La Via del Cielo toglie il sovrappiù e aggiunge ciò che manca. La Via degli uomini, al contrario, non è così : essi tolgono dove c’è mancanza per offrirlo dove c’è un sovrappiù. (VI sec. a.C.)  

XVIDeporre il proprio compito è una legge costante. Colui che conosce questa legge costante si chiama illuminato. Colui che non conosce questa legge costante agisce da stolto e attira su di sé la disgrazia. Colui che conosce questa legge costante è tollerante; essendo tollerante è senza pregiudizi; essendo senza pregiudizi, è comprensivo; essendo comprensivo, è grande; essendo grande, è (identico a) la Via; essendo (identico a) la Via dura a lungo; sino alla fine della sua vita non è in pericolo.
XVIIIQuando la grande Via è decaduta, ci sono umanità e giustizia. Quando l’intelligenza e la conoscenza si mostrano, c’è una grande cultura artificiale [= disciplina]. (…) Quando lo Stato e la dinastia sprofondano nel disordine, ci sono ministri fedeli.
XXIV(…) Se ci si esibisce, non si brilla. Se ci si afferma, non ci si manifesta. Se ci si vanta, non si riesce. Se ci si gloria, non si diventa il capo. (…)
XXIX(…) Perciò il mago non fa niente, e così non rovina niente; egli non trattiene niente, e così non perde niente. (…) Per questa ragione il mago evita un’enfasi troppo grande; evita di prodigarsi; evita ciò che è eccessivo.
XXXII(…) Il posto della Via in rapporto a Tutto-sotto-il-cielo può essere paragonato a quello dei torrenti e delle valli in rapporto al Fiume e al Mare.
LILa Via produce; la Forza nutre; (…) / Esse producono ma non si appropriano; agiscono, ma non ne traggono alcuna sicurezza; fanno crescere ma non dirigono. Quando un’opera è compiuta, esse non si soffermano su di essa. Poiché non si soffermano su di essa, non scompaiono. Questa è la Forza segreta.
LXXINon considerare il sapere come sapere è il colmo. Considerare il non sapere come sapere è una peste. Difatti, solo considerando questa peste come una peste non si soffre di peste. Il mago non soffre della peste perché considera la peste come una peste; da ciò consegue che egli non soffre della peste.

LX(…) Così come gli spiriti non saranno nocivi agli uomini, il Mago non sarà nocivo al popolo. Se infatti questi due non si nuocciono a vicenda, la loro Forza condurrà in una direzione comune.
LXIII(…) Perciò il Mago non fa mai niente di grande, e così può compiere il grande. (…) Ora, colui che promette alla leggera raramente mantiene la parola. Colui che considera facili molte cose troverà certamente molte difficoltà. Perciò il Mago, pur considerando tutto difficile, alla fine non troverà difficoltà.

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