Dalla folla al pubblico (USA 2013)

[Dalla post-fazione di Giovanni Boccia Altieri]

328- Il ‘900 ha nettamente distinto tra comunicazioni interpersonali e comunicazioni di massa [testi privati vs testi pubblici: i testi pubblici vengono prodotti da industrie mediali (= industria culturale) che si servono di linguaggi di astratta messa in contatto delle persone (= pubblicità, marketing = strategia di lancio pubblicitario di un prodotto, pubbliche relazioni)].

316/318 – [Vecchia ecologia dei media basata sul controllo delle grandi aziende vs nuova ecologia basata sulla condivisione non commerciale-> Per Boccia Altieri bisogna sostenere anziché limitare questo ambiente di diffondibilità (=circolazione ibrida?)]

319- [Modelli di circolazione discendente vs modelli di circolazione ibrida -> (Rosdolsky “Grundrisse”-PROCESSO DI CIRCOLAZIONE = PROCESSO DI RIPRODUZIONE (e fenomeno delle crisi): bisogna mostrare non solo come il capitale produce , ma anche come è prodotto) [Differenza fra capitale fisso e capitale circolante)]

328- [DALLA FOLLA AL PUBBLICO (Gabriel Tarde) /-> Quello di Tarde è uno dei grandi nomi della storia della sociologia insieme a Auguste Comte, Herbert Spencer, Alfred Espinas, René Worms, Georg Simmel e Émile Durkheim. La sua fama è strettamente legata al concetto di imitazione, di cui ha definito le “leggi ” (è questo il titolo della sua opera più famosa) nelle scienze umane e sociali. Considerato uno dei padri della sociologia, si oppose a Durkheim in una lunga polemica, che gli valse di essere quasi del tutto dimenticato dopo la prima guerra mondiale, quando il pensiero di Durkheim si imponeva a livello internazionale e dettava lo standard della sociologia scientifica.

La sua riflessione sociologica, presto dimenticata in Europa, ha avuto invece una certa fortuna negli Stati Uniti, dove è stata ripresa da alcuni autori americani, come Robert Park e la Scuola di Chicago (sociologia), che lo considerano uno dei fondatori della sociologia urbana e della psicologia sociale alla pari di Gustave Le Bon e Georg Simmel. Più recentemente, si è ispirato al suo individualismo metodologico il sociologo francese Raymond Boudon, mentre Bruno Latour ne ha fatto uno dei precursori della Actor-Network Theory (ANT) reintroducendo il suo pensiero nel dibattito contemporaneo. La sociologia di Gabriel Tarde si fonda su una metafisica assai originale. Il suo pensiero filosofico, influenzato soprattutto da Gottfried Wilhelm von Leibniz e da Antoine Augustin Cournot, costituisce in effetti un’originale ripresa della Monadologia, segnatamente nello scritto Monadologie et sociologie (1895). In ambito criminologico Tarde si è opposto alla “Scuola positiva” di criminologia capeggiata da Cesare Lombroso, e in specie alla sua teoria del delinquente-nato.

La sua opera sociologica, così come viene sintetizzata retrospettivamente nelle Les Lois sociales (1898), consta di tre momenti principali (a ognuno dei quali Tarde ha dedicato una monografia): la Ripetizione (Les lois de l’Imitation, 1890), l’Opposizione (L’Opposition universelle, 1897) e l’Adattamento (La Logique sociale, 1895). Ai giorni nostri la sua opera, riscoperta filosoficamente da Gilles Deleuze in volumi come Differenza e ripetizione (1968) e Millepiani (1980), sta progressivamente riguadagnando interesse, ne fanno fede il succedersi delle pubblicazioni e i numeri monografici di riviste (come “Multitudes”) a lui dedicati] Il pubblico come futuro soggetto della modernità, “pubblico”come individui che trattano pubblicamente contenuti mettendosi in connessione/ 314- I nuovi modelli di circolazione riconoscono clienti e fan come stakeholders: responsabilità e reputazione dei cittadini nella nuova “età dell’informazione” (rendersi visibile in pubblico vs membri dell’audience anonimi gli uni agli altri)

330-H. Jenkins presenta uno storytelling diverso da quello che oppone solitamente la retorica neoliberista ad un atteggiamento neo-francofortese : massima circolazione vs distribuzione controllata/40- “I media diffondibili vanno visti in chiave evolutiva anziché rivoluzionaria” (H. Jenkins)/ 333- Interpretare la mutazione degli  SPREADABLE MEDIA richiede in primo luogo di collocarla nell’ambito di una CULTURA CONVERGENTE, definita da una circolarità tra culture delle corporations e culture ‘dal basso’ , cioè quell’insieme di realtà GRASSROOT sempre più presenti grazie alle forme che la rete e i siti di social network rendono possibili e visibili.[per es. Google = piattaforma di circolazione ≠ editoria]

339- [Bisogna ripensare la cultura partecipativa di Jenkins come un continuum complesso tra produzione di contenuti e loro consumo ->] viviamo in un’epoca di contenuti curati e resi circolanti dal pubblico (= SCRITTO-LETTORI (VS dicotomia tra leggere/passivo vs scrivere/attivo)-> il lurker di Twitter = quello che osserva da dietro le quinte, regola della conduzione delle comunità: 1% creatori, 9% commentatori, 90% osservatori/ Focault e il potere socievole “Ordine del discorso”]

0-PERCHE’ I MEDIA SI DIFFONDONO

Xviii- [Evoluzione dei media e della creazione dei contenuti come se fossero conseguenze inevitabili di sviluppi tecnologici vs 3- forse non c’è nulla di più umano che condividere storie intorno al fuoco o in una nuvola (≠ crescita dell’infrastruttura tecnologica)

XIX- [Da una cultura informata alle regole del broadcasting a una cultura che favorisce una maggiore partecipazione dal basso.(3- diffondibilità = potenziale di circolazione)/ Siti di social networking (per es. Facebook) vs concetto più ampio di reti sociali: comunità di rete vs circondario geografico = comunità in senso stretto = vicinati/ conflitti che si generano quando i testi dei media si muovono tra sfere commerciali e non commerciali]/15- [Una distinzione fondamentale: reti basate sull’amicizia vs reti basate su interessi]

6- [limiti dei modelli che si fondano troppo sul “fattore presa”->un contenuto che “fa presa” = stickiness (per es.XIX- modelli virali o di circolazione virale = modelli che danneggiano le audience)/ 36- Idea di presa come metodo principale di misurare il successo [di un contenuto culturale]/ 22- confusione che regna sui MEDIA VIRALI prodotta da rapida ascesa dei siti di social networking e contemporaneamente dall’estrema frammentazione dei media broadcast/7- [Stickiness e audience pensate come COLLEZIONI DI INDIVIDUI vs paradigma della diffondibilità]/ 8- (Appannamento dei ruoli di produttore/venditore/pubblico) /intemediari GRASSROOTS vs aziende -> 12 SISTEMA INTEGRATO DI TECNOLOGIE E PRATICHE PARTECIPATIVE CHE SOSTENGONO UN AMBIENTE IN CUI I CONTENUTI POSSONO CIRCOLARE RAPIDAMENTE

13- [Cultura di rete ≈ Cultura dei ritagli (di giornale)]

23- [Nuovo web sociale = capacità di iniziativa delle audience vs media company/ 18 I canali partecipativi hanno ampliato l’accesso agli strumenti di comunicazione e pubblicazione/ VIRALE (circolazione) [MEMI ≈ GENI -> CODICE IDEOLOGICO) vs DIFFONDIBILE (partecipazione)/ 24- termini basati su metafore (“virale”) vs Gossip e capitale sociale.]

31 Erosione dei confini tradizionali tra FAN e ATTIVISTI (= gruppi che rispondono ad aziende e a governi) /25 [Audience= pubblico = platea]

33- Siamo arrivati a un’era in cui gli atteggiamenti proibizionisti delle grandi aziende sono entrati in collisione con la natura collaborativa delle reti online.-> ( i fan vogliono dire qualcosa su se stessi/FANDOM VS CORPORATION/38. [La cultura sta diventando più partecipativa = si stanno riscrivendo le regole tra i produttori e le loro audience]-> LA CULTURA PARTECIPATIVA NON E’ SINONIMO DELLE PRATICHE DI BUSINESS CHE SONO STATE ETICHETTATE COME WEB 2.0]/ 40– Il dibattito sui modi in cui la partecipazione è apprezzata o bloccata ( forze istituzionali dall’alto vs forze sociali dal basso = conflitto che da forma alla diffusione dei media]

40- [H. Innis ( insieme ai MEDIA STUDIES) oppone vari mezzi di comunicazione -> papiro (=comunicazione decentrata) vs marmo (= controllo dall’alto)/Testi fatti per durare vs testi a perdere->45 Velocità/emozioni/Twitter vs pensiero]

46. [Feticcio della circolazione = capitalismo comunicativo (politica degli annunci?)= argomentazione disabilitante e fatalista/48-[Focalizzazione su individui vs focalizzazione su audience potenzialmente attive e in rete

1- Cosa c’è che non va nel Web 2.0 ( e nella letteratura di marketing)

53- L’idea del Web 2.0 è stata introdotta nel 2004 durante un convegno dell’O’Reilly Media Group. Secondo le parole di Tim O’Reilly le aziende del Web 2.0 si basano su Internet come piattaforma per promuovere, distribuire e perfezionare i loro prodotti: trattando il software come servizio progettato per girare su più dispositivi, basandosi sui dati come “killer app” e imbrigliando la ‘intelligenza collettiva’ di una rete di utenti. Da quel momento il Web 2.0 è diventato la logica culturale per l’e.business, un insieme di pratiche aziendali che cercano di catturare e sfruttare la cultura partecipativa. [60- contro la retorica radiosa del web 2.0]

56- L’idea di un’economia morale deriva da E. P. Thompson (1971) che usava questa espressione per descrivere le norme sociali e la reciproca comprensione che rendono possibile a due parti di avere rapporti economici[economia morale= buona reputazione reciproca tra i contraenti?]. Thompson ha introdotto il concetto nel suo lavoro sulle rivolte per il cibo fra i contadini nel diciottesimo secolo (…) “Gli uomini e le donne della folla erano animati dalla convinzione di difendere diritti e usanze tradizionali e in genere dalla convinzione di essere sostenuti dal più ampio consenso della comunità”. [58-Qualcosa del genere si trova oggi nella lunga marginalizzazione delle pratiche della cultura partecipativa nell’epoca del broadcast/ 60- nella percezione della rottura di un rapporto di fiducia tra audience e piattaforme commerciali/ [59- PARTECIPANTI CULTURALI = ATTIVISTI, GRUPPI RELIGIOSI, COLLEZIONISTI o FAN= comunità dai valori culturali diversi/ crisi del copyright e crisi del fair use-> logiche non commerciali che governano il coinvolgimento e la partecipazione delle audience on line / contratto sociale in corso tra produttori/audience e piattaforme/utenti] 63 Pensiamo che sia fondamentale riconoscere le preoccupazioni per lo sfruttamento del lavoro dei fan da parte delle aziende , pur continuando a credere che il sistema emergente metta un maggior potere nelle mani dell’audience , rispetto al vecchio paradigma del broadcast.

63 [Coinvolto o sfruttato?] Richard Sennet complica i modelli  economici classici che vedono il lavoro motivato quasi esclusivamente dai ritorni finanziari. I vecchi artigiani, nota, erano ricompensati invece anche in modi intangibili, con il riconoscimento o la reputazione, lo status, la soddisfazione e, soprattutto l’orgoglio di un ‘lavoro ben fatto’. Quegli artigiani ponevano alla loro attività standard superiori a quelli obbligatori per una transazione puramente commerciale. Non era sufficiente produrre beni da scambiare contro denaro; erano anche manufatti che mettevano in mostra i risultati di una grande abilità professionale. Gli artigiani svolgevano lavori che andavano a beneficio di altri ma creavano anche strutture di autogoverno a livello di gilde o corporazioni , che contribuivano a definire le condizioni della loro produzione.[vs lavoro alienato] [il lavoro artigiano produce comunicazione e autopromozione ] 65- bisogna parlare più di coinvolgimento  che di sfruttamento  per il lavoro dei pubblici delle industrie. Parlare di coinvolgimento è coerente con il discorso dell’industria che ha cercato[con i fan] modi nuovi di modellizzare, misurare e monetizzare quello che fanno le audience con i contenuti all’interno di una cultura di rete-> “Quando si ama una storia la si sente come la propria storia (…) Come racconta storie vogliamo incoraggiare le  persone a possedere le storie che amano. Vogliamo che incorporino le loro storie preferite nelle loro vite, le ripensino profondamente, le discutano con passione”.[parlando di coinvolgimento si tiene però conto del fatto che queste comunità perseguono anche i loro interessi-> 67 economia informale vs economia commerciale: musica e condivisione-> i fan definiscono ‘sanguisughe’ chi non contribuisce alla comunità]67- In effetti molti comportamenti che finora sono stati analizzati attraverso la lente della relazione produttore/audience appaiono molto diversi se analizzati in funzione delle relazioni tra i membri dell’audience . (…)” A differenza della biancheria intima o dei costumi da bagno , la musica ricade in quella categoria di cose che normalmente ci si sente in obbligo di condividere con i compagni di stanza , i parenti e gli amici.”

68- E’ fondamentale rendersi conto che audience e produttori spesso seguono logiche diverse e agiscono entro economie diverse (SE PER ECONOMIE INTENDIAMO MODI DIVERSI DI STIMARE E ASSEGNARE VALORE). Andando per grandi linee potremmo definire questi due mondi  ‘cultura delle merci’ ed ‘economia del dono’. L’una (la cultura delle merci) sottolinea maggiormente le motivazioni economiche, l’altra (l’economia del dono) le motivazioni sociali./ Certo la maggior parte di noi, nati e cresciuti in economie capitalistiche, comprende ciò che ci si aspetta quando si comprano e si vendono beni. Tutti però agiamo anche in un altro ordine sociale che comporta il fare e accettare doni e favori. Entro la cultura delle merci , la condivisione dei contenuti può essere considerata economicamente dannosa [pirateria]; nell’economia informale , invece è socialmente dannoso non condividere [file sharing?]/ 71 [Rheingold sulla permeabilità delle relazioni tra economie delle merci ed economie del dono-> Lessig su una terza ECONOMIA IBRIDA]/ ->

73- Per Hyde una merce ha un ‘valore’ [value], mentre un dono ha un ‘valor d’uso’. Per ‘valore’ Hyde intende principalmente un ‘valore di scambio’, un rapporto per cui beni e servizi possono essere scambiati contro denaro. Questi scambi sono ‘misurabili’ e ‘quantificabili’ perché queste transazioni possono essere valutate attraverso misurazioni di valore su cui è stabilito un accordo. Per ‘valor d’uso’ intende le qualità associate a cose ‘a cui non possiamo applicare un prezzo’. Qualche volta ci riferiamo a quello che Hyde chiama ‘valor d’uso’ con l’espressione ‘valore sentimentale’ (quando è personalizzato)  o ‘simbolico’ (quando è condiviso con una comunità più ampia) . Il valor d’uso è variabile, anche fra quanti partecipano alla stessa comunità- anche fra quelli che appartengono alla stessa famiglia. / In quel senso , il valor d’uso è ben collimato al significato, come è stato discusso nei cultural studies; Il significato di una transazione culturale non può essere ridotto allo scambio di valore tra produttore e audience, ma ha a che vedere con quello che il bene culturale consente alle audience di dire su se stesse e con quello che consente loro di dire sul mondo. E’ a questo senso di ‘valor d’uso’ che si fa riferimento quando si parla di membri dell’audience che fanno ‘investimenti emotivi’ nei programmi televisivi. (…)

74- [L’ambiente mediale contemporaneo ha una complessità intrinseca] Come possiamo negoziare la gamma dei possibili scambi (da valore di mercato a valore di mercato, da valor d’uso a valor d’uso, da valore di mercato a valor d’uso, da valor d’uso a valore di mercato) impliciti in una tale terminologia?/77- [valori dell’artigianato: investimento economico vs investimento sentimentale]78- NON C’E’ MAI NULLA DI GRATUITO: mettere l’accento sulle aspettative che informano lo scambio di doni è particolarmente importante se vogliamo analizzare come i media si diffondono on line.[sul significato di ‘free’ = libero/gratuito->conflitti]

81– Solo una linea molto sottile separa il dono dal ricatto, ma la distinzione comporta con sé distinzioni morali enormi./84- sfide poste da un mondo ibrido in cui merci e testi dei media si spostano fluidamente tra le logiche delle merci e le economie del dono./86- [il mito degli influencer (= comunicazione da uno a molti) insieme a quello del messaggio virale nel web 2.0 come strutture sociali che favoriscono la distribuzione dei media: 88- contro la teoria degli influenti:90- i comunicatori aziendali debbono accettare le complicazioni e le sfumature necessarie per un vero coinvolgimento con il pubblico]/88 [distribuzione vs circolazione = vedere come il messaggio si sviluppa attraverso molte interpretazioni quotidiane.

2- RIVALUTARE (= come le audience accertano il valore dei testi mediali) IL RESIDUO (= oggetti di antiquariato, dismessi, da collezione-> quando il valore sentimentale o simbolico supera quello della conservazione) PER COSTRUIRE NUOVE IDENTITA’ O FARE NUOVE ESPERIENZE

91- Usiamo il termine ‘apprezzamento’ o ‘perizia’ (APPRAISAL) per descrivere il processo con cui le persone determinano quali forme di valore di mercato e di valore d’uso vengono ascritte a un oggetto nel passaggio attraverso differenti transazioni./ Anche in uno scambio di mercato possono entrare di poco più tipi di valore: se potessimo decidere che alcune cose hanno valore di mercato e altre no ci sarebbe meno tensione e confusione su quello che le cose valgono [sulla perizia: 94- bisogna rendere esplicite le negoziazioni tra forme di valore diverse-> per esempio la sottocultura dei collezionisti e le aste di Ebay/ 97- linea di separazione tra regimi di valore differenti(transazioni tra segmenti di media) -> beni fisici/beni digitali/Lessig e la natura ibrida degli scambi online: difficile distinguere tra valore di mercato, valor d’uso e significato -> VENDITA PRIVATA DI ARTICOLI USATI E VENDITA DI BENEFICIENZA: gli stakeholder in tali sistemi di valore ibrido->99 per esempio su YOUTUBE i partecipanti guadagnano prestigio attraverso il numero di visite che attirano: le perizie su YOUTUBE sono più simili alle perizie dei curatori dei musei che a quelle del commerciante di antiquariato]/ 101 [cultura veloce (TREND) vs cultura lenta (DI NICCHIA)-> Quattro tipi di pratiche culturali: emergente, dominante, residua, arcaica.(R. Williams)/ 103- Internet come meccanismo di archiviazione ad elevata capacità ha fatto crescere il peso culturale del passato [collezioni : ‘Retromania’ come azione che distrugge in profondità le capacità generative di una cultura: collezionismo come iper-stasi culturale]/106- Se il collezionista tradizionale cancella quasi completamente il valor d’uso per il valore sentimentale, i fan dei media retrò ripristinano il valor d’uso scoprendo nuovi impieghi per materiali dimenticati, così la disponibilità di vecchi testi mediatici può ispirare nuovi atti di creazione.

3- IL VALORE DI COINVOLGIMENTO NEI MEDIA [= 123come le industrie dei media assegnano valore alle audience/163- come ridefinire la misurazione dell’audience]

126- Le strutture della TV privilegiano ancora i fatturati derivanti dalla pubblicità della prima visione.-> MODELLO PER APPUNTAMENTI DOMINANTE VS MODELLO EMERGENTE DEL COINVOLGIMENTO [122- intermediari grassroots che attirano nuovi membri del pubblico] 123- come fedeltà e perseveranza (pro costruzione di un’economia morale alternativa intorno alla produzione e alla circolazione dei media)/133- Il lavoro dell’audience: creatività vs impiego-> il guardare la Tv come lavoro mercificato che le società degli indici di ascolto confezionano sotto forma di dati e che diviene moneta di scambio tra inserzionisti pubblicitari e reti televisive.[136- comunità di consumo come merce e come forza lavoro: 118- audience desiderabili [per il marketing]e “in eccedenza” per l’industria-> I PUBBLICITARI DESIDERANO SEGMENTI DEMOGRAFICI SPECIFICI COME AUDIENCE(= MODELLO AD APPUNTAMENTI)/ AL DI FUORI DI QUESTI SEGMENTI SPECIFICI CI SONO PUBBLICI COME ECCEDENZE]

140- [Materiali come generatori continui di valore vs semplici merci che si vendono una volta sola]/142- [BOCCONCINI DI VIDEO vs NARRAZIONI SERIALI (tipo Dickens)/ esperienze mediali veloci vs strategie trans mediali per mondi narrativi complessi/ (DIFFONDIBILE vs SCAVABILE)= COINVOLGIMENTO -> Attivatori culturali descritti da Jenkins in “Cultura convergente”= ELEMENTI CHE DANNO AI PUBBLICI QUALCOSA DA FARE.

146-Una giusta composizione demografica per un programma/ Un produttore non deve produrre solo un programma ma anche un’audience per quel programma. /147- vita lunga di un programma vs locale= legato a interessi particolari o ‘di culto’= marginale/ 148 [Coinvolgimento vs audience in calo del XXI sec.]/ 147 [RELAZIONE (= CORTEGGIAMENTO) vs SORVEGLIANZA]

153 [MARKETING = strategia di lancio pubblicitario di un prodotto]/ 154 –Fan di nicchia (=intermediari dal basso) vs MAINSTREAM/ [Pro nuova narrazione su audience di nicchia e impegnate]/155 [pratiche mediali di culto vs audience più generiche->158 spettatori che stanno al di fuori dei SEGMENTI DEMOGRAFICI TARGET-> Messa in dubbio delle segmentazioni del pubblico per età e per genere (M/F)

4- COSA COSTITUISCE UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA? [nostre idee sulle relazioni tra azienda e audiece: applicare processi di ascolto]

164- [La creatività di massa è per alcuni un comportamento di consumo sotto altro nome vs l’idea di un abbassamento delle barriere di ingresso nella produzione culturale]

166- Questo contrasto forte fra una concezione per la quale le comunicazioni in rete modificano in modo fondamentale la natura dell’essere audience(…) e una per cui non cambiano nulla di significativo nelle strutture esistenti (‘comportamento di consumo sotto altro nome’) è uno i una serie di opposizioni  (‘guardoni’ vs partecipazione culturale legittima, resistenza vs partecipazione, spettatori vs audience, partecipazione vs collaborazione, sentire vs ascoltare, consumatori vs co-creatori) che danno forma al nostro modo di intendere la partecipazione online in questa fase di transizione. (…) In questo capitolo dovremo destreggiarsi fra spinte in conflitto o contradditorie : FRA UNA CONCEZIONE AZIENDALE DELLA PARTECIPAZIONE (…) E UNA CONCEZIONE PIU’ POLITICA DELLA PARTECIPAZIONE. (…) LA RELAZIONE SCOMODA FRA CAPITALISMO E CAPACITA’ ESPANSA DI COMUNICAZIONE RESTA UNA QUESTIONE SPINOSA. [ristrutturazione dell’ecologia dei media negli ultimi vent’anni]/167 piramide degli utenti/ 170 i processi dei partecipanti esperti sono nascosti alla pubblica vista per proteggere la ‘magia’ e la ‘mistica’ della creazione professionale dei media. /170 [molte culture stanno manifestando più partecipazione rispetto alle precedenti configurazioni di potere dei media ->Brecht su radio e cultura partecipativa.

172- I MUTMENTI NELLA STRUTTURA DI CIRCOLAZIONE DEI MEDIA [ = STRUTTURA DI RIPRODUZIONE DEI MEDIA] SONO OGGI AL CENTRO DI QUELLO CHE CHIAMIAMO IL PARADIGMA DEI MEDIA DIFFONDIBILI [->C’è un paradosso: la concentrazione dei media si accompagna a uno sviluppo della comunicazione: Tv vs aziende di comunicazione/blogosfera vs giornalisti e big media/resistenza vs partecipazione/pubblico vs audience->]178 Le audience sono prodotte da atti di misurazione e sorveglianza, di solito senza che si rendano conto di come le tracce che lasciano possano essere misurate dalle industrie dei media . I PUBBLICI,  invece dirigono attivamente l’attenzione sui messaggi a cui danno valore “Un pubblico non solo offre attenzione, ma chiede anche attenzione”(…) Gran parte di questo capitolo sarà dedicata all’analisi dei di modelli diversi che cercano di spiegare queste FORME IN EVOLUZIONE DI ESPERIENZA SOCIALE E I TIPI DI POTERE COLLETTIVO CHE ESERCITANO SUL LORO AMBIENTE DI COMUNICAZIONE.

[179- [FAN delle soap opera e continuazione atteggiamenti anni ‘30]

182- [media pubblici vs media di servizio pubblico]-> NOSTRO MODELLO DI DIFFONDIBILITA’

185- L’uso di spazi commerciali per adunanze politiche non è un caso unico nella storia. Classicamente la concezione di Habermas della sfera pubblica metteva in evidenza l’indipendenza di tali spazi sia dagli interessi del governo sia da quelli delle aziende. (…) Habermas sosteneva che la sfera pubblica ‘non è un’arena di relazioni di mercato, ma di relazioni discorsive, un teatro per dibattere e deliberare e non per comprare e vendere’. Tuttavia (…) i caffè che Habermas utilizza per illustrare la sua concezione della sfera pubblica erano, in fine dei conti, esercizi commerciali spesso organizzati secondo temi o argomenti, che consentivano di raccogliere uno specifico tipo di pubblico che poteva utilizzarli come base per le proprie attività. I proprietare mettevano a disposizione spazi di incontro e risorse (Panphlet, riviste, quotidiani) per tener viva la conversazione e attirare clienti. Ma alla fine l’obiettivo dei caffè era vendere la bevanda. I caffè possono essere considerati spazi branded, che si comportano in modo sorprendentemente simile agli spazi che vengono costruiti e venduti dalle aziende del web 2.0.

186-[USO ESCLUSIVO DI UN PRODOTTO = USO RIVALE (DEPREDAMENTO)

188- [aggregare vs deliberare-> trasformare un pubblico in audience attiva (sentire vs ascoltare)/ individui passivi vs pubblico in rete]

196- Lo studioso di social networking, di imprese collettive come quelle del software libero e open source, e di spazi collaborativi online come Wikipedia o Slashdot, A. Bruns offre un inquadramento per capire i diversi ruoli svolti dai membri dell’audience in un società di rete. Cosa importante per la nostra discussione Burns propone una categoria più fluida di partecipazione, che chiama PROD-USO (produsage), fusione di produzione e uso , attività svolta dai produtenti [= iniziative fai-da-te] , attraverso processi collaborativi di creazione e ri-creazione. Sulla base di AFFORDANCE tecniche che favoriscono approcci iterativi alle attività, di ruoli fluidi e dell’assenza di una gerarchia, di materiali condivisi anziché proprietari, e di modalità granulari di affrontare la risoluzione dei problemi, la società in rete favorisce la collaborazione ai progetti da parte di una comunità ‘alveare’. Questa comunità crea attraverso un ‘processo continuo, perpetuamente non finito, iterativo ed evolutivo di sviluppo graduale delle risorse d’informazione condivise dalla comunità’./196 –[valori del prod-uso vs valori tradizionali della produzione -> 201- UN MONDO DOVE CIO’ CHE NON SI DIFFONDE E’ MORTO]

202- [Distorsioni sistemiche del web 2.0-> Accesso relativo di gruppi diversi al potere culturale e comunicativo-> 206 –Piattaforme e reintroduzione della segregazione/203 La moltiplicazione delle tecnologie di comunicazione estende i terreni di lotta/ discorsi sulle tecnologie appropriate = adeguate alle competenze e alle esigenze delle popolazioni locali (sistemi ibridi di comunicazione che fanno da ponte per le lacune di alfabetizzazione delle comunità/207- partecipazione come opera di pubblici (≠ mercati o audience)-> LOTTA LUNGA UN SECOLO DELLE COMUNITA’ GRASSROOTS ->PRO SFERA PUBBLICA ARRICCHITA: LA LOTTA PER IL DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE E’ COLLEGATA A QUESTIONI FONDAMENTALI DI GIUSTIZIA ED EGUAGLIANZA SOCIALE/ 208 (DIFFONDIBILITA’ E PARTECIPAZIONE = RIPRODUZIONE CULTURALE?]

5-PROGETTARE PER LA DIFFONDIBILITA’

212 –[Iniziative di marketing e gruppi civici/PLATEA≈ PUBBLICO/AUDIENCE]215- I contenuti si diffondono quando sono alimento per conversazioni che le audience hanno già intavolato = IL CONTENUTO E’ SOLO UN MEZZO PER L’INTERAZIONE CON LE PERSONE./ 216 [CULTURA DI MASSA VS CULTURA POPOLARE/ MESSAGGI ≠ SIGNIFICATI (217- il testo producente-> Le audience cacciano di frodo sul terreno della cultura di massa] [CAMP = stile deliberatamente esagerato o teatrale, per effetti umoristici, spiritosi o arguti/BRANDING = L’azione di promuovere un particolare prodotto o servizio per mezzo  di pubblicità o di progettazione (design)distintiva]

219- ALCUNI TIPI DI CONTENUTI CHE SONO PARTICOLARMENTE DIFFONDIBILI PERCHE’ SPOSANO STRATEGIE PRODUCENTI DELINEATE PRIMA:

  1. FANTASIE CONDIVISE
  2. LO HUMOR
  3. PARODIA E RIFERIMENTI
  4. CONTENUTO INCOMPIUTO
  5. MISTERO
  6. CONTROVERSIA TEMPESTIVA
  7. VOCI

238-[produttori commerciali vs produttori di media civici ->la diffondibilità ha ridotto i costi del discorso politico(il re-imaging progressive politics in the Age of Fantasy) / 241- D ALLA CULTURA PARTECIPATIVA ALL’IMPEGNO CIVICO-> DECENTRAMENTO DELLA VOCE DI UN MOVIMENTO VS CONTROLLO DALL’ALTO (LEADER)/245- Con la diffondibilità il  pubblico ha accesso a uno spettro di voci più ampio

6-ALLA RICERCA DI SOSTENITORI PER I MEDIA INDIPENDENTI (309 creatori indipendenti e pubblici mirati)

 Negli ultimi due decenni quanto fosse potente l’impatto del Web sul mercato dei media  si è visto nella costruzione di sistemi alternativi per la circolazione dei testi mediali.[con nuovi modi di produzione, generi di contenuto alternativi e nuove relationi tra produttori e audience],  ma è dubbio che a breve possa sorgere un metodo definitivo per il sostegno dei media alternativi nella musica (vs mainstream commerciale)/252 [Gruppi diversi che producono e fanno circolare contenuti: amatoriali (dal basso), civici e commerciali./LA MUSICA E’ STATA SEMPRE UN CAMPO CON UNA FORTE PRODUZIONE AMATORIALE/254- Test sull’audience vs circolazione libera e aperta di contenuti (epoca di micro culture e coda lunga->mercati di nicchia vs attenzione concentrata/260 Il regno delle arti che tradizionalmente si è organizzato intorno a gerarchie e canoni-> i cultural studies e il gusto non come affermazione universalizzata ma legata a valutazioni localizzate e specifiche di un contesto( sfidiamo chiunque a individuare la popstar migliore e la seconda!)/260– MATERIALI CURATI = SOTTOPOSTI A STIMA E CLASSIFICATI  (GATEKEEPING DEL FUN WEB APERTO E PARTECIPATIVO/265- Una rivoluzione generativa di tecnologie nuove e destabilizzanti venute da lidi oscuri e risultate conquistatrici/ 268- comunità di pensiero creativo = popolazioni grassroots≠CROWD = MASSA INDIFFERENZIATA -> I MEDIA DELLE COMUNITA’ CRISTIANE COME MODELLO -> LA DIFFONDIBILITA’ HA AMPLIATO LA CAPACITA’ DELLE PERSONE DI PLASMARE IL LORO AMBIENTE MEDIALE/

7- PENSARE IN MODO TRANSNAZIONALE

279 [Transnazionale = globalizzato]/ molteplicità vs diversità (= agende diverse)-> ARTI DELLA ZONA DI CONTATTO : CONVERSAZIONE TRANSNAZIONALE/ 291- [I media diffondibili come spinta alla globalizzazione/ Appadurai è importante perché ha scritto sulla mutua interazione tra economie delle merci ed economie del dono/ distrazione tra sistemi commerciali e non commerciali di valore / 294- Negoziazioni di valore e significatività rappresentano una forma transnazionale di valutazione o ‘perizia’/ ATTI DI DISTRAZIONE (Appadurai). 1 PER SACCHEGGIO o 2. PER PIRATERIA/302- [Cosmopoliti pop vs audience di immigranti]/30-310 [Cultura impura e generi impuri/Friedman-> “Il mondo piatto” = piattaforme di collaborazione e di circolazione]/306-MOLTE PERSONE NON HANNO ANCORA LE COMPETENZE TECNICHE , SOCIALI ED ECONOMICHE PER COMUNICARE IN MODO SIGNIFICATIVO AL DI LA’ DELLE PERSONE CHE CONOSCONO PER INTERAZIONI FACCIA A FACCIA.-307 [Per alcuni i media diffondibili sono uno stupefacente che mantiene felice e ignorante la classe media di un paese_> le elite digitali di diversi paesi comunicano meglio tra loro che con gli abitanti di reddito più basso del loro stesso paese]

308 [PRO COMUNICAZIONE ALLARGATA per aggirare gli interessi consolidati dei gatekeeper tradizionali (modello broadcast)/309- ACCESSO DISEGUALE ALLE CONDIZIONI DI PRODUZIONE E DI DISTRIBUZIONE/ 312- Terrore di aziende e brand dei media per processi culturali sconosciuti: questi processi hanno per gli autori del libro un potenziale di produrre cambiamenti sociali e culturali/ un sistema che sta andando in pezzi -> il paradigma del broadcast che ha dominato nel XX sec.

315-INTERESSE PUBBLICO DEFINITO NON DA ISTITUZIONI DI ELITE MA DAL PUBBLICO STESSO ATTRAVERSO I SUOI ATTI DI VALUTAZIONE, CURATELA E CIRCOLAZIONE/ 317- Audience come motivazioni di: moltiplicatori, periti, utenti guida, curatori retro, cosmopoliti pop./ Le molte storie della cultura partecipativa (cultura partecipativa ≠ web 2.0)

316-318 Vecchia ecologia dei media basata sul controllo delle grandi aziende vs nuova ecologia basata sulla condivisione non commerciale/ 319 MODELLI DI CIRCOLAZIONE DISCENDENTE VS MODELLI DI CIRCOLAZIONE IBRIDA/ 324- >Pro riconoscimento di fan e clienti come stakeholder/ RESPONSABILITA’ E REPUTAZIONE DEI CITTADINI NELLA NUOVA “ETA’ DELL’INFORMAZIONE”-> PRO SOSTENERE ANZICHE’ LIMITARE QUESTO AMBIENTE DI DIFFONDIBILITA’.

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