L’evidenza psico-sociologica come prodotto del discorso

Perelman2

Trattato dell’argomentazione

Perelman

Secondo Bobbio l’argomentazione è la logica delle scienze non dimostrative (scienze dell’uomo), che hanno a che fare con tre nozioni chiave: valori (=ciò che è preferibile), forza (= ciò che è valido ed efficace), “buone ragioni” (= ciò che è persuasivo). La teoria dell’argomentazione è lo studio metodico delle “buone ragioni” con cui gli uomini parlano e discutono di scelte che implicano il riferimento a valori, quando hanno rinunciato a imporle con la violenza o a strapparle con la coazione psicologica, cioè con la sopraffazione o con l’indottrinamento.

66- Fanatismo/scetticismo/violenza vs ARGOMENTAZIONE/ DIMOSTRAZIONE.

Scopo di ogni argomentazione è l’adesione delle menti a una opinione. [opinioni= tesi a cui si aderisce con intensità variabile]. Ogni argomentazione si sviluppa in funzione di un uditorio. Lo scopo dell’argomentare è influire per mezzo del discorso sull’intensità dell’adesione di un uditorio a determinate tesi. 52 Gli antichi mancavano del concetto di GIUDIZIO DI VALORE e di INTENSITA’ DI ADESIONE. 53 L’intensità dell’adesione che dà luogo a un’azione efficace può essere misurata dalla gravità degli ostacoli che l’adesione supera o che l’adesione permette di giustificare.

L’uditorio è l’insieme di coloro su cui l’oratore vuole influire per mezzo della sua argomentazione. Lo studio dell’uditorio è uno studio di sociologia e di psicologia [ogni gruppo ha convinzioni, opinioni e premesse indiscusse). [Perelman distingue tre tipi di uditori notevoli: uditorio universale (a cui i filosofi ritengono di parlare e il cui consenso non è una questione di fatto ma di diritto/ogni filosofia presuppone un sistema degli uditori. 35 L’uditorio universale è una finzione e presuppone una mente divina, un pensiero perfetto, che come tale può credere solo alla verità), uditorio tecnico e uditorio comune] Ci sono uditori semplici e uditori composti: l’oratore ha l’iniziativa nella scomposizione dell’uditorio. Costruzione dell’uditorio basata sull’esperienza vs uditori stereotipati della scuola. Conoscere l’uditorio = conoscere come il suo condizionamento possa essere assicurato. [293 sull’uditorio tecnico: la deliberazione del mezzo migliore è un problema tecnico] 339 – comunicare fatti vs comunicare apprezzamenti. La funzione del maestro si avvicina più a quella del sacerdote che a quella del propagandista, perché l’uditorio in questo caso ha a priori il desiderio di assimilare la disciplina insegnata. [519 valori dell’uditorio universale = il rispetto dei fatti e obiettività/ valori dell’uditorio tecnico= competenza e soluzione dei problemi]

106 La differenza tra la scienza che si costruisce, quella dei dotti, e la scienza ammessa, che diviene quella dell’uditorio universale , caratterizza la differenza tra iniziazione e volgarizzazione.

106 Non è sempre facile rispondere alla domanda se un’argomentazione venga svolta ad uso di un uditorio legato da accordi particolari o a quello di un uditorio non specializzato. Alcune controversie che riguardano le frodi in archeologia , per esempio, si rivolgeranno insieme agli specialisti e all’opinione pubblica; lo stesso accadrà spesso in processi criminali , nei quali il dibattimento avviene insieme sul piano giuridico e su quello morale. Mentre una filosofia di scuola , che si svolge entro i quadri elaborati dal maestro, può essere considerata specializzata e avvicinata a una teologia, si può forse ammettere che uno sforzo filosofico indipendente presupponga l’iniziazione preventiva a una tecnica dotta, che sarebbe quella dei filosofi professionisti? [Rogge contrappone una “filosofia popolare” come quella di Nietzsche alle filosofie contemporanee che presuppongono tutte una conoscenza approfondita della storia della filosofia]

487- Ogni filosofia (realismo, empirismo, razionalismo, nominalismo, analogismo) adotta una determinata gerarchia degli uditori: per esempio fenomeni di resistenza al vero o il problema cartesiano di una filosofia senza retorica.

29 Filosofi assolutisti (=ricercatori dall’assoluto, cioè della verità) vs retori, impegnati nell’azione (opinione)

39 E’ un illusione della filosofia assolutista passare da adesione a verità.

CONVINCERE (=provocare l’adesione, è solo un primo passo per arrivare all’azione) vs PERSUADERE (che è + di convincere): SOLO CHI E’ PERSUASO PASSA ALL’AZIONE. Argomentazione persuasiva diversa da argomentazione convincente.

38- La retorica si articola in due campi: tecnica del discorso lungo e continuato (mano aperta) e tecnica del dialogo (dialettica) (pugno chiuso)

515 – controversia vs discorso continuo

40 dialogo euristico (discussione come ricerca della verità, per arrivare a conclusioni obiettivamente valide)vs dialogo eristico (dibattito o contesa, animato dal desiderio di mettere in imbarazzo l’avversario)

48 Oggetto dell’argomentazione sono:

  1. Problemi di congettura
    1. che concernono i fatti passati: DIBATTITI GIUDIZIARI ( Tizio ha compiuto o no ciò che gli viene rimproverato?)
    1. che concernono i fatti futuri: DIBATTITI POLITICI (il tale atto comporterà o no la tale conseguenza?)
  2. Problemi di qualificazione: ci si domanda se un atto possa essere qualificato in un modo o in un altro.

I vari generi di discorso mirano a scopi differenti, sulla base di uno scopo unico che è quello di RICONOSCERE DEI VALORI. Il discorso deliberativo riconosce l’UTILE e il NECESSARIO. Il discorso giudiziario riconosce il GIUSTO.[ed entrambi hanno per scopo la decisione all’azione] Il discorso epidittico riconosce il BELLO e il TURPE [ed ha per scopo la disposizione all’. I discorsi epidittici hanno lo scopo di accrescere l’intensità di adesione ai valori che sono comuni all’uditorio e all’oratore; la loro funzione è importante perché senza questi valori comuni, su cosa potrebbero appoggiarsi i discorsi deliberativi e giudiziari?. [58 Dibattito = aggressione vs epidittica= guardiano di dighe].

80 NB [LUOGHI DELLA QUALITA’] Rivelare il carattere unico di una cosa significa valorizzarla (la Francia, la Chiesa) Vs  VALORI ASTRATTI (giustizia, verità). [Esempi di valori concreti:] impegno, fedeltà, solidarietà, disciplina. Rivoluzione (valore astratto) vs Conservazione (valore concreto). Unico vs comune, ma anche unico vs diverso, molteplice (inferiorità del molteplice)

39 DOMINIO – Nell’argomentazione non si può prescindere né da valori astratti né da valori concreti, ma di volta in volta essi vengono subordinati gli uni agli altri. Così, per Aristotele, l’amore per la verità (valore astratto) prevale sull’amicizia (valore concreto). Per Erasmo, una pace ingiusta (valore concreto) è preferibile alla giustizia (valore astratto).

L’argomentazione = procedimento per la giustificazione delle scelte attraverso PROVE RETORICHE (che impegnano e responsabilizzano chi aderisce a una tesi). Mira  a una scelta tra diverse possibilità, proponendone e giustificandone la successione gerarchica essa mira a rendere razionale una decisione.

vs

Dimostrazione= procedimento che tende a dimostrare che la scelta non esiste e che una sola soluzione si offre a chi esamina il problema, attraverso PROVE DIMOSTRATIVE (ASSOLUTE E NECESSARIE= EVIDENZE)

515 – negoziare = fare mutue concessioni (≠ discutere, persuadere)

513- dimostrazione (punto di vista formale) [da assiomi arbitrari a teoremi] vs argomentazione (punto di vista psicologico) [assiomi=evidenza= accettabilità ≠ evidenza come necessità]

514 Discorso[ argomentazione = adattamento all’uditorio/costruzione dell’oratore] vs catena dimostrativa, che modifica in maniera ineluttabile le convinzioni dell’uditorio. 518 Si può ridurre un’esposizione dimostrativa, come quella dei trattati di geometria, all’enunciazione della tesi seguita dalla sua dimostrazione. Invece un discorso argomentativo sarà quasi sempre più complesso.

85 L’argomentazione non si appoggia solo su valori astratti e concreti, ma anche su gerarchie , quali la superiorità degli uomini sugli animali o degli dei sugli uomini. Indubbiamente siffatte gerarchie sarebbero giustificabili con l’aiuto di valori, ma per lo più non sarà il caso di cercar loro un fondamento che quando si tratterà di difenderle; spesso esse resteranno implicite

[L’argomentazione in generale si appoggia su fatti e verità, su presunzioni, su valori (astratti e concreti), su gerarchie, su luoghi (della qualità e della quantità, o altri: utilizzazione e riduzione dei luoghi secondo lo spirito classico e lo spirito romantico) / ci sono poi accordi propri ad alcuni uditori particolari e ad ogni singola discussione: l’argomentazione ad hominem e la petizione di principio]

497 passioni (favorevoli) = valori

517 – i fatti (ciò che gode del più ampio accordo) sono di solito all’inizio del discorso.

Tipi di oggetti di accordo (e quindi tipi di oggetti di discordia):

  1. relativi al reale (uditorio universale):
  • FATTI ( oggetti su cui c’è un accordo universale non controverso)e VERITA’
  • PRESUNZIONI (che sono legate a ciò che è normale e verosimile). Per esempio alcune presunzioni di uso corrente: a. la presunzione che la qualità di un atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto; b. la presunzione di naturale credulità, per la quale di primo acchitto accogliamo come vero quello che ci viene detto, e che viene ammessa finché e nella misura in cui non cominciamo a diffidare; c. la presunzione di interesse in base alla quale concludiamo che ogni enunciato portato a nostra conoscenza ci interessi; d.presunzione riguardante il carattere sensato di ogni azione umana. [170 trasformazione dal normale al normativo e dal soggettivo al normale]

2. relativi al preferibile(= scelte, punti di vista determinati, uditorio particolare): VALORI, GERARCHIE (per es superiorità del giusto sull’utile o dell’uno sul molteplice), LUOGHI DEL PREFERIBILE (42 DOMINIO I luoghi comuni sono delle affermazioni generalissime relative a ciò che si reputa abbia maggior valore, in qualsiasi ambito, mentre, i luoghi specifici concernono ciò che è preferibile in un ambito particolare Poi, LUOGHI DELL’ORDINE, DELL’ESISTENTE, DELL’ESSENZA E DELLA PERSONA,ciò che è legato alla dignità e all’autonomia di una persona).

105 Sulla nozione di evidenza, come accordo proprio ad alcuni uditori particolari: Quando si dice davanti ad un uditorio che non è vincolato a testi, che una proposizione è evidente, ciò significa che non si desidera confutarla o che non si dispone di un mezzo capace di confutare quella proposizione. Invece fra i giuristi dire che una norma giuridica è evidente, significa che ci si oppone alla ricerca dei fondamenti per l’applicazione di quella norma. Fra i teologi dire che un certo testo è evidente significa che esiste un solo modo di interpretarlo, poiché non si pone problema di confutazione.

124 I dati sono punti di accordo (=oggetti di accordo): nelle scienze umane, come nelle scienze naturali la scelta dei dati non è soltanto selezione , ma anche costruzione e interpretazione.

534 – dati sottratti a qualsiasi discussione vs argomentazione/535 pensiero perfetto vs opinione

Gli uomini aderiscono a ogni genere di opinione con intensità variabile . Le convinzioni in questione non sempre sono evidenti ed è raro che il loro oggetto consista di idee chiare e distinte. [L’evidenza delle opinioni ovvero la loro accettabilità] emerge per lo più nel disaccordo sulle conseguenze.

53 Dominio – Non intendiamo aderire a un’ontologia che separi nettamente i dati immediati e irriducibili dalle costruzioni teoriche elaborate a partire da essi. (…) Sotto il profilo dell’argomentazione l’opposizione tra ciò che è dato e ciò che è costruito è relativa: essa consente di separare gli elementi risultanti da un’interpretazione da quelli su cui esiste un accordo – che, fino a nuovo ordine, è univoco e indiscusso.

139 GIUSTIZIA E MERITO SONO NOZIONI CONFUSE 310 – Nozioni di merito, responsabilità e colpevolezza contro semplice apprezzamento pragmatico dei comportamenti.

175 Massima = topos (Aristotele)= Giudizio di valore. Schopenhauer sui proverbi (simili alle massime). Cfr. i proverbi di Sancho Panza nel Don Chisciotte.

[cinque tipi di argomentazione = 5 principali tecniche argomentative: argomenti quasi logici, argomenti basati sulla struttura della realtà, il fondamento dato dal caso particolare e il ragionamento per analogia, la dissociazione delle nozioni , l’azione reciproca tra argomentazioni]

501 – argomentazione che riguarda le premesse o gli schemi argomentativi (=fornire ragioni per credere a ciò che già si ammette) vs argomentazione che riguarda una tesi che ha la funzione di conclusione ( che tende a sollecitare la nostra adesione)

507 – diversione= spostamento della discussione su un oggetto giudicato irrilevante -> accusa di sofisma = fallacia argomentativa

[L’argomentazione quasi logica [si comprende avvicinandola al pensiero formale, di natura logica o matematica]:

  1. Incompatibilità [vs contraddizione in un sistema logico-formale] [66 dominio – Il primo esempio di incompatibilità è quello dell’educatore che insegna ai bambini la necessità di obbedire ai genitori e di non mentire. Ma che fare quando il padre ordina di mentire o quando la madre e il padre danno ordini inconciliabili? (…) La contraddizione conduce all’assurdo allorché non vi è modo di sfuggirvi mediante un distinguo, a causa dell’univocità imposta dei segni utilizzati.(…) E’ chiaro invece che l’incompatibilità obbliga a scegliere, a indicare la regola che si seguirà in caso di conflitto e ad abbandonare l’altra o a restringerne la portata. Colui che senza rendersene conto è ridotto in una situazione di incompatibilità risulta ridicolo. Il riso è la sanzione del suo accecamento.: sull’autofagia di un’afferazione. assurdo vs ridicolo]
  2. Identità  [72 Dominio –Un identità puramente formale si presenta come un’evidenza o viene data convenzionalmente, ma in ogni caso sfugge alla controversia  e, pertanto, all’argomentazione. Ciò non avviene mai nel caso delle identificazioni che si incontrano nel discorso comune. Queste ultime esprimono ora un’identità completa  ora un’identità parziale degli elementi a confronto . L’identificazione di due espressioni può essere il risultato della definizione o dell’analisi]
  3. definizione
  4. analiticità  [74 Dominio – Dal punto di vista argomentativo ogni analisi è direzionale in quanto si propone di rendere intercambiabili certe espressioni conducendo l’ascoltatore verso concezioni conformi all’idea che ne ha l’oratore ed eliminando le interpretazioni diverse che si potrebbero voler attribuire agli enunciati da analizzare. 75 – Valendosi di tecniche filosofiche diverse l’analisi conduce alle stesse conseguenze argomentative della definizione]
  5. tautologie
  6. Regola di giustizia [486 – per Perelman la forza di un argomento dipende dalla regola di giustizia = quello che ha potuto convincere in una data situazione apparirà convincente in una situazione simile o analoga / iniziazione a un campo razionalmente sistematizzato: la forza degli argomenti dipende in larga misura da un contesto tradizionale]
  7. Reciprocità
  8. Transitività, conclusione e divisione [62 Dominio – si consideri l’argomento per divisione ove si trae una conclusione sul tutto dopo aver ragionato su ciascuna delle parti. E’ in questo modo che si cerca di dimostrare che l’imputato non avendo agito né per gelosia, né per odio,né per interesse, non ha alcun motivo di uccidere. Questo argomento richiede una struttura spazializzata del reale, da cui sarebbero esclusi gli accavallamenti, le interazioni, la fluidità che caratterizzano le situazioni concrete.]
  9. Comparazione, sacrificio e probabilità (260 ci troviamo in pieno nel campo dell’argomentazione quasi logica , perché il termine di riferimento non è una grandezza fissa , ma risulta da una costante azione reciproca tra elementi diversi: Per esempio il valore perseguito col sacrificio si trasforma nel corso dell’azione ad opera dei sacrifici accettati , per es si respinge violentemente ciò cui troppo si è dato). Sulla probabilità vedi i vari tipi di prova dei giuristi (medievali?): prova assoluta, valida più cheper metà, per metà ecc.) [87 Dominio – Nell’argomentazione basata sul sacrificio, in assenza di un criterio obiettivo di misura, si giudicano le cose solo in base al valore che gli uomini vi annettono]

204 Lo sviluppo della logica formalizzata ha permesso di separare la dimostrazione dall’argomentazione. Tesi incompatibili (argomentazione)≠ contraddizione (logica)

216 Il ridicolo e non l’assurdo è l’arma principale dell’argomentazione [autofagia e incompatibilità delle posizioni ]. Ridicolo è chi si oppone alla logica o all’esperienza.

260 carattere un po’ blasfemo del razionalismo che rifiuta di prendere in considerazione i valori concreti nella loro unicità [per es. non si può trattare la propria madre come “una” madre]

275 L’argomentazione basata sulla struttura della realtà [62 dominio – si fonda sui legami esistenti fra elementi del reale. La fede nell’esistenza di simili strutture obiettive può interessare vari tipi di realtà; rapporti di causalità, essenze di cui certi fenomeni non sarebbero che la manifestazione; l’importante è l’esistenza di un accordo a tale proposito , che non viene messo in discussione e a partire dal quale l’oratore svilupperà la sua argomentazione]:

  1. Legami di successione
  2. legami di coesistenza (per es. tra un individuo e le sue azioni) Il rimprovero di incoerenza o di cambiamento ingiustificato quando la “stabilità” della persona non viene rispettata. 327 – Tecniche di rottura o di frenatura opposte all’azione reciproca atto-persona. [100 Dominio – nella costruzione della persona: Leibniz (primato dell’immagine della persona) vs esistenzialismo (primato dell’azione): ma non spetta alla teoria dell’argomentazione prendere posizione in un dibattito di natura ontologica. E’ l’intenzione che fornisce significato e portata all’azione di una persona. Tecniche di frenatura che limitano la portata dell’atto sull’immagine di una persona.

Categorie = tipi ideali di Max Weber ≠ rigidità e stabilità di oggetti]

  1. Legame simbolico [110 Dominio – rapporto di causalità vs rapporto di partecipazione (simbolica)]
  2. Argomenti di doppia gerarchia
  3. Argomenti di grado (per es. di modalità) o di ordine (365 per es. di natura o di principio)[107 Dominio – Allorché non si tratta di fatti ma di opinioni e soprattutto di valutazioni, non solo la persona dell’oratore, ma anche la funzione che esercita, il ruolo che assume, influenzano innegabilmente il modo con cui l’uditorio accoglierà le sue parole : le stesse osservazioni, formulate dall’avvocato, dal procuratore o dal giudice, verranno accolte e comprese in modo molto diverso.

323 I problemi di giustizia, vale a dire di logica di precedenti, vs i problemi scientifici, dove c’è solo problema di vero e di falso. 323 sull’importanza dell’argomento di autorità (basato sul prestigio) per la tradizione giuridica. Al giorno d’oggi il fondamento allegato il più delle volte a favore dell’autorità è la competenza.

341 – Il concetto di gruppo è elemento argomentativo quanto mai sottoposto a controversia, instabile, ma di importanza capitale. Esclusione = tecnica di rottura della relazione individuo/gruppo

372 argomentazione per mezzo dell’esempio = argomentazione dal particolare al particolare, senza regola generale (tipica dei dialoghi socratici)

383 L’inerzia, cioè la ripetizione di una stessa condotta non deve essere giustificata, diversamente da deviazione/cambiamento [cfr la nozione di precedente in diritto]

436 il compromesso come campo prediletto dal diritto: 437 incompatibilità vs compromesso

[63 Dominio –Argomentazione mirante a fondare la struttura della realtà è quella in cui, a partire da un caso particolare noto , consente di stabilire un precedente, un modello, una regola generale, come i ragionamenti per mezzo del modello o dell’esempio. La tecnica argomentativa che fa ricorso alla dissociazione non ha attratto l’attenzione dei teorici della retorica antica. E tuttavia essa appare indispensabile in ogni riflessione che, cercando di risolvere una difficoltà posta dal pensiero comune, si vede costretta a dissociare gli uni dagli altri degli elementi del reale, per dar luogo a una nuova organizzazione del dato. Dissociando fra gli elementi qualificati allo stesso modo, ciò che è reale da ciò che è apparente, ci si pone sulla via dell’elaborazione di una realtà filosofica contrapposta alla realtà del senso comune. Proprio in quanto le dissociazioni rivestono un’importanza fondamentale in ogni pensiero filosofico originale, le coppie create valendosi di questa tecnica verranno chiamate “coppie filosofiche” in contrapposizione alle coppie antitetiche come il bene e il male e alle coppie classificatorie come “animali-vegetali” o “nord-sud”.

138 – Sul modello della coppia apparenza/realtà possiamo presentare le coppie filosofiche sotto forma di quella termine I/ termineII. Il termine I corrisponde all’apparenza, a ciò che si presenta in primo luogo, all’immediato, a ciò che si conosce direttamente. (…) Il termine II fornisce un criterio, una norma che permette di distinguere fra gli aspetti del termine I ciò che è valido da ciò che non lo è; non è semplicemente qualcosa di dato, ma piuttosto una costruzione che determina, all’atto della dissociazione del termine I, una regole che permette di gerarchizzarne i molteplici aspetti, qualificando come illusori, erronei, apparenti (nel senso negativo della parola) quelli che non sono conformi a questa regola fornita dal reale.]

440 Nelle filosofie antimetafisiche (positivismo, pragmatismo, fenomenologia, esistenzialismo) la sola realtà è quella delle apparenze

443 coppie filosofiche in Platone, Spinoza, Marx (astratto/concreto)

445 se l’atto permette di giudicare la persona e il fine permette di giudicare il mezzo e viceversa, l’evoluzione della coppia filosofica ricorda che non bisogna confonderli.

462 fittizio vs genuino

Pareto come avversario del compromesso e del ragionamento persuasivo: residuo vs derivazione = inautentico= meccanico.

468 Una definizione “persuasiva” dissocia un concetto nei suoi Termini I e II

469 La definzione è sempre una scelta: per es. la definizione dissociativa di un concetto ( per es. generale/astratto vs particolare/concreto. Grammatica (astratto generale) /Sintassi (=particolare concreto)

L’accusa di espediente (retorico) rivolto a un’intero discorso lo rende inefficace. Espediente = mezzo tecnico=procedimento di fabbricazione. La troppo grande reputazione di eloquenza è un pericolo vs gli indizi di spontaneità ( per es.: tutti gli enunciati penosi, le confessioni saranno di solito considerati sinceri)

484 la forza di un argomento = efficacia vs validità

Chi fornisce il criterio della validità? Il più delle volte una teoria della conoscenza che ha dato buona prova di sé in altri campi della conoscenza

486 La metodologia unitaria ideale della scienza si oppone all’adozione di metodologie molteplici [di trattamento dei dati] in base al criterio dell’evidenza [usata dalla metodologia scientifica], razionale o sensibile, che dispensa dalla dissociazione tra normale e normativo: ciò che è evidente è simultaneamente efficace e valido, convince perché deve convincere.

529 metodo [per dare ordine agli argomenti] di prudenza (relativo all’opinione) vs di dottrina o di natura (“dove quello che è per natura più evidente deve precedere”)

530 metodo naturale: ciò che è più evidente deve avere la precedenza

L’ordine naturale o razionale non è indipendente da ogni uditorio, ma è adattato all’uditorio universale e alla razionalità che gli si attribuisce -> si passa però in questo modo da problemi di comunicazione  (=ordine di adattamento all’uditorio) a problemi ontologici o estetici (ordine organico o dell’opera d’arte).

510 – Tutte le rinuncie e le mezze rinuncie ad usare argomenti possono essere considerate concessioni

513 – Situazioni argomentative diverse : o si vuole sottolineare nettamente il proprio disaccordo o si vogliono modificare le idee dell’interlocutore.

521 Tesi = presa di posizione= impegno dell’oratore -> se la tesi non contiene nulla di urtante per il pubblico dovrebbe essere enunciata subito e funzionare come orientamento del discorso// un’altra tattica è ritardare questo impegno e formulare la tesi alla fine, in funzione dello svolgimento del discorso.

526 Per essere oggetto di riflessioni occorre che un ordine (del discorso) possa essere colto come tale [schemi di riferimento per l’ascoltatore = buone forme (Gestalt)]

534 – visione misera della ragione come facoltà calcolatrice

Noi combattiamo le opposizioni filosofiche nette e irriducibili (per es.: evidenza innegabile vs volontà ingannatrice)

537 – Ogni linguaggio è il linguaggio di una comunità, che si tratti di una comunità unita da legami biologicio dalla pratica di una disciplina o da una tecnica comune i termini usati, il loro significato e la loro definizione si comprendono solo nel contesto fornito da abitudini, modi di pensare, metodi, circostanze, tradizioni note a chi se ne serve. Ogni deviazione dall’uso deve essere giustificata e sia il realismo, sia il nominalismo costituiscono a questo riguardo tentativi opposti legati a filosofie insufficienti. [sull’adesione a determinati usi linguistici: ≠sia da riflesso di una realtà obiettiva, sia ≠ da arbitrarietà individuale]

Il linguaggio fa parte delle tradizioni di una comunità e, come queste, si modifica in modo rivoluzionario solo in caso di disadattamento radicale ad una situazione nuova, altrimenti la sua trasformazione è lenta e insensibile.

538- La pratica e la teoria dell’argomentazione sono ai nostri occhi in correlazione con un razionalismo critico che trascende il dualismo giudizi di realtà/giudizi di valore. [NB: non si possono trasformare accordi di fatto [sul significato delle parole] in accordi di diritto senza previa discussione]

[gli argomenti quasi logici o quelli basati sulla struttura della realtà]sono forme di ragionamento che, benché indispensabili nella pratica, sono state trascurate, sull’esempio di Descartes, dai logici e dai teorici della conoscenza.

DominioRetorico

Il Dominio Retorico

4 – Com’è possibile ragionare sui valori? Esistono metodi razionalmente accettabili che consentano di preferire il bene al male, la giustizia all’ingiustizia, la democrazia alla dittatura? Insoddisfatto della risposta scettica dei positivisti mi sono messo alla ricerca di una logica dei giudizi di valore. Si deve dunque pensare che i giudizi di valore primitivi, i principi della morale e di qualsiasi comportamento siano puramente irrazionali, espressione delle nostre tradizioni, dei nostri pregiudizi e delle nostre passioni? E che in caso di disaccordo solo la violenza sia in grado di decidere i conflitti e che la ragione del più forte sia la migliore?

In mancanza di tecniche di ragionamento accettabili concernenti i fini, la filosofia pratica dovrebbe rinunciare al suo obiettivo tradizionale, la ricerca della saggezza, in grado di orientare l’azione in base alla ragione, e la filosofia morale, la filosofia politica e la filosofia del diritto non potrebbero svilupparsi come discipline provviste di un serio fondamento. [Nel 1927 Goblot trattò in modo soddisfacente solo i giudizi di valore derivati , quelli che valutano i mezzi o gli ostacoli in relazione a un fine, vale a dire i giudizi tecnologici, ma non prospettava alcun ragionamento che giustificasse la preferenza accordata a un fine piuttosto che a un altro]

14 Appare immediatamente chiaro che i ragionamenti dialettici partono da ciò che è accettato, avendo essi lo scopo di fare ammettere altre tesi che sono o possono essere controverse: il loro scopo è dunque quello di persuadere o di convincere. Essi non consistono in inferenze valide e vincolanti, ma presentano argomenti più o meno forti, più o meno convincenti e la cui natura non è mai puramente formale. Un argomento persuasivo è quello che persuade colui cui si rivolge: contrariamente al ragionamento analitico, il ragionamento dialettico non è impersonale, in quanto lo si valuta in base al suo effetto su un soggetto. Di conseguenza è necessario distinguere nettamente i ragionamenti analitici da quelli dialettici, dal momento che gli uni concernono la verità e gli altri l’opinione.

14 Se è innegabile che la logica formale costituisce una disciplina distinta, è altrettanto innegabile che noi ragioniamo anche quando non calcoliamo, nel caso di una deliberazione intima o di una deliberazione pubblica, presentando argomenti a favore o contro una tesi, criticando o confutando una critica. In tutti questi casi non si effettua una dimostrazione come in matematica, ma si svolge un’argomentazione.E’ dunque normale, se si concepisce la logica come lo studio del ragionamento in tutte le sue forme , completare la teoria della dimostrazione con una teoria dell’argomentazione, che studi i ragionamenti dialettici di Aristotele.

19- Il declino della retorica, a partire dalla fine del sec. XVI, è imputabile all’affermarsi del pensiero borghese che ha generalizzato il ruolo dell’evidenza – si tratti dell’evidenza personale del protestantesimo, dell’evidenza razionale del cartesianesimo o di quella sensibile dell’empirismo.

La svalutazione della retorica, l’oblio della teoria dell’argomentazione hanno condotto alla negazione della ragion pratica e problemi d’azione sono stati ridotti a problemi di conoscenza, vale a dire di verità o di probabilità, ora considerati come affatto estranei alla ragione.

21 Poiché lo scopo di un’argomentazione non è quello di dedurre certe conseguenze da certe premesse, ma quello di suscitare o di accrescere l’adesione di un uditorio alle tesi che si presentano alla sua approvazione, essa non si svolge mai nel vuoto, ma presuppone un contatto delle menti fra l’oratore e il suo uditorio: è necessario che un discorso venga ascoltato , che un libro venga letto, poiché al contrario la sua azione sarebbe nulla. IL CONTATTO DELLE MENTI è INDISPENSABILE (cfr. le istituzioni del contatto in T.A.)

26  Il modello di un ragionamento sincero e onesto in cui si cercherebbe di non nascondersi nulla, di non ingannare nessuno, di trionfare semplicemente delle proprie incertezze (…) Ma ciò avveniva prima che l’apporto della psicanalisi ci avesse convinti che è possibile auto ingannarsi e che le ragioni che si avanzano possono non essere altro che razionalizzazioni.

28 [su specialista, sacerdote e filosofo]

29 un discorso convincente è quello le cui premesse e i cui argomenti sono universalizzabili , vale a dire accettabili, in linea di principio, da tutti i membri dell’uditorio universale.

33 Accordi tipici con l’uditorio = le premesse dell’argomentazione [conseguenze false vs conseguenze inaccettabili.

37 obbligo della prova per chi voglia opporsi all’applicazione di una presunzione.

giudizi che esprimono il reale (noto o presunto) vs giudizi che esprimono una preferenza (o valore)

48 – “Il sentimento considera soltanto il presente, la ragione considera il futuro e il tempo nella sua totalità” (Bacone)

-Tecniche di presentazione e arte di creare presenza -> dalla retorica come arte del persuadere alla retorica come tecnica di espressione letteraria

54 –I problemi di interpretazione nascono sia a proposito di segni sia a proposito di indizi. Si intende per segno un fenomeno suscettibile di evocare ciò che designa, nella misura in cui viene evocato in un atto di comunicazione proprio in vista di tale evocazione. Gli indizi, al contrario, rinviano ad altro in modo per così dire oggettivo, indipendente da ogni volontà di comunicazione. Le indicazioni tracciate sugli alberi per guidare chi attraversa la foresta costituiscono segni; le tracce lasciate da un cinghiale nella neve costituiscono degli indizi.

71- La malattia diplomatica è una delle tecniche che permette di ritardare una scelta sgradevole, un sacrificio penoso, sia pure a prezzo di una menzogna. Come ha scritto Jankelevitch, paragonando la menzogna all’elemosina: “L’elemosina, come la menzogna, allontana il problema senza risolverlo; aggiorna la difficoltà aggravandola”.

77 leggi descrittive (correlazioni) vs leggi normative

107 – induzione (caso/esempio) vs presenza (= illustrazione)

120 – Sono le difficoltà che rivelano le persone

125 Un teorico dell’argomentazione constaterà che il ricorso all’analogia [a:b=c:d] costituisce una delle caratteristiche della comunicazione e del ragionamento non formali, che in certi casi l’analogia potrà essere alla fine eliminata –allorché la conclusione a cui si giunge si riassume in una formula matematica- ma che molto spesso, soprattutto in filosofia e nell’espressione del pensiero religioso, essa si trova al centro di una visione originale sia dell’universo che dei rapporti tra l’uomo e la divinità.

139 – L’opposizione tra realtà e apparenza si manifesta anche nel pensiero quotidiano , nell’opposizione tra l’oggetto e la sua ombra, il mondo della veglia e quello del sonno, la realtà vissuta e quella che ne costituisce la sua rappresentazione teatrale.

142- Pensatori diffidenti nei confronti della metafisica che conduce a visioni molteplici e contraddittorie del reale [Schopenhauer vs Nietzsche] [139 – in tutte le costruzioni metafisiche realtà e valore sono strettamente legati]

147 definizioni persuasive e dissociazione di nozioni.

148 retorica formalistica, statica, scolastica vs retorica persuasiva, come adattamento a uditori di ogni tipo [sugli attacchi terroristici contro la retorica]

161 Lo scopo della filosofia, per Descartes, è la scoperta della verità in ogni cosa e il suo fondamento è l’evidenza secondo cui “le cose che noi concepiamo in modo chiaro e distinto sono vere”. Il suo metodo dovrebbe dare origine a una filosofia completamente nuova, vera e propria scienza in cui si procederebbe di evidenza in evidenza. Ma finché non si è giunti, grazie a questo metodo a conoscere la verità in ogni cosa e, “per non restare irresoluto nelle mie azioni, mentre le azioni nella vita non tollerano alcun differimento”, Descartes elabora una morale provvisoria che si limita a “tre o quattro massime”. Queste massime appartengono d’altra parte più all’ambito del ragionevole che a quello del razionale, caratterizzato dall’evidenza. (…)

168 – Sappiamo che durante tutta la sua vita Descartes ha dovuto accontentarsi di questa morale provvisoria. Il suo bisogno di un’evidenza generalizzata non ha avuto l’effetto di sostituire la morale tradizionale, espressione dell’opinione comune del suo ambiente, con una morale razionale universalmente valida, ma anzi quello di incitarlo a rispettare scrupolosamente le regole e le opinioni dominanti, rifiutandosi di modificarle sulla base di qualsiasi ragione che non fosse evidente. In modo paradossale, il razionalismo matematico, di pari con il rifiuto di qualsiasi opinione e quindi di qualsiasi scambio di opinioni, di qualsiasi ricorso alla dialettica e alla retorica, conduce in pratica all’immobilismo e al conformismo sia in campo giuridico che morale, politico e religioso.

161 – Mentre i retori, che parlavano di ordine naturale, esterno al discorso, si riferivano all’ordine cronologico che si adatta alla narrazione, all’ordine che si fonda sulla consuetudine e sulle tradizioni e che si deve osservare per non farsi notare [sic! osservazione olandese!], l’adozione di un ordine unico, ispirato dai geometri, e che va sempre dal semplice al composto fa del problema del metodo non più un problema retorico, di adattamento all’uditorio, ma un problema scientifico, conforme alla natura delle cose. In questa prospettiva la retorica, conformemente alle opinioni di Pietro Ramo, non ha più lo scopo di convincere ma quello di piacere o, al massimo, di far ammettere più facilmente, grazie alla magia della parola e della presentazione, verità conosciute indipendentemente dall’arte di persuadere.

165- A decidere il destino della retorica sono stati essenziali i suoi rapporti con la filosofia. [Parmenide/Socrate/Platone vs Gorgia] La retorica degna del filosofo è quella che sarà in grado di convincere gli stessi dei, in quanto cerca l’adesione a tesi vere e non a semplici opinioni. (…) Più sfumate le concezioni di Aristotele. Separando decisamente le discipline pratiche da quelle teoriche , egli insiste sul fatto che non in tutti gli ambiti si possono impiegare gli stessi metodi e gli stessi mezzi di prova. Nell’Etica a Nicomaco, ciò che è utile in una dimostrazione matematica sarebbe ridicolo in un discorso e viceversa. Se l’intuizione garantisce la verità dei principi nelle scienze, il ricorso alla deliberazione e alla discussione conferisce razionalità alle attività pratiche quelle in cui bisogna decidere e scegliere, in seguito a riflessione, fra le diverse possibilità e contingenze. Grazie ai ragionamenti dialettici e alla retorica si potrà influenzare il giudizio e orientarlo verso prese di posizione ragionevoli. Secondo Aristotele ogni uditorio è un giudice  che deve, in fin dei conti, pronunciarsi sulla superiorità dell’una o dell’altra tesi in discussione , quando nessuna di essa si impone in modo evidente. Proprio perché l’ambito dell’azione è quello del contingente, che non può essere governato da verità scientifiche, l’impiego dei ragionamenti dialettici e dei discorsi retorici è inevitabile per introdurre una certa razionalità nell’esercizio della volontà individuale e collettiva.

166 Il progetto cartesiano di una filosofia more geometrico – attuato solo da Spinoza- consisteva nel costruire un sistema che, procedendo di evidenza in evidenza non lasciasse spazio ad alcuna opinione controversa.

167- Retroterra teologico della concezione della scienza in Bacone e Cartesio. 169 Solo riferendosi a Dio le scienze naturali hanno potuto per secoli fare a meno di qualsiasi riferimento al linguaggio umano. [Trascuratezza del ruolo creativo dell’uomo nell’opera scientifica]

170 – Ogni attività spirituale, che si colloca tra necessità e arbitrarietà, è ragionevole solo nella misura in cui è sostenuta da argomenti e, eventualmente, chiarita da discussioni che, in generale, non conducono all’unanimità. Può effettivamente avvenire che, accordandosi su una metodologia, si possa giungere in certe epoche, in certe discipline, a una unanimità che non è dato riscontrare altrove: nulla garantisce che essa verrà mantenuta in definitivamente. (…) Contrariamente a Descartes, che voleva costruire tutto il sapere su evidenze indiscutibili, è necessario mostrare quanto sia eccezionale l’accordo degli scienziati e dovuto a ragioni specifiche. / In tutti gli altri ambiti, che si tratti di filosofia o di religione, di morale o di diritto, il pluralismo è la regola. Questi ambiti traggono la loro razionalità dal sistema dell’argomentazione , dalle buone ragioni che si possono avanzare a favore e contro ogni tesi in questione. /Dopo Hegel è difficile negare che ogni filosofia sia situata e controversa.

171 – La filosofia non può limitarsi a ciò che viene percepito in quanto essa deve separare l’importanza dal secondario, l’essenziale dall’accidentale, ciò che è costruito da ciò che è dato, e questo in funzione di una prospettiva la cui pertinenza e superiorità non si impongono a tutti. Di qui l’obbligo di difendere la prospettiva scelta grazie a una argomentazione, grazie ad analogie e a metafore  di cui si mostrerà il carattere adeguato e la superiorità sulle prospettive correnti. (…) In questa impresa, oggi inevitabile, verremo aiutati dall’esperienza secolare dei giuristi che, dopo aver fatto dipendere le istituzioni umane da un diritto naturale di ispirazione divina – si tratti della Provvidenza degli Stoici, del Dio vivente delle religioni rivelate o del Dio razionale dei filosofi- sono giunti ad elaborare la teoria di un diritto ragionevole, oggetto del consensus di una comunità organizzata.

Il fine del diritto [≠ da filosofia]è dirimere le controversie tramite l’autorità della cosa giudicata.

Un commento

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.