
26- [Fasi storiche di differenziazione e di convergenza tra i media/ 39- periodi esplosivi e riflessivi (=di consolidamento) delle innovazioni /37- Conflitti giuridici, politici, economici che hanno accompagnato lo sviluppo delle MACCHINE PER COMUNICARE/ 39 – Industrializzazione dei media e della cultura di massa tra XIX e XX secolo -> ] Le più diverse forme di comunicazione, dalla conversazione interpersonale all’elaborazione artistica, sono state progressivamente tecnicizzate, si sono cioè dotate di appositi strumenti e sono divenute oggetto di procedure produttive organizzate di tipo industriale. A uno sguardo retrospettivo, l’evoluzione che ha trasformato forme di comunicazione tutt’al più artigianali (come l’esecuzione musicale) in veri e propri prodotti industriali (come il disco che costituisce l’ennesima copia, identica a tutte le altre e fabbricata in serie, di un’esecuzione già avvenuta) può apparire, comunque lo si voglia interpretare, un fenomeno graduale e coerente./ In realtà, l’industrializzazione della cultura di massa, e più in generale dei media moderni, non è riconducibile a un processo lineare, a un moto uniforme. Al contrario, uno degli aspetti più significativi di questa vicenda è il suo andamento contraddittorio e segmentato.
40 [Un primo periodo esplosivo è rappresentato dagli anni 1830-40 (telegrafo, francobollo, macchina fotografica e tecniche di tipografia rapida con macchine azionate dal vapore)/Poi 1875-1895 (linotype, macchine di piegatura veloce dei giornali, procedimenti di stereotipia, macchina da scrivere, la Kodak, il fonografo, il grammofono, il cinescopio di Edison e il cinematografo dei fratelli Lumiere, il telefono, la telescrittura di Baudot, la radiotelegrafia) / Anni successivi al 1920 (stampa a rotocalco, telefotografia, fotocopiatrice, sviluppo delle reti di radiodiffusione circolare, la nascita dell’iconoscopio di Zworkyn con le prime sperimentazioni di televisione, il magnetofono a nastro d’acciaio, il cinema sonoro, il cinema a colori) / Infine un quarto periodo esplosivo è quello che stiamo tuttora vivendo (anni successivi al 1975: dal videoregistratore agli apparecchi audio digitali, dal personal computer alle apparecchiature di gestione elettronica del suono e dell’immagine, dal teletext alle reti telematiche in fibra ottica] / 41- Osservando questa semplice sintesi cronologica si ha l’impressione di un andamento che possiamo definire ciclico: a un quindicennio-ventennio di innovazioni si succedono trenta-quaranta anni di relativa stasi, poi un’altra fase innovativa e così via.
41 – Alla fine dell’Ottocento la nascita del cinematografo fu accompagnata anche dallo sviluppo di altre forme di DIVERTIMENTO COLLETTIVO, come il teatro di varietà negli USA e nell’Europa Occidentale e gli sport da stadio ( football, rugby e baseball) in tutto il mondo industrializzato, dalla comparsa di alcuni generi narrativi nuovi, dal giallo al western, dall’emergere di nuove formule giornalistiche (la grande stampa a sensazione di cui fu pioniere in America W.R. Hearst), dalla nascita delle moderne agenzie di pubblicità: nessuno di questi fatti è in sé dipendente direttamente dall’innovazione tecnologica. / Così negli anni fra le due guerre fecero la loro apparizione diverse forme di comunicazione che sarebbero state tecnicamente possibili anche nei decenni precedenti, dal libro tascabile al “club degli editori”, al nascere di un’editoria specializzata nei giochi da tavolo. Si svilupparono anche nuove istituzioni politiche e giuridiche specificamente addette al controllo sui mezzi di comunicazione [Ministeri della Propaganda nei regimi totalitari europei e Federal Communication Commission (1935) cui era delegato il controllo delle reti di telecomunicazione, telefoniche, telegrafiche, radiofoniche]
44- [Il sistema attuale è caratterizzato dall’attenuarsi del controllo sui media da parte delle grandi organizzazioni-> strumenti di riproduzione diretta] /L’apparenza di un cambiamento continuo che caratterizza il mondo della comunicazione moderna (e che è tipico, secondo Tocqueville, di tutte le società democratiche moderne, statiche in profondità, febbrilmente mobili in superficie) nasconde in realtà una dinamica di cambiamenti ciclici: il più superficiale e frequente è il flusso delle mode e delle stagioni; a livello più profondo e meno frequente si ha l’avvicendamento tra ‘generazioni’, a un livello ancora più profondo si hanno le grandi ondate che si verificano ogni quaranta-cinquant’anni, di rinnovamento globale del sistema. [fattori economici e sociali scatenanti l’innovazione]
45-[Dinamica del processo ciclico = motivi del processo sociale-> TRE ONDATE DI INNOVAZIONE NELLA COMUNICAZIONE:
- 1875-1895 [Questo periodo corrisponde quasi perfettamente in termini cronologici a quel fenomeno ancora in parte misteriosi che è noto come la ‘grande depressione’ e che colpì l’economia internazionale a partire dagli USA per sfociare, negli ultimi anni del secolo nella ‘seconda rivoluzione industriale’]/46- IL NUOVO MERCATO DEL TEMPO LIBERO DELLE MASSE POPOLARI URBANE/ Intensa prima fase di industrializzazione della comunicazione -> URBANISMO e necessità delle masse popolari / Reazioni (di sistema) a catena da un comparto all’altro dei media (cinema + stampa popolare)]
- [Anni fra le due guerre -> dall’artificioso boom del dopoguerra e poi di precipitosa contrazione seguita alla crisi del 1929-> SVOLTA DEGLI ANNI TRENTA-> libro tascabile e nuovo spazio di lettura nei nuovi segmenti di tempo libero delle masse popolari ]
- [Terza ondata: dalla crisi petrolifera degli anni Settanta al periodo di ripresa debole successivo al 1982 -> Richiesta intensa di divertimenti negli anni del dopoguerra (TV)]
49 – [Sulle fasi riflessive e mortalità delle tecnologie -> per es. scontro tra Edison e Berliner sul suono/ 50- Anche fastidio per le innovazioni da parte del pubblico dei consumatori]
51- [USO = ABITUDINE -> Certeau sulla complessità dei processi sociali di assorbimento delle nuove tecnologie = CONQUISTA DELLE TECNOLOGIE DA PARTE DEL PUBBLICO -> Per es. sono gli utenti che impongono alla nuove tecniche di registrazione del suono una funzione soprattutto musicale (e non professionale d’ufficio)
52- Le fasi di forte innovazione comportano spesso un rimescolamento di tutto il sistema e richiedono una ridefinizione globale delle regole. Ad esempio, nell’ultimo ventennio dell’Ottocento nacquero una serie di nuovi mezzi e di nuove industrie, senza che fossero definite le leggi relative. Tra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale i parlamenti di vari paesi dovettero cominciare a risolvere alcuni problemi urgenti : occorreva estendere la tutela del copyright all’industria discografica? E il cinema, andava trattato in analogia col teatro o diversamente? Ancora, di chi era la proprietà delle frequenze radiofoniche? (…) / Nel momento in cui questi problemi di regolamentazione cominciano a essere risolti, il sistema dei media si stabilizza (…)
56- Ci sono stati casi in cui una nuova domanda proveniente dalla società ha dato luogo non solo a una richiesta di nuove tecnologie, ma anche ad un uso diverso e intensificato di tecnologie relativamente arcaiche: in questi casi non è solo la tecnologia a fare da motore, ma al contrario si nota una domanda sociale a cui l’industria e le macchine faticano a rispondere. / Così, per rifarci a un fenomeno storico relativamente poco noto, di una DOMANDA DI MUSICA RIPRODOTTA che si potesse ascoltare negli ambienti domestici diede luogo allo sviluppo del grammofono e dell’industria discografica, ma anche CONTEMPORANEAMENTE al boom della domanda di pianole. Mentre la fonografia era una tecnologia nuova (elaborata tra l’altro, va ricordato, al fine non tanto di riprodurre la musica quanto di registrare messaggi verbali), la riproduzione musicale su scheda perforata , che era alla base della pianola, risaliva a oltre un secolo prima. Una nuova domanda sociale attivò due diverse risorse tecnologiche, una antica e una nuova. Il fatto che sia stata la seconda a prevalere non si deve alla sua novità, ma a un vantaggio obiettivo: la capacità del fonografo di riprodurre la voce e le esecuzioni orchestrali, che alla pianola era ovviamente negata. / Se questo ragionamento è corretto , ne dobbiamo dedurre da un lato che non si può sostenere che l’avvento di una società dell’informazione sia conseguenza inevitabile degli sviluppi tecnologici in corso (…), dall’altro che non necessariamente un processo di trasformazione sociale, quale lo sviluppo della domanda e della circolazione di informazioni si traduce in un una domanda di innovazione tecnologica.
60- Nel sistema dei media è rara la scomparsa delle vecchie tecnologie, che subiscono più spesso uno spostamento verso un ruolo differente. [CD sonori vs discografia analogica] /62- I costi dell’innovazione e delle connesse guerre commerciali sono avvertiti non solo nelle aziende ‘sconfitte’ ma in tutto il sistema, Man mano che si moltiplicano le innovazioni in lizza fra loro, cresce il numero di consumatori danneggiati dall’avere effettuato una scelta ‘sbagliata’ e anche il numero di coloro che riluttano a dotarsi di una tecnologia non completamente affermata per timore di esserne danneggiati in futuro. Tende cioè a cadere quella fiducia sociale nell’innovazione che è un importantissimo sostegno alle fasi di sviluppo./ 66 – Resistenze che a lungo andare frenano il processo di rinnovamento.
63- [Editoria libraria e fonografica ->industrie dell’hardware e del software culturale /64 Innovazioni: cumulative/ sostitutive vs puntuali/sistemiche / Walkman vs impianto stereo /66- Mortalità delle tecnologie e ciclo dell’innovazione]/71- [TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE ( agiscono non sul mondo inanimato ma tra le persone: sono pienamente accolte solo quando e in quanto, sappiano adeguarsi alla rete dei rapporti e divenirne strumento [NM: Sullo specialismo tra compositore/ascoltato e sull’utopia dell’ascolto strutturale) VS TECNOLOGIE CHE AGISCONO SU COSE E AMBIENTE] /Difficoltà di prevedere esattamente, nella fase di elaborazione della tecnologia, quali ne saranno gli sbocchi reali: si può parlare in proposito di una “eterogenesi dei fini” che è propria di tanti strumenti tecnici destinati alla comunicazione: dal caso della radio, che venne inventata come strumento privato di comunicazione tra due punti e divenne uno dei maggiori strumenti di comunicazione pubblica, a quello del cinema, nato come macchina di documentazione più veritiera della fotografia e trasformatosi in macchina dei sogni, fino al laser per immagini, nato come apparecchio di intrattenimento e divenuto ora essenzialmente supporto per il deposito e il reperimento rapido dei dati. [Vita sociale e vita musicale: le tecnologie della comunicazione sono difficili da programmare nei loro sviluppi]
72- L’andamento ciclico caratterizza nell’Ottocento e nel Novecento tutto il settore delle comunicazioni: MAN MANO CHE LA CULTURA DI MASSA E LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE SI INDUSTRIALIZZANO, MAN MANO CHE SI CONSOLIDANO ISTITUZIONI CON GRANDI FATTURATI. [INDUSTRIALIZZAZIONE VS COMMERCIALIZZAZIONE -> INNOVAZIONE (Marx) VS RAZIONALIZZAZIONE (Max Weber)] / [Fasi dinamiche del ciclo vs fasi di normalizzazione]
[UN SECOLO DI COMUNICAZIONI DI MASSA: 1875-1975]
76-[Il conflitto generazionale come nuovo elemento di crisi del sistema dei media/ Rivoluzione nel mondo delle comunicazioni = Seconda rivoluzione industriale (= settori elettromeccanico e chimico)->Dopo il 1880 si sviluppa il mercato degli apparecchi ricettivi e delle attrezzature professionali (Pathé Francia e produzione di apparecchiature professionali e commerciali / 78- Industria discografica ante prima guerra mondiale capeggiata dall’inglese EMI/79– NUOVO PUBBLICO DI FINE ‘800 i cui bisogni vengono soddisfatti da comunicazione non verbale (fonografica) o mista (fumetti) (film con didascalie vs teatro)-> COMUNICAZIONE RIVOLTA A UN PUBBLICO INDIFFERENZIATO ( NM: come per esempio il pubblico del teatro di Shakespeare)= PUBBLICO DI MASSA (oggi)-> NUOVO PUBBLICO URBANO SEMI-ANALFABETA (= pubblico di recente immigrazione) / 80– Nuovi GENERI MUSICALI, CINEMATOGRAFICI, NARRATIVI EMERGENTI nei mezzi nuovi e rinnovati -> riprendono temi e stili dalle diverse tradizioni popolari e folkloriche [nazionali]-> per es. CANZONETTA-> CONQUISTA DEL NUOVO PUBBLICO SUL PIANO DEI CONTENUTI E DEI LINGUAGGI, PUBBLICO CUI NON SI CHIEDEVA DI ELEVARSI MA DI ABBANDONARSI AL PIACERE DEL CONSUMO (VS PUBBLICO LETTERATO E BORGHESE DEL SECOLO PRECEDENTE / Sistema dei media nell’800 e conservazione delle differenze culturali/ 81- Tifo sportivo come terreno di incontro e integrazione tra ceti diversi / McLuhan ripete quello che già Freud aveva detto sui media come protesi dei sensi:] I nuovi media consentivano di sentire suoni lontani nel tempo e nello spazio come se chi li sentiva fosse in loro presenza , consentivano di vedere luoghi ed eventi lontani come se lo spetttore fosse in loro presenza [TECNICA DEL MONTAGGIO COME SVINCOLAMENTO DEL CINEMA DA FUNZIONI DI RIPRODUZIONE DEL REALE -> Pro narrazione fantastica e ricostruzione di un doppio della realtà sensibile (MN: realismo = IMMEDIATEZZA)] Ma il montaggio comportava anche un’altra possibilità di cui gli uomini di cinema si accorsero fin dagli esordi del mezzo: 82 quella di accostare fra loro luoghi e tempi lontani RIDEFINENDO le distanze spaziali e temporali in funzione del racconto./ Mezzi come il cinema e per altri versi il fonografo avevano così un effetto molteplice. Da un lato allargavano artificialmente le possibilità dei sensi umani (anche, va ricordato, nel senso di permettere la percezione delle frazioni di secondo normalmente sotto la soglia del percepibile , in convergenza con gli sviluppi della fisica e del taylorismo) ma dall’altro sottolineavano il carattere artificiale dell’esperienza sensoriale moderna, rendevano evidente al senso comune quanto ormai la vita quotidiana fosse impregnata di tecnologia, cosa che probabilmente l’industrializzazione non era riuscita a fare nel corso di tutto il secolo precedente. [la tecnologia modifica gli spazi pubblici e privati = sovvertimento dei sensi]
[1914-1945 = MASS MEDIA]
83- [Banalizzarsi di forme di comunicazione prima relativamente eccezionali (per es. fruizione musicale e spettacolo collettivo /La nazione comincia a parlare con una voce sola -> Sforzo in Europa per negare il conflitto di classe e pro omogeneizzazione della popolazione (contadini compresi) -> Assimilazione del mondo rurale e trasformazione violenta (shock?) della vita percettiva (guerra?) / PRODUZIONE DI MASSA COME PRODUZIONE DELLA MASSA]
86- [Anni Trenta:]
- Unificazione del pubblico 88- [Un livello di circolazione culturale fra le diverse classi che non si era mai vista fino ad allora > il termine di ‘comunicazione di massa’ nasce negli anni Trenta (= sistema di comunicazione accentrato per un pubblico almeno in superficie omogeneo)
- Ritorno dell’oralità (secondaria) -> 87 Si verificò negli anni Trenta un fenomeno che fino a pochi anni prima sarebbe stato inconcepibile: l’emissione di messaggi verbali accoglibili in simultanea da un’intera nazione, inclusi quei settori della popolazione che, in quanto poco o nulla scolarizzati, erano in precedenza esclusi dai mass media che non fossero imperniati sulla musica o sull’immagine. [anche microfono e dilatazione della piazza]
- Razionalizzazione del controllo -> 87-Nell’insieme intorno ai media si vennero così a formare apparati dotati di grosse risorse e capaci di coordinare il lavoro di migliaia di persone, compresi i ‘creativi’: era la nascita di un vero e proprio settore economico, e l’inizio della fine di quella situazione di relativa marginalità economica che aveva caratterizzato le figure dell’impresario, del giornalista, dell’intellettuale, per tutta l’età dell’oro della SFERA PUBBLICA BORGHESE. [nm: Nasce lo specialista, il tecnico]
89- [Affermazione dello spazio domestico e di sistemi di differenziazione per età e sesso più che basati su differenze economiche (N.M. vs Parigi della prima metà dell’800: ricchi e miserabili) /90- la CASA COME SPAZIO AUTOSUFFICIENTE DAL PUNTO DI VISTA INFORMATIVO (= senza finestre e senza porte: una monade?)-> MASSA concentrata nel tempo e dispersa nello spazio/ La conversazione come forma di oralità primaria / pubblicità e propaganda/ 91- MOBILITAZIONE COLLETTIVA vs ORIENTAMENTO DEI COMPORTAMENTI PERSONALI/ Nel ‘900 gli intellettuali sfiduciati nell’autonomia di pensiero delle masse e interessati alle opinioni latenti (più che alle opinioni sulla stampa)-> SONDAGGI DI OPINIONE.
[1945-1970]
94 – [Continuità tra TV e radio-> film (=testo conchiuso) vs FLUSSO / 95- La radio da medium universalistico a medium specializzato, da produttore di spettacoli a produttore di ambiente, da medium di intrattenimento e informazione a medium di accompagnamento.]
95- [Sviluppo di un MERCATO MUSICALE SPECIALIZZATO PER ETA’]
96- [ La Tv diventa il centro del sistema dei media -> ] La novità più importante che si può collegare all’avvento della TV è il superamento del carattere carismatico e personalistico della leadership radiofonica , cinematografica, monumentale degli anni Trenta, e l’affermarsi di una retorica dell’oggettività. Possiamo meglio comprendere questo scarto se riflettiamo su un fenomeno fondamentale nella cultura novecentesca, il divismo. Il divismo cinematografico e radiofonico (come nei decenni della cultura rock , il divismo che caratterizza la musica leggera) è fondato sulla ‘personalità’ , sul culto dell’individualità eccezionale cui si attribuisce la capacità di ESPRIMERE , quasi naturalmente gli stati d’animo di vasti gruppi , o addirittura dell’intera società. Il divismo televisivo, al contrario, sembra fondato sul ruolo di mediazione , che richiede non una FORTE personalità , bensì una personalità MEDIA: una personalità che non guida il pubblico , e nemmeno pretende di esprimerne gli stati profondi, ma semmai è in grado di instaurare con esso una consuetudine./[La Tv come mezzo anonimo e medio con un pubblico che non si esprime [99- vs la presa di parola dei giovani nel ’68 che accomuna il ’68 ad altri momenti di rottura rivoluzionaria]-> ruolo di mediazione (non sovvertitrice) del mezzo tv] / 1956 = anno dilagare del rock in Usa.->97 Nuova cultura giovanile formata da tv-> frattura per età /98. Tv e universalismo del consumo (anche i bambini in età prescolare)->] Le generazioni formate dalla tv sono pertanto formate , fin dall’inizio, non solo all’immagine di una società dell’abbondanza, ma all’idea di una AUTONOMIA INDIVIDUALE NEL CONSUMO, autonomia che è un diritto di tutti e che è indipendente dalla capacità produttiva e dal reddito dell’individuo stesso. / Il secondo aspetto che va ricordato, d’altra parte, è che la Tv, proprio in quanto mezzo universalistico capace di raccogliere intorno a sé l’intera società , ha creato uno SPAZIO SPECIFICO PER FORME DI COMUNICAZIONE PIU’ SPECIALIZZATA e anzi ha sospinto in questa direzione non solo la radio, ma anche il disco, e in prospettiva lo stesso cinematografo. Sono così nate, nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, LINEE DI PRODUZIONE RIVOLTE A PUBBLICI SPECIALIZZATI: in primo luogo gli adolescenti. In seguito si sarebbero ripresentate analogamente altre grandi linee di frattura del corpo sociale, che la società dei consumi aveva inteso rimuovere , come le diversità etniche, le opposizioni fra confessioni religiose, i localismi. Ciascuna di queste avrebbe prodotto FORME DI SEGMENTAZIONE DELLA CULTURA DI MASSA, proprio man mano che l’accesso ai media si allargava a strati che ne erano stati in precedenza esclusi o emarginati [-> pubblico di massa negli anni Sessanta come pienamente realizzata e insieme obsoleta]/ [Tendenza alla specializzazione e alla riaggregazione della cultura di massa]
100 – [Il 68 pro media poveri decentrati autonomi-> nuova politica della comunicazione del 68: democratizzazione dell’accesso / differenza tra chi sapeva scrivere e chi no ( scuola di Barbiana come modello di scrittura)/ Cinema e radio come mezzi di servizio: servono a dare la parola -> PER RIDURRE AL MINIMO LA PASSIVITA’ DEGLI SPETTATORI / ‘controcultura’ e comunicazione dal basso / rimescolamento dell’’alto’ e del ‘basso’ tipico dei momenti di rottura nella storia della comunicazione (NM. Rivoluzione Francese?) /espressione alta vs espressione popolare /104 Sboccatezza e presa di parola da parte delle ‘masse popolari = rottura dei tabù linguistici (scatologia)/ erompere del basso nella scena pubblica vs espressioni paludate -> Rottura o Carnevale (= esplosione di energia repressa per poi tornare all’ordine)?/104 – [Tre esigenze della politica culturale e comunicativa della nuova sinistra nel 68: 1. Democratizzazione dell’accesso (=interattività=; 2. Rimescolamento alto/basso (= rifiuto delle gerarchie); 3. Diversificazione dei pubblici vs pubblico di massa omogeneo.-> ‘Circuito alternativo’ vs LUOGO DI FORMAZIONE E CIRCOLAZIONE DELLE IDEE.]
109 – [Elaborazione informatica dei dati = sviluppo di tecniche di digitalizzazione -> ricondurre forme di comunicazione diverse a un unico linguaggio numerico] / FLUSSO DI PROGRAMMI VS VENDITA DI ‘TESTI’ SEPARATI E CONCHIUSI / Rinvenimento e recupero rapido di qualsiasi tipo di informazione /110 – Trattare ogni prodotto non come un’opera compiuta ma come stesura provvisoria di un lavoro perfettamente manipolabile (= electronic publishing) -> minacce al copyright/111. Pro e contro del ridimensionamento del settore editoriale -> processi di concentrazione delle odierne imprese multimediali.
112 – [Nuovi usi dei media vs anni Trenta (massificati e atomizzati vs frammentati e riaggregati) -] Nel corso dell’ultima fase la posizione centrale e trainante del sistema è stata assunta da forme di comunicazione di massa , in primo luogo la tv, caratterizzata da un apparato centralizzato, da un numero ristretto di soggetti emittenti , cui corrispondeva e corrisponde ancora oggi un’enorme ‘massa’ di soggetti passivi. Nello stesso tempo, l’ambiente domestico , da sfera relativamente separata rispetto alla sfera pubblica , diveniva luogo centrale per l’acquisizione di informazioni e anche per il loro scambio , grazie alla diffusione universale e standardizzata del mezzo telefonico. In ogni caso la distinzione tra forme di comunicazione di massa e forme di comunicazione interpersonale rimaneva rigida, come la differenziazione tra i settori economici e tecnologici che controllavano i rispettivi mercati . [ La massa del pubblico appare oggi assai più frammentata che nel passato/ Nuovi usi dei media = terminali mobili e perdita della centralità dell’ambiente casa negli usi sociali del sistema/Differenziazione tra forme di comunicazione con utenti passivi e forme di comunicazione interpersonale con utenti atti (computer)]
113- [OGGI IL VERO REFERENTE DELLE PIU’ SVARIATE FORME DI COMUNICAZIONE NON E’ L’UNITA’ DOMESTICA MA L’INDIVIDUO -> DECLINO DELL’AMBIENTE CASA NEGLI USI SOCIALI DEL SISTEMA DEI MEDIA] /[Comunicazione di massa ( nelle quali un unico emittente si rivolge a una pluralità indefinita di destinatari passivi) vs Comunicazione interpersonale ( nelle quali il medium funge da vettore per uno scambio di messaggi fra due interlocutori entrambi attivi) -> comunicazione interattiva e utopie di sinistra]
115 [Omogeneizzazione tra comunicazione e consumi / Deregulation come autoregolazione del mercato vs IL MERCATO E’ UN’ENTITA’ FORGIATA DA LEGGI]
119 – [R. William su 3 modelli di comunicazione: 1- paterno 2. Commerciale (vittorioso tra 1975 e 1990) 3. Democratico (come libertà non solo di fruizione di messaggi ma di produzione di messaggi)]
125 [Sulla ricostruzione del concetto di opinione pubblica: luogo di dibattito razionale vs deposito incoerente di stati d’animo]
128 [Società democratiche di mercato -> società semirurale vs società in cui la maggior parte delle persone sono assorbite in servizi e attività connesse alla conoscenza]
129- [1945- 1957] Doppio passaggio in Italia in cinquant’anni: società rurale -> industrializzazione ->società post-industriale
132- [Cinema = industria del divertimento amante delle folle ancora esterna alla sfera domestica, inizi del moderno pubblico di massa]
[1958- 1973] -> massificazione televisiva
133- [1974-1994] 1973-1974 Fase di sviluppo intenso (Craxi)]
157- [Storia dei media (= pura disciplina del contesto -sociale ed economico: 160- desiderio di uscire dalla prigione del testo, allargando lo sguardo alle condizioni della sua produzione) vs Storia di tradizione critico-letteraria e semiotica (= lavoro sul testo )/ storia vs cronaca]/ Storia del cinema come storia di autori/opere/scuole vs storia sociale, storia economica, storia della tecnologia)-> cinema come arte, sede e strumento di espressione della creatività umana]
165 [Economia dei mezzi di comunicazione vs economia delle merci /Trasformazioni dell’industria cinematografica -> dal paradigma dell’autore al paradigma dell’industria-> creatività del regista vs produttività della macchina cinema/167 Arendt -> opera (artigiano, destinata a restare) vs lavoro (cosa, fabbrica, burocrazia)-> riproduzione/consumo/ Storia dei mezzi di comunicazione di massa = tendenza a conservare la tensione tra il lavoro artigiano e la tendenza ad assimilare l’attività del settore ai modelli di lavoro di industria e burocrazia-> FLUSSO della tv – quotidiano e senza memoria destinato al consumo domestico e alla riproduzione delle energie consumate (= tempo di lavoro del settore = LAVORO ASTRATTO?)
169- MODO DI PRODUZIONE ≈ MODO DI COMUNICAZIONE (McLuhan)
171- Dinamica propria dei mezzi di comunicazione vs dinamica condizionata dai processi economici, sociali e culturali.
172 [MACCHINE COMUNICATIVE = MACCHINE PER LA PRODUZIONE E PER LA TRASMISSIONE (telegrafo) E PER LA RICEZIONE (grammofono e poi radio) DI MESSAGGI _> Stampa = prima macchina per comunicare / Orologio = macchina archetipica del mondo moderno / Macchina come dispositivo con proprie regole che incidono sulla produzione di un messaggio vs macchina come puro prolungamento di un’altra volontà: per es. programma della macchina e intuizione del fotografo/ determinismo tecnologico vs determinismo sociologico]
175- [Attenzione alla logica dell’uso-> 176- Reti di trasporto, di produzione/distribuizione di energia e di comunicazione a distanza/ 179- STRUMENTO ≠ MACCHINA ≠ SISTEMA TECNICO/ Fra le grandi reti (di trasporto) e le trasformazione tecniche e sociali del 900 c’è un rapporto /180 -La casa come frontiera della comunicazione (Flichy) tra fine Ottocento e seconda guerra mondiale./ La casa come terminale dei più diversi apparati di trasmissione ed elaborazione dei messaggi]
180- L’industrializzazione di tutti i media presuppone l’attivazione di una rete capillare ed efficiente (per es. rete di distribuzione del cinema [NM.Quindi l’industria musicale presuppone la rete radiofonica?]
181 [Rete telefonica come rete delle reti -> All’origine rete telefonica e rete elettrica erano due sistemi tecnici e due apparati sorprendentemente simili, originati come in un parto gemellare dalla seconda rivoluzione industriale. / 187 – luce +forza =energia -> elettrificazione = nuovo centro simbolico della civiltà industriale]
195 – [reti d’energia vs reti di informazione (telefonia con commutazione) -> al principio ordine di priorità politica invertita/ 196- Sulla convergenza di reti telefonica-telematica e reti televisive-> Da reti di trasmissione di voce a vie di trasporto di informazione -> Tutti i tipi di comunicazione umana riducibili a bit come tutti i tipi di forza a energia. / 197- Fase di universalizzazione della rete -> Sviluppo della rete accompagnato da un intenso valore simbolico.-> Passaggio a una fase diversa della società dove la comunicazione avrebbe assunto un ruolo economico e antropologico centrale (a detta dei corifei della telematica)-> INFORMAZIONE OGGI = ENERGIA ANNI TRENTA/ Autostrade dell’informazione (Clinton) vs Dighe e tralicci (Roosvelt)/Utopia della società dell’informazione vs energia come flusso vitale della società.->199 La caduta della tecnologia nucleare è stata il presupposto del sorgere dell’altro mito, quello dell’informazione]
211- Dibattito tra Innis (concentrazione del potere politico) e McLuhan (svincolamento antropologico dell’ascoltatore)su effetti della radio
212- [Rete telefonica con utenti recettori e produttori di messaggi]
213 [ Tre significati di geografia dei media (= 235- geografia della distribuzione, della produzione e dei contenuti/ 251 tecnica, organizzativa, simbolica:
- Strategie di circolazione dell’informazione che condizionano la velocità di comunicazione all’interno di un paese;
- Distribuzione spaziale della produzione, che permette di individuare ‘centri’ e ‘periferie’
- Attenzione con cui i media guardano alle diverse aree di un paese.
133. Comunicazione, cultura e territorio sono alla base dell’idea moderna di nazione. Tutte le definizioni classiche della parola, dal liberalismo ottocentesco fino a Stalin , contengono in forma generalmente paratattica i tre elementi.
214 – [Evoluzione tardo settecentesca del termine ‘cultura’, non più riferentesi alla ‘formazione’ personale ma al patrimonio comune a tutti]
213– Benjamin sembra ritenere che il segreto dell’informazione moderna stesse nella sua maggiore localizzazione rispetto alla ‘narrazione’ più incerta, fantastica, differire nel tempo, propria delle società orali e tradizionali: l’acquirente del giornale cercava una comunicazione corrispondente alla sua identità di Parigino ( Saggio su Leskov). In realtà, si può altrettanto legittimamente sostenere la proposizione opposta. Per lettore del Figaro l’incendio del Quartiere Latino era interessante proprio perché era un’informazione condivisa con altri lettori del Figaro, la sua identità di parigino derivava almeno in parte dalla sua identità di lettore di quel giornale. Se questa osservazione è vera, possiamo dire che lo sviluppo dei media moderni definisce una geografia delle comunicazioni che si adegua alla mappa delle comunità esistenti ma, al tempo stesso, la ridisegna continuamente: i mezzi di comunicazione contribuiscono alla preservazione dei legami dei legami sociali preesistenti, ma anche, più o meno esplicitamente, ne definiscono i contorni e le direzioni. E questa l’intuizione preziosa di Tocqueville sul ruolo dei giornali enunciata nella seconda ‘Democrazia’:” il giornale nella società individualistica non si limita a seguire le richieste del pubblico ma fonda il legame sociale: nei paesi democratici succede spesso che un gran numero di individui, che hanno desiderio e bisogno di associarsi, non possono farlo perché, essendo tutti così piccoli sperduti nella folla, non riescono a vedersi e non sanno ove trovarsi. Sopravviene un giornale, che illustra a tutti il sentimento l’idea si era presentata separatamente ma simultaneamente a ciascuno : tutti si dirigono subito verso questo faro, e queste anime erranti che si cercavano da molto tempo nelle tenebre, finalmente si incontrano e si uniscono. Il giornale le ha avvicinate e continua ad essere loro necessario per mantenerle unite.” / L’organizzazione geografica dei media si pone come terreno di mediazione, di negoziato fra un’analisi socio-culturale delle identità ed una ricerca sulle vicinanze, le distanze, i confini, i collegamenti insomma una ricerca geografica classica.
222. [Crisi internazionale del sistema dei media massificato negli anni Settanta]227 [Napoli = centro nazionale di musica leggera fino anni Sessanta (=simbolo di spontaneità vs macchina comunicativa)]
236- [Compito dei media in Usa è scoprire l’America autentica vs metropoli]
237- [ La geografia dei media è simbolica e analitica: quella simbolica condiziona quella reale come tutte le geografie]
238- [Innovazioni tecnologiche sentite come intrusioni violente nella relazione normale tra fisicità umana e mondo circostante -> ALFABETIZZAZIONE, ISTRUZIONE, INDUSTRIA = DISTRUZIONE DELLO SPAZIO (TERRITORIO)
242 [RETE ACEFALA = RETE ORIZZONTALE-> TECNOLOGIE DESPAZIALIZZANTI ≈ DEMOCRAZIA DIRETTA DELLE MUNICIPALITA’ SETTECENTESCHE / Circolazione dell’informazione ≈ Circolazione del denaro / Le reti di comunicazione come parziale rimedio a un individualismo anomico-> la sinistra tesi di Tocqueville secondo cui la democrazia sarebbe destinata a generare una “folla di uomini simili ed uguali che non fanno che ruotare su se stessi per procurarsi piccoli e volgari piaceri con cui saziano il loro animo [dominati] da un potere immenso e tutelare , che si incarica solo di assicurare loro il godimento dei beni e di vegliare sulla loro sorte; un potere assoluto, sistematico, previdente e mite , che ricopre tutta la superficie della società di piccole regole complicate, minuziose e uniformi”]
245 [Percezione simbolica delle reti e acuirsi della tensione tra locale e nazionale]
253- [SCAMBIO VS TRADIZIONE (TRADITIO)-> Il gangster come uomo della città-> retorica dell’autentico]
262 [NUOVI MEDIA = NUOVE TECNOLOGIE / 267- DIGITALIZZAZIONE = MULTIMEDIALITA’ (multimedialità≈ industria culturale degli anni Quaranta / 274- New economy vs Fordismo]
285 –[Una tipologia di prodotto: i prodotti di intrattenimento per i quali vige la regola della continua produzione di novità/ contenuti e messa in forma: IL FILM E’ L’UNICO PRODOTTO CHE VERAMENTE ATTRAVERSA TANTI MEDIA DIFFERENTI/ Una storia o i personaggi come prodotti (Disney)]
288- Il costo decrescente della trasmissione della conoscenza sta producendo un tipico fenomeno di sovraccarico cognitivo e aumenta paradossalmente i costi di transazione legati all’acquisizione di conoscenze realmente utili-> servizi transmediali -> intermediazione informativa vs copyright]
291 [Passato : autori classici vs bricolage archeologico , trovarobato, culto antiquario]
294 – Dove comincia il lavoro dello storico, cioè la paziente ricerca dei nessi causali nella ricostruzione dei processi, vs passato come oggetto di nostalgia e di collezionismo ->295 [Livello intermedio della ricerca tra riflessioni generali aprioristiche (filosofiche) e contro microricerca antiquaria]
298 [Storia dei media e MODERNITA’]