Abilismo sta a discriminazione  come eterosessualità obbligatoria sta a omofobia (2024)

28- [Sui confini porosi del concetto di disabilità -> Rafforzare l’empatia vs rendere invisibile l’oppressione subita dalle persone con disabilità (≈ rendere invisibile a un nero una parte della sua identità) / 135- accessibilità = un concetto in apparenza semplice, a cui abbiamo dovuto dedicare un libro intero / Conoscere i diversi significati di ‘disabilità’ o imparare a riconoscere l’abilismo non sono esercizi accademici bensì presupposti per cambiare il modo in cui viviamo gli spazi e le relazioni / Il sistema abilista in cui siamo cresciuti ci ha trasmesso una serie di credenze su come sono fatti gli esseri umani [e presume di sapere in che modo dovrebbe comportarsi una persona disabile -> UNA CONVINZIONE DATA PER SCONTATA NON PUO’ NEMMENO ESSERE MESSA IN DISCUSSIONE: CHIEDERE A UN PESCE COSA PENSA DELL’ACQUA?]

33- Che cos’è l’accessibilità

33- Tracciare la storia delle norme sull’accessibilità per svelarne i presupposti culturali / Si comincia dagli standard tecnici Usa per l’accessibilità -> Progettazione universale (Universal Design) ≠ Barrier Free Design/ Ma non dovrebbe essere tutto accessibile? / In Italia l’abbattimento delle barriere architettoniche è previsto dal 1967 /37– Ogni amministrazione dovrebbe avere un PEBA = Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche -> mappatura- costi- programmazione abbattimenti-> Legge 41/ 1986 [art. 32 -comma 20 sgg] -> Barriere arch. nello spazio pubblico ≠ barriere in condomini o negozi / In piazze e strade l’abbattimento deve essere contestuale alle opere di manutenzione [anche se questo dipende dalla sensibilità e dalla competenza dei tecnici: secondo l’Istat solo 1 scuola su 3 è accessibile ] /38- Def BARRIERE (spaziali e sensoriali ) in decreto 1989: 1.Ostacoli fisici, che sono fonte di disagio per tutti e in particolare per le persone con mobilità ridotta, permanente o temporanea; 2. Ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature e componenti; 3. La mancanza di accorgimenti e segnalazioni dei luoghi e delle fonti di pericolo e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi / Presenza di ostacoli e assenza di accorgimenti / SPESSO AI DISABILI VENGONO OFFERTE MODALITA’ DI ACCESSO COMPLICATE, UMILIANTI E DISCRIMINATORIE -> Sulla qualità dell’accesso -> D.M. 236 /1989 come riferimento principale per i progettisti /40- Accessibilità ≠ visitabilità ≠ adattabilità (= accessibilità che può essere raggiunta successivamente con adattamenti /Il tema della qualità dell’accesso acquisirà ancora più peso grazie alla normativa antidiscriminatoria -> IL DECRETO INFINE INTRODUCE IL COSIDDETTO PRINCIPIO DELL’EFFETTIVA FUNZIONALITA’: è consentito derogare agli standard tecnici qualora si individuino soluzioni alternative che rispondono allo stesso modo, o anche meglio, alle esigenze di accessibilità individuate dalle norme. Questo è un punto importante da tenere presente quando proposte migliorative vengono rifiutate perché ‘la norma non le prevede’: NULLA VIETA DI REALIZZARE SOLUZIONI PIU’ ADEGUATE / 61- Possibilità di fruizione di spazi mediante personale di aiuto per le persone a mobilità ridotta / 41- Altre norme per chiedere l’accessibilità anche degli edifici datati /Onu e progettazione universale /42- Accessibilità e discriminazione delle persone disabili (legge n. 67/ 2006) = DIRITTO SOGGETTIVO DELLE PERSONE DISABILI A NON ESSERE DISCRIMINATE -> Comportamenti discriminatori di natura omissiva / Una prospettiva orientata al risultato effettivo / 43- Le persone disabili hanno diritto alla protezione anti-discriminatoria / 44 – Sul concetto di ‘ACCOMODAMENTO RAGIONEVOLE’ (Onu) / 46- Sugli strumenti legali che le persone disabili possono usare per ottenere la rimozione delle barriere / ATTIVISMO DELLE PERSONE DISABILI -> Attivismo epistemico: pratiche che incidono sulla conoscenza, modificando ciò che sappiamo su un argomento / ‘Nulla su di noi, senza di noi’ (Onu) / PER SECOLI LA CATEGORIA DELLE PERSONE DISABILI E’ STATA CONSIDERATA INCAPACE DI AUTORAPPRESENTARSI [E COSTRETTA A SUBIRE LE RAPPRESENTAZIONI DEGLI ABILI] / 48- E’ stato suggerito che l’accessibilità può essere guardata da una prospettiva individuale o da una prospettiva di popolazione -> che ne sarebbe poi delle esigenze di accessibilità minoritarie? -> 48- L’asticella che divide i bisogni di cui la collettività deve farsi carico dalle capacità di adattamento della singola persona disabile / 50- [Tribunali , politica, movimenti sociali su ‘ansiogena immensità della variabilità umana’] /MOVIMENTI DI RIVENDICAZIONE DEI DIRITTI / 52- RISPONDENZA ALLE NORME vs  ACCESSIBILITA’ COME ESPERIENZA / 52- Accessibilità (= standard tecnici) ≠ Usabilità (= dimensione personale ) / 53- E’ possibile progettare includendo i bisogni di tutte le persone ?/ 55- [Bisogna considerare] in ogni momento l’ampia varietà di corpi-menti; prevederne l’esistenza quando progettiamo un oggetto, uno spazio, un evento -> Includere un’ampia gamma di esseri umani, non tutti -> Universal Design (concetto sfumato) vs  56- Barrier Free Design = Inclusione di tutti i bisogni umani vs Inclusione di categorie marginalizzate -> POST-DISABILITY IDEOLOGY -> come se le identità e i corpi non fossero toccati da potere e privilegi / Contesti che non accolgono interamente le esigenze del proprio corpo-mente / Imperfezione = marginalizzazione? -> confondere ogni imperfezione nell’esperienza dell’utente con la marginalizzazione e la disabilità significa trattare le identità e i corpi come se non fossero toccati da potere e privilegi / Imperativi commerciali ≠ imperativi sociali e politici /58- PROMUOVERE BENESSERE (= miglioramento sociale per tanti) vs RIMUOVERE DISCRIMINAZIONI (= rimuovere gravi limitazioni alla libertà di alcune persone)-> Se il fatto che le persone disabili possano uscire di casa e prendere l’autobus viene considerato uno dei tanti obiettivi legati al benessere collettivo, al pari di sistemare fioriere lungo un viale o scegliere panchine dal design adeguato al contesto, beh, allora abbiamo un problema /Avere chiaro dove si colloca l’accessibilità rispetto ad altri interessi pubblici o privati è cruciale per stabilire le priorità / COME LA GESTIONE ABILISTA DELLO SPAZIO E DELLE PRIORITA’ GENERI OPPRESSIONE COME IL RAZZISMO O IL SESSISMO / 60- L’accessibilità è cosa buona e di buon gusto solo fino a quando non costringa a rinunciare a troppi privilegi? /

65- “Una rampa? Costa troppo!”

65. L’accessibilità costa. Questa è una delle differenze sostanziali tra la lotta per l’accessibilità (e più in generale per i diritti delle persone disabili) e altre lotte più mainstream, come quella contro l’omolesbobitransfobia, il patriarcato o il razzismo / Accessibilità negoziabile vs razzismo non negoziabile /66- Sui discorsi che normalizzano l’esclusione delle persone disabili / IL MODO IN CUI (NON) PERCEPIAMO IL PROBLEMA DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE E’ SOCIALMENTE COSTRUITO -> Cfr. il tipo di spiegazioni che usiamo per giustificare l’inaccessibilità ( motivi economici, di preferenze estetiche, di modalità organizzative consolidate) /DISCORSI ORDINARI = DICIBILI SENZA CHE SOLLEVINO SCANDALO / 67- Una parte di noi ha interiorizzato che l’esclusione delle persone disabili sia qualcosa di accettabile, magari spiacevole, ma ordinaria / LINGUAGGIO DELLA CAUSALITA’ per giustificare le barriere, anziché riconoscimento di discriminazioni e di responsabilità o risposta orientata al futuro nella risoluzione dei problemi, o focalizzazione sul passato / Senso di emergenza vs problemi eterni, endemici, praticamente irrisolvibili / UN CONTESTO IN CUI L’ESCLUSIONE DELLE PERSONE DISABILI NON E’ UN PROBLEMA URGENTE / 70- Anche le persone non disabili hanno bisogno di accessibilità ma non lo notiamo perché lo diamo per scontato [mentre il bisogno dei disabili non è scontato] / 73- VOGLIAMO USARE LE NOSTRE RISORSE PER RISPONDERE AI BISOGNI DELLA MAGGIORANZA DELLE PERSONE (E NON DEI DISABILI)/ ABILISMO = PREDILEZIONE PER I BISOGNI DELLA MAGGIORANZA ABILE / 73- Portare alla luce i fondamenti abilisti delle giustificazioni per l’inaccessibilità ci permette di non sprecare energie contro argomenti fantoccio e di dare una lettura critica e consapevole della realtà / 75- TRACCIARE UNA LINEA = DECIDERE CHI PUO’ ESSERE ESCLUSO / Convinzioni scontate che fanno parte di un bagaglio di assunti condivisi /76- Gli spazi che attraversiamo non sono neutri o naturali, ma fanno parte di scelte precise (economiche) / MODELLO ABILISTA = DECIDERE SU CHI SIANO I PARTECIPANTI ATTESI E LEGITTIMI DEGLI SPAZI, QUALI SIANO I BISOGNI A CUI E’ INDISPENSABILE RISPONDERE E QUELLI CHE INVECE POSSONO ESSERE RIMANDATI A TEMPI MIGLIORI / -> 78- Bisogna far emergere i presupposti culturali che determinano le nostre priorità e le nostre scelte / 79- Il fatto che le persone disabili siano impoverite a causa delle spese superiori per la loro vita quotidiana è un fatto ormai accertato.

83- “Ti aiutiamo noi”

86- ACCESSIBILITA’ COME PERSONE CHE TI AIUTANO-> Aiuto contingente vs 87- Rimozione permanente di ostacoli / Alcune persone non possono essere aiutate in maniera contingente (per esempio quelle su carrozzina elettrica ) / Il fatto che almeno una categoria di persone disabili rischi l’esclusione / MODELLO STANDARD DELLA PERSONA DISABILE / 87- Bisogna favorire il superamento di ostacoli e l’ampliamento della partecipazione delle persone disabili [inclusione vs esclusione] / Diversità delle pratiche del prestatore d’aiuto a una persona disabile -> SOLIDARIETA’ (= Cura reciproca, gratuita, non mercificata) vs AIUTO CARITATEVOLE (che degrada la dignità delle persone disabili) / MODELLO DELLA CARITA’ (soccorso e benevolenza di altre persone) vs RIVENDICAZIONE DEI DIRITTI / Nel discorso ordinario i disabili sono soggetti meritevoli di aiuto ≠ da altre categorie marginalizzate -> per esempio i poveri si distinguono in meritevoli e non meritevoli di aiuto -> E’ diverso essere poveri disabili, alcolisti, madri single o migranti / 90-IL DISCORSO SUI DISABILI E’ POLITICAMENTE NON DIVISIVO /91 [Solidarietà viscerale vs solidarietà riflessiva] /92- Due tipi di aiuto : uno orientato alla dipendenza e uno orientato all’autonomia /Stiamo dando un aiuto che affronta il problema della disabilità come se fosse un difetto individuale da correggere o uno che riconosce e affronta anche le cause della disabilità? -> le responsabilità di chi gestisce il luogo o l’evento non accessibile? / 93- C’è qualcosa che potrei fare per ribaltare la gerarchia o per sfidare il sistema abilista? / Una persona costretta a una dipendenza, in sé non necessaria, da una situazione di inaccessibilità o di discriminazione può sempre combattere le barriere partendo dal fatto di renderle sempre visibili (BOICOTTAGGIO), assumendosi il ruolo di ‘guastafeste’ per guastare la festa dell’ ‘abilismo’/ Dipendenza da terzi come facente parte dell’ordine delle cose?/ IL RUOLO DELL’AMBIENTE NEL ‘DISABILITARCI’/ I CONCETTI DI DISABILITA’ E DIPENDENZA NEL SENSO COMUNE VANNO A BRACCETTO / 95- Due bisogni fondamentali: da una parte il  bisogno di appartenere a un gruppo (bisogno di appartenenza) vs il bisogno di sentirsi efficace (bisogno di indipendenza: di sentirsi forti, di farcela da soli, bisogno di dignità, che aumenta il prestigio sociale) / NELLE RELAZIONI / INTERAZIONI DI AIUTO SI INTRECCIANO RAPPORTI DI POTERE MOLTO COMPLESSI: chi presta assistenza ha il potere di controllare la vita di qualcun altro / Un sistema di welfare abilista fondato sullo sfruttamento del lavoro di cura gratuito / 100- Intreccio complesso di poteri tra assistente e disabile / DISEGUAGLIANZA NEL POTERE ≠ DOMINAZIONE -> POTERE ≠ DOMINAZIONE /104- Che cosa succede quando altre persone, soprattutto sconosciute, interagiscono con i nostri ausili e i nostri corpi, senza chiedere il nostro consenso, senza ascoltarci e magari dando per scontato di saperne più di noi? / 105- Costruzione di un pezzetto di accessibilità vs aiuto ( che può essere di due tipi: 1- fare la differenza tra segregazione e autonomia in contesti inaccessibili: 2- prevaricazione, quando dà per scontato che la persona lo debba accettare = arrogarsi il diritto di decidere in che modo le persone disabili dovranno gestire i confini del proprio corpo, nonché quale livello di timore, disagio, senso di precarietà dovranno accettare di accollarsi) /106- MODELLO DELL’ASSISTENTE PERSONALE A CONTRATTO  = Poter decidere chi ci presta assistenza e come lo fa è un presupposto fondamentale per autodeterminarsi secondo l’ approccio del movimento per la vita indipendente delle persone con disabilità / 147- Sulla storia del movimento per la vita indipendente / 108- Specifiche inaccessibilità durante il viaggio /109- SULL’INDIPENDENZA: 1-Alcuni disabili dipendono dall’accessibilità; 2- altri disabili dipendono dalla disponibilità di assistenza / 112- Necessità di negoziazione per le persone disabili (talvolta immediata, altre volte una negoziazione estenuante e dolorosa, altre volte ancora una negoziazione burocratica e ferraginosa ( anche lo stress come barriera) / 116- Discriminazione sistemica a cui sono soggette le persone disabili [fatiche a livello di assertività e energie emotive].

121- L’abilismo psicoemotivo

123- La sensazione di non essere stata ancora una volta prevista come persona disabile / Effetto materiale di una barriera = escluderti da un contesto + effetti psicoemotivi (invisibili) -> significati: ‘sei fuori posto’, non previsto, ‘non appartieni a questo contesto’ /Abilismo psicoemotivo = effetti della discriminazione delle persone disabili sul piano psicologico ed emotivo [benessere] / L’oppressione abilista non agisce solo all’esterno ma anche all’interno, convincendoci che ‘valiamo meno’, ‘siamo meno attraenti’, perché l’esclusione è ciò che dovremo aspettarci da una vita con disabilità/124- abilismo psicoemotivo diretto e indiretto (= presupposizioni del negoziante, del fornitore di servizi, dell’urbanista) /142 Def. abilismo vs disabilismo-> Abilismo : discriminazione  = eterosessualità obbligatoria : omofobia / 124- C’è il gradino e la porta stretta , ma anche l’idea che chi gestisce un posto ha di me ( e che in me produce rabbia, frustrazione, sconforto) / MODELLO BIO, PSICO, SOCIALE DELLA DISABILITA’ PROPOSTO DA ICF (-> sulle limitazioni di funzionamento di un corpo-mente-> barriere = ostacoli + mancanza di accorgimenti ) / 126- Gli ausili sono delle variabili che fanno la differenza sul modo in cui si potrà interagire con l’ambiente / 127- La rete sociale disponibile si intreccia con altri fattori ambientali incidendo su quanto la persona può effettivamente muoversi / Senza sapere con certezza se arriveranno a destinazione in quanto ciò dipende dall’aiuto imprevedibile di estranei , quale grado di insicurezza e rischi decidiamo di tollerare -> Molte volte le persone disabili devono affrontare procedure complicate e antipatiche discussioni per ottenere accesso a un luogo, a un mezzo di trasporto o a un evento / 129- L’abilismo emotivo funziona in modo simile all’abuso psicologico -> inquadrato come abuso, l’abilismo psicoemotivo non è più inquadrabile come un problema che ogni individuo deve gestirsi da solo ma diventa una questione sociale da affrontare a livello tecnico e politico / 147- Legge 67/2006 su discriminazione e disabilità /131- Leggi sulla qualità dell’accesso -> la qualità dell’esperienza appare ben diversa da quella prevista per le persone non disabili / 133- Presenza di barriere psicoemotive ( complicatezza, insicurezza) oltre a barriere fisiche e sensoriali -> Aggravante: se è stato realizzato qualche tipo di accomodamento diventa più difficile contestarlo -> La limitazione riguarda pertanto non solo la possibilità di potersi muovere liberamente ma anche di protestare -> Con un aggiustamento simbolico addirittura la percezione di inaccessibilità del disabile può essere messa in discussione -> L’accomodamento rende più difficile contestare l’inaccessibilità sul piano legale / Cartelli = dispositivi per zittire la discussione sull’accessibilità-> Un simbolo viene a competere con le percezioni dirette dell’esperienza di accesso e vince (sic!) / 137- Derubricare le barriere psicoemotive-> ABLESPLAINING = minimizzazione o negazione del problema da parte di chi non lo vive /138-Storia dell’accessibilità e focalizzazione su un minimo di accessibilità (vs confortevolezza dell’esserci = senso di sicurezza +emozioni) / QUALSIASI LOTTA PROCEDE PER STEP E DETERMINA LE PRIORITA’ DA SEGUIRE / L’abilismo tende a suggerire la natura ‘un po’ meno umana’ delle persone con disabilità: 139- CATEGORIE DE-UMANIZZATE COME DISABILI, POVERI, MIGRANTI, CARCERATI / 140- Il lavoro (organizzativo e relazionale) invisibile della disabilità.

145- “La nostra lotta è antiabilista”

162- Le cose cambiano e a cambiarle siamo noi.

167- Conclusioni

167- Il tema dell’accessibilità viene trattato di solito da un punto di vista meramente tecnico / Range di accettabilità delle idee -> FINESTRA DI OVERTONE: politici e idee / 169- LOTTA PER I DIRITTI vs RICHIESTA DI CONCESSIONI E DI BENEFICIENZA / 170- Sulla CLASSIFICAZIONE DELLE IDEE a livello di generalità: 1. Primo livello = specifica soluzione tecnica ai problemi + sanzioni; 2. Secondo livello = paradigmi e definizioni di problemi: cosa ci rientra e cosa resta fuori; 3. Terzo livello = visioni del mondo (livello più generale) = criteri, valori e principi che riguardano conoscenza e società /171- Pretendere diritti è una posizione estrema? -> abilismo interiorizzato: ‘quali corpi-menti sono legittimi, previsti, prioritari’/ 173 – Bisogna integrare la lotta all’abilismo -e alla discriminazione- nella nostra vita quotidiana e nelle agende politiche / Antiabilismo (≈ lotta per i diritti) ma anche prospettiva rivoluzionaria, nel senso di ottenere un cambiamento culturale profondo.






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