
Sintesi di ChatGPT
Il tema fondamentale del libro di Federico Rampini è costituito dalle linee rosse, ossia dai confini geografici, politici, economici, sociali e culturali che dividono il mondo contemporaneo. Questi confini non sono immutabili, ma si trasformano continuamente in relazione ai rapporti di forza tra gli Stati, alle trasformazioni del capitalismo e ai mutamenti delle società.
La globalizzazione, che sembrava destinata ad abbattere le frontiere e a unificare progressivamente il mondo, ha finito per produrre nuove divisioni, sia tra le grandi potenze sia all’interno delle singole società nazionali.
Rampini attribuisce una particolare importanza alla geografia, considerandola una delle condizioni strutturali della storia. La disponibilità di risorse, l’accesso ai mari, la presenza di confini naturali e la collocazione territoriale influenzano profondamente lo sviluppo economico e le strategie politiche degli Stati.
La potenza degli Stati Uniti, per esempio, è stata favorita dalla protezione dei due oceani, dall’abbondanza delle risorse naturali e dall’estensione delle terre agricole. Gli Stati Uniti hanno così potuto affermarsi come una grande potenza marittima, capace di proiettare la propria influenza sull’intero pianeta. La fine dell’Unione Sovietica ha eliminato il principale sistema politico e ideologico alternativo all’egemonia americana, ma l’ascesa della Cina e la trasformazione degli equilibri internazionali hanno progressivamente rimesso in discussione questa supremazia (pp. 19-37).
La Cina rappresenta una delle principali novità del mondo contemporaneo. La sua straordinaria crescita economica, accompagnata da un forte intervento dello Stato, ha prodotto un sistema che combina meccanismi di mercato, iniziativa privata e direzione politica centralizzata. Attraverso la nuova Via della Seta e l’espansione della propria presenza marittima, la Cina cerca di estendere la propria influenza economica e strategica.
È soprattutto nell’interpretazione del sistema cinese che emerge una differenza tra Rampini e Carlo Formenti. Rampini, da una prospettiva liberale di sinistra, tende a considerare la Cina come un sistema di capitalismo di Stato autoritario, capace di produrre sviluppo e benessere senza garantire le libertà politiche proprie delle democrazie liberali.
Formenti, invece, contesta l’identificazione della Cina con una semplice variante del capitalismo. Nella sua interpretazione, l’esistenza del mercato, delle imprese private e del lavoro salariato non è sufficiente a definire la natura sociale dello Stato cinese. Occorre considerare il controllo pubblico dei settori strategici, la pianificazione economica, la proprietà statale e collettiva della terra e, soprattutto, la natura del potere politico e gli interessi di classe che esso rappresenta.
Per Formenti, la Cina può quindi essere interpretata come una formazione sociale nella quale elementi capitalistici e socialisti convivono all’interno di un processo di transizione. La differenza rispetto a Rampini riguarda dunque non soltanto il giudizio politico sul regime cinese, ma anche i criteri teorici utilizzati per definirne la natura sociale.
La Germania e la Russia costituiscono altri due esempi dell’importanza attribuita da Rampini alla geografia. La Germania, priva di grandi difese naturali, ha storicamente oscillato tra aspirazioni espansionistiche e ricerca di integrazione con i territori circostanti. Dopo la riunificazione, la sua centralità europea si è affermata soprattutto attraverso la potenza industriale e commerciale, fondata su un modello economico orientato alle esportazioni.
La Russia, invece, continua a essere condizionata dalla propria insicurezza geopolitica. L’assenza di barriere naturali verso Occidente ha alimentato storicamente la tendenza ad ampliare la propria sfera d’influenza. La dissoluzione dell’URSS e l’avvicinamento dell’Ucraina all’Europa occidentale vengono interpretati in questo quadro come una perdita di profondità strategica. Rampini sottolinea inoltre la contraddizione tra le ambizioni di grande potenza della Russia e la relativa debolezza della sua struttura economica (pp. 61-112).
Il confronto tra Cina e India consente all’autore di affrontare il problema dei rapporti tra sviluppo economico e democrazia. Mentre la Cina ha conosciuto una rapida modernizzazione sotto un sistema politico autoritario, l’India, pur disponendo di istituzioni democratiche pluralistiche, continua a essere ostacolata da profonde disuguaglianze, divisioni sociali e conflitti religiosi. Il successo economico di numerosi paesi asiatici dimostrerebbe inoltre, secondo Rampini, l’importanza delle scelte compiute dalle classi dirigenti nazionali, senza ricondurre ogni difficoltà dello sviluppo alle responsabilità storiche del colonialismo occidentale (pp. 113-164).
Una parte particolarmente importante del libro riguarda le conseguenze sociali e politiche della globalizzazione. Rampini individua nella delocalizzazione industriale, nella precarizzazione del lavoro, nell’aumento delle disuguaglianze e nell’indebolimento delle protezioni sociali alcune delle cause fondamentali della crisi delle democrazie occidentali.
La vittoria di Trump viene interpretata soprattutto come l’espressione della rivolta di settori popolari che si sentono abbandonati dalle élite economiche e politiche. Gli operai delle vecchie regioni industriali americane hanno subito non soltanto un impoverimento materiale, ma anche una perdita di riconoscimento sociale. Alla scomparsa dei posti di lavoro si è accompagnata quella che Rampini definisce una perdita di dignità: i lavoratori hanno visto dissolversi il prestigio, la rispettabilità e l’identità sociale associati alle proprie professioni (pp. 208-224).
La sinistra americana, sempre più identificata con le élite urbane, istruite e cosmopolite, avrebbe progressivamente rinunciato a rappresentare questi gruppi sociali, favorendone lo spostamento verso la destra populista. Si è così prodotta una trasformazione del voto di classe: una parte dei lavoratori economicamente più deboli ha trovato nella destra nazionalista una nuova forma di rappresentanza politica.
La globalizzazione presenta quindi una contraddizione fondamentale. Da un lato, la produzione a basso costo nei paesi emergenti ha ridotto i prezzi dei beni di consumo; dall’altro, la delocalizzazione delle attività industriali ha sottratto occupazione e reddito a una parte delle popolazioni occidentali. I benefici dell’integrazione economica mondiale sono stati distribuiti in modo fortemente diseguale, favorendo soprattutto le grandi imprese multinazionali e i gruppi finanziari.
Anche su questo terreno è possibile individuare una differenza tra Rampini e Formenti. Rampini interpreta la crisi prevalentemente come il risultato di una degenerazione oligarchica del capitalismo liberale, che avrebbe consentito alle élite economiche di appropriarsi dei benefici della globalizzazione, indebolendo la coesione sociale e la democrazia. La sua critica rimane sostanzialmente interna all’orizzonte della democrazia liberale e della necessità di correggere gli squilibri del capitalismo.
Formenti colloca invece queste trasformazioni all’interno di una critica più generale del capitalismo e del neoliberismo. Nella sua prospettiva, la crisi della rappresentanza politica e la rivolta dei ceti popolari non dipendono soltanto dagli eccessi della globalizzazione, ma anche dalla subordinazione delle istituzioni democratiche agli interessi del capitale e dalla progressiva perdita di autonomia politica delle classi lavoratrici.
La rivoluzione tecnologica contribuisce ad accentuare queste contraddizioni. L’espansione del commercio elettronico, delle piattaforme digitali e delle nuove forme di organizzazione del lavoro modifica profondamente la geografia economica e sociale. Le grandi imprese tecnologiche concentrano enormi risorse economiche e informative, dando origine a nuove forme di monopolio e oligopolio. La rete, inizialmente immaginata come uno spazio libero e decentralizzato, si trasforma così in un sistema dominato da pochi grandi gruppi privati (pp. 268-289).
Queste trasformazioni si accompagnano a una crisi della democrazia liberale. Rampini distingue la semplice democrazia elettorale, fondata sul voto, dalla democrazia liberale, che richiede anche il rispetto dello Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la libertà di espressione e la tutela delle minoranze. La diffusione del populismo, la polarizzazione politica e l’affermazione della cosiddetta post-verità minacciano le condizioni culturali e istituzionali della convivenza democratica (pp. 240-264).
Anche il cambiamento climatico e la competizione per le risorse naturali contribuiscono a ridisegnare la geografia mondiale. La transizione energetica contrappone gli interessi legati ai combustibili fossili a quelli delle nuove tecnologie, mentre il controllo dell’acqua, delle rotte commerciali e delle grandi infrastrutture assume un’importanza strategica crescente.
Nelle conclusioni, Rampini individua una delle cause strutturali dell’affermazione di Trump nella trasformazione del capitalismo americano in un sistema sempre più oligarchico e finanziarizzato. Questa evoluzione sarebbe cominciata negli anni Ottanta, con la svolta neoliberista di Reagan, ma sarebbe proseguita anche sotto le amministrazioni democratiche, attraverso la deregolamentazione finanziaria e le politiche favorevoli alle multinazionali.
La globalizzazione sarebbe stata così progressivamente orientata a vantaggio di una minoranza privilegiata, producendo disuguaglianze estreme, crescente influenza delle lobby e perdita di fiducia nelle istituzioni democratiche (pp. 343-355).
Considerazione conclusiva
Il significato generale del libro consiste nel mostrare come la globalizzazione, anziché eliminare i confini, abbia contribuito a crearne di nuovi. Alle tradizionali divisioni geopolitiche tra gli Stati si aggiungono quelle economiche, sociali e culturali tra gruppi favoriti e gruppi penalizzati dalle trasformazioni del capitalismo.
Il confronto con Carlo Formenti consente di evidenziare due differenti prospettive teoriche.
Per Rampini, il problema fondamentale è rappresentato dalle contraddizioni di una globalizzazione capitalistica che, sottraendosi progressivamente ai controlli democratici, ha prodotto disuguaglianze, oligarchie economiche e crisi della rappresentanza politica. La prospettiva rimane quella di una possibile ricostruzione della democrazia liberale e di una regolazione più equilibrata del capitalismo.
Per Formenti, invece, la crisi della globalizzazione rimanda alle contraddizioni strutturali del capitalismo contemporaneo. Di conseguenza, il problema non consiste soltanto nel correggerne gli eccessi, ma nel comprendere quali forze sociali e politiche possano costruire un ordinamento alternativo. La stessa esperienza cinese viene interpretata in questa prospettiva, come possibile manifestazione di un processo di transizione che non può essere giudicato esclusivamente attraverso le categorie del liberalismo occidentale.
La differenza essenziale tra i due autori riguarda quindi il significato politico attribuito alla crisi del capitalismo globale: per Rampini essa richiede soprattutto una riforma degli equilibri economici e democratici; per Formenti apre il problema di una trasformazione più profonda dei rapporti sociali e del potere politico.
Ho mantenuto i riferimenti alle pagine dei tuoi appunti. Le posizioni di Formenti, naturalmente, costituiscono un’aggiunta comparativa e non sono attribuite al libro di Rampini. In particolare, ho ripreso il tuo richiamo al saggio di Formenti Quelli che la Cina non è socialista, nel quale il criterio della natura di classe del potere politico assume un’importanza centrale.
Appunti
13- Introduzione
13- [Il nostro destino è scritto nelle carte geografiche (risorse, vicini pericolosi) / Inquietante utopia: dittatura dei social media]
14- Geografia interna che detta le scelte degli elettori [Due americhe incapaci di parlarsi]
15- L’America profonda che ha votato Trump: la sinistra ha rinunciato a rappresentarli e loro lo sanno / Nord e Sud americani continuano a combattere la guerra di Secessione [come baltici, scandinavi e ucraini continuano a combattere la Seconda guerra mondiale / in Europa globalisti vs sovranisti / Un voto di classe esiste ed è la destra a rappresentare i più deboli (sic!)]
17- ‘Il paese più importante da seguire nelle mappe è Utopia’ (O. Wilde)
19- Sta finendo l’Impero americano?
20 Midwest (dopo America ‘saudita’ con immensi giacimenti di petrolio (Nebraska, Wyoming, ecc.) vs Far West / L’America resterà sempre una grande potenza agricola-> sovraproduzione alimentare come arma strategica.
22- Gli Stati Uniti sono vuoti di popolazione (30 abitanti per Kmq = 180° posto nella scala) / La geografia è stata benevola con gli Usa e dobbiamo considerare ciò come una delle precondizioni strutturali della potenza americana / Affacciarsi sui due più grandi oceani [= difesa naturale contro nemici e invasioni] significa avere una vocazione naturale a pensare in grande.
26- [Usa = potenza marittima (≈ impero marittimo di Atene) vs Russia /Cina (≈ impero terrestre di Sparta)]
28- Ted Roosvelt = primo presidente imperiale degli Usa (dopo 1898)
29- Usa = impero post-moderno
30- [Crollo URSS = scomparsa di un sistema di valori alternativo agli USA]
32- Trump respinge i valori universali della tradizione wilsoniana e roosveltina (= linea rossa) / Nazione, o meglio civiltà, come parola per definire la Cina.
37- [LINEE ROSSE = ‘cinture di sicurezza’]
38- Moriremo cinesi?
39- Chi crede che il razzismo sia una piaga del’Occidente non è mai andato in Cina o in Giappone / Pochi popoli sono così imbevuti della teoria della loro superiorità, come quelli che appartengono alla civiltà confuciana.
41- ‘Road and Belt initiative’ ( Nuova via della seta = un progetto da condividere con il resto del mondo) vs fine della costruzione di grandi mercati aperti in UE (Brexit) e in USA
42 – [Cina = capitalismo di Stato?-> Socialdemocratici vs Liberali di sinistra /Un articolo di Carlo Formenti che corrisponde molto bene a quello che cerchi. È stato pubblicato il 22 giugno 2026 e affronta proprio la questione della natura socialista dello Stato cinese.
1. «Quelli che la Cina non è socialista» — Carlo Formenti
Pubblicato il 22 giugno 2026 su Marx21.
Leggi l’articolo integrale su Marx21
Formenti discute le posizioni di alcuni intellettuali marxisti occidentali che considerano la Cina una forma di capitalismo di Stato.
L’autore sostiene che, per comprendere la natura del sistema cinese, non sia sufficiente constatare l’esistenza di imprese private, mercato e lavoro salariato.
Occorre invece considerare:
- Il controllo pubblico dei settori strategici dell’economia.
- Il ruolo della pianificazione economica.
- La proprietà statale e collettiva della terra.
- Il rapporto tra potere politico e interessi di classe.
- La possibilità che elementi capitalistici e socialisti coesistano durante una lunga fase di transizione.
Il passaggio teorico centrale è quello in cui Formenti afferma che il criterio decisivo per stabilire la natura socialista dello Stato è politico: bisogna individuare chi detiene il potere e quali interessi di classe difende. (World Politics Blog)
2. «L’enigma del miracolo cinese e la necessità di ridefinire il concetto di socialismo»
Pubblicato il 2 novembre 2023 su Sinistrainrete.
Leggi l’articolo su Sinistrainrete
È un saggio più teorico, nel quale Formenti riprende le analisi di Giovanni Arrighi e discute la necessità di rivedere alcune concezioni tradizionali della transizione al socialismo.
3. «Glossa numero due alla polemica cinese»
Pubblicato il 19 agosto 2026 sul blog personale di Formenti.
Leggi l’articolo sul blog di Carlo Formenti
Questo intervento contiene alcune riflessioni di Alessandro Visalli, pubblicate da Formenti, sulla controversia relativa alla natura socialista o capitalista della Cina.
Credo che l’articolo che hai visto sia il primo, «Quelli che la Cina non è socialista».
È particolarmente interessante perché affronta una questione centrale della teoria marxista: se la natura di classe di uno Stato debba essere determinata prevalentemente dai rapporti economici di produzione oppure dalla natura del potere politico e dalla direzione storica della trasformazione sociale.
Se è questo l’articolo che cercavi, possiamo anche esaminare criticamente l’argomentazione di Formenti, confrontandola con le concezioni di Marx e Lenin sulla transizione dal capitalismo al socialismo]
51- Prova generale di una guerra digitale [rivolta iugura] -> NUOVA GEOGRAFIA DELLA RETE: intere aree del mondo possono diventare buchi neri se lo vuole un regime autocratico e modernissimo.
53- Cina = impero multietnico mai contaminato da un approccio multiculturale
55- La posizione della Corea ne fa una preda ambita dalle due superpotenze dell’Estremo Oriente (Cina e Giappone), come luogo di aggressione (SPADA) o di transito (PONTE) del grosso vicino.
58– Linea rossa al 38° parallelo ->confine tra le due Coree-> tre potenze nucleari: Cina, Usa, Corea.
59- Cutura monoetnica Han in Cina.
60- Una nuova pagina di storia: la Cina vuole sicurezza non solo nel retroterra, ma anche negli oceani.
61- Germania = Europa e la rivoluzione perpetua nelle mappe
64-Mitterand considera la riunificazione della Germania una sciagura per lo status di potenza della Francia (da media potenza a …)
67-MANCANZA DI CONFINI FISICI PER LA GERMANIA
68- L’aspirazione a ricostruire l’impero romano attraversa tutta la storia del continente europeo da Carlo Magno in poi ->Sacro Romano Impero da anno 800 a 1800 = 69- Impero con molte autonomie locali e poco accentrato.
71- Area post-carolingia incorporata nel Sacro Romano Impero (dal 960 al 1806) è un’Europa che per quasi mille anni difese orgogliosamente la sua micro-statualità, garanzia di autonomia per una società civile evoluta e intraprendente. E’ la culla del capitalismo, custodita in una miriade di città-stato e di repubbliche democratiche di antichissime origini. / [PROIETTARSI = GUARDARE A]
73- Tra le grandi superpotenze [dell’800] la Germania è l’unica a trovarsi geograficamente circondata da tutti i lati, senza vere difese naturali [= soffre di sindrome di accerchiamento] / Un’idea guida: la Germania ha la vocazione a civilizzare i popoli slavi.
77- Seconda unificazione tedesca e moneta unica in Europa (= la linea rossa che racchiude tutta l’Europa germanica o aspirante tale.
81- In Germania pace sociale in cambio di compartecipazione agli utili.
82- [Capitalismo ‘avaro’ in Italia pronto a rischiare solo i capitali altrui [vs zona lombardo-veneta-emiliana = Baviera in casa] / Sulle classi dirigenti in Italia e Francia]
83- La Germania è una superpotenza ‘timida’ dopo gli orrori del XIX e XX sec. / MERCANTILISMO TEDESCO E CINESE -> Bilancio in attivo (modello economico trascinato dall’export).
86- I verdi di J. Fischer e di D. Cohn-Bendit si appropriano del ‘diritto all’interferenza’ e all’’intervento umanitario’ e si schierano con Usa e con cancelliere Kohl durante la guerra contro la Serbia [per la pulizia etnica nel Kosovo]-> Mai più guerra (pacifismo tradizionale) vs Mai più Auschwitz
87- Vecchia Europa (Schroeder- Chirac) che si oppone alla guerra USA contro l’Iraq vs nuova Europa dei paesi ex comunisti (Polonia e baltici) schierati per guerra anti-Iraq.
89- La nuova linea rossa dell’influenza germanica è di nuovo in movimento [Centralità tedesca come in passato aperta a opzioni plurime]
91- [Liberaldemocrazia = diritti umani, libertà di espressione, Stato laico [vs Turchia di Erdogan] / Ibn Kaldun sul ruolo dei ‘barbari guerrieri’ come milizie armate a cui imperi pacifisti (in quanto dediti a estrarre rendite da popolazioni agricole disarmate) delegano l’ordine alle frontiere [= oggi Erdogan e Gheddafi]
92- La Russia non è mai troppo grande
93- Le invasioni hanno segnato la storia russa più di altri paesi.
94- La geopolitica perpetua della Russia-> generazioni di autocrati hanno una sindrome di insicurezza a causa di un’assenza di confini a ovest a cui corrispondono sempre maggiori tentativi di conquista a danno dei paesi vicini per allontanare sempre più da Mosca/Pietroburgo il perimetro dei confini esterni.
95- Antimperialismo a senso unico (contro Usa) in Europa anni ’70.
96- IL PIL RUSSO E’ DI POCO SUPERIORE A QUELLO DELLA SPAGNA / Perfino paesi emergenti come l’Indonesia e il Messico, grandi produttori di petrolio, sono riusciti a sviluppare recentemente industrie competitive. La Russia accumula invece occasioni mancate/
98- Linea rossa che segna il confine mobile dell’influenza di Mosca /Sull’eccezionalismo russo basato basato su uno scherzo della storia e della geografia: la Russia nasce a Kiev e ora i russi vivono come un trauma l’avvicinamento dell’Ucraina all’Europa Occidentale. (con l’occupazione mongola) la russia viene tagliata fuori da cavalleria feudale e rivoluzione urbana, due novità sociali dalle conseguenze enormi/ 100- Mosca rimane fuori da innovazioni tecnologiche e cambiamenti/ 101- La Russia come ponte tra Europa e Asia / 102- [La scomparsa dell’URSS come disastro geopolitico (Putin, 2005)]
104- Linea rossa dell’impero sovietico allargato -> Usa vs Iraq
105- Prodi offre alla Russia un ruola da potenza regionale di serie B.
109- Valori di Putin agli antipodi di settant’anni di URSS
110-Negli anni ’70 e ’80 ritardo URSS verso USA e Europa/ Mancanza non solo di libertà ma anche di benessere economico condannano l’URSS alla disfatta e alla dissoluzione / Mancanza di uno sbocco russo su oceani aperti e sull’Oceano Indiano.
111- [Putin solitario vs Xi Jingpin circondato da un nucleo di dirigenti capaci]
112- In Europa Putin pensa di trovare meno resistenza di quanto potrebbe trovare in Asia con la Cina/ Pro evoluzione russa verso lo status di ex potenza globale (come GB e Francia)
113- Dov’è finita la speranza indiana?
115- [Capital-comunismo autoritario cinese vs caotica democrazia pluralista indiana]
116- Lo spettacolo della miseria in India.
118- ‘Caricature gentili’ di innamorati contagiosi dell’India come Herman Hesse.
120- [Conflittualità interinduista tra DALIT ( caste inferiori) e caste superiori = limite del nazional populismo di Modi] / In India manca una lingua nazionale e solo 1/3 della popolazione parla inglese / 1600 lingue -> Idiomi indo-europei (Hindi) a Nord vs lingue dravidiche a Sud]
122- Il Tibet è il grande serbatoio d’acqua dell’Asia [conflitti di confine India-Cina] / [Schema di analisi: risorse, vincoli, minacce] / [classe dirigente vs opinione pubblica]
124- Ossessione maniacale di chi vuol ridurre ogni male dell’umanità all’Occidente [sic!]
126- Gli imperatori Moghul più tolleranti come Achbar Ashoka / [Nel ‘500-‘700 gli imperatori Moghul comunque sono vittime di un errore] ragionano da potenze continentali terrestri in una fase in cui i rapporti di forza della nuova economia mondiale si giocano sui mari / I piccoli stati europei fanno invece la scelta vincente di investire sul controllo delle rotte marittime / 128- Controllando le ricchezze del Bengala e di Calcutta gli inglesi hanno i mezzi per armare un esercito sempre più potente.
132- India come laboratorio sperimentale del terrorismo islamico
139- In India sottile linea rossa tra sovranisti e globalisti.
141- [In Kerala (governo comunista) benessere senza ricchezza]
143- Più soldi meno libertà? Il duro benessere del Sudest asiatico
145-Myammar (ex Birmania) esercito di golpisti rossi che da mezzo secolo dissangua il paese.
157- ‘Andare avanti fino a una democrazia autentica, proteggere le minoranze, garantire la piena partecipazione civile’ (B. Obama)
158- Transizione democratica in Birmania con San Suu Kyi (≈ Nelson Mandela asiatica? = scommettere sulla classe dirigente)
160- Nuovo accordo Obama USA – Vietnam su TPP ( Trattato commerciale di libero scambio-2016)
161- In Asia si giocano le sfide del futuro anche se adesso l’attenzione si catalizza sul Medio Oriente / Le 10 nazioni dell’ASEAN hanno avuto uno sviluppo superiore al 5% annuo per un quinquennio nel 2017.
163- NON BASTA ESSERE VITTIME PER ESSERE DEI SANTI (!)
164- Benessere illiberale = via cinese alla modernità? / Miracolo asiatico = le classi dirigenti asiatiche hanno vinto la scommessa che è stata persa vergognosamente da quelle del Medio Oriente e dell’Africa.
165- Vaticano, l’ultimo “soft power”
171- Grande pentimento dell’Occidente e senso di colpa per imperialismo.
179- Wojtila- Reagan vs Bergoglio (cfr. discorso al congresso USA nel 2915)- Obama [≈ Giovanni XXIII – Kennedy?]
188- Oggi molti paesi africani e sudamericani sono saccheggiati da classi dirigenti locali che usano il discorso antioccidentale per coprire i propri crimini (≠ colonialismo – imperialismo).
189- La Santa Sede ha antenne ‘planetarie’ che altrimenti un piccolo paese come l’Italia non potrebbe mai possedere (la ‘rete dei missionari’)
190-Migrazioni e identità, l’Italia risucchiata dal Mediterraneo
191- [Esempio di Ventimiglia] Questi confini di Stati-nazione, spesso arbitrari e capricciosi, ebbero un’importanza micidiale nell’800 e nel ‘900, all’apie dei nazionalismi nostrani, per spostarli di qualche chilometro si combatterono guerre a non finire. La nostra linea rossa che corre sul litorale di Ventimiglia ha avuto nella storia diversi slittamenti…/ Linea rossa = confine (mobile?) = frontiera invisibile (che è vietato oltrepassare)
197- [Ius soli vs ius sanguinis (= diritto dei genitori o degli antenati) /198- Altra linea rossa che traccia il confine tra cittadini e non cittadini e l’accesso alla nazionalità]
204- Un equilibrio instabile tra migrazione e invasione (che pone problemi di umanità -etica dell’accoglienza- e di valutazione sull’esito finale delle mescolanze etniche in corso-su invasione e sopraffazione)
205- Passaggio al fascismo della classe operaia a Torino e a Parigi attraverso il confronto e il peso dell’immigrazione (concorrenza sul luogo di lavoro, diversità dello stile di vita, illegalità sfacciata) / Linea rossa dove i nostri e i loro valori sono in concorrenza per prevalere e per marcare la società in cui viviamo.
206- Accesso alla nazionalità italiana significa “accettare un’eredità consolidata e prestigiosa fatta di lingua, istituzioni, di tradizioni, di valori” (F. Cardini) -> ma se la ‘ndrangheta è estesa fino a Ventimiglia allora quali valori siamo in grado di far rispettare?-> [Doganieri francesi = ultimo confine dell’Africa]
208- Separati in casa, la politica ci divide per tribù
209- Bisogna ripartire dagli operai di Detroit per capire la vittoria di Trump [sovranisti vs globalisti/ ceti popolari vs elite / provincia profonda vs zone costiere cosmopolite] / Geografia e politica -> dimmi dove vivi e ti dirò come voti -> la geografia si intreccia con la condizione socio-economica, la professione, il reddito, il livello di istruzione/ La linea rossa che separa le élite progressiste dai ceti popolari.
213- [Sugli operai di Detroit = ‘rednecks’] All’impoverimento economico si è aggiunta una marginalizzazione che forse pesa ancora di più: quella culturale, valoriale, razziale da parte della sinistra (cfr. Obama) /214- Gli operai bianchi hanno visto l’immigrazione come un progetto deliberato per trasformare la composizione [sociale] dell’America, come un tentativo determinato e consapevole per marginalizzarli nel loro stesso paese / DEEP STORY = LA NARRAZIONE PROFONDA CHE CIASCUNO SI CREA / Ci sono categorie appena arrivate che passano avanti a tutti , si avvalgono degli aiuti per le minoranze, sorpassano i bianchi poveri a cui nessuno presta attenzione / ‘carneficina’ (parola di Trump) per l’inferno degli operai bianchi / Raddoppiati gli assegni per invalidità negli USA da 7 milioni (1996) a 13 milioni (oggi) = 200 miliardi all’anno vs welfare distruttuo da neoliberismo.
217- ‘Deficit di dignità’ come sottoprodotto delle politiche assistenziali democratiche [rivoluzione dei mestieri -> per es. da muratore a infermiere, commesso di supermercato = lavori da donna prima della trasformazione = minaccia all’identità maschile] / Gli operai bianchi (muratori, metallurgici) perdevano il loro ‘ruolo’, la loro ‘rispettabilità’, con parole antiche si sarebbe detto il loro ‘onore’.
224-Per i chief executive strapagati il mondo della globalizzazione è il miglior mondo possibile (per produrre auto vicino ai luoghi di esportazione e per esportarle poi nei paesi di provenienza) vs interessi delle tute blu e dei ceti medio-bassi / Trump ≈ Bernie Sanders su globalizzazione e pro ‘reciprocità’->’contro commercio mondiale truccato’ / Globalizzazione = ‘sconto cinese’ = per migliorare il potere d’acquisto dei ceti medio-bassi-> ma se il tuo posto di lavoro è finito a un cinese, con quali soldi fai la spesa al supermercato? / Gli USA spendono in Cina 500 miliardi di prodotti e la Cina in Usa solo 1/5 di questa somma.
225- Obama aspirava a essere il presidente di tutta l’umanità, Trump è fatto di un’altra stoffa.
226- Politica e geografia: America di mezzo (repubblicani) vs zone costiere (democratici) / ‘Difendiamoci finché siamo ancora in tempo’ = chi vota contro gli immigrati vuole preservare il proprio stile di vita prima che sia troppo tardi.
228- L’esercito USA come macchina di integrazione razziale durante la II guerra mondiale e dopo.
231- La guerra civile USA fu una carneficina senza precedenti o paragoni e una prova generale dei metodi industriali di massacro-> Fallimento della ricostruzione post-guerra in Usa dopo la guerra civile fino al segregazionismo.
233- Altre linee rosse oltre quelle geografiche: età, istruzione, etnia.
235- Operai francesi in massa da sinistra a destra contro immigrazione: un conto è vedere un immigrato come fattorino o netturbino, un conto è vederselo come vicino di casa col suo rifiuto di integrarsi.
238- Danni da globalizzazione: precariato, tagli del welfare, concorrenza degli immigrati sul lavoro-> impoverimento da globalizzazione / [bianchi caucasici vs latinos)
240- I confini mobili delle democrazie
241- GABRIELE D’ANNUNZIO COME GRANDE PRECURSORE DEI POPULISMI E DEL CAOS MONDIALE ODIERNO / D’Annunzio come agitatore politico più che come poeta /Ideologia del martirio, aspirazione a una morte sacra / Stiamo forse ripercorrendo una storia già vista negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso?/ Piketty osservava che le due guerre mondiali furono seguite da una forte riduzione delle disuguaglianze-> La guerra come grande livellatrice? Lo sforzo bellico ebbe costi talmente elevati da costringere i governi a prendere i soldi dove erano: dalle tasche dei ricchi-> E’ nei periodi di pace che si cristallizzano i privilegi delle oligarchie e prosperano le élite parassitarie.
243– Studiare la geografia delle libertà = libere elezioni, stato di diritto (= indipendenza dei magistrati), libertà di espressione, tutela delle minoranze( = linea rossa delle democrazie)
244- Rapporti di Freedom House sulla democrazia nel mondo -> Democrazie non solo i paesi dove si svolgono libere elezioni ma bisogna giudicare l’effettivo rispetto di tutte altre libertà.
245- Democrazia elettorale (= democrazie illiberali: Putin, Erdogan, Duterte, Maduro) vs Democrazia liberale (per esempio politici sottoposti alle leggi e alla magistratura)
249- [Fascismo = portatore della peste nera -> sul fascismo in America = ALT RIGHT = Alternative Right]
251- “ Il tradimento” delle élite = saggio di F. Rampini.
254- Raduno di 20.000 fascisti USA a New York nel 1934.
256- Post-verità come post-fattuale -> Nell’era post-fattuale la verità è un’option, ciascuno si sceglie la sua a seconda dei propri pregiudizi.
257- ‘La fine del dibattito pubblico’ (Thompson, 2017) -> La crisi del linguaggio politico come minaccia per la democrazia = fine di un patto di cittadinanza che ci unisce nel rispetto reciproco /Rigetto della scienza, dal clima alle vaccinazioni/ 258- Il passaggio dalla fotografia al selfie: ‘autoconfessione permanente’. Interesse verso l’utente e non verso il mondo-> ‘cronaca delle proprie emozioni vs resoconto oggettivo-> AUTENTICITA’ (= SINCERITA’ CON SE STESSI) vs AUTENTICISMO (= in cui ti presenti più vero del tuo oppositore) -> E’ una reazione contro una cultura della razionalità che risale all’illuminismo, che cercò di depurare il linguaggio politico dalle emozioni e dalla religione / [Sigla familiare: Tl;dr (=Too long; didn’read = troppo lungo, non l’ho letto)]
261- Illudersi che l’informazione possa essere gratuita è come voler vivere a sbafo nella comunità dei cittadini. Puoi anche prendere il bus tutti i giorni senza pagare il biglietto, ma poi hai il diritto di lamentarti perché il trasporto pubblico è scadente? / Le conseguenze di Trump sulla nostra intelligenza = un lento scivolamento verso lo stato maniacale.
264- Tribù politiche che non vogliono mai provare a capirsi , ma solo a prevalere una sulle altre.
267- [Limiti e vantaggi di Zuckeber- Facebook come candidato presidente (democratico)]
268- La tecnologia crea la nuova geografia
268- Il paesaggio urbano e quello sociale vengono sconvolti e ridisegnati da ogni rivoluzione tecnologica (un nuovo modo di produzione, una diversa conoscenza della natura, un cambio di paradigma economico)
270- Atto antico della razza umana, viaggiare, la sfida di Ulisse.
272- Ecatombe di negozi per commercio online-> ora ciascuno resta chiuso in camera sua nella villetta monofamiliare a ordinare su Amazon [vengono meno i RITI DEL CONSUMO all’ipermercato della classe media]-> 278- Cambiamenti repentini di abitudini e comportamenti tra i consumatori -> La distribuzione fisica con punti vendita in strada ha eliminato recentemente 50.000 posti di lavoro.
278- La prossima frontiera dell’innovazione su cui la società sta investendo è l’auto senza pilota / Viviamo da un secolo dentro il paesaggio creato dalla società dell’automobile / condivisione dei beni = share economy vs proprietà -> Rifkin che teorizza l’economia dell’accesso (vs affitto tradizionale)-> moduli brevissimi = “condivisione delle briciole” per salari bassi.
279- Misurare le distanze in ore viaggio invece che in chilometri (TAV)
283-Poli tecnologici dove si addensano in un’area del mondo aziende leader , ci si creano monopoli e oligarchie, che si difendono dall’assalto degli outsider-> oggi la rete è un’orrenda caricatura dell’utopia anarchica originaria.
284- A San Francisco [da laboratorio della sinistra a mondo di sofferenza] vivono i padroni della rete (Google, Facebook, Amazon)-> Malsano connubio tra progressisti e Padroni della Rete.
286- Il ricercatore Barry Lynn e il sito ‘Citizen against monopoly’.
288-Il destino dei lavoratori meno qualificati non interessa Apple -> li ha esclusi dal proprio orizzonte (vs vecchio capitalismo) -> La falsa profezia dell’iperconnessione.
289-Con i suoi dati a basso costo, Facebook ha aiutato le campagne populiste di Brexit e Trump /Lo storico britannico Neil Ferguson contro i monopoli della Silicon Valley: le 5 sorelle della West Coast, Apple, Microsoft, Amazon, Facebook, Google
294- Il clima cambia, il paesaggio di più
296- COP21 a Parigi (2016) = vertice sul cambiamento climatico /300- Limiti degli accordi di Parigi sul clima: non c’è un trattato vero e proprio.
301- Oramai il capitalismo Usa scommette sulle energie post-carboniche /302 – Green Economy vs Big Oil /304- Lobby Usa che stanno dalla parte ‘carbonica’ della linea rossa sull’ambiente-> il business dei palazzinari a New York: sono dei parassiti inquinanti.
309- La rotta polare fa risparmiare alle navi il 30% del tempo di viaggio.
311- Regole per l’acqua in India-> Il petrolio del futuro è l’acqua.
313 – Controllo dell’acqua e guerra indo-pakistana per il controllo del Kashmir ≈ guerra israelo-siriana per il controllo dell’acqua.
318- Le carte geografiche acquistano nuova vita grazie ai camminatori (…) La specie umana è nomade.
321- La globalizzazione raccontata dal Prosecco
328-Segnali di prestigio per l’Italia nel mondo.
330- Cucina tradizionale cinese quasi priva di zucchero vs dessert, gelati.
334- La creazione del mercato unico nord-americano (Usa, Messico, Canada) (1994) è stata indicata come la prima causa della de-industrializzazione in Usa.
335- Protezionismo Usa.
236- E’ falso che in un’ipotetica guerra commerciale tutti perderebbero-> 334- Se la globalizzazione dovrebbe fare marcia indietro chi saranno i vincitori e i perdenti?
337- Diverse lobby industriali in Italia, Francia, Germania lavorano per revocare le sanzioni alla Russia di Putin.
338- Saccheggio di informazioni da parte dei social USA.
339- Tutti i flussi energetici sono in via di cambiamento.
341- POST PANAMAX = canale di Panama allargato e ammodernato-> per permettere il passaggio dei supercargo di container (= scatole globali)
342- Gli Usa costruiscono il canale di Panama tra il 1904 e il 1914 mentre l’Europa collassava per la I Guerra Mondiale.
343-Flussi e rapporti geo-economici e strategici < politica = emozioni, paure, inquietudini (= ex opinione pubblica)vs giganteschi interventi strutturali (gara dei canali e costruzione di nuovo canale di Panama da parte della Cina) / Non siamo ancora usciti dalla grande crisi finanziaria del 2008-> Le cause profonde di quell’evento che ha causato disastri economici e impoverimento- sofferenza sociale non sono state curate e quindi possono riesplodere.
344- Trump smantella i controlli su Wall Street-> Malgrado le multe milionarie la tendenza della finanza a delinquere non è diminuita.
349 [Nel Mediterraneo del Sud le classi dirigenti si rifugiano nell’alibi post-coloniale, dando tutte le colpe all’Occidente vs classi dirigenti e società civile in India e Cina] La cultura del vittimismo è il male oscuro che blocca quei paesi [vs Estremo Oriente che all’epoca della decolonizzazione era altrettanto povero del Medio Oriente]
354- Se gli imperi del passato [Maya, Ottomano, Persia e Cina] non furono né più né meno oppressivi dei nostri. Gli orrori, le atrocità, le violenze e i crimini sono un fardello dell’umanità intera e non dell’Occidente [vs Acharya N.M.]
355- La causa strutturale del fenomeno Trump è stata un capitalismo feroce, oligarchico che ha dirottato e manipolato la globalizzazione per metterla al servizio di pochi. E’ stata l’America la cabina di regia di quel capitalismo predatore ed è qui che bisogna intervenire per cambiare le regole / Pro imparare a parlare con i delusi, gli impoveriti, gli umiliati e i declassati che hanno cercato nel populismo una vendetta e una speranza / E’ dagli anni ’80 che è cominciata questa storia -la deriva- con Reagan e il neoliberismo [= la deregulation che diede carta bianca a Wall Street la firmò Bill Clinton! -> i privilegi fiscali per le multinazionali sono stati promossi da democratici e repubblicani]: diseguaglianze estreme, lobby sempre più potenti , democrazia intossicata dal denaro
Frasi notevoli: Un voto di classe esiste ed è la destra a rappresentare i più deboli / Una linea rossa come confine può essere più o meno sottile e più o meno mobile, può avere diversi slittamenti nella storia /Linea rossa = confine (mobile?) = frontiera invisibile (che è vietato oltrepassare)/ Linea rossa che traccia il confine tra cittadini e non cittadini / [linee rosse giuridiche, etniche, statali, sociali, valoriali, ecc.] // Geografia e politica -> dimmi dove vivi e ti dirò come voti -> la geografia si intreccia con la condizione socio-economica, la professione, il reddito, il livello di istruzione / Deficit di dignità’ come sottoprodotto delle politiche assistenziali democratiche [rivoluzione dei mestieri -> per es. da muratore a infermiere, commesso di supermercato = lavori da donna prima della trasformazione = minaccia all’identità maschile] / Gli operai bianchi (muratori, metallurgici) perdevano il loro ‘ruolo’, la loro ‘rispettabilità’, con parole antiche si sarebbe detto il loro ‘onore’/ Altre linee rosse oltre quelle geografiche: età, istruzione, etnia / Frontiere dell’innovazione tecnologica su cui si investe o meno/LA LINEA ROSSA DELL’ONORE o della DIGNITA’?/