Durante un corso di formazione un collega per caratterizzare l’attività riflessiva che costituiva l’oggetto della nostra attività riporta la una vecchia massima latina “Cogita, scribe, tace” -non so forse di origine catoniana. Quando sento parole di questo tipo mi viene subito in mente, come un riflesso condizionato da vecchio apprezzatore dell’avanguardia, l’obiezione dadaista a Catone: “il pensiero si forma in bocca”. Poi, però -saranno gli anni che passano- ci ho ripensato e mi è venuta in mente una sequenza diversa che mi è sembrata molto adatta a questi nostri tempi digitali: “Scribe, cogita, expone”. Le permutazioni e le sostituzioni del detto catoniano rivisto, mi sono sembrate talmente belle e interessanti nei loro svolgimenti -sembro Manzoni a questo punto!- che ho deciso di farne il titolo di questo blog.