La disoccupazione è uno scandalo (2016)

11- [Così il neoliberismo ha messo in crisi la civiltà] L’ideologia neoliberale non è una continuazione nella nostra epoca della dottrina politica liberale: per molti aspetti ne rappresenta una perversione,/ Il neoliberalismo incorpora nella società contemporanea ciò che, nel suo campo, la fisica ambisce da generazioni a raggiungere senza riuscirvi: nulla meno di una teoria del tutto. In primo luogo (…) il neoliberalismo è una teoria politica,  che asserisce in modo categorico che la società tende in modo spontaneo verso un ordine naturale. Di conseguenza occorre impedire che lo Stato, o il governo per esso, interferiscano con l’attuazione e il buon funzionamento di tale ordine. Si tratta di un argomento che viene da lontano, poiché fu usato almeno dal Seicento in poi per contrastare il potere monocratico del sovrano ; applicato a una società democraticamente costituita , esso si trasforma nella realtà in un argomento contro la democrazia. /12– Parallelamente il neoliberismo è una teoria economica, in conformità della quale le politiche economiche devono fondarsi su un paio di assiomi e sulla fiducia in tre processi perfetti. Gli assiomi stabiliscono che lo sviluppo continuativo del Pil per almeno 2-3 punti l’anno è indispensabile anche alle società che hanno raggiunto un discreto grado di benessere , allo scopo di continuare ad assicurarselo; a tale scopo è quindi necessario un proporzionale aumento annuo dei consumi ottenuto producendo bisogni per mezzo di merci e comunicazioni di massa. I tre processi la cui esistenza e i benefici effetti non ammettono discussione sono: i mercati si autoregolano, il capitale affluisce dove la sua utilità è massima, i rischi quali che siano ( di insolvenza, di caduta dei prezzi, di variazione dei tassi di interesse) sono integralmente calcolabili. /Il neoliberismo contiene anche un’integrale teoria dell’istruzione. Il suo fine ultimo e solo in ogni suo grado e comparto , stabilisce tale teoria, risiede nel conferire all’individuo competenze professionali tali da renderlo produttivamente occupabile. Infine il neoliberismo incorpora una teoria inversa dei beni pubblici : di qualsiasi bene l’individuo e la collettività abbiano bisogno ai  fini della loro convivenza e protezione sociale, essa afferma, è più efficiente, dunque necessario, produrlo con mezzi privati./ In sintesi, l’ideologia neoliberale non riconosce né ha di fatto alcun confine; appunto a questo deve la sua efficacia nel contribuire a riorganizzare il mondo sotto il profilo economico, politico e culturale in appena trent’anni. La riorganizzazione politica, economica e culturale del mondo operata dal neoliberismo è alla base della crisi economica dei primi anni Duemila, di quella cominciata nel 2007; degli immensi costi già inflitti in precedenza a quattro quinti della popolazione mondiale e al pianeta, nonché dei costi umani che l’ultima crisi scaricherà per molti anni sugli strati più deboli della popolazione , sia nei paesi emergenti che in quelli sviluppati. E questo insieme di cause e di effetti in ogni ambito che induce a definire la crisi in atto una crisi di civiltà, una crisi generale della civiltà mondo.

13 [contro l’uso improprio da parte delle scienze economiche di modelli scientifici provenienti dalle scienze fisiche e matematiche , nonché la creazione mediante tali modelli di nuove realtà economiche –mi riferisco alla cosiddetta funzione performativa dell’economia. L’importazione è stata effettuata direttamente sul piano teorico dagli economisti accademici. Tuttavia, dagli anni Ottanta  una componente rilevante è venuta dall’arruolamento nelle facoltà di economia e nelle istituzioni finanziarie ei numerosi laureati in fisica e astrofisica , matematica pura e applicata, biologia matematica, meccanica statistica e altri. Tali modelli matematizzati dell’impresa, dei mercati, dell’uomo e del sistema economico hanno modificato radicalmente la concezione e l’organizzazione dell’impresa stessa; hanno ri-creato i mercati finanziari o ne hanno modificato del tutto il funzionamento. Hanno imposto all’economia , alla politica, al discorso pubblico un’immagine dell’uomo come agente integralmente razionale, che agisce solo per ottimizzare la ricchezza; hanno infine contribuito a sviluppare un sistema economico che dovrebbe funzionare come un automa autoregolantesi.

24- Lo scopo principale della riforma del sistema finanziario doveva (e deve) essere quello di ridurne le dimensioni complessive. In concreto dovrebbero essere ridotte sia le dimensioni delle società finanziarie dei diversi paesi –quelle troppo grandi per fallire , costate ai contribuenti americani ed europei oltre 15 trilioni di dollari-, sia il perimetro delle loro attività, a cominciare da quelle non regolate dal mercato di borsa. I mezzi atti allo scopo di ridurre la mole delle società finanziarie, ovvero di quei grandi gruppi che fra l’altro posseggono anche delle banche, sono principalmente due. Uno consiste nello stabilire un limite percentuale fisso sia sui depositi che una banca può detenere rispetto al totale dei depositi bancari del paese , sia sul totale delle passività, incluse quelle fuori bilancio , rispetto al Pil del paese stesso. In una proposta di legge presentata nel 2010 al Senato Usa da due democratici (…) il primo limite era indicato al 10% e il secondo al 2%. Un altro mezzo per dimagrire le società finanziarie consisterebbe nel separare di nuovo le banche commerciali, che si occupano di depositi e prestiti, dalle banche di investimento, che operano soprattutto nella compravendita di imprese.

28- Ma perché mai si impone una riforma radicale del sistema finanziario, senza la quale andremo a sbattere presto contro una crisi ancora peggiore? I motivi principali sono tre: il sistema finanziario è troppo grosso, complesso e opaco per venire assoggettato a qualsiasi forma di regolazione. Così com’è non solo fa tutto quello che gli pare, impone addirittura i propri interessi ai governi, come mostra pure ai ciechi il fatto dell’austerità imposta ai paesi Ue. (…) In secondo luogo ogni gruppo è formato da centinaia, a volte migliaia di consociate operanti in ogni settore della finanza , cosa che rende impossibile a qualsiasi regolatore l’esame analitico delle loro attività. Infine una parte considerevole di queste attività si svolge in modo opaco: si stima una percentuale almeno pari alla quota che figura in bilancio , ma vi è ragione di credere che sia molto più elevata.

30- Un operazione che un analista tedesco ha definito come il più grande successo di relazioni pubbliche di tutti i tempi: la crisi nata dalle banche è stata mascherata da crisi del debito pubblico./ La finanza ombra è formata da varie entità che operano come banche senza esserlo. Molte sono fondi: monetari, speculativi, di investimento, immobiliari. Il suo maggior pilastro sono però le società di scopo create dalle banche stesse, chiamate “veicoli di investimento strutturato” o “veicoli per scopi speciali” (SPV) e simili. Il nome veicoli è quanto mai appropriato in quanto servono a trasportare fuori bilancio i crediti concessi da una banca, in modo che essa possa immediatamente concederne altri per ricavarne un utile. (…) Ecco la grande trovata: i crediti vengono trasformati in titoli commerciali , venduti in tale forma a un Siv creato dalla stessa banca, e tolti dal bilancio. Con ciò la banca può ricominciare a concedere prestiti.

34- In sostanza i mercati finanziari, presentati al pubblico come fossero divinità scese in terra , alla cui volontà e giudizio bisogna obbedire se no arrivano i guai, sono in realtà macchine cieche e irresponsabili , in gran parte opachi agli stessi operatori e ancor più ai regolatori. (…) Una domanda (…): se in effetti sono i mercati a essere dissennatamente indisciplinati, perché mai continuate a raccontarci che se noi cittadini non ci assoggettiamo a una severa disciplina in tema di pensioni, condizioni di lavoro, sanità, istruzione, i mercati ci puniranno?

43- L’ideale nel fondo della WCM [World Class Manifacturing = produzione di qualità o livello mondiale] è il robot, che non si stanca, non rallenta mai il ritmo, non si distrae neanche per un attimo. Con la metrica del lavoro si addestrano le persone affinché operino il più possibile come robot. E’ qui che cadono i veli della globalizzazione. Essa è consistita fin dagli inizi in una politica del lavoro su scala mondiale . Dagli anni Ottanta del Novecento in poi, le imprese americane ed europee hanno perseguito due scopi. Il primo è stato andare a produrre dove il costo del lavoro era più basso, la manodopera docile, i sindacati inesistenti, il diritto del lavoro di là da venire –ornando e mascherando tutto con gli spessi veli dell’ideologia neoliberale. Al di sotto dei quali urge sempre il secondo scopo : spingere verso il basso salari e condizioni di lavoro nei nostri paesi affinché si allineino a quelli dei paesi emergenti. Nome in codice: competività.

49- “Qui c’è un problema serio di rapporto tra il capitale e la democrazia”. (…) La Eaton produce componenti avanzati per motori d’auto, venduti ai maggiori costruttori europei con buoni margini di guadagno. Ma era successo che nell’Ohio, sede dell’azienda madre, qualcuno si era fatto due calcoli e aveva scoperto che in Polonia si potevano produrre gli stessi componenti a un costo inferiore. Si sa laggiù tutto costa meno: il lavoro, i terreni, i servizi. Quindi il management aveva deciso di chiudere lo stabilimento di Massa e spostare la produzione in quel paese. Gli azionisti avrebbero certamente apprezzato. / Un’azione di chiara razionalità economica. Che c’entra la democrazia? (…) Democrazia è la possibilità di avere voce nelle decisioni che toccano la propria vita, partecipare in qualche misura ad esse, poter discutere del proprio destino; magari per accettarlo, alla fine, anche se ingrato. / A modo loro quei lavoratori hanno riproposto un detto che ebbe peso agli esordi della democrazia: siamo tanti , non contiamo niente, vorremmo contare qualcosa.

65- La crisi greca ha rappresentato un’anteprima di quel che potrebbe succedere ad altri paesi, Italia compresa, se i governi Ue non la smettono di subire le manovre del sistema finanziario, ivi comprese le agenzie di valutazione, e non provano a regolarlo sul serio, anche per evitare che ci piombi addosso tra breve una crisi peggiore di quella del 2008. (…) Il limite fondamentale della BCE, imposto dal trattato istitutivo della Ue, era e resta come massimo scopo statutario la stabilità dei prezzi, ossia la difesa dall’inflazione. Ciò spiega la lentezza e la goffaggine con cui si è mossa di fronte alla crisi greca. Ma un simile limite equivale a stabilire per legge , poniamo, che il pronto soccorso del maggior ospedale cittadino si occupi soltanto di lesioni alla gamba sinistra. Le altre due banche centrali dell’Occidente, la Banca d’Inghilterra e la Fed, hanno tra i loro scopi statutari anche lo sviluppo e la crescita dell’occupazione. Scopi che perseguono pure creando esplicitamente nuovo denaro: una funzione fondamentale che gli stati Ue hanno ceduto alla Bce.

74- Tra le revisioni principali da apportare al trattato [Ue](…) la prima sarebbe di attribuire al Parlamento Europeo dei poteri reali, laddove oggi chi elabora i veri atti del governo è un organo del tutto irresponsabile, non eletto da nessuno, quale è la Commissione Europea [≠ Consiglio Europeo di cui fanno parte i capi di stato e di governo Ue].

76- Nei documenti che avviarono la discussione per costituire un Europa unita [Altiero Spinelli e De Gasperi] si parlava di organi di legislazione e di controllo fondati sulla partecipazione diretta dei cittadini, e non di rappresentanze decise dagli Stati membri. Sappiamo bene che (…) tutti i dirigenti della Comunità Europea, e con essi gli organi della Bce, del Fmi e della Corte di Giustizia Europea non sono stati eletti ma nominati.

82- [Crimini contro l’umanità] danni inflitti alla popolazione dalla crisi della sanità in Grecia per via dell’austerità imposta dalle istituzioni Ue. Chi soffre di cancro non riesce più a procurarsi le medicine necessarie, divenute troppo costose; la quota dei bambini a rischio di povertà supera il 30 per cento; sono ricomparse dopo quarant’anni malaria e tubercolosi; i suicidi sono aumentati del 45 per cento; chi fa uso di droga non dispone più di siringhe sterili , per cui utilizza più volte la stessa siringa [col risultato dell’aumento di HIV]

93- I governi guidati da Berlusconi, Monti, Letta e Renzi passeranno alla storia [come i governi del disastro 104], Dal 2009 a oggi il Pil italiano è calato di 10 punti. L’industria ha bruciato un quarto della sua capacità produttiva.

100- Una politica industriale che guardi un po’ più avanti dell’anno prossimo dovrebbe essere concepita per attuare una transizione ordinata di masse di lavoratori dai settori produttivi investiti dalla nuova automazione ad altri sia tradizionali sia innovativi , purché comportino un’alta intensità di lavoro e una difficile sostituibilità da parte delle macchine.

105- [la democrazia è diventata una funzione dell’economia / 108- Leopolda di Renzi = raduno di borghesia medio-alta orientata palesemente a destra/ differenza tra destra e sinistra = sostenere le disuguaglianze o lottare per ridurle-> non a caso si parla di nuovo feudalesimo]

119- [Il debito pubblico italiano appare ormai insaldabile]

120- [L’industria è diventata ormai un settore della finanza][ Due punti: 1) Quando l’impresa non è più un’organizzazione nella quale ogni parte è legata a molte altre e il cui funzionamento tocca gli interessi di molti gruppi: dai dipendenti ai fornitori, alle comunità locali, oltre a quelle degli azionisti. Ma diventa solo un fascio di attività connesse pro tempore da un contratto: un conglomerato di impianti , mezzi di produzione e uffici in cui ogni pezzo deve essere monitorato in modo continuo al fine di stabilire se il suo rendimento finanziario sia pari o superiore a quelli della concorrenza. ]Se tale rendimento era in sé elevato, ma appariva inferiore anche soltanto di poco a quello della concorrenza quel pezzo dell’impresa andava subito ristrutturato, oppure venduto, oppure definitivamente chiuso [con  licenziamenti]. / Un secondo passo verso la finanziarizzazione dell’industria è consistito in una ESTERNALIZZAZIONE della produzione su scala mondiale. Si è passati da una integrazione verticale del processo produttivo entro la singola impresa al coordinamento orizzontale da parte di un gruppo di controllo di centinaia di produttori sparsi per il mondo. Nel primo caso un’impresa mirava a produrre al proprio interno tutte le parti che andavano a comporre il prodotto finito. Nel secondo caso un’impresa fa tutto il possibile per non produrre nulla all’interno . Negli anni Cinquanta e Sessanta l’Olivetti produceva negli stabilimenti di Ivrea fino all’ultimo tasto delle centinaia di migliaia di macchine per ufficio che sfornava.; alla Mirafiori di Torino quattro quinti dei componenti di un’auto erano prodotti dentro lo stabilimento. Oggi il 75 per cento di un’auto Fiat viene prodotto da centinaia di produttori esterni. [Coordinamento di migliaia di produttori piccoli, medi e grandi in quattro continenti] / [159- ingegneria industrial finanziaria]

124- [Il primo lavoro = la porta di ingresso nella vita = quello che non si scorda mai]

132- [pro creazione diretta di occupazione da parte dello Stato come negli Usa negli anni del New Deal-> Pro ritorno allo stato imprenditore]

135-LA DISOCCUPAZIONE DI MASSA RAPPRESENTA TUTT’INSIEME UN’ENORME PERDITA ECONOMICA, UNO SCANDALO INTOLLERABILE DAL PUNTO DI VISTA UMANO, E UN MINACCIOSO RISCHIO POLITICO. [Sintomi di autoritarismo-<140 – Pro tasso di disoccupazione sotto il 5%]

138 [Contro l’idea della flessibilità del lavoro e la sostituzione del lavoro umano con tecnologie elettroniche]

151-I riformatori inglesi che intorno al 1840 discutevano di salario minimo vedevano lontano, quando sostenevano che esso dovrebbe consistere in ‘un’equa giornata di paga in cambio di un’equa giornata di lavoro’. Sebbene il salario minimo sia stato ripristinato da Blair nel 1999, dopo essere stato abolito dal governo Thatcher vent’anni prima, i discendenti dei suddetti riformatori hanno ora a che fare con innovazioni contrattuali tipo i contratti a zero ore. Questi ultimi prevedono che uno sia assunto da un datore di lavoro, il quale però non ha nessun impegno a farlo lavorare un tot di ore a settimana. Lo chiama al lavoro soltanto quando gli serve , otto-dieci ore una settimana, supponiamo e quindici la successiva. Se non lo fa lavorare per niente, dovrà retribuirlo soltanto per un quarto del massimo di ore previste dal contratto.

152- [Funzione storica del Contratto Nazionale di Lavoro = difendere la quota salari sul Pil, cioè la parte di reddito che va ai lavoratori rispetto a quella che va ai profitti e alle rendite finanziarie e immobiliari. /153-Nel 2001 la soglia della povertà relativa era fissata a 1300 euro / Il regime dei bassi salari danneggia l’economia (consumi) e le imprese (riduzione di ricerca e sviluppo.

157- Formano una classe in sé i precari, in quanto condividono l’insicurezza permanente; tuttavia sono lungi dal formare una classe per sé, ossia una collettività consapevole della propria situazione e capace di intraprendere adeguate iniziative politiche al fine di migliorarla. Quel che è certo, però, è che, attraversati come sono da sentimenti di frustrazione, rabbia, disperazione rappresentano una classe pericolosa.

163-  Senza riforme radicali del modello produttivo , i posti di lavoro che la crisi ha cancellato o malamente degradato non torneranno mai più. E per realizzare una transizione a un’economia meno finanzia rizzata , meno energivora, meno divoratrice di risorse primarie, e tuttavia capace di offrire un lavoro decente e una serena prosperità al maggior numero di persone , ci vorrà qualche riforma del lavoro ben più creativa e impegnativa che non una maggiore flessibilità in uscita, cioè una maggior libertà di licenziamento, che le imprese già praticano comunque su larga scala.

170- Negli ultimi anni le professioni che hanno registrato il maggior aumento tra gli occupati  riguardano il personale non qualificato, gli addetti alle vendite e ai servizi alle famiglie e gli impiegati esecutivi: tutti lavori che si imparano in pochi giorni.

172- Pare stiano tutti provvedendo alla riparazione di un macchinario rimasto bloccato , senza avere la minima idea di come funziona e di come sia fatto [sulle cause di guasto della macchina]

174- [Catene globali di creazione del valore]

180 [Il giurista Timoty Zick sostiene che ‘Sovranità’ è un concetto immenso con una storia di oltre quattro secoli’. Il primo a formulare un concetto comprensivo di sovranità è stato Jean Bodin, alla fine del Cinquecento] Per quest’ultimo i caratteri principali della sovranità erano:” il potere di legiferare, il potere di dichiarare guerra e fare la pace, il potere di aprire uffici dello Stato, il diritto ultimo di giudicare, il potere del perdono, il diritto di imporre legge a soggetti in generale, anche senza il loro consenso” [Con il tempo il complesso dei significati del termine sovranità sono diventati uno dei più complessi e debordanti della scienza politica e della scienza giuridica applicata-> sovranità = suprema autorità politica, capacità di regolare i movimenti attraverso le frontiere, abilità a condurre una politica estera indipendente dal riconoscimento degli altri governi, nel controllo esercitato di fatto su un dato dominio, oppure nella indipendenza giuridico-costituzionale acquisita sullo stesso.] Schiere di studiosi si sono quindi concentrate sulla distinzione tra sovranità DE IURE e DE FACTO, per cui gli stati possono possedere entrambe le fattispecie di sovranità, oppure soltanto una delle due.

194- [Denaro- credito (= denaro scritturale) vs denaro pieno -> su proposta nazionalizzazione denaro vs nazionalizzazione banche]

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