZIONE VERSO UN’ECONOMIA E UNA SOCIETA’ BASATA SULLA CONOSCENZA]/ [Istituzioni sovranazionali (Unesco, Ocse, Ue)-> Pro partecipazione attiva alla vita civile/75- [Quattro tipi di apprendimento come ‘PILASTRI DELL’EDUCAZIONE’: IMPARARE (a conoscere, a fare, a vivere insieme, a essere) + RISOLVERE/PORRE PROBLEMI (= capacità creativa: 76- oltre l’istruzione formale per lo sviluppo e la crescita personale dell’individuo: educazione degli adulti come diritto alla cittadinanza attiva/ EDUCAZIONE DI BASE COME “CHIAVE D’ACCESSO”+ PROMOZIONE DELL’OCCUPABILITA’ E DELLA CITTADINANZA ATTIVA DI TUTTI I CITTADINI)

82- RISCHIO DI UNA STRUMENTALIZZAZIONE DELL’ISTRUZIONE E FORMAZIONE AD ESIGENZE DI CARATTERE ESCLUSIVAMENTE ECONOMICO (VS BENESSERE SOCIALE = MANTENIMENTO DI UNA VITA CIVILE-> CIVILTA’)

86- [EDA come istruzione non formale / scuole popolari per adulti finalizzate ad un accrescimento di coscienza civile / 87 Scopo EDA in GB: miglioramento delle competenze professionali della forza lavoro/ istruzione post-obbligo / 90- formazione per il tempo libero/

LE FIGURE PROFESSIONALI DELLA FORMAZIONE

96- OGGI LA FORMAZIONE ASSUME CARATTERISTICHE NUOVE RIFERITE NON SOLO ALLA DURATA (…) MA ANCHE ALLA PERVASIVITA’ DEGLI AMBIENTI DI RIFERIMENTO ( VITA E LAVORO). / Ridefinizione del ruolo e del concetto di formazione (per es. ruoli formativi di fatto: animatore, educatore di strada, manager…)/ 97- Formatore come esperto dei processi di apprendimento adulto (≠ DOCENTE)-> pro AUTOANALISI, pro approfondita conoscenza delle strategie e dei principi dello sviluppo umano / 100- SVILUPPI DELL’EDUCAZIONE ANCHE IN VISTA DEI CAMBIAMENTI SOCIALI IN ATTO./ 108- COMPETENZE DEL FORMATORE: DI CONTENUTO, DI METODO, DI CAMPO (AMBIENTE), DI PROCESSO.

109- [Sull’efficacia di un processo formativo intenzionalmente predisposto /112- Saper analizzare i bisogni relativi al percorso formativo (=biografia del soggetto)

113- Funzioni di facilitazione dell’apprendimento adulto: tutor (= supporto individuale al discente) , coacher (guida finalizzata al miglioramento delle prestazioni dell’allievo), counselor (= 117-[Il ruolo del COUNSELOR è rivolto a sostenere i processi di sviluppo e di cambiamento individuale e collettivo-> IL COUNSELOR SUPPORTA L’AUTOSVILUPPO.= PORTA IL SOGGETTO A SUPERARE QUEGLI OSTACOLI CHE NON GLI PERMETTONO DI ESPRIMERSI PER QUELLO CHE E’.-> Counseling e ricerca del proprio sé]

120- Funzioni del formatore degli adulti ->Sviluppo della motivazione e della costruzione dell’identità.

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