
25-LAVORO, PRODOTTO NECESSARIO, SOVRAPPRODOTTO
27-E’ con il lavoro che gli uomini soddisfano i loro bisogni fondamentali. Mangiare, bere, riposarsi, proteggersi contro le intemperie e il freddo e il caldo eccessivo, assicurare la sopravvivenza della specie con la procreazione, esercitare i muscoli del corpo, tali sono i bisogni più elementari dell’uomo secondo l’antropologo Malinowski. Tutti questi bisogni sono soddisfatti SOCIALMENTE, cioè non con un’attività puramente fisiologica, con una lotta tra l’individuo e le forze della natura, ma con un’attività che è la risultante di rapporti reciproci stabiliti tra i membri di un gruppo umano.
28- Nel mondo primitivo non esiste nessun surplus permanente.
30 – I popoli che non conoscono ancora la divisione del lavoro, ma che già hanno saputo domare la carestia e le peggiori epidemie grazie alle condizioni favorevoli dell’ambiente naturale ( Polinesiani, certi Indiani dell’America del Nord prima della conquista bianca ecc…) hanno sviluppato un tipo umano che ha suscitato l’ammirazione dell’uomo civile moderno.
32- [Tre funzioni fondamentali del surplus o SOVRAPPRODOTTO SOCIALE in una comunità primitiva: 1. Permettere la costituzione di riserve alimentari allo scopo di evitare il ritorno periodico della carestia o di ridurre la carestia; 2. Permettere una divisione del lavoro più perfezionata. Dal momento che la tribù dispone di riserve di viveri più o meno permanenti, taluni dei suoi membri possono consacrare una parte più ampia del loro tempo alla produzione di oggetti non destinati all’alimentazione: strumenti di lavoro, oggetti di ornamento, recipienti per conservare viveri; 3. Permettere un aumento più rapido della popolazione senza dover ricorrere a infanticidi per limitare l’aumento della popolazione]
33- Popoli che vivono da millenni al limite della carestia non accettano che venga distolto per uno scopo più remoto ciò che è immediatamente commestibile-> “L’agricoltura richiede…un’autodisciplina ascetica che non deriva automaticamente dalla coscienza strumentale” (Gehlen). L’autore si chiede se, per questa ragione, le prime culture non fossero protette in quanto consacrate esclusivamente a scopi rituali. -> La rivoluzione neolitica sottopone la produzione dei mezzi di sussistenza al controllo diretto dell’uomo.
37- “La distribuzione presso i Maori -scrive B. Mushkin- era dominata fondamentalmente da un solo scopo: soddisfare i bisogni della comunità. Nessuno poteva morire di fame sinché c’è ancora una riserva nei depositi della comunità”. / Istituzioni speciali – per esempio lo scambio cerimoniale di regali e l’organizzazione di feste dopo il raccolto- vengono sviluppate per assicurare un’equa distribuzione di viveri e di altri prodotti tra tutti i membri della comunità. Descrivendo le feste organizzate dal popolo papua degli Arapesh Margareth Mead ritiene che questa istituzione “rappresenti in realtà un’ostacolo efficace al fatto che un individuo accumuli beni in misura sproporzionata rispetto a quella degli altri individui.”
38 [Baladier sullo scambio cerimoniale di doni cerca di ostacolare il fatto che un individuo accumuli beni in misura sproporzionata rispetto a quella degli altri individui] testimonianza di un momento dell’evoluzione economica (di difficile datazione) in cui il surplus dei beni prodotti impone agli uomini nuovi problemi: i beni si frappongono e deformano il sistema delle relazioni personali. / 39- [organizzazione cooperativa del lavoro vs arricchimento personale (-> non c’è classe dominante?) / 42- proprietà comunale dei campi periodicamente redistribuita / 43- fine dei dissodamenti collettivi e proprietà privata dei campi / 44-VILLAGGIO= PODEROSA SOLIDARIETA’ COLLETTIVA CHE AFFONDA LE SUE RADICI NELLA PROPRIETA’ COMUNALE DI UN TEMPO = APPROPRIAZIONE COLLETTIVA DEL SUOLO / SURPLUS PERMANENTE DI VIVERI-> AUTONOMIZZAZIONE DELLE TECNICHE ARTIGIANALI ->CITTA’ VS CAMPAGNA-> CIVILTA’ /48- Aumento di popolazione come indice di benessere/ 49 L’ARTIGIANATO ACQUISTA LA SUA AUTONOMIA DEFINITIVA CON IL LAVORO DEL FABBRO / 50 – Surplus e divisione in classi -> capo, Stato, religione e concentrazione del surplus /53- Al di là della concentrazione e dell’accumulazione del sovrapprodotto sociale, queste nuove classi possidenti hanno assolto altre funzioni socialmente necessarie e progressive. Esse hanno permesso lo sviluppo dell’arte, prodotto dell’artigianato di lusso, che lavora per i nuovi signori. Hanno permesso la differenziazione del sovrapprodotto sociale grazie alla sua accumulazione(…) Hanno permesso e in parte assicurato personalmente, grazie al loro tempo libero l’accumulazione delle tecniche, delle conoscenze e delle regole che hanno assicurato il mantenimento e lo sviluppo delle forze produttive agricole : conoscenze metereologiche e astronomiche che determinano il regime delle acque , il momento approssimativo e la difesa dei raccolti; conoscenze geometriche che permettono la divisione dei campi, esecuzione dei lavori di dissodamento (….) su una scala che supera le forze di un villaggio o di un gruppo di villaggi; costruzione di canali, dighe, e altri lavori indispensabili all’irrigazione-> LA TECNICA DELL’ACCUMULAZIONE SERVE DA GIUSTIFICAZIONE ALL’APPROPRIAZIONE DI GROSSI PRIVILEGI MATERIALI.
54- La categoria marxista della ‘necessità storica’ è d’altronde più complessa di quanto non suppongano comunemente i volgarizzatori. Racchiude in modo dialettico sia l’accumulazione del prodotto sociale effettuata dalle vecchie classi possidenti sia la lotta dei contadini e degli schiavi contro queste classi.
57- Importanza chiave della rivoluzione neolitica: per la prima volta nella preistoria umana, il controllo dei mezzi di sussistenza umana passa dalla natura all’uomo. Per la prima volta questi mezzi possono essere moltiplicati, se non in misura illimitata, almeno in una proporzione assolutamente sconosciuta in precedenza. Per questa ragione una parte notevole della società può essere liberata dalla necessità di contribuire direttamente alla produzione di viveri.
63- SCAMBIO, MERCE, VALORE
63- [Unità sociale primitiva: orda, clan, tribù] /64- Arbitrio, capriccio e caso che governano gli scambi semplici / 70- Strumenti di lavoro e ornamenti come strumenti dello scambio sviluppato] 71- Con il progresso della produttività del lavoro e la costituzione di piccoli surplus regolari presso numerose tribù e popolazioni vicine, questo sistema di specializzazione regionale può allargarsi in una rete regolare di scambi e portare a una vera e propria divisione regionale del lavoro. Nel bacino dell’Amazzonia, per esempio, tribù diverse hanno le loro specialità.
70- [Strumenti di lavoro e ornamenti come strumenti dello scambio sviluppato] /74-Presso i popoli primitivi, la rivoluzione metallurgica fa coincidere la comparsa con l’artigianato professionale con la generalizzazione degli scambi. I primi artigiani completamente distaccati dai lavori agricoli sono FABBRI VIAGGIANTI. (…) È interessante notare che le due forme di scambio, lo scambio generalizzato non ancora specializzato e il commercio specializzato propriamente detto coincidono in generale nelle regioni agricole. (…) Ma il commerciante che importa i prodotti non provenienti dalla regione stessa è un commerciante professionale.
77- [contadino (=produzione per i bisogni) vs artigiano (= produzione di merci)]
79- [Comunità urbane = comunità di artigiani, di commercianti, di amministratori] / 79- Nella società primitiva che produce surplus limitati, l’organizzazione cooperativa del lavoro è basata su costumi e su riti, che servono a regolarizzare le attività economiche essenziali. In regioni svantaggiate in cui il rifornimento di cibo è difficile, la cooperazione del lavoro può implicare un’attività economica incessante (…) Nelle regioni più favorite dalla natura, come le isole del pacifico, la produzione del prodotto necessario può assorbire una parte relativamente piccola del tempo disponibile e il resto del tempo è allora dedicato alle distrazioni. [85- Isole del Pacifico = paesi dell’abbondanza]
80- L’incremento del sovrapprodotto al di là di un limite ristretto (riserva di viveri) non è il risultato di uno sviluppo autonomo dell’economia. È il risultato di pressioni ESTERNE, economiche (scambio) o sociali (appropriazione del surplus da parte di un potere centrale o di una classe dominante)
81 [Economia di villaggio -> libro dei conti per calcolare il numero di giornate di lavoro fornite]
85- [Commercio = scambio generalizzato di merci-> il valore di scambio delle merci è misurato sulla base del tempo di lavoro necessario a produrle / 86– lO SCAMBIO SEMPLICE, OCCASIONALE, RITUALE, E SENZA IMPORTANZA ECONOMICA PUò BENISSIMO PRESCINDERE DA RIGOROSI RAPPORTI DI EQUIVALENZA. noN è COSì PER LO SCAMBIO GENERALIZZATO.]
87- [Lavoro specifico ≠ lavoro umano sociale = lavoro astratto / 88- lavoro astratto = lavoro mobile e interscambiabile nella grande industria (capitalismo)]
89- [Produzione semplice di merci o piccola produzione mercantile -> Questa produzione è divenuta preponderante in epoche di civiltà urbana, in particolare nell’antichità a partire dal VI sec. a.C. in Grecia, verso l’VIII sec d. C. nell’impero dell’Islam e dall’XI sec. della nostra era in Europa Occidentale, dove raggiungerà il suo sviluppo più caratteristico nei Paesi Bassi meridionali e in Italia nei sec. XIII e XV.]
91- Il lavoro umano qualificato è considerato come lavoro composto, in cui non rientra solo la spesa dell’artigiano al momento in cui produce nella sua qualità di padrone, ma anche una parte della sua prestazione di lavoro non remunerata nel periodo di apprendistato (ammortamento sociale delle spese generali di apprendistato) / 93- [LEGGI OBIETTIVE = NATURALI = CIECHE]
97- DENARO, CAPITALE, PLUSVALORE
97 – [Denaro = merce equivalente generale = 98- equivalente generale come mezzo di circolazione e come mezzo di misura del valore / PREZZO = valore di scambio di una merce espresso in una quantità determinata della merce equivalente -> la MONETA (come unità di misura generale del valore) COME NUMERARIO = COME EQUIVALENTE GENERALE / Il denaro (come equivalente generale delle altre merci ) consente di acquistare tutte le merci presenti sul mercato, come: 1. Equivalente generale 2. Mezzo di scambio 3. Misura del valore = prezzo 4. Come mezzo di pagamento 5. Come scorta di valore o tesoro]
110- [Stadio della piccola produzione vs civiltà commerciale più avanzata / VENDERE PER ACQUISTARE ≠ ACQUISTARE PER VENDERE -> CAPITALE = QUALSIASI VALORE CHE SI ACCRESCA DI UN PLUSVALORE]
112-[Circolazione delle merci vs circolazione del denaro]
113 [Piccolo commercio vs grande commercio = andare a comprare merci a un prezzo vile presso popoli meno sviluppati economicamente, o forse non ancora giunti allo stadio dello scambio generale, e che per questa ragione vendevano molto più a buon mercato. Poi si andavano a vendere gli stessi prodotti a un prezzo assai elevato dovunque fossero estremamente rari o ricercati, dove il loro valore reale (il tempo necessario per produrli) era ignorato, dove la moda faceva apprezzare certe merci in modo particolare o, meglio ancora, dove, in seguito a catastrofi, carestie ecc. regnava una penuria particolarmente forte di queste merci./114- Come l’acquisto a buon mercato è la base del profitto dei mercanti , così la rapina pura e la pirateria si trovano nella culla del plusvalore-> in ogni tempo la pirateria è la base del commercio. Così alla fine del IV secolo, quando cessano i loro saccheggi [i Normanni] si trasformano in mercanti. Si sa che Aristotele considera ancora la pirateria e il brigantaggio sulle grandi strade come un modo legittimo di guadagnarsi la vita. Solone proteggeva per legge le associazioni di pirati come la monarchia britannica e quella francese faranno duemila anni più tardi nei confronti dei corsari./ [Vareghi = in lingua slava ‘commercianti’ o ‘commercianti di bestiame’]/ 115- Il commercio e il saccheggio sono indissolubilmente legati l’uno all’altro nel Sahara./ ‘Le tribù nemiche organizzavano contro i loro avversari e i protetti di questi ultimi operazioni di saccheggio concepite come vere e proprie operazioni commerciali (…) Questo sistema consente un arricchimento estremamente rapido di alcuni mercanti o della classe mercantile di un popolo.
116- [CAPITALE MERCANTILE, DIFFUSIONE DELLA CULTURA E SVILUPPO DELLE FORZE PRODUTTIVE / Plusvalore del capitale mercantile e usuraio -> valori e civiltà/ 118 -PROPRIETARI DI DENARO / Declino dell’impero romano per la fine dello sviluppo ineguale e impasse dell’antico capitale mercantile /123- L’accumulazione primitiva come accaparramento da parte di un settore della società]
124-Ogni invenzione tecnica importante costituisce per la società un’economia notevole di lavoro umano e ogni strumento di lavoro che consenta di effettuare la produzione con minori spese può essere considerato come una ‘scorta di lavoro accumulato’ che assicura una ‘rendita’ più o meno permanente di economia di lavoro. Ma tutto questo non riguarda che il progresso della produttività del lavoro nella PRODUZIONE DI VALORE D’USO -> Bisognerebbe trovare un altro termine per designare il capitale e il plusvalore derivanti dalla produzione di merci e dalla circolazione del denaro. La confusione consiste nell’uso simultaneo dello stesso termine -capitale- per qualsiasi tecnica di aumento della produttività del lavoro, da una parte, e per rapporti sociali specifici basati sullo sfruttamento, dall’altra. / 125- [PLUSVALORE = FORMA MONETARIA DEL SOVRAPPRODOTTO SOCIALE /126 – Il capitale come nuovo rapporto sociale -> storia economica ≠ origine e sviluppo di categorie economiche /marxismo -darwinismo / SOCIETA’ IN PROGRESSO VS SOCIETA’ IN REGRESSO O STAGNAZIONE]
131- LO SVILUPPO DEL CAPITALE
131 Il sovrapprodotto agricolo è la base di ogni surplus e quindi di ogni civiltà. /[133 -ECONOMIA NATURALE -> ECONOMIA MONETARIA /138- Nelle mani delle classi borghesi il denaro accumulato diventa capitale /142- Classe autoctona di mercanti nel seno di un’economia naturale e capitale usuraio / 143 [Schumpeter e altri contro teoria marxista dell’accumulazione primitiva] /144-[Le crociate come operazione di rapina e lo sviluppo del capitale in Italia] /146- Tutto il commercio medievale è un commercio di monopolio]
148- È la rivoluzione commerciale (dopo la scoperta dell’America e la circumnavigazione del globo), la creazione di un mercato mondiale delle merci, la più importante trasformazione nella storia dell’umanità dopo la rivoluzione metallurgica. /[151-guerre del saccheggio di Messico e Peru, Vasco da Gama, monopolio delle spezie, ->rivoluzione dei prezzi->]I metalli preziosi, il cui prezzo di produzione era rimasto stabile da un millennio, persero bruscamente di valore in seguito ad importanti rivoluzioni tecniche (separazione dell’argento dal rame con l’aiuto del piombo; impiego macchine di drenaggio; scavo di gallerie di scorrimento perfezionate; uso della macchina trituratrice ecc.). Ne conseguì una considerevole rivoluzione dei prezzi, dato che una stessa quantità di denaro non era più che l’equivalente che di una quantità inferiore di merci. Dai paesi in cui questi metodi furono applicati prima -Boemi, Sassonia e Tirolo nel XV sec. – questa rivoluzione dei prezzi si estese rapidamente alla Spagna nel XVI sec. Il saccheggio del tesoro di Cuzco e l’apertura delle miniere d’argento del Potosì diminuirono ancor più radicalmente le spese di produzione dei metalli preziosi con l’impiego di manodopera servile. In seguito l’aumento dei prezzi dilagò in tutta Europa, dove la nuova massa di metalli preziosi finì naturalmente col disperdersi. / La rovina della nobiltà e delle classi salariate fu così accelerata. Per la prima volta nella storia dell’umanità, la proprietà fondiaria perdeva il predominio economico acquisito dagli albori della civiltà. La diminuzione dei salari reali -che si manifestava in particolare con la sostituzione del pane con le patate a buon mercato come alimento di base- diveniva una delle fonti principali dell’accumulazione primitiva del capitale industriale dal XVI al XVIII sec. [La rendita come i salari rimase indietro rispetto all’aumento dei prezzi di cui si giovarono invece gli imprenditori capitalisti] / [152- Capitale usuraio, mercantile, commerciale-> grande commercio olandese->] Se la rivoluzione commerciale provocò un rincaro generale delle merci, tuttavia determinò pure un ribasso relativo dei prodotti di lusso dell’Oriente. Parallelamente al più ampio rifornimento si è così determinato un allargamento del mercato e dei bisogni. Quello che prima era stato appannaggio di rarissime famiglie nobili diveniva ora il consumo abituale di tutte le classi possidenti (zucchero, tè, spezie, tabacco ecc.) /154 LA RIVOLUZIONE DEI PREZZI IMPOVERI’ LA POPOLAZIONE CHE VIVEVA DI REDDITI FISSI.
155. Chiusure corporative
157- [Lotte di classe nei comuni fiamminghi e italiani nel XIII e XIV sec. / Il passaggio dall’industria a domicilio alla manifattura moderna /159- L’industria a domicilio è lo sbocco logico della subordinazione della piccola produzione mercantile -> L’industria a domicilio separa il piccolo produttore di merci anzitutto dal controllo del suo prodotto e successivamente dal controllo dei suoi mezzi di produzione / Borghesia commerciale ≠ borghesia mercantile (storia dei Függer) / 160- Per la consistenza della manodopera impiegata l’industria a domicilio resta la forma principale di produzione non agricola in Europa occidentale tra il XVI e il XVIII sec. Ma accanto ad essa si sviluppa un altro sistema di produzione che costituisce in certo modo il ponte verso la grande fabbrica moderna: il sistema della MANIFATTURA. / La manifattura è l’unione sotto un solo tetto di operai che lavorano con mezzi di produzione messi a loro disposizione e con materie prime loro anticipate. / 161- Grazie alla manifattura divenne possibile SUDDIVIDERE ciascun mestiere, ciascun processo di produzione, in un’infinità di operazioni di lavoro meccaniche e semplificate all’estremo (…) sostituendo manodopera qualificato con una manodopera non qualificata di donne e fanciulli / 162- La massima brutalità e una sconcertante ipocrisia furono la consuetudine per obbligare questi infelici a fornire forza-lavoro a buon mercato al giovane capitale manifatturiero (…) Sombart cita numerosi casi in cui lo Stato OBBLIGò la popolazione a compiere un vero e proprio LAVORO FORZATO in certe manifatture, in Spagna, Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Austria e naturalmente in Inghilterra. /163- Dal XV sec. una classe nuova: il proletariato. Prima soltanto servitori ‘deracines, erranti da una città all’altra-> per la riduzione dei seguiti dei nobili feudali impoveriti sotto i colpi della rivoluzione dei prezzi./ 166- [MERCATO ALLARGATO = NON PIU’ STABILE /168- Il fiorire del commercio marittimo di Liverpool / Le ferrovie facilitano la penetrazione delle merci /172- IL MACCHINISMO E’ IL SOLO A CONSENTIRE ALLA FABBRICA DI SPEZZARE LA CONCORRENZA DELL’INDUSTRIA A DOMICILIO E DELL’ARTIGIANATO E’ IL PRODOTTO DELL’APPLICAZIONE DELLE SCIENZE NATURALI ALLA PRODUZIONE / [173- Senofonte sul disprezzo del lavoro manuale /Il prevalere del lavoro servile e di una massa enorme di poveri non produttivi impedì all’impero romano ogni ricerca in direzione del macchinismo (cfr. Vespasiano) / Civiltà agricole contro macchinismo] / 174- La costituzione degli stati moderni centralizzati a partire dal XV sec. non è il risultato dello schiacciamento ma di una elevazione della borghesia urbana che infrange le strettoie della politica comunale per contrapporsi alle vecchie classi dominanti come terzo stato, su scala nazionale (Spagna, Russia, Austria degli Asburgo sono eccezioni) / Nelle altre civiltà precapitalistiche, al contrario, il capitale resta costantemente sottoposto all’arbitrio dello Stato dispotico e onnipotente. (…) In tutte queste civiltà la borghesia nascente conosce una strana vita ciclica. Ogni nuova favolosa accumulazione di profitti è seguita da confische e da persecuzioni brutali. ->176 Ma dal XVI sec. in Europa questa discontinuità era diventata l’eccezione e non la regola. La superiorità della fortuna mobiliare sulla fortuna immobiliare era definitivamente stabilita e di conseguenza la subordinazione dello Stato alle catene d’oro del debito pubblico. La via per un’accumulazione del capitale senza intralci era aperta. Il capitalismo poteva nascere / [174-Mancanza di civiltà e agricoltura primitiva in Africa.] / Queste particolarità dello sviluppo economico in Europa occidentale (e in Giappone) non significano che il dischiudersi della rivoluzione industriale fosse possibile solo in queste regioni, ma spiegano soltanto le ragioni per cui il modo di produzione capitalistico è comparso anzitutto in Europa. / Successivamente fu l’intervento violento dell’Europa nell’economia delle altre parti del mondo a distruggere gli elementi che avrebbero consentito un rapido progresso economico e a impedire o ritardare la loro crescita. [per esempio, funzione di indipendenza politica per accelerare o ritardare la rivoluzione industriale -> Giappone vs India/Cina]
179- [Azione dissolvitrice dell’economia monetaria sulle comunità primitive] /180- Il capitalismo e la borghesia senza il proletariato sono inconcepibili. Secondo A. Hamilton, la libertà è libertà di acquisire ricchezze. MA QUESTA LIBERTA’ NON PUO’ VENIRE AFFERMATA PER UNA PICCOLA PARTE DELLA SOCIETA’ SE NON A CONDIZIONE DI VENIRE NEGATA ALL’ALTRA PARTE, CHE PURE È MAGGIORITARIA.
185- LE CONTRADDIZIONI DEL CAPITALISMO
185- [Cose che ripugnano alla giustizia e alla ragione…]
187- [Capitalismo = primo modo di produzione nella storia dell’umanità il cui fine sembra essere l’aumento illimitato della produzione / 188 Ricerca di stabilità e sicurezza da parte delle classi possidenti / L’avaro come figura storica del borghese nell’epoca dell’accumulazione primitiva monetaria / IMPRENDITORE = CAPITALISTA PROPRIAMENTE DETTO -> 188-189 L’incertezza del profitto capitalistico comporta la necessità di una costante ESPANSIONE degli affari , espansione che dipende a sua volta da una accumulazione massima di capitale, da una realizzazione massima di profitti. /191- Lotta della borghesia contro la scioperatezza del popolo-> Taylorismo/ 196- Tempo come spazio e come durata / 197- Il comando del lavoro (gerarchia) / 200- [(Il lavoratore) da produttore a miserabile disoccupato] /201- Emigrazioni]
202- Per la Grecia antica, F. Heichelheim ha calcolato il minimo vitale di un operaio di Delo all’epoca di Alessandro il Grande. E’ composto dal SITOS (alimento di base, pane), dall’OPSONION (companatico), dagli abiti e da qualche piccolo supplemento. Durante le annate buone il salario supera leggermente il minimo: nelle annate cattive, le spese supplementari e persino l’OPSONION vengono praticamente eliminati. /203- Contrariamente alle supposizioni di Malthus, le cui concezioni costituiscono la base della teoria dei salari di Ricardo e di Lasalle (“la legge di bronzo dei salari”) non esiste una legge DEMOGRAFICA che governi le fluttuazioni dell’offerta e della domanda di manodopera ( ‘il mercato del lavoro’). Sono al contrario le LEGGI DELL’ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE che determinano in ultima istanza queste fluttuazioni. /208- Il capitalismo non può esistere in condizioni di piena occupazione]208- Il valore della forza-lavoro non comporta solo il prezzo dei beni di sussistenza necessari alla sua ricostituzione puramente fisica (e al mantenimento dei figli degli operai, cioè alla riproduzione della forza lavoro). Contiene pure un elemento morale e storico, cioè il prezzo delle merci (e più tardi di certi servizi personali) che le tradizioni del paese hanno incluso nel minimo vitale. Questi bisogni dipendono dal livello relativo della civiltà passata e presente e dunque, in ultima analisi, dal livello medio della produttività del lavoro a medio o a lungo termine./209- Bisogna distinguere due grandi epoche per quanto riguarda i paesi dell’Europa occidentale : l’epoca che va dal sec.XVI alla metà del sec. XIX, durante il quale i salari si riducono sempre più al semplice SITOS, e quella che va dalla metà del sec. XIX ai nostri giorni , durante la quale i salari prima si elevano, poi si stabilizzano (o si abbassano) per rialzarsi di nuovo. L’OPSODION e i supplementi aumentano enormemente, ma a volte peggiorano per qualità, il che vale d’altronde anche per il SITOS. /210- L’epoca dell’accumulazione primitiva è un epoca di caduta dei salari reali determinata soprattutto dalla sovrabbondanza di manodopera , dall’accrescersi continuo dell’esercito industriale di riserva e dalla conseguente assenza di un’organizzazione efficace della classe operaia. / Con l’aiuto della rivoluzione dei prezzi si era felicemente vinta ogni ‘scioperatezza’ [operaia] / 211- L’emigrazione in massa dall’Europa verso i paesi d’oltremare a popolazione bianca, diminuiva ancora l’offerta di lavoro sul mercato europeo [e poneva le condizioni per un rialzo dei salari]/215- Negli Usa la povertà non è affatto scomparsa malgrado l’aumento considerevole dei salari reali / “In fondo l’ambizione e il desiderio di progresso sono un lusso che esige un minimo di sicurezza materiale, solo quando ci si è assicurati il vitto e l’alloggio per il mese successivo si può prendere in considerazione una istruzione o una formazione professionale a lungo termine” / Impoverimento assoluto e permanente dell’infraproletariato in Usa. / 218 – Impoverimento assoluto periodico dei disoccupati e di altre vittime del processo di produzione capitalistico ; Impoverimento relativo più o meno generale del proletariato (cioè aumento dei salari a lungo termine inferiore all’aumento di ricchezza sociale e della produttività media del lavoro): queste sono le leggi di sviluppo per la classe operaia sotto il regime capitalista. /219- [LE MACCHINE COME TRASMESSE DA UNA GENERAZIONE ALL’ALTRA E COME USATE AD ESAURIMENTO / 220 – Esaurimento fisico e morale di una macchina (7-10 anni) /224 Rivoluzione commerciale del sec. XVI e rottura dei monopoli commerciali medievali /226 Tasso medio di profitto -> piccola produzione mercantile vs produzione capitalista / 227 FLUSSO E STOCK DI CAPITALE COSTANTE / 228. La produttività del lavoro è più o meno proporzionale alla composizione organica del capitale / SPERPERARE ED ECONOMIZZARE LAVORO -> SPERPERO DI LAVORO SOCIALE /231- Il gioco della domanda e dell’offerta spiega le OSCILLAZIONI dei prezzi ma non determina l’ASSE intorno a cui si verificano queste oscillazioni / 234- La storia del capitalismo è la storia della distruzione della proprietà dei più a vantaggio della proprietà dei pochi /235 PROLETARIZZAZIONE DELLE CLASSI MEDIE = trasformazione di proprietari di capitale in semplici proprietari di forza lavoro. /234- I capitalisti spossessati dalla concorrenza rimangono come direttori o semplici salariati delle loro aziende. Altrimenti diventano piccoli gerenti o tecnici. / Costruire una tabella statistica con “salariati stipendiati di ogni tipo” (≠ da imprenditori) non è del tutto corretto perché include un certo numero di direttori, ingegneri, alti funzionari ecc. che, nonostante il loro MODO DI OCCUPAZIONE appartengono piuttosto alla borghesia per il modo di vita, l’ambiente sociale, la funzione sociale precisa ecc. / 236 PROLETARIZZATI ≠ IMPOVERITI / IMPOVERIMENTO E DISOCCUPAZIONE NASCOSTA / Il processo di accentramento non è accompagnato da una scomparsa delle classi medie ( = vecchie classi dirigenti ma senza prorieta’)-> aumento del capitale costante = gerarchia = nuove classi medie = ingegneri, direttori di produzione, uffici di programmazione, dirigenti vendite e pubblicità, uffici di sondaggi di mercato, laboratori di ricerca / 238 – Legge di diminuzione tendenziale del tasso di profitto / 241- Teoria del crollo / 244– L’aumento della massa degli strumenti di lavoro messi in movimento dal lavoro vivo nel processo di produzione; la diminuzione della parte della giornata dedicata alla produzione di puri e semplici mezzi di sussistenza ( alla produzione del prodotto necessario); la diminuzione della ricchezza annualmente prodotta rispetto alla ricchezza gradualmente accumulata dalla società, ecco gli indici generali di progresso della civiltà, di alto sviluppo delle forze produttive in qualsiasi società, inclusa una società / socialista./ La forma specifica con cui queste tendenze si manifestano in regime capitalista ,è la FORMA ANTAGONISTICA . L’aumento del sovrapprodotto sociale rispetto al prodotto necessario non porta a un prodigioso aumento del benessere e dei conforts per la società nel suo insieme, ma a un aumento del PLUSLAVORO DI CUI SI APPROPRIANO LE CLASSI POSSIDENTI. /246 – La produzione di bevande alcoliche, di fumetti e di stupefacenti ha la precedenza contro la lotta all’inquinamento atmosferico, sulla conservazione delle risorse naturali e persino sulla costruzione di scuole e ospedali. /247- Produzione e consumo solvibile / TEMPO LIBERO VS TEMPO ALIENATO/ TEMPO PERDUTO VS TEMPO RIGUADAGNATO /251. Operai e senso di insicurezza / 252- GLI SPIRITO Più GENEROSI DELLE CLASSI POSSIDENTI /254- Come mai tutte le lotte di classe hanno fallito nel tentativo di abolire l’ineguaglianza sociale? 1. O perché vinti o 2. Perché una volta vittoriosi hanno a loro volta riprodotto condizioni sociali analoghe a quelle contro cui si erano rivoltati, perché le condizioni sociali non erano affatto mature per l’abolizione dello sfruttamento e dell’ineguaglianza sociale. / 255. FUNZIONI DI ACCUMULAZIONE SOCIALE ->ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI ACCUMULAZIONE (E DI GESTIONE) = CLASSI DOMINANTI / Eliminazione di ogni forma di proprietà privata dei mezzi di produzione? / 256- Classe operaia che detiene nelle sue mani tutte le funzioni produttive della società moderna (organizzazione, cooperazione, solidarietà) /Rapporti tra il dominio del capitale e del suo Stato nel suo complesso]
261- IL COMMERCIO
261- E’ nello sviluppo economico ineguale dei popoli che va ricercata l’origine del fiorire del commercio /[262- Commercianti stranieri venuti da società più avanzate /268- CAPITALE CIRCOLANTE /269 – REDDITIVITA’ = Tasso annuo di profitto /270 produzione ininterrotta ->271 – Ossessione per la riduzione al minimo del tempo di rotazione del capitale circolante.]
275- Il grande commerciante fonda la sua impresa investando anzitutto un certo capitale monetario in CAPITALE FISSO (edifici per negozi, magazzini, depositi ecc.) e in CAPITALE CIRCOLANTE (scorte di merci e stipendi per la manodopera) Si potrebbe parlare di una composizione organica (…) ma l’apparente similitudine si arresta qui. In realtà, il capitale variabile del commerciante- il capitale necessario all’acquisto di forza-lavoro impiegata nella distribuzione- non è affatto variabile, perché non produce nessun valore nuovo, nessun plusvalore. La forza-lavoro acquistata dal commerciante gli permette solo di partecipare alla suddivisione generale del plusvalore prodotto dagli operai produttori. /277- [crisi vs alta congiuntura /278sforzi dei venditori per trovare sbocchi al dettaglio / 279- Il piccolo commercio come disoccupazione mascherata /284- I profitti netti in tempi normali sono molto più bassi nel commercio che nell’industria monopolizzata /I grandi magazzini come fattore di rincaro e non di ribasso dei prezzi / 286- Sviluppo del commercio di prodotti pesanti e a buon mercato -> ferrovie e navi a vapore -> ogni angolo del mondo è collegato con i centri manifatturieri -> sviluppo prodigioso dei mezzi di trasporto e di comunicazione nel sec. XIX]/ 286- Al tempo del commercio esercitato dai viaggiatori, profitto commerciale e ‘spese di trasporto’ si confondevano. (…) Non è più così da quando i mezzi di trasporto hanno assunto l’enorme estensione dell’epoca contemporanea. Le ferrovie, le navi transatlantiche, gli aerei da trasporto esigono spese considerevoli. L’ammortamento di queste spese si compie in un periodo abbastanza lungo. Le spese di trasporto divengono così costi fissi che si incorporano nel prezzo delle merci, indipendentemente dalla fase del ciclo industriale. Ciò obbliga il capitale commerciale a trovare vie di trasporto più a buon mercato per i prodotti non deperibili , anche a costo di prolungare il tempo di trasporto di queste merci. Nel 1933 il prezzo di trasporto dei cereali per tonnellata-km variava da 5.50 Fr per il trasporto marittimo a 126 Fr per il trasporto via terra./ 287.LA CONCORRENZA COMMERCIALE PORTA COSI’ IL CAPITALE NON A RIDURRE MA A PROLUNGARE IL PERIODO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI PESANTI (…) In definitiva solo lo Stato si è dimostrato capace di riunire capitali sufficienti per abbassare le spese di trasporto nell’interesse generale della classe capitalistica. /288- Unificazione del mercato mondiale realizzato dal capitalismo / Il valore (=prezzo di produzione) di una merce è la quantità di lavoro socialmente necessario per produrla <- Ciò dipende dal livello medio di produttività del lavoro / 289 [Mercato mondiale-> prezzi mondiali /289- Enormi profitti realizzati dal capitale GB agli albori del capitalismo moderno grazie al famoso ‘commercio triangolare’: vendita di cotonati in Africa occidentale, dove vengono comprati poi schiavi che vengono rivenduti dalle stesse navi nelle Antille, da cui si importano zucchero e ruhm per rivenderlo nell’Inghilterra stessa. /291- (Costi di distribuzione ≠ costi di vendita-> La funzione essenziale della distribuzione diventa sempre meno quella di aumentare la massa di plusvalore che quella di ASSICURARNE LA REALIZZAZIONE-(…) Scorte di merci cominciano ad accumularsi a tutti i livelli, dal fabbricante al piccolo dettagliante> Ai costi di distribuzione tecnicamente necessari si aggiungono così i COSTI DI VENDITA, costi che aumentano senza tregua, gravando di un peso sempre maggiore i prezzi delle merci per il consumatore finale -> ] /292- Non c’è prova più evidente del carattere sempre più parassitario che comincia ad assumere il modo di produzione capitalistico via via che si avvicina alla sua massima estensione , del posto sempre più ristretto che hanno i produttori propriamente detti in certi settori importanti dell’industria./ 293 sFORZO DI PRODURRE VS SFORZO DI REALIZZARE -> CITTADINO USA ASSEDIATO DALLE VENDITE./ [294- condizionamento del consumatore vs apologia della libertà di consumo ( forma estrema di alienazione) / 295- passioni artificiali vs ragione/Colin Clark ha sviluppato una teoria secondo cui il settore terziario (commercio, trasporti, servizi pubblici amministrazioni pubbliche, assicurazioni, banche, professioni liberali) sarebbe più ‘produttivo’ del settore secondario, cioè della produzione industriale.296- [Colin Clark mescola nel settore dei ‘servizi’] attività produttive (trasporti, servizi pubblici come acqua, gas, elettricità) e attività improduttive utili (istruzione, igiene, amministrazione e contabilità pubblica) e di un’utilità assai più ridotta o dubbia (pubblicità, esercito, gendarmeria). La militarizzazione della Germani nazista, che fece aumentare il settore ‘terziario’ a spese del settore ‘secondario, non fu certo un segno di progresso economico. /La nozione di ‘produttività’ è usata da Colin Clark nel senso più volgare, cioè nel senso di un’attività che ‘assicura dei redditi’. (…) L’Egitto e l’Italia avevano la stessa percentuale di popolazione occupata nel settore terziario, mentre un abisso di povertà separa il primo paese dal secondo. / In realtà l’errore di Colin Clark consiste nella confusione che esiste nella definizione di ‘settore terziario’. Si dovrebbero distinguere almeno cinque fenomeni diversi [e contraddittori per quanto riguarda i loro rapporti con il progresso economico e il livello medio della produttività di una nazione] nel settore terziario: [
- La sopravvivenza di una massa di piccoli ‘dettaglianti’ e ‘intermediari’ che non è che espressione di sotto occupazione o disoccupazione mascherata;
- La specializzazione di certe nazioni in attività di trasporto (in particolare i trasporti marittimi), che sono in realtà attività produttive da classificarsi nel settore ‘secondario’:
- Il ritardo della meccanizzazione e della razionalizzazione di certe attività di distribuzione e di servizi personali (commercio al minuto , assicurazioni e banche, riparazioni di borse e scarpe e abiti, barbieri e cure di bellezza);
- L’eccessivo ingrossarsi dei ‘servizi’ legati alla distribuzione, in seguito a crescenti difficoltà di realizzazione;
- Lo sviluppo di ‘professioni creatrici’ non legate alla produzione immediata di merci: scienze applicate e ricerca pura; arti; medicina e igiene; istruzione; cultura fisica, e tutte le attività ‘non produttive, collegate al tempo libero e alle ‘ferie’. -> è il solo dei cinque fenomeni che sembri definitivamente e irreversibilmente legato al progresso economico e allo sviluppo della produttività del lavoro. Significa che una frazione sempre più larga dell’umanità è liberata dall’obbligo di svolgere un lavoro non creativo. Non è più il residuo di un passato di mediocrità ma l’annuncio di un meraviglioso avvenire.
303- IL CREDITO
303- Il credito non è un’istituzione naturale [vs 304 uso antico dell’aiuto reciproco] / Quando la società primitiva si è disgregata al punto che si generalizzano i rapporti di scambio e la divisione del lavoro, la nozione di equivalenza di valori basata sull’economia del tempo di lavoro prende il sopravvento sulla nozione di aiuto reciproco calcolato tra i membri di una stessa comunità. Più la produzione di soli valori d’uso cede dinanzi alla produzione di valori di scambio, e più il prestito con compenso si sostituisce all’anticipo gratuito a titolo di aiuto reciproco. / [Lo sviluppo di un’economia monetaria nei pori di una società basata sulla produzione di valori d’uso. / IL COMMERCIO DI DENARO SI SEPARA DAL COMMERCIO PROPRIAMENTE DETTO COME IN PRECEDENZA IL COMMERCIO SI ERA SEPARATO DALL’ARTIGIANATO / 308- Cambiavalute -> banchieri]
311- [CREDITO AL CONSUMO – CREDITO DI CIRCOLAZIONE (rotazione del capitale) – CREDITO DI INVESTIMENTO (=credito per imprenditori, volto all’allargamento dell’attività del capitale] / [COMMENDA (=La commenda consiste in un’associazione di capitale e lavoro in virtù della quale uno dei contraenti consegna all’altro un capitale (detto anche havere o heutica), generalmente in denaro, talvolta anche in merci o carati di navi, con l’incarico di trafficarlo e trarne frutti per dividerne poi il lucro percepito. La commenda fu un tipo di contratto esistente sin dal XII secolo nelle città mercantili italiane. “La commenda prevedeva due soci, uno dei quali, il “sedentario”, che restava in città mentre l’altro viaggiava. Il primo, l’«accomandante», metteva a disposizione il capitale per la spedizione; il secondo, l’«accomandatario», accompagnava il carico durante il viaggio”. In sostanza, la commenda permetteva a un possessore di denaro (generalmente l’accomandante) di non rischiarlo in proprio ma di anticiparlo a un mercante, che lo usava poi per svolgere una determinata attività. Al termine dell’impiego, il capitale andava restituito e i guadagni divisi. Le forme e le clausole dell’accordo erano di vario genere e contenuto, prevalentemente due: 1. Commenda unilaterale, o “commenda semplice”, nella quale l’accomandante anticipava l’intero capitale, accollandosi l’intero rischio, ma in caso di guadagno otteneva i tre quarti dell’utile; 2.Commenda bilaterale (detta collegantia o colleganza a Venezia e societas maris altrove): il commendatario investiva un terzo del capitale e l’accomandante i due terzi; le eventuali perdite erano ripartite in parti proporzionali, mentre gli utili venivano divisi a metà.) vs COMPAGNIA (con molti soci, per es. 314 compagnia coloniale)
Normalmente questo tipo di società durava per il tempo di un unico viaggio di affari.
313- [Credito pubblico / [Lettera di cambio (=Atto notarile con il quale un banchiere (prenditore) che aveva ricevuto un versamento da un cliente (datore) ordinava a un altro banchiere operante su un’altra piazza (trattario) di pagare un beneficiario. Questo tipo di documento, che apparve verso la metà del 12° sec., costituì la prima forma rudimentale di cambiale. e credito di circolazione al commercio (XVII-XVIII sec.)]
315 – [Mercato dei capitali monetari /316- banche locali e nascita del sistema bancario moderno / 318- Il capitale monetario è il punto di partenza e il punto di arrivo della rotazione del capitale. / 320- Il banchiere ha direttamente una funzione sociale (≠ imprenditore o commerciante)-> Funzione di mobilitazione e accentramento del capitale sociale ( per superare la frammentazione del capitale sociale in un quantità di proprietà individuali)]
321- [FASE SUPREMA = Fase compiuta del capitale monetario]
322- [Il tasso d’interesse è regolato dai profitti derivanti dal capitale stesso] Come il profitto del capitale usuraio con cui alle origini si confonde l’interesse, al momento della sua comparsa nell’economia, non è che uno spostamento di valore dal debitore al creditore. [L’usura impoverisce costantemente le sue vittime e le asservisce ai creditori vs il credito di circolazione che mira a realizzare prima del termine il valore delle merci prodotte; il credito di investimento mira ad aumentare il capitale di un’azienda->] L’interesse non è dunque altro che una frazione del plusvalore supplementare ottenuto prendendo a prestito un capitale.
322- DIFFUSA NELLA SOCIETA’ BORGHESE L’ABITUDINE A CONSIDERARE OGNI REDDITO COME IL REDDITO DI UN CAPITALE IMMAGINARIO, CAPITALIZZATO AL TASSO MEDIO DI INTERESSE. [->Marshall chiama rendita il profitto dell’imprenditore -> ideologico = fittizio-> 414- La fictio per cui ogni reddito è prodotto di un capitale investito al tasso medio di interesse]]
327- Un forte abbassamento del tasso medio di interesse in seguito alla penuria di nuovi campi di investimento del capitale. [vs innalzamento = ricchezza di nuovi campi di investimento del capitale?] / 328- Con il generalizzarsi del modo di produzione capitalistico la produzione si stacca sempre più dal mercato [con produzione di beni di produzione oltre che di beni di consumo = immobilizzo di una frazione sempre crescente di capitale fisso], la realizzazione del valore delle merci e del plusvalore si complica sempre più e rischi di prolungare i tempi di rotazione del capitale, tenuto conto anche dell’intervento del capitale commerciale. / [Effetto di commercio (= Gli effetti bancari, più comunemente conosciuti con il nome di cambiali, consistono in un metodo di pagamento estremamente diffuso in Italia: si tratta di un titolo di credito formale e astratto, che attribuisce al suo legittimo possessore il diritto a ottenere il pagamento della somma indicata, nella scadenza e nel modo prescritto: effetti attivi e effetti passivi)-> su cui INTERESSE = SCONTO] /329- A partire dall’ultimo quarto del XIX sec. l’anticipo in conto corrente è prevalso sempre più sullo sconto di effetti di commercio come forma principale di credito di circolazione. 331- Cap-IV = Origini di borsa, debito pubblico e società per azioni /332 Compagnie con molti soci come credito di investimento -> La società per azioni si impone nel XIX sec./ 334- [Autofinanziamento delle grandi imprese vs fondo di consumo differito per gli operai]
334- I capitalisti e gli istituti di credito che investono i loro capitali monetari disponibili sotto forma di azioni e di obbligazioni nelle società per azioni, contano di ottenere per questi prestiti il TASSO MEDIO DI INTERESSE. Per le obbligazioni e i titoli a reddito fisso, ciò è garantito loro anticipatamente. Per il totale delle azioni propriamente dette l’interesse ottenuto varia secondo il profitto realizzato: si chiama DIVIDENDO. / Ma le azioni, le obbligazioni e gli altri valori immobiliari, come titoli di reddito , divengono negoziabili e vengono acquistati e venduti alla Borsa. Il loro prezzo allora non è che LA CAPITALIZZAZIONE DEL DIVIDENDO ANNUO (DEL REDDITO ANNUO) al tasso medio di interesse.
336- [Capitani d’industria e arricchimento -> profitto del fondatore / capitalista = piccolo industriale / 339 = Proprietari di titoli di reddito = diritto alla partecipazione e alla suddivisione del plusvalore sociale. / Società per azioni come espropriazione di piccoli risparmiatori / 341 Piccoli azionisti vs grandi azionisti / 343- Società per azioni -> imprenditore vs proprietario rentier / I declassati e credito al consumo (per beni di consumo durevoli) -> vendita a rate in termini moderni /345- Credito vs caduta tendenziale del tasso di profitto / IL CREDITO HA TRASFORMATO LA STESSA CLASSE BORGHESE -> RENTIERS (=frazione della borghesia espulsa dal processo di produzione) SEPARATI DALLA BORGHESIA VERA E PROPRI]
345- [Società, compagnie = forze anonime e cieche vs padroni]
346 [Il credito aggrava i fattori di equilibrio dell’economia capitalistica-> divario tra moneta come mezzo di circolazione e moneta come mezzo di pagamento]
351- LA MONETA
351 [LA MONETA COME EQUIVALENTE GENERALE =equivalente in valore di scambio = in tempo di lavoro socialmente necessario-> 351-Contabilità del tempo di lavoro / 353 – PREZZO DELLA MERCE = ESPRESSIONE DEL VALORE DELLA MERCE IN TERMINI MONETARI
366- Una buona parte dei depositi bancari non proviene da versamenti effettivamente compiuti dai clienti della banca, ma deriva da anticipi in conto corrente concessi dalla banca ai capitalisti. Sono questi che creano i depositi (LOANS MAKE DEPOSIT) /368 – MONETA SCRITTURALE (≠ biglietti di banca) = MEZZO DI SCAMBIO E DI PAGAMENTO [356-370-> Su inflazione] /375- Più vengono introdotti nell’economia elementi di ‘organizzazione economica’ e più una ‘moneta astratta’ una moneta di conto può prendere il posto di una moneta fornita di valore intrinseco. /]337 – Quando una moneta è deprezzata si cerca di sbarazzarsene e di tesaurizzare semplici metalli preziosi -> Instabilità economica e finanziaria che caratterizza la fase di declino del capitalismo dopo la Prima guerra mondiale. /385- Politica di deflazione /388-FABBRICARE MERCI DI DISTRUZIONE /389- Interesse = affitto del denaro / 391- Risparmio forzato imposto a salariati(Schumpeter)]
395- L’AGRICOLTURA
396- [Grandi affittuari in agricoltura dopo il XVI sec vs subsistence farmers / Nella società precapitalista civilizzata l’agricoltura rappresenta la principale attività economica degli uomini -> La rendita fondiaria dunque in questa società è la principale forma di sovrapprodotto sociale/ 397- Al di fuori del mercato, sul piano della produzione di valori d’uso…/ Rendita fissa e contadini come beneficiari del forte rialzo dei prezzi agricoli dall’inizio del XIII sec. alla metà del XIV sec. /398- Età barbarica e primi tempi età feudale/ Da vincolo contrattuale a vincolo consuetudinario / L’ORIGINE DI UN MERCATO DEI PRODOTTI AGRICOLI E’ CONNESSA ALLO SVILUPPO DELLE CITTA’ /399- Disorganizzazione del sistema di rifornimento feudale / Vasti mercati metropolitani nel XVI e XVII sec. (399- Prodigioso sviluppo di centri urbani come Londra, Parigi, Anversa, Amsterdam, Amburgo) e rovesciamento della politica alimentare (razioni appena sufficienti per i contadini) / 400- Penetrazione del capitalismo -> agricoltura = industria -> la terra come monopolio naturale che reca il segno della scarsità (vs controllo di tutti i fattori di produzione)] / 402- Mentre i capitali possono entrare e uscire liberamente da qualsiasi sfera industriale, non possono entrare liberamente in agricoltura . La proprietà del suolo è stata accaparrata da una classe di proprietari fondiari che ne impedisce l’accesso, tranne dietro il pagamento di una rendita /402. Sulla rendita fondiaria capitalista e sul sovrapprodotto agricolo] / La terra costituisce dunque un duplice monopolio agli albori del modo di produzione capitalistico: un monopolio naturale e un monopolio di proprietà. Sinché la produttività agricola è in ritardo rispetto allo sviluppo della popolazione e alla produzione industriale, si stabilisce una duplice differenziazione di prezzi. Siccome tutta la produzione agricola viene assorbita dal mercato, il prezzo di vendita del grano sarà determinato dalle condizioni di produzione dei campi meno redditizi (per la fecondità, per il modo di sfruttamento, o per la collocazione geografica) di modo che questo prezzo di vendita supererà di gran lunga il prezzo di produzione delle aziende più redditizie che si assicureranno così un SOVRAPROFITTO. Siccome, d’altra parte, l’agricoltura non partecipa alla perequazione generale del tasso del profitto, a causa dell’esistenza dei sopracitati monopoli, anche il grando prodotto nelle condizioni meno favorevoli non viene venduto al suo prezzo di produzione, bensì al suo VALORE che è superiore al prezzo di produzione a causa dell’arretratezza tecnologica dell’agricoltura rispetto all’industria, della più debole composizione organica del capitale nella sfera agricola. La rendita fondiaria capitalistica trae origine da questa duplice differenziazione ed esiste solo nella misura in cui perdura questa differenziazione. / 403- Finché tutto il lavoro umano speso nella produzione di viveri è lavoro socialmente necessario = sinché tutti i prodotti agricoli trovano compratori, anche le merci agricole prodotte nelle condizioni meno favorevoli troveranno un equivalente del loro valore e sarà questo valore a determinare il prezzo medio di vendita del grano. La differenza tra questo prezzo e il prezzo di produzione del grano prodotto sui terreni con produttività superiore costituisce una RENDITA DIFFERENZIALE di cui si appropria il proprietario terriero / [Due tipi di rendita differenziale: 1. (primo tipo) Per la diversa fecondità naturale del suolo e 2. (secondo tipo) Per l’investimento di capitali diversi. / 412- La rotazione del capitale nell’agricoltura o nell’edilizia è in Usa il doppio di quello industriale [5 vs 10]/ 414 La terra è un fattore produttivo naturale e non una merce /418 – Non elasticità della domanda dei prodotti agricoli /420- FINCHE’ CI SONO TERRE DISPONIBILI LA MANODOPERA URBANA PUO’ SOTTRARSI ALLA GALERA DELLA FABBRICA / 423- Lavoro forzato in Africa e Oceania / 424- il contratto di mezzadria / 425. Nell’agricoltura, contrariamente a quanto accade nell’industria i rapporti borghesi di proprietà e i rapporti capitalistici di produzione non coincidono necessariamente. /430 Ripartizione della proprietà e dei redditi fondiari in Italia nel 1948 /431- La condizione miserabile del bracciante agricolo /432- Non si può parlare di un aumento secolare dei salari agricoli / 433- Malthus come avvocato dei proprietari agricoli / Calo di natalità in Giappone / 434- Sovrasfruttamento del suolo nell’agricoltura capitalistica -> Crisi agricola tra il 1925 e il 1934
438- La teoria della rendita fondiaria elaborata da Ricardo e messa a punto da Marx è stata il punto di partenza delle teorie marginalistiche del valore che, nella seconda metà del sec. XIX, hanno rimesso in questione la teoria del valore-lavoro. Secondo la teoria della rendita fondiaria elaborata da Marx, è infatti la DOMANDA DEI PRODOTTI AGRICOLI che determina in ultima analisi il prezzo di questi prodotti. Questo prezzo è basato sul valore dell’unità prodotta sui campi nelle peggiori condizioni produttive (prezzo marginale), i cui prodotti trovino un compratore. Secondo le oscillazioni della domanda, questo prezzo includerà o no la rendita fondiaria assoluta ( nei paesi in cui non ci sono più terre, cioè dove il monopolio della proprietà fondiaria è completo), includerà o meno una rendita differenziale (a seconda che i terreni meno redditizi siano coltivati o abbandonati) /440 –[Rendita fondiaria e profitti monopolistici: perché compaia la rendita fondiaria basta solo che la proprietà fondiaria sia un monopolio che la borghesia non è riuscita a spezzare /442- DADI TRUCCATI DELLA TEORIA MARGINALISTICA DEL VALORE -> 443- Dal valore-lavoro al prezzo di produzione = dalla piccola produzione mercantile (basata su condizioni tecnologiche stabili) a società capitalistica basata su condizioni tecnologiche in perpetua rivoluzione / 444- Politica protezionistica per difendere la rendita assoluta in Europa occidentale / Reddito = valore aggiunto/ Società borghese = la sola che estenda la produzione di merci su scala universale /
447. RIPRODUZIONE E SVILUPPO DEL REDDITO NAZIONALE
447- La forza lavoro ha la funzione di conservare il capitale costante e di produrre tutto il valore nuovo di cui la società dispone. / [Reddito = valore aggiunto]
449- Servizi come tempo di lavoro (specializzato) / 451- Redditi di trasferimento (polizia, pompieri) = pagati con imposte indirette / 452 [Sulle funzioni del calcolo del reddito nazionale->] La somma complessiva dei redditi DI TUTTE LE FAMIGLIE, DI TUTTE LE AZIENDE PRIVATE E DI TUTTE LE PUBBLICHE COLLETTIVITA’ fornisce dati necessari a svariate analisi , per esempio a partire da quale reddito complessivo ci sia pericolo di inflazione con una capacità di produzione determinata. La somma totale, invece, del valore nuovo PRODOTTO nella società è la nozione essenziale per valutare le possibilità e gli stadi successivi dello sviluppo economico. IL CALCOLO DEL REDDITO NAZIONALE QUALE E’ ATTUALMENTE PRATICATO IN OCCIDENTE DALLA SCIENZA UFFICIALE E’ UN IBRIDO COMPROMESSO TRA QUESTI DUE DATI, E DETERMINA GRAVI ERRORI NEI DUE SENSI-> La grande maggioranza delle piccole ditte non può essere collocata nello stesso contesto delle grandi CORPORATION. Anzitutto sono di rado impegnate nella produzione primaria. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavanderie, agenzie di assicurazioni, restaurants, farmacie, stabilimenti di imbottigliamento, di depositi di legname, di agenzie automobilistiche. Sono certamente di importanza vitale, ma in sostanza si limitano a fornire servizi all’economia: NON CREANO DENARO NUOVO NELLA LORO REGIONE E DIPENDONO IN ULTIMA ISTANZA DALLE IMPRESE E DALL’AGRICOLTURA CHE CREANO QUESTO DENARO / 453- [Valori nuovi =apporti diretti al benessere dei consumatori / 454- Quali redditi, creati dalla PRODUZIONE, costituiscono un’aggiunta netta al reddito nazionale (senza doppioni)? /456- Le imposte indirette colpiscono più i lavoratori che i capitalisti e costituiscono lo strumento fiscale preferito di qualsiasi governo capitalista reazionario /SALARIATI E GENTE MODESTA VS CLASSI PRIVILEGIATE /458- Personale superiore di gestione delle aziende /460-Lotta o concorrenza tra settori diversi della borghesia per la suddivisione del plusvalore tra i redditi della borghesia / 461- Reddito nazionale Usa 1947 / Prodotto nazionale lordo / 466-La determinazione di un rapporto relativamente semplice tra il reddito nazionale (distribuito nel corso di un anno) e il valore delle merci prodotte nello stesso periodo permette di fissare l’origine prima dell’andamento ciclico della produzione capitalistica, l’origine prima delle crisi: la separazione nel tempo tra la produzione delle merci -e la distribuzione dei redditi che comporta- e la realizzazione del loro valore da parte dei loro proprietari /467- imprese d’affari / beni di investimento o beni di produzione (uomini d’affari) vs beni di consumo / 471- L’economia capitalistica è in equilibrio quando la produzione suscita una domanda di beni di consumo uguale alla domanda di beni di produzione suscitata dalla produzione di beni di consumo / PROBLEMI DI CONTINUITA’ DELLA PRODUZIONE CAPITALISTICA = PROBLEMI DI RIPRODUZIONE] /472- San Tommaso d’Aquino aveva già definito la condizione dei salariati come la condizione dei salariati come la condizione di coloro che, non potendo accumulare nessuna fortuna,’divengono salariati perché sono poveri, e perché sono salariati rimangono poveri’ /473- [La società capitalistica è caratterizzata dalla particolarità di riprodurre di continuo una classe proletaria (≠ società anteriori) /475. La RIPRODUZIONE ALLARGATA è la forma normale di riproduzione in regime capitalistico /484 -Schemi di riproduzione e condizioni di continuità della produzione capitalistica nel suo complesso /485-Lo sviluppo capitalistico è squilibrato, discontinuo, senza armonia. La storia del capitalismo è disseminata di scoppi e di catastrofi violente (Schumpeter) /Gli schemi di riproduzione non possono illustrare, concretamente, né l’espansione capitalistica, né la causa del prorompere delle crisi./ 486- Strumenti supplementari come condizione necessaria allo sviluppo economico / 488- I conti di contabilità personale basati sui criteri ibridi della teoria dei redditi non permettono di rilevare le fonti potenziali dell’accumulazione del capitale produttivo / E’ dunque urgente modificare la contabilità nazionale sulla base della sua struttura sociale il che permetterebbe di sostituire alle nozioni puramente astratte (monetarie) di risparmio le nozioni di plusvalore totale e di fondo di accumulazione totale disponibile /Sulla nozione di tasso OTTIMO di sviluppo /] 489- Nella società capitalistica la nozione di RIPRODUZIONE RISTRETTA significa che per ragioni varie i capitalisti sono incapaci di rinnovare il capitale costante logorato e che i salari distribuiti non consentono ai produttori di ricostituire interamente la loro forza-lavoro./ 490. Perché la produzione possa assicurare la continuità della vita economica a un determinato livello bisogna che produca valori d’uso tali da ricostituire gli elementi materiali della produzione: forza-lavoro e strumenti di produzione [vs caso di imperatori mongoli che obbligano contadini poveri a corvee per costruire edifici di gran lusso] / 493 [guerra e settore dei beni di distruzione / Durante l’ultima guerra la produttività del lavoro è caduta al punto che è stato di nuovo possibile servirsi del lavoro forzato su vasta scala /497- I redditi dello stato hanno due diverse origini: imposte dirette e imposte indirette /498- Sulla partecipazione complessiva dei salariati al reddito nazionale / (col miglioramento dei servizi: sanità, istruzione) lo Stato non fa che assicurare, al posto della borghesia, nel suo complesso, il pagamento di una parte integrativa dei salari / 500- Lo strato dei ‘lazzari’ (Marx) della popolazione = strati più miseri (disoccupati e vittime di guerra = il 10% della popolazione nella Germania dopo la II guerra mondiale) / Tesi dell’impoverimento relativo del proletariato vs 501- tesi del miglioramento storico dei salari modesti /502- REDISTRIBUZIONE = un certo allargamento delle classi medie superiori = fenomeno caratteristico di tutti i periodi di alta congiuntura / 503- Tendenze classiche alla concentrazione dei capitali e dei redditi nel modo di produzione capitalistico]
507- LE CRISI PERIODICHE
507- La crisi economica è l’interruzione del processo normale di riproduzione / [Raccolti/epidemie/ guerre vs oscillazione negli affari/508-L’agricoltura è alla base di ogni riproduzione allargata / LA CRISI PRECAPITALISTICA E’ UNA CRISI DI SOTTOPRODUZIONE DI VALORI D’USO VS CRISI CAPITALISTICA = SOVRAPPRODUZIONE DI VALORI DI SCAMBIO / Sdoppiamento di merce e denaro = crisi capitalistiche /-> 510-Contraddizione tra denaro come mezzo di circolazione e denaro come mezzo di pagamento = contraddizione tra processo di circolazione e processo di riproduzione / 511- Legge di Say o legge degli sbocchi /514- Le oscillazioni del tasso medio di profitto sono i criteri decisivi per giudicare le condizioni concrete dell’economia capitalistica /517- Le crisi permettono di adattare periodicamente la quantità di lavoro effettivamente spesa nella produzione delle merci alla quantità di lavoro socialmente necessario /518- Poiché la produzione capitalistica non è una produzione pianificata e organizzata, questi aggiustamenti si verificano non a priori ma a posteriori / 519- DEPRESSIONE-SVOLTA-RIPRESA- BOOM (PROSPERITA’) / CICLO ECONOMICO = PERIODICO RIAGGIUSTAMENTO DELLE CONDIZIONI DI EQUILIBRIO DELLA RIPRODUZIONE CAPITALISTICA / 519- Crisi per sviluppo ineguale dei settori (beni di consumo e beni di produzione) /520 Durante la depressione i disoccupati continuano a mangiare, mentre l’attività del settore dei beni di produzione si riduce notevolmente / 521- Moskowska come sostenitrice delle teorie del sottoconsumo / Il tasso di profitto ancora basso incita incita i capitalisti a trovare nuovi metodi di produzione / 522- Il principio del moltiplicatore afferma che un investimento iniziale accresce il reddito globale finale di una somma che supera il valore di questi investimenti /526- MOLTE DITTE LAVORANO SU ORDINAZIONE, CIOE’ CON SBOCCHI ASSICURATI / Il ritardo tra il momento in cui l’ordinazione è stata trasmessa e il momento in cui è stata soddisfatta ha una funzione importante nella preparazione della crisi / 529- La tensione del mercato monetario e sul mercato finanziario precede l’inversione della congiuntura ed è caratterizzata da un forte aumento del tasso di interesse /533- Nuovi sbocchi per settori importanti dell’industria (4 tipi: 1. Penetrazione in ambiente non capitalistico 2. Progresso tecnologico 3. Salti bruschi nei rapporti di concorrenza (scomparsa di un concorrente potente in seguito a guerra o a ritardo tecnologico) 4. Ordinazioni di forniture belliche da parte dello Stato)-> estensione di produzione capitalistica (boom) / 537- Spiegazione del ciclo economico : scuola del sottoconsumo e scuola della sproporzionalità /538- Scuola del sottoconsumo e impossibilità del capitalismo /539- Fondi che i capitalisti avevano impegnato nella circolazione (=anticipato)/ L’ipotesi di R. Luxembourg sull’accumulazione/ 540- E’ la concorrenza che determina tutta la dinamica e le leggi di sviluppo del capitalismo / E’ l’ineguaglianza del ritmo di sviluppo tra paesi diversi, settori diversi e aziende diverse che costituisce il motore dell’espansione degli sbocchi capitalistici , senza che si debba fare appello a classi non capitalistiche / 545- Condizioni di equilibrio tra settore I e II / 546- Costruzione di macchine a mezzo macchine / Lo scopo finale dell’accumulazione del capitale è naturalmente l’aumento della produzione di beni di consumo / 548- Anche Bucharin ha sostenuto la tesi che un CAPITALISMO DI STATO non conoscerebbe più crisi periodiche di sovrapproduzione /E’ impossibile staccare completamente la produzione dal consumo /549- Scuola neokeynesiana di econometria (per es.: Robinson) ->Sull’instabilità del sistema capitalistico / 551. Ci sono due condizioni simultanee della ripresa economica e dell’inizio del boom: un tasso di profitto in aumento e sbocchi reali in espansione /552- La ripresa economica, determinando un aumento del tasso di plusvalore e un aumento del tasso di profitto modifica la ripartizione del reddito nazionale tra le classi a favore della borghesia e a spese dei salariati /554- Sviluppo ineguale->conseguenze della distruzione dell’equilibrio secolare tra agricoltura e industria / 555- Quattro ostacoli all’industrializzazione capitalistica dei paesi coloniali e semicoloniali (1. Concorrenza di merci metropolitane 2. Concorrenza tra manodopera locale a buon mercato e macchine moderne 3. Penuria di capitali a causa dell’investimento in proprietà fondiaria dei redditi accumulati dalla classe dominante 4. Mancanza di mercati interni sufficienti tali da permettere un rapido sviluppo di alcuni settori industriali. /556- Schumpeter sul progresso tecnico / progresso con oscillazioni vs stagnazione / 559- E’ l’investimento e la pubblicità che mutano i gusti dei consumatori /RITMO IRREGOLARE DELLE INNOVAZIONI ANCHE IN UN’ECONOMIA PIANIFICATA? /561- BISOGNI REALI (in società pianificata) VS BISOGNI SOLVIBILI (in società capitalistica)