Il Capitale di Marx vol.II

Parafrasi riassuntiva di Open AI

Nel libro II de Il Capitale, Marx analizza il processo di circolazione del capitale e mostra che il capitale deve essere inteso come valore in movimento. Esso non esiste semplicemente come denaro, come mezzi di produzione o come merce, ma solo nel passaggio continuo attraverso queste forme. La prima sezione, dedicata alle metamorfosi del capitale e al loro ciclo, ricostruisce il movimento per cui il capitale si presenta dapprima come denaro, viene trasformato in mezzi di produzione e forza-lavoro, entra nel processo produttivo e ne esce sotto forma di merce accresciuta di plusvalore, per poi ritornare alla forma monetaria. Il ciclo generale del capitale monetario è dunque D-M … P … M’-D’. In esso il denaro non è capitale per natura, ma lo diventa perché viene anticipato allo scopo di valorizzarsi. Il punto decisivo è che il capitalista non compra lavoro, bensì forza-lavoro, e che proprio questa merce particolare produce un valore superiore al proprio costo. La produzione capitalistica riproduce così non solo merci e plusvalore, ma anche il rapporto sociale che oppone capitalisti e operai salariati.

Marx mostra poi che il medesimo capitale può essere considerato anche dal punto di vista del capitale produttivo e del capitale-merce. Le tre forme – capitale monetario, produttivo e mercantile – sono forme di movimento di un unico capitale industriale. Da ciò risulta che produzione e circolazione sono inseparabili: il capitale deve sempre percorrere l’intero ciclo per potersi riprodurre. Anche fenomeni come il tesoro monetario, le scorte, la moneta di conto, i mezzi di pagamento, il credito e la contabilità rientrano in questa dinamica complessiva. La circolazione non è quindi un momento secondario, ma una dimensione necessaria della riproduzione capitalistica.

Nella seconda sezione, Marx studia la rotazione del capitale, cioè il ciclo in quanto processo periodicamente ripetuto. Il tempo di rotazione è dato dalla somma del tempo di produzione e del tempo di circolazione. Poiché il capitale produce plusvalore solo quando è impiegato produttivamente, ogni allungamento del tempo di circolazione o ogni interruzione del processo di produzione rallenta la valorizzazione. Ne segue che capitali uguali possono produrre masse annue diverse di plusvalore se ruotano con velocità differenti. La rapidità della rotazione diventa perciò un elemento decisivo del profitto capitalistico.

In questo contesto Marx distingue tra capitale fisso e capitale circolante. Il capitale fisso, come macchine e edifici, entra più volte nel processo produttivo e trasferisce il proprio valore al prodotto soltanto gradualmente; il capitale circolante, invece, come materie prime e salari, entra interamente nel valore della merce in ogni ciclo. Questa distinzione, però, non coincide con quella tra capitale costante e variabile: la prima riguarda il modo in cui il valore ritorna, la seconda il ruolo che il capitale svolge nella produzione di valore e plusvalore. Marx attribuisce grande importanza anche al logorio del capitale fisso, alle riparazioni, all’ammortamento e al logorio morale dovuto al progresso tecnico, poiché tutto ciò influisce sul ritmo degli investimenti e sulle crisi periodiche.

Infine, l’analisi della rotazione mette in luce il ruolo delle scorte, dei trasporti, del credito e dei tempi differenziati dei vari rami produttivi. Il capitale tende costantemente a ridurre il tempo in cui resta immobilizzato, ma non può mai eliminare del tutto le mediazioni della circolazione. Per questa ragione il sistema capitalistico rimane esposto a squilibri, ritardi, sovrapproduzione e crisi. Il risultato teorico fondamentale del libro II è dunque che il capitale deve essere pensato come un processo complessivo di produzione, circolazione e riproduzione, la cui unità è insieme la sua forza e la fonte permanente delle sue contraddizioni.

La terza sezione del secondo libro del Capitale affronta il problema della riproduzione e della circolazione del capitale non dal punto di vista del singolo capitalista, ma da quello dell’intera società capitalistica. Ogni capitale individuale è infatti soltanto una parte autonoma del capitale complessivo sociale, così come ogni capitalista è soltanto un membro della classe capitalistica. Per comprendere il funzionamento del sistema nel suo insieme occorre quindi studiare come si riproducono e si scambiano le diverse componenti del prodotto sociale totale.

Marx osserva che il capitale monetario svolge la funzione di impulso iniziale e di motore permanente del processo produttivo. Tuttavia la circolazione del capitale complessivo sociale è più ampia della circolazione del singolo capitale, poiché comprende anche merci che non assumono direttamente la forma di capitale. Inoltre il sistema capitalistico si sviluppa non solo attraverso l’accumulazione, ma anche mediante la centralizzazione dei capitali, cioè la concentrazione di capitali già esistenti in un numero minore di mani, senza che necessariamente aumenti la massa complessiva del capitale sociale.

La produzione presenta sempre una duplice dimensione: da un lato la sua base materiale, costituita dai mezzi di produzione e dalle condizioni naturali, dall’altro la sua forma sociale, cioè i rapporti di produzione entro cui essa si svolge. Con lo sviluppo del credito e delle società per azioni, i limiti entro cui il singolo capitalista può disporre di capitale monetario vengono progressivamente superati, mentre la produzione assume un carattere sempre più sociale pur mantenendo la forma capitalistica dell’appropriazione privata.

Nella ricostruzione storica delle teorie economiche Marx riconosce nei fisiocratici il primo tentativo sistematico di comprendere la produzione capitalistica. Essi ebbero il merito di considerare la riproduzione del capitale come un processo complessivo, sebbene limitassero la produzione di ricchezza al settore agricolo.

Una parte importante dell’analisi riguarda la distinzione tra prodotto lordo e prodotto netto. Una quota del plusvalore deve essere destinata alla conservazione, riparazione e sostituzione del capitale fisso, mentre soltanto la parte residua può costituire reddito disponibile per il consumo. Per questo motivo non tutto il prodotto annuo della società può essere considerato reddito: una parte consistente consiste in mezzi di produzione che devono essere reintegrati nel processo produttivo e che non possono essere consumati individualmente. Marx distingue inoltre tra redditi originari, come salario, profitto e rendita, e redditi derivati, percepiti da figure che vivono della redistribuzione di tali redditi.

L’errore fondamentale dell’economia politica classica consiste nell’aver trascurato il problema della riproduzione del capitale costante. Se si considera soltanto il valore aggiunto durante l’anno, si perde di vista il fatto che il prodotto annuo incorpora anche valori provenienti da mezzi di produzione realizzati in anni precedenti. Da qui la necessità di distinguere tra il valore del prodotto annuo e il valore creato nell’anno corrente.

Il lavoro concreto produce valori d’uso, mentre il lavoro astratto crea valore. L’operaio, attraverso il proprio lavoro, non solo riproduce il valore della propria forza-lavoro, ma ricostituisce continuamente il fondo di capitale variabile da cui riceve il salario. Il valore della forza-lavoro è determinato dal lavoro necessario alla sua riproduzione, mentre profitto e rendita derivano dall’appropriazione del plusvalore generato nel processo produttivo stesso. L’appropriazione del plusvalore non è quindi un fenomeno esterno alla produzione, ma un momento essenziale del processo capitalistico.

La sezione centrale dell’analisi è dedicata alla riproduzione semplice. In questo caso il plusvalore viene interamente consumato dai capitalisti e la produzione si ripete sulla stessa scala. Tuttavia la riproduzione semplice costituisce soltanto un’astrazione teorica, poiché nella realtà il capitalismo tende costantemente all’accumulazione. Anche quando il sistema si riproduce senza espandersi, esso riproduce non soltanto le merci, ma anche i rapporti sociali capitalistici e la divisione in classi.

Per analizzare la riproduzione del capitale sociale Marx divide la produzione in due grandi dipartimenti: il Dipartimento I, che produce mezzi di produzione, e il Dipartimento II, che produce mezzi di consumo. La difficoltà principale consiste nel comprendere come le componenti di valore del prodotto sociale corrispondano alle sue componenti materiali. Affinché la riproduzione possa svolgersi regolarmente, devono esistere precise proporzioni tra i due dipartimenti, poiché ciò che è capitale per un settore può costituire reddito per un altro.

Le crisi non possono essere spiegate semplicemente con la mancanza di consumo. Marx critica le teorie del sottoconsumo, osservando che il capitalismo conosce soltanto una domanda pagante e che le crisi sono spesso precedute proprio da periodi di prosperità e crescita salariale. Esse derivano piuttosto dalle contraddizioni interne del processo di accumulazione e dagli squilibri che si producono tra i diversi settori della produzione.

Particolare importanza assume il capitale fisso. Poiché esso si consuma gradualmente e deve essere sostituito periodicamente, il sistema necessita di fondi di ammortamento e di forme di tesaurizzazione. La semplice circolazione delle merci non è sufficiente a spiegare questi processi, poiché il denaro svolge funzioni specifiche nella sostituzione del capitale fisso e nella continuità della riproduzione sociale.

Marx mostra inoltre che il denaro necessario alla circolazione del prodotto annuo non deriva dal prodotto stesso, ma è già presente nella società come risultato di accumulazioni precedenti. La tesaurizzazione svolge un ruolo essenziale anche nella riproduzione allargata, poiché consente la formazione di capitale monetario destinato a futuri investimenti. Con lo sviluppo del sistema creditizio, il plusvalore accumulato ma non immediatamente investito può essere trasformato in capitale monetario fruttifero, generando interessi e rendite finanziarie.

La riproduzione allargata si distingue dalla riproduzione semplice perché una parte del plusvalore viene capitalizzata anziché consumata. L’accumulazione richiede che i rapporti tra i due dipartimenti si mantengano entro determinate proporzioni. Marx dimostra che il settore dei mezzi di consumo deve svilupparsi in modo adeguato rispetto a quello dei mezzi di produzione affinché il sistema possa continuare ad espandersi senza squilibri. L’intero processo è estremamente complesso e offre molte occasioni di sviluppo anormale, rendendo possibili le crisi.

Nell’appendice dedicata alle interpretazioni di Lenin, viene sottolineato che il problema della realizzazione non coincide con quello dei mercati esteri. Per Lenin il capitalismo crea il proprio mercato interno attraverso la trasformazione dell’economia naturale in economia mercantile e attraverso lo sviluppo del Dipartimento I, produttore di mezzi di produzione. La teoria della realizzazione coincide sostanzialmente con la teoria della sostituzione: il problema non consiste nel trovare semplicemente compratori per le merci, ma nel comprendere come le diverse parti del prodotto sociale si scambino per sostituire capitale costante, capitale variabile e plusvalore, garantendo la continuità della riproduzione.

Da questa prospettiva Lenin considera il capitalismo storicamente progressivo rispetto ai precedenti sistemi economico-sociali, poiché sviluppa le forze produttive, amplia il mercato, accresce la divisione sociale del lavoro e socializza la produzione. Allo stesso tempo, però, esso approfondisce la contraddizione tra il carattere sociale della produzione e l’appropriazione privata dei risultati. Per questo il capitalismo non può riprodursi staticamente: a differenza dei sistemi precapitalistici, tende costantemente all’espansione, sia in estensione attraverso la conquista di nuovi mercati, sia in profondità attraverso la crescente mercificazione dei rapporti sociali esistenti.

Nel complesso, la teoria della riproduzione del capitale sociale elaborata da Marx mostra che il funzionamento del capitalismo non può essere compreso osservando singoli scambi o singole imprese. Solo considerando il capitale sociale complessivo, le relazioni tra i due dipartimenti della produzione, il ruolo del denaro, del credito e dell’accumulazione, è possibile comprendere le condizioni della riproduzione e le cause profonde delle crisi che periodicamente attraversano il sistema capitalistico.

169- Prefazione di F. Engels

20- Rendita, interessi di capitale, profitto d’impresa

21-litteratus vulgaris vs professore in carica e titolo

28- mettere in piedi la chimica, che nella sua forma flogistica stava a testa in giù

25-[lavoro vs forza-lavoro = lavoro vivente vs lavoro-oggettivato?] Non è il lavoro ad avere un valore ma la forza-lavoro / forza-lavoro = il cui valore è pari al lavoro socialmente necessario alla sua produzione e riproduzione

[IL CAPITALE = SCAMBIO DI CAPITALE CON CAPITALE]

29- IL PROCESSO DI CIRCOLAZIONE DEL CAPITALE

31- PRIMA SEZIONE – LE METAMORFOSI DEL CAPITALE E IL LORO CICLO

31-Il ciclo del capitale monetario

36- Risultati finali dell’esposizione fatta da Marx del processo sociale di produzione su base capitalistica (libro III del Capitale)

34- P = forma del capitale produttivo/[D-P =] Dalla forma del denaro alla forma produttiva, da capitale monetario a capitale produttivo / Funzioni del denaro= mezzo generale di acquisto e mezzo generale di pagamento

35-[Il movimento del capitale (ciclo del capitale monetario): 1° stadio: D-M (Circolazione); 2° stadio: Consumo produttivo (produzione del capitale); 3° stadio: M’-D’ [fine autocircolazione? / valore = prezzo della forza-lavoro

35- Circolazione = metamorfosi della merce / DENARO = SEMPLICE E TRANSITORIO MEZZO DI CIRCOLAZIONE

38- Non è il denaro a dire con la sua natura il rapporto [di classe]

40- [Divisione dei mezzi di consumo ≠ divisione dei mezzi di produzione] / [Estensione e riproduzione della separazione tra lavoratori e mezzi di produzione->] affinché il capitale possa formarsi e impadronirsi della produzione.

41- La produzione capitalistica riproduce, e in proporzioni sempre maggiori, la classe degli operai salariati

43- Condizioni oggettive della produzione [mezzi di produzione] e soggettive [lavoro]

45- Varie epoche economiche della struttura della società / Forme funzionali di esistenza del valore-capitale

52 Capitale anticipato vs capitale realizzato / Nel denaro si indebolisce ogni differenza delle merci, poiché è appunto la forma di equivalente a tutte comune

59- [Sul concetto particolare dell’INDUSTRIA DELLA COMUNICAZIONE che non crea nuovi prodotti ma unicamente cambiamenti di luogo che devono essere consumati nel momento in cui sono prodotti]

60- Nell’industria dei trasporti viene consumato il processo di produzione stesso e non un prodotto da esso separabile

62- Il processo di produzione appare soltanto come termine medio ineliminabile, come male necessario per far denaro /Le nazioni a produzione capitalistica vengono perciò prese periodicamente da una vertigine, nella quale vogliono far denaro senza la mediazione del processo di produzione / Arricchimento come fine assoluto della produzione

62- Forma luccicante del denaro

63- Ciclo del capitale individuale

64- Consumo individuale (M-D-M) e consumo produttivo (ascesi) (D-M-D)

65- [compensazione e moneta di conto-> contabilità]

68- Il ciclo del capitale produttivo

70-[Denaro interrotto nella sua funzione di circolazione = tesoro (denaro speso vs denaro anticipato)]

78- Lo scopo dell’arricchimento (valorizzazione)

79-[Sugli economisti e la sovrapproduzione]

81- Domanda di consumo vs domanda di pagamento ( e scoppio crisi) / FORMA DI TESORO = DENARO SOTTRATTO ALLA CIRCOLAZIONE VS DENARO COME MEZZO DI ACQUISTO O DI PAGAMENTO

83- [Capitale latente o meglio capitale virtuale-> idea di energia presa dalla fisica] / Una ridistribuzione del tesoro nazionale di oro o argento

86- Funzione produttiva del capitale industriale

88- Accumulazione monetaria ≠ accumulazione reale = ampliamento della scala in cui opera il capitale industriale

90- Il fondo di accumulazione monetario serve da FONDO DI RISERVA, per equilibrare le perturbazioni del ciclo (≠ fondo dei mezzi di acquisto e di pagamento = capitale monetario)

92-Il ciclo del capitale-merce

92Tre forme di capitale industriale (forme di movimento): 1. Capitale monetario: D-D’ (scopo del processo è la velocità); 2. Capitale produttivo: P-P’ (forma della riproduzione); 3. Capitale-merce: M-M’ (riproduzione semplice e accumulazione)

54- [Il mezzo di produzione è sempre capitale quando si vende a differenza della merce-lavoro (forza-lavoro)]

99 – Capitale-merce = forza del capitale in movimento

101- Il primo capitale produttivo che appare sulla scena della stori (D-M- D’ o P-M-P’) vs capitale che ottiene la sua forma dall’estensione del mercato delle merci (M-D-M’

102- FORMA GENERALE = forma sociale del ciclo ( M-D-P-M’)

103- CAPITALE SOCIALE = SOMMA DEI CAPITALI INDIVIDUALI [Problemi presupposti e risultanti dal ciclo->

104- Movimento autonomo vs movimento condizionato

105- Un’accresciuta produttività può accrescere soltanto la materia capitale senza elevarne il valore / M’-M’ è alla base del Tableau economique di Quesnay e sta a dimostrare un profondo e giusto discernimento

106- Le tre figure del processo ciclico

108- [Continuità del ciclo del capitale vs ] Artigiano cinese , che lavora solo per clienti privati e il cui processo di produzione cessa finché non viene rinnovata l’ordinazione.

111- [Lavori stagionali vs fabbrica/miniera / CAPITALE = FORMA IN MOVIMENTO = processo ciclico vs forma in riposo]

112- Quanto più acute e frequenti diventano le rivoluzioni di valore, tanto più il movimento di valore autonomizzato, automatico, operante con la violenza di un processo elementare di natura, si fa valere contro la previsione e il calcolo del singolo capitalista, tanto più il corso della produzione normale viene ad assoggettarsi alla speculazione anormale, tanto più grande diviene il pericolo dei capitali singoli [che significa “rivoluzione di valore ” La rivoluzione di valore indica un cambiamento radicale nel modo in cui una società attribuisce valore a beni, attività, risorse o comportamenti. È una trasformazione profonda — economica, culturale o sociale — che modifica i criteri con cui qualcosa viene considerato utile, importante o degno di investimento.

Significato essenziale

Una rivoluzione di valore è un cambiamento improvviso e profondo nei parametri di valutazione: ciò che prima valeva poco può diventare centrale, e ciò che era considerato fondamentale può perdere importanza. È un concetto usato in economia, sociologia, filosofia e anche nel marketing.

Dove si usa il termine

  • Economia — quando cambia il modo di valutare beni o lavoro (es. passaggio dal valore d’uso al valore di scambio, come discusso nella teoria del valore di Marx ).
  • Società e cultura — quando cambiano i valori condivisi (es. sostenibilità, diritti, tecnologia).
  • Impresa e marketing — quando un’azienda cambia radicalmente la proposta di valore ai clienti.

Esempi concreti

  • L’arrivo dello smartphone ha rivoluzionato il valore attribuito a fotocamere, mappe, telefoni, musica.
  • La sostenibilità ambientale ha cambiato il valore percepito di materiali, energie e comportamenti.
  • Nel pensiero marxista, la rivoluzione proletaria è anche una rivoluzione dei valori economici e sociali, perché trasforma i rapporti di produzione e ciò che la società considera “valore” .]

116- [Dato che la riproduzione delle merci è necessaria alla loro sostituzione] Il modo capitalistico di produzione è condizionato da modi di produzione che giacciono al di fuori del suo grado di sviluppo. Ma la sua tendenza è di convertire possibilmente tutta la produzione in produzione di merci.

118 “la produzione avendo per oggetto il consumo non può essere considerata compiuta se non quando abbia messo la cosa prodotta alla portata del consumatore” [industria, commercio all’ingrosso e commercio al dettaglio]

FormaHa valore proprio?Funzione principaleRischio
Moneta metallicaSì (oro/argento)Misura dei valori, circolazione, tesoroLimitata quantità fisica
Moneta simbolicaNoMezzo di circolazioneInflazione se emessa in eccesso
Moneta creditiziaNoMezzo di pagamento, regolazione dei debitiInsolvenza, crisi del credito

Perché Marx distingue queste forme nel Libro II?

Perché nel Libro II analizza la rotazione del capitale e mostra che:

  • la produzione capitalistica richiede moneta reale (oro) come base,
  • ma funziona quotidianamente tramite segni (carta) e crediti (pagamenti differiti),
  • e questa complessità genera instabilità, “rivoluzioni di valore”, crisi di liquidità.

119- La moneta metallica come mezzo di acquisto e di pagamento

123- Corrisponde all’orizzonte borghese, in cui il concludere affarucci occupa tutta la mente, di non vedere nel carattere del modo di produzione il fondamento del modo di traffico ad esso corrispondente, ma viceversa.

127- Il tempo di circolazione

127- Il tempo totale in cui il capitale descrive il suo ciclo è uguale alla somma del tempo di produzione e del tempo di circolazione/ [Tempo di produzione (= sfera della produzione) ≠ tempo di funzione (processo produttivo = funzione dei mezzi di produzione)]

128 Tempo di produzione ->tempo di lavoro (per es.: serie dei giorni)

129- [Capitale latente (scorte, fabbricati, macchine), che aggiunge valore senza entrare nella formazione del prodotto]/ Le normali interruzioni dell’intero processo di produzione, cioè gli intervalli in cui il capitale produttivo non è in funzione, non producono né valore, né plusvalore. Onde la tendenza a far lavorare anche di notte. Le interruzioni nel tempo di lavoro, che l’oggetto del lavoro deve subire durante lo stesso processo di produzione, non creano né valore né plusvalore; ma fanno progredire il prodotto, costituiscono una parte della vita di esso, un processo che esso deve compiere.

131- Tempo di circolazione e tempo di produzione (= tempo di valorizzazione)

132- La vendita è la parte più difficile della metamorfosi del capitale-> AGENTI DI CIRCOLAZIONE(=RAPPRESENTANTI DI FUNZIONE) altrettanto necessari degli agenti di produzione

135- I costi di circolazione

135- Tempo di riproduzione e di circolazione come tempo di fuzione [con un agente personificato]

138- LA COMPERA E LA VENDITA COME LAVORO IMPRODUTTIVO

139- Il processo di circolazione in quanto puro e semplice mutamento di forma

140- [Contabilità e moneta di conto] [Che cos’è la moneta di conto in Marx?

La moneta di conto (money of account) in Marx non è una forma di moneta simbolica, e non è nemmeno una moneta “reale”. È qualcosa di più fondamentale: è l’unità ideale in cui i valori vengono espressi come prezzi.

Risposta breve

  • Moneta di conto = unità di misura ideale con cui si esprimono i prezzi (es. “lira”, “sterlina”, “euro”).
  • Non è una moneta simbolica: non circola, non è un segno, non è un mezzo di pagamento.
  • È la forma concettuale della moneta, necessaria per trasformare il valore in prezzo.

1. Che cos’è la moneta di conto in Marx

Marx la definisce come:

la forma in cui il valore delle merci viene espresso come prezzo.

Funzioni:

  • Misura dei valori → permette di esprimere il valore in una grandezza numerica.
  • Unità di prezzo → stabilisce quanto vale una merce in termini monetari.
  • Non richiede moneta reale → posso fissare un prezzo anche senza avere moneta in mano.

Esempio: Dire che una merce vale “10 euro” significa usare l’euro come moneta di conto, anche se non ho fisicamente gli euro

FormaCos’èHa valore proprio?Circola?Funzione
Moneta di contoUnità ideale dei prezziNoNoMisura dei valori
Moneta metallicaOro/argentoMisura reale, circolazione
Moneta simbolicaCarta monetaNoMezzo di circolazione
Moneta creditiziaCambiali, pagheròNoNo (regola pagamenti)Mezzo di pagamento

In sintesi

  • La moneta di conto è la forma ideale della moneta.
  • Serve a trasformare il valore in prezzo.
  • Non è una moneta simbolica, perché non è un segno materiale.
  • È la base concettuale che permette a tutte le altre forme di moneta di funzionare.

141- contabilità (e banca) [≠ compera e vendita]

142- Un prodotto, venga o no prodotto come merce, è sempre [un materiale di ricchezza, un valore d’uso, destinato a entrare nel lavorio individuale o collettivo]/ [oro e argento] come lavoro sociale, fissato in una forma in cui serve soltanto da macchina di circolazione.

143- [Compagnie di assicurazione]->[Rosdolsky pag.324]Durante la sua esistenza come capitale-merce o la sua permanenza sul mercato, cioè finché si trova nell’intervallo tra il processo di produzione dal quale proviene e il processo di consumo nel quale entra, il prodotto costituisce SCORTA DI MERCI.(…) Il permanere del capitale-merce come scorta di merci esige fabbricati, serbatoi, depositi, magazzini, dunque esborso di capitale costante; e altresì il pagamento di forze lavoro per l’immagazzinamento delle merci nei loro depositi. Inoltre le merci si deteriorano e sono esposte a dannosi influssi naturali. Per proteggerle da ciò si deve sborsare capitale addizionale, parte in mezzi di lavoro, in forma oggettiva, parte in forza-lavoro.(…) 145- In tutti i casi, capitale e forza-lavoro che servono alla conservazione e alla custodia della scorta di merce sono sottratti al diretto processo di produzione (…) Sono COSTI IMPRODUTTIVI.

144- Produzione su ordinazione e interruzione del processo produttivo / Forma sociale del processo di produzione-> il prodotto viene prodotto come merce e perciò deve compiere la trasformazione in denaro.

146- [Forme della scorta di merci -> Cfr. Rosdolsky]

149- Una produzione continuata è indipendente dalle vicende della vendita di filo (grazie al sistema creditizio)

150- Sviluppo del modo di produzione capitalistico e crescita della quantità di merce/ Con la produzione capitalistica la scala della produzione viene determinata sempre meno dalla immediata domanda del prodotto e sempre più dal volume di capitale di cui dispone il capitalista, dall’impulso di valorizzazione del suo capitale./ Operai salariati – gente che deve vivere alla giornata, ricevere settimanalmente e spendere quotidianamente il suo salario.

151- Spese improduttive [esborsi di capitale] necessarie alla ricchezza sociale

152- Produttore capitalistico = non l’effettivo produttore della propria merce, ma soltanto un rappresentante dei suoi effettivi produttori / Epoche di reale o presunta rivoluzione del valore

153 [Possibile vs effettivo]

154- Solo con questa formazione di scorte sono assicurati il carattere costante e la continuità del processo di riproduzione che include il processo di circolazione [RIPRODUZIONE VS ACCUMULAZIONE] / Fondo sociale di produzione e fondo di consumo -> RISTAGNO (scorta) vs FLUSSO (circolazione)

156-valori-merce immobili (case) vs valori-merce mobili (ferro) / Speculazione e movimento del titolo di proprietà delle case [vs industria dei trasporti] / Il valore d’uso delle case si attua soltanto nel loro consumo.

157- -SECONDA SEZIONE – LA ROTAZIONE DEL CAPITALE

157- La produttività del lavoro e la sua creazione di valore stanno in rapporto inverso. Come per ogni altra cosa, ciò vale per l’industria dei trasporti. Quanto minore è la quantità di lavoro morto e vivo che il trasporto della merce per una distanza data esige, tanto maggiore è la forza produttiva del lavoro e inversamente.

158- Sull’industria dei trasporti.

159- Tempo di rotazione e numero delle rotazioni

162- Rotazione = ciclo del capitale, non come fatto isolato ma come processo periodico

163- Capitale fisso e capitale circolante

163- mezzo di lavoro= mezzo di produzione= parte del capitale costante

164- Processi lavorativi costantemente ripetuti / capitale fisso vs capitale circolante o fluido

165- L’effetto utile del mezzo di trasporto = il cambiamento di luogo (mezzi di trasporto≠ altri mezzi di produzione)

166- come bestiame da lavoro, un bue è capitale fisso [se viene mangiato no] / Poste uguali tutte le altre circostanze il grado di fissità del mezzo di lavoro cresce con la sua durevolezza [capitale impiegato vs capitale consumato]

167- [Confusione di categorie tra gli economisti: capitale costante e variabile ≠ capitale fisso e circolante]/ Mezzi di produzione= mezzi di lavoro + oggetti di lavoro / Il bestiame è capitale fisso come mezzo di lavoro vs come bestiame da ingrasso è [oggetto di lavoro],natura prima che infine entra come prodotto nella circolazione, quindi non capitale fisso ma capitale circolante

168- La semenza non è capitale fisso ma soltanto oggetto di lavoro, soltanto materia prima che è fissata nel processo di lavoro per circa un anno

169-Una locomotiva è capitale fisso nonostante [sia sui binari]

172- Soltanto il capitale produttivo può scindersi in capitale fisso e circolante

174- Nello stesso tempo in cui il capitale fisso compie la sua rotazione, il capitale circolante ne compie parecchie

176- [Sul logorio delle ferrovie]-> Il logorio (prescindendo da quello morale [= mezzi tecnici rivoluzionati dal progresso dell’industria] è la parte di valore che il capitale fisso , mediante il suo consumo, cede gradatamente al suo prodotto, nella misura media in cui perde il suo valor d’uso.

177- Deprezzamento di prezzo di mercato senza deprezzamento del valor d’uso /Sprechi delle forze produttive

178- Capitale fisso vs capitale circolante

180- Ma il capitale fisso esige anche un dispendio reale di lavoro per la sua manutenzione. La durata normale del capitale fisso è calcolata naturalmente nell’ipotesi che vengano adempiute le condizioni nelle quali esso durante questo tempo può essere normalmente in funzione, così come si presuppone che se un uomo vive in media 30 anni egli debba anche lavarsi. Qui non si tratta neppure della sostituzione del lavoro contenuto nella macchina, ma del lavoro addizionale costante che il suo uso rende necessario. / Non si tratta del lavoro che la macchina compie ma che su di essa viene compiuto, nella quale essa non è agente di produzione ma materia prima /

181- Il lavoro di conservazione del capitale fisso è annoverato tra le spese correnti, quindi come elemento del capitale circolante.

182- Carattere casuale dei lavori di riparazione [Casi tipici: malattie della giovinezza e malattie della vecchiaia]I lavori di riparazione si ripartiscono dunque in masse diseguali tra i differenti periodi di vita del capitale fisso / Qui come in ogni altra determinazione di valore è la media a decidere -> L’esperienza indica l’entità media degli incidenti e dei necessari lavori di conservazione [pulizia e riparazione]

184- Le riparazioni [delle cose]si distinguono in usuali e sostanziali / [sovrapproduzione e assicurazioni (≠ conservazione)]

185- Il confine tra vera e propria riparazione e sostituzione , tra spese di rinnovo e spese di conservazione è un confine più o meno fluttuante [ spese in conto reddito = spese di conservazione-riparazione ≠ spese in conto capitale = spese di sostituzione-rinnovo]

186- [i costi di riparazione e sostituzione sono inseparabili in agricoltura e ferrovia-> 15-25% del capitale d’acquisto]

188- [Logorio del tempo vs riparazione]

189- Fondo di ammortamento del capitale [Condizione semplice del denaro senza tener conto del sistema creditizio] / [Massa totale del denaro di una società che si ripartisce tra tesoro e mezzo di circolazione] / SVILUPPO DEL CREDITO PARALLELO A QUELLO DELLA GRANDE INDUSTRIA

190- La rotazione complessiva del capitale anticipato. Cicli di rotazione

191- [TEMPO DI ROTAZIONE = TEMPO DI RIPRODUZIONE]

193- [Logorio morale del capitale fisso = invecchiamento delle tecnologie] ≠ Logorio del tempo [= necessità di conservazione di ciò che esiste] /Ciclo di vita media dei macchinari industriali

193- Si può supporre che per i rami fondamentali della grande industria questo ciclo di vita sia ora in media di dieci anni->Quel che è chiaro è questo: da questo ciclo, abbracciante una serie di anni di rotazione in connessione fra loro, nelle quali il capitale è vincolato dalla sua parte costitutiva fissa , deriva un fondamento materiale delle crisi periodiche, in cui la vita economica percorre successivi periodi di ristagno, di vitalità media, di precipitazione, di crisi. I periodi nei quali viene investito capitale sono bensì molto differenti e non coincidono affatto. Ma tuttavia la crisi costituisce sempre il punto di partenza di un nuovo grande investimento , quindi costituisce anche più o meno -considerata l’intera società- un nuovo fondamento materiale per il prossimo ciclo di rotazione

194 – Mezzi di pagamento = capitale monetario da anticipare in una sola volta

197- Teorie su capitale fisso e capitale circolante. I fisiocratici e Adam Smith

198- ROTAZIONE COME CATEGORIA RIPRESA DALL’AGRICOLTURA

205- Il lavoro [venduto dagli operai] entra per intero nel valore del prodotto, mentre il valore della macchina vi entra soltanto a frammenti.

207 [Smith (no) vs Quesnay (ok) su processo di valorizzazione e riproduzione] / Capitale fisso e circolante come parti del capitale produttivo

208- Capitale costante e variabile vs capitale fisso e circolante

211- La rotazione presuppone che la riproduzione sia mediata dalla circolazione, dunque dalla vendita del prodotto, dalla sua trasformazione in denaro e ritrasformazione da denaro nei suoi elementi di produzione. Ma, in quanto una parte del suo prodotto serve di nuovo direttamente da mezzo di produzione allo stesso produttore capitalistico, il produttore appare come venditore del prodotto a se stesso e come tale figura la cosa nella contabilità. Questa parte della riproduzione non è quindi mediata dalla circolazione, ma è immediata.

215- [PRODOTTO SOCIALE = RICCHEZZA DI MERCI] / La distinzione tra capitale fisso e capitale circolante è valida solo in rapporto al capitale produttivo [vs Smith]

220- [cose circolanti] il cui valore entra interamente nel valore della merce che esse concorrono a produrre …/ Per i fisiocratici AVANCES ANNUALI [= CAPITALE FISSO] VS AVANCES PRIMITIVE [= CAPITALE FISSO]

222-…

225- Teorie su capitale fisso e capitale circolante. Ricardo

226- [La differenza nella composizione del capitale (costante vs variabile) non è indifferente ma] determina la differenza nella produzione del plusvlore

226-[I punti di vista del processo di circolazione e del processo produttivo [Sulla composizione organica del capitale]

228-Una data somma di valore (…) viene scambiata con una forza che si valorizza, che crea valore, la forza-lavoro la quale non solo riproduce il suo valore pagato dal capitalista, ma insieme produce anche un plusvalore, un valore non presente prima e non acquistato attraverso un equivalente / [TOTO COELO = SOTTO OGNI ASPETTO] / [Riproduzione vera e propria vs mera conservazione]

229- Con ciò è seppellito d’un colpo il fondamento per la comprensione reale della produzione capitalistica

229- [Ricardo di fatto sostiene lo Smith esoterico vs lo Smith essoterico]

230- Il capitalista scambia il valore con la forza creatrice di valore ( = conversione di una grandezza costante in una grandezza variabile)

232-Valore che si autovalorizza -> lavoro vivente vs lavorazione

234- Differenti tempi di riproduzione del capitale impiegato

237- [DEFINIZIONE VS FUNZIONE]

240- La differenza nella durata dell’atto di produzione deve manifestamente generare, a pari esborso di capitale, una differenza nella velocità di rotazione, cioè negli spazi di tempo per i quali un dato capitale è anticipato. Poniamo che una filanda meccanica e la fabbrica di locomotive , impieghino un capitale pari , la ripartizione tra capitale costante e variabile sia la stessa , infine che la giornata lavorativa abbia la stessa grandezza e la ripartizione tra lavoro necessario e pluslavoro sia la stessa. (…) Alla fine della settimana, alla consegna del filo prodotto, il filandiere riottiene (prescindiamo qui dal plusvalore) il capitale circolante sborsato e altresì il logorio del capitale fisso contenuto nel valore del filo. (…) Il fabbricante di locomotive, invece, durante i tre mesi, settimana per settimana, deve sborsare sempre nuovo capitale in salario e materie prime e soltanto dopo tre mesi, alla consegna della locomotiva, il capitale circolante via via sborsato durante tutto questo tempo in un solo e medesimo atto di produzione, per la fabbricazione di una sola e medesima merce, si ritrova in una forma in cui può incominciare il suo ciclo (…) L’esborso dell’uno è per una sola  settimana, l’esborso dell’altro è l’esborso di una settimana moltiplicato per 12. Supposte uguali tutte le altre circostanze, l’uno deve avere a disposizione un capitale circolante dodici volte più grande di quello dell’altro./ Nella velocità di rotazione, cioè negli spazi di tempo per i quali un dato capitale è anticipato.

241 = prima che questo capitale possa servire nuovamente per un nuovo processo di valorizzazione / [Tempo di lavoro ≠ Periodo di lavoro ( = giornate lavorative connesse richieste per fornire un prodotto finito]

242 – ATTI DI PRODUZIONE CONTINUI E DISCONTINUI / Uno strato dopo l’altro il lavoro deposita il prodotto

245- Costruire case su ordinazione ≠ costruire case per speculazione / Interruzione [del processo di lavoro] durante il quale l’oggetto del lavoro è sottoposto a processi naturali che durano più o meno a lungo

250- Il tempo di circolazione

253- Per il capitale tutte le differenze si compensano nella rotazione, per il lavoratore no / Origine della manifattura dal periodo di lavoro dell’agricoltura, che spesso non coincide col tempo di lavoro / Mentre nella massima parte delle branche dell’industria vera e propria, mineraria dei trasporti ecc., l’esercizio è regolare, anno per anno si lavora con eguale tempo di lavoro, e prescindendo da oscillazioni dei prezzi , perturbazioni negli affari ecc. considerate interruzioni anormali, gli esborsi del capitale che entra nel quotidiano processo di circolazione sono suddivisi ugualmente (…)

254-Ogni miglioramento che diminuisca la spesa per i mezzi di lavoro, materie prime e forza-lavoro diminuisce anche il valore del prodotto

255- [I proprietari fondiari che hanno monopolizzato tutta la terra del paese in GB come il ceto più dipendente del paese (per l’esercizio irregolare dell’agricoltura)]

256- Attivismo dello sviluppo della civiltà e dell’industria nella distruzione dei boschi [industria vs selvicoltura]

257- Secondo le condizioni naturali della sua riproduzione, in un’azienda ben regolata una parte importante di ciò che entra nel processo lavorativo deve trovarsi in forma di scorta-> armento = scorta di bestiame vs bestiame venduto-> una parte materiale del capitale di esercizio è contenuta nelle scorte dell’azienda.

259- [SCORTA = CAPITALE PRODUTTIVO POTENZIALE]

261– Il tempo di rotazione del capitale è uguale alla somma del tempo di produzione e del suo tempo di giro o circolazione / Differenti periodi di rotazione che caratterizzano i differenti capitali investiti in differenti branche indutriali / La prima sezione del tempo di circolazione consta del tempo di vendita [che è la più decisiva] = periodo in cui il capitale è nello stato di capitale merce.

262- Il decadere dei vecchi e il sorgere di nuovi centri di produzione si spiega con i mutati mezzi di trasporto e di comunicazione.

263. Facilità di traffico e rotazione accelerata / Con la concentrazione così accelerata di masse d’uomini e di capitale in punti dati, progredisce la concentrazione del capitale in poche mani.

264- [Prosperare e decadere dei luoghi di produzione e di mercato sulla base delle nuove vie di comunicazione: strade, canali, ferrovie] / [Con lo sviluppo dei nuovi mezzi di trasporto e di comunicazione] cresce in pari tempo anche la massa della ricchezza sociale che anziché servire da mezzo diretto di produzione, viene sborsata nei mezzi di trasporto e di comunicazione e nel capitale fisso e circolante richiesto per il loro esercizio]

265- Il commercio oltremare costituisce una delle fonti del sistema creditizio [Cfr Venezia e Genova]

268- Chi, oltre ad abilità e fortuna (!), è provvisto di sufficiente capitale d’esercizio, non sarà da biasimare [speculazioni]

270- Influenza del tempo di rotazione sul processo di valorizzazione

276- Capitale addizionale e perturbamenti [della produzione continua] che provengono dal tempo di circolazione /Imprese con lavoro a intervalli [= su ordinazione] vs lavoro continuo

279- Su significato e funzione di capitale monetario (Cfr. rotazione)

293- La natura dell’oggetto che trattiamo in questo paragrafo – la rotazione della parte circolante del capitale produttivo- deriva dalla natura di questa stessa parte del capitale. Il capitale circolante impiegato in un periodo di lavoro non può essere impiegato in un nuovo periodo di lavoro prima che abbia compiuto la sua rotazione, che sia trasformato in capitale-merce, da questo in capitale monetario e da questo nuovamente in capitale produttivo

297-Il capitale monetario liberato [mediante il puro e semplice movimento di rotazione (…) deve costituire uno dei fondamenti [del sistema creditizio].

298- Concentrazioni e allargamenti del processo di produzione

298- Engels sui calcoli commerciali di Marx

300- Ipotesi caduta del prezzo degli elementi circolanti del capitale produttivo [materie prime, materie ausiliarie, lavoro] [L’impresa continua con metà capitale e l’altra metà finisce sul mercato monetario]

301- Il plusvalore risiede nel capitale-merce

304 – -Sulla scorta sociale di denaro

306- L’industria dei trasporti e il capitale in essa occupato

309- La rotazione del capitale variabile

310- Rotazione del capitale = sua trasformazione in prodotto, da prodotto a merce, da merce in denaro / [capitale costante circolante (= materia prima, materie ausiliarie) ≠ capitale variabile circolante (= forza-lavoro) [vs capitale fisso]

311- Saggio annuo di plusvalore

318- La massa di plusvalore annualmente prodotta si regola, a saggio dato di plusvalore, secondo il capitale impiegato durante l’anno e non secondo il capitale anticipato durante l’anno.

320- Massa di lavoro, pagato e non pagato

322- Se il capitale anticipato compie più di una rotazione nell’anno, ovvero se il capitale che ha compiuto la rotazione è più grande del capitale anticipato…

323- [Soggettivo vs movimento reale] / Il valore-capitale in generale è anticipato non speso, giacché questo valore dopo aver percorso le differenti fasi del suo ciclo, ritorna di nuovo al punto di partenza, arricchito però da plusvalre / Il saggio di plusvalore durante un periodo di rotazione per il capitale variabile impiegato (…) è da moltiplicare per il numero dei periodi di rotazione o dei periodi di produzione del capitale variabile, per il numero dei periodi in cui rinnova il suo ciclo.

323- [Denaro = forma assoluta di valore ]

324- IL TEMPO TRA L’ANTICIPO E IL RIFLUSSO COSTITUISCE LA ROTAZIONE DEL CAPITALE

331- Periodo di rotazione = periodo di riproduzione del capitale /A seconda della diversa durata del periodo di rotazione, è da anticipare capitale monetario di ammontare molto differente, per mettere in movimento la stessa massa di capitale produttivo circolante, e la stessa massa di lavoro, allo stesso grado di sfruttamento del lavoro.

332-Se si immagina la società non capitalista, ma comunista, innanzitutto cessa interamente il capitale monetario; dunque, anche i travestimenti della transazione che per suo mezzo si introducono. La cosa si riduce semplicemente a ciò, che la società deve calcolare in precedenza quanto lavoro, mezzi di produzione e mezzi di sussistenza essa può adoperare senza danno in branche le quali, come la costruzione delle ferrovie ad es., per un tempo piuttosto lungo, un anno o più, non forniscono né mezzi di produzione né mezzi di sussistenza, né un altro qualsiasi effetto utile , ma al contrario sottraggono alla produzione totale annua lavoro, mezzi di produzione e mezzi di sussistenza. Nella società capitalistica invece, in cui l’intelletto sociale si fa valere sempre soltanto POST FESTUM, possono e devono intervenire costantemente grandi perturbamenti.

333- [Rami d’industria in cui la produzione può essere aumentata rapidamente (manifattura vera e propria, industria mineraria ecc.),il rialzo dei prezzi cagiona un improvviso ampliamento, cui segue presto il crollo, mentre per la produzione di generi alimentari la produzione non può essere aumentata all’improvviso e cresce quindi l’importazione di generi alimentari esotici] / [Capitalizzazione del plusvalore = accumulazione] / Durante gli stessi intervalli di tempo [il capitale A e il capitale B con diversi periodi di rotazione] producono lo stesso plusvalore ma il plusvalore del capitale B non può essere realizzato e perciò non può essere consumato né individualmente né produttivamente-> allargamento reale della produzione

337- La circolazione del plusvalore

340- [tesoro = capitale sottratto alla circolazione interna = solo segni di valore = solo diritti constatati mediante titoli legali (titoli giuridici) del capitalista nei confronti di terzi]

341- “Nello stesso rapporto in cui sono 3 anni rispetto al tempo di vita di una generazione sana, diciamo 40 anni, in questo stesso rapporto è la grandezza e l’importanza della ricchezza reale , il capitale accumulato anche nel paese più ricco, rispetto alla sua forza produttiva , rispetto alle forze produttive di una singola generazione ; non rispetto a ciò che esse potrebbero produrre sotto ordinamenti ragionevoli di una giusta sicurezza ,e particolarmente con un lavoro cooperativo, bensì rispetto a ciò che esse realmente producono in assoluto, tra gli espedienti manchevoli e demoralizzanti dell’insicurezza!…” (W. Thompson?)

342 – “L’occhio della moltitudine guarda meravigliato alle masse accumulate, specialmente se sono concentrate nelle mani di pochi. Ma le masse annualmente prodotte, come le onde eterne e innumerevoli di un potente fiume, scorrono innanzi e si perdono nel dimenticato oceano del consumo. E tuttavia questo eterno consumo media non soltanto tutti i godimenti , ma l’esistenza dello stesso genere umano. La quantità e la ripartizione di questo prodotto annuo dovrebbe essere oggetto di esame prima di ogni altra cosa” (Thompson)

346-[Nel caso della produzione mineraria di oro] il tempo di circolazione deriva qui non dal tempo che costa la trasformazione della merce in denaro, ma dal tempo che costa la trasformazione del denaro negli elementi di produzione.

347- Il capitale monetario così ricostituito [nell’industria estrattiva dell’oro] non è una somma di denaro gradualmente sottratta alla circolazione per compensare la somma di denaro in essa originariamente gettata. E’ una massa addizionale di denaro. / Spese improduttive [sussistenza e oggetti di lusso]

348- La questione non è dunque : donde proviene il plusvalore [ma, donde proviene il denaro per monetizzarlo?]

352- Problema generale: donde proviene la somma di denaro necessaria alla circolazione delle merci di un paese? /[Capitale costante: fisso e circolante vs plusvalore?] /Comproprietà del plusvalore nella forma di rendita , interessi ecc. / problema: si tratta di capire come il capitalista monetizzi il suo plusvalore costantemente.

353- Come può la classe dei capitalisti estrarre dalla circolazione 600₤ se vi immette costantemente soltanto 500₤? Dal nulla non viene nulla.

356- Tra i capitalisti circola in generale soltanto il denaro necessario alla monetizzazione del plusvalore

358 – [produzione di plusvalore = salario + plusvalore]

361- [ciclo del denaro (= riflusso nelle stesse mani)  ≠ corso del denaro ( = allontamento del denaro dal suo punto di partenza)

363- Produzione capitalistica e sua condizione nell’afflusso di metalli nobili [il termometro di un paese-> il XVI sec. come momento essenziale della produzione capitalistica]

364- Donde proviene il denaro addizionale per realizzare il plusvalore addizionale ora esistente in forma di merci [nella riproduzione allargata]

365- In quanto tutti questi mezzi non sono sufficienti deve aversi una produzione addizionale di oro  / Il macchinario di circolazione [ è una voce onerosa dei faux frais del modo capitalistico di produzione e in generale del modo di produzione fondato sulla circolazione delle merci -> (credito come mezzo ausiliario di circolazione)]

365- [MONETA (puro e semplice mezzo di circolazione) vs DENARO (fondo di riserva, tesoro)

366- Non ci si devono fare idee mistiche sulla forza produttiva del sistema creditizio [anche con la circolazione puramente metallica] / Accumulazione reale = allargamento immediato della scala di produzione/ Da denaro circolante a capitale monetario latente

367- [Nel predominio assoluto della produzione capitalistica come presupposto]esistono solo due classi: capitalisti e operai] / [Come può l’intera classe capitalistica accumulare denaro, se gli operai non possono comprare altro che il capitale variabile del loro salario?]

369- Avventure della circolazione-> Per le quali un capitalista strappa un pezzo di plusvalore o di capitale perfino a un altro capitalista

Terza sezione- La riproduzione e la circolazione del capitale complessivo sociale

7-Introduzione

7- Ogni singolo capitale costituisce soltanto una porzione autonomizzata, dotata per costituzione di vita individuale del capitale complessivo sociale, così come ogni singolo capitalista costituisce soltanto un elemento individuale della classe dei capitalisti.

10- Il capitale monetario come PRIMUS MOTOR che dà impulso all’intero processo [e come motore continuo] / Se la circolazione semplice delle merci non implicava affatto la circolazione del capitale -perché essa può svolgersi sul fondamento di una produzione non capitalistica- invece il ciclo del capitale complessivo sociale implica anche la circolazione delle merci, che non rientra nel ciclo del capitale singolo, cioè la circolazione delle merci che non costituiscono capitale.

12- Materia naturale, forze naturali che non costano nulla/ La proprietà fondiaria è stata da lungo tempo e ripetutamente ricomprata dalla società [se si calcola tutto il lavoro che è stato immesso nel suolo a memoria d’uomo per portarlo al suo attuale grado di produttività (≈ il singolo operaio dovrebbe essere pagato in base al lavoro che è costato all’intero genere umano cavar fuori da un selvaggio un moderno meccanico!]

13- La grandezza dei singoli capitali può crescere attraverso la centralizzazione in poche mani senza che cresca la loro somma totale / Il valore monetario ha in parte la funzione di mezzo di circolazione e in parte la funzione di tesoro.

14- Natura materiale (= condizione oggettiva) e carattere sociale del processo di produzione (= forma sociale) / I limiti entro i quali il singolo capitalista può disporre di capitale monetario (…) vengono spezzati dal sistema creditizio e dall’associazione ad esso connessa, di cui sono esempio le società per azioni/ [Produzione sociale vs produzione capitalistica] / [Branche di produzione a più breve e a più lungo periodo di produzione]

15- In quale forma vengono sottratte alla produzione lavoro, mezzi di sussistenza e mezzi di produzione senza che venga nuovamente immesso nella circolazione un equivalente.

16-Precedenti trattazioni dell’argomento

17- Di fatto il sistema fisiocratico è la prima concezione sistematica della produzione capitalistica [La classe dei fittavoli guida l’intero movimento economico]

20 Riproduzione semplice e spese per la conservazione del capitale in funzione

21[REVENU = ritorno (≠ reddito) [≈ prodotto lordo vs prodotto netto] = entrata di capitale / Una parte del plusvalore considerata come parte del profitto lordo, deve costituire un fondo di assicurazione per la produzione / FONDO PER LA CONSERVAZIONE, RIPARAZIONE E RINNOVO DEL CAPITALE FISSO/ Scorta o fondo per il consumo / reddito netto = fondo sociale di consumo

25- Parti del capitale che operano come capitale fisso e non possono mai essere reddito / parti del valore del prodotto annuo della società consistente in mezzi di produzione

30- Redditi originari (salario, profitto, rendita) e redditi derivati (di re, professore, prete, prostituta, soldato)

30 – [ i redditi da ‘parti costitutive’ a ‘fonti originarie’ del valore di scambio hanno spalancato le porte all’economia volgare]

31-[Nella riproduzione semplice] non rimane affatto posto per il valore capitale costante, per la riproduzione del materiale che opera in forma di mezzi di produzione / [Prodotto valore annuo [-> contiene tutti gli elementi di valore che sono stati consumati nella produzione e fabbricazione del prodotto annuo ma che sono stati prodotti nell’anno precedente e, in parte, in anni ancora più remoti] vs valore annuo dei prodotti]

35-[Il lavoro concreto (42-utile-conveniente= sistema molto ramificato di vari tipi di lavoro utile) crea oggetti d’uso vs lavoro come spesa di forza-lavoro che crea valore (= lavoro socialmente impiegato =lavoro medio durante un anno)

37- Denaro speso ai fini della valorizzazione = denaro anticipato / anticipato è per il capitalista ogni valore che egli paga avendo come fine il processo di produzione

39- La parte del capitale che acquista forza-lavoro viene così continuamente ricostituita per mezzo del prodotto di questa: l’operaio stesso crea quindi continuamente il fondo di capitale dal quale viene pagato/ [La forza-lavoro come patrimonio dell’operaio] da quale egli attinge il reddito del quale egli vive.

40- come il valore di ogni altra merce, anche il valore della forza-lavoro è determinato dalla quantità di lavoro necessaria alla sua riproduzione [= salario-> ma come si può determinare profitto e rendita?]

42- L’appropriazione del plusvalore è un atto che si compie entro lo stesso processo di produzione e ne costituisce un momento essenziale.

44- Il processo di produzione si estingue nella merce / Valore merce, grandezza del lavoro speso

46- Il valore-merce consta di avvenuta erogazione di forza-lavoro / valore creato ex novo dall’operaio durante il processo di produzione, LAVORO CRISTALLIZZATO.

48- Non sono mai i pensatori originali a trarre conseguenze assurde. Essi le lasciano ai Say e ai Mc Culloch

50- Riproduzione semplice

50- Il processo di riproduzione del capitale sociale [e quello di riproduzione del capitale individuale [analogie e differenze] / [Consumo improduttivo = fondo di consumo] / Riproduzione del mondo delle merci +  riproduzione del carattere capitalistico dell’intero processo di produzione.

51- Per il movimento del capitale singolo è indifferente che cosa diventi in seguito questa merce/ Le differenze tra valori e prezzi non possono esercitare alcun influsso sul movimento del capitale sociale.

52- Per quanto riguarda poi le rivoluzioni di valore -valori e prezzi] esse non cambiano nulla ai rapporti tra le parti costitutive di valore del prodotto sociale annuo, purché siano universamente ed ugualmente ripartite. Invece se sono ripartite parzialmente e non ugualmente, rappresentano PERTURBAMENTI.

53- [Il modo puramente formale di esposizione non è più significativo quando si considera il capitale complessivo sociale]-> Questo movimento [di riproduzione]è tanto sostituzione di valore, tanto sostituzione di materia/ La riproduzione semplice su scala invariata appare un’astrazione [-> la riproduzione semplice è una parte dell’accumulazione /Circostanze difficili che provocano una riproduzione manchevole o incompleta -> funzioni di diversi elementi della riproduzione, come capitale produttore, come reddito riprodotto]

54- [Capitale variabile (forza-lavoro vivente, che si attiva) vs capitale costante / capitale: 1. Capitale variabile; 2. Capitale costante: a.fisso; b. circolante]

57- [La forza-lavoro= l’elemento più essenziale del capitale produttivo]

61- Del valore prodotto restano ancora da esaminare le parti costitutive v+pv. Tale indagine non ha nulla a che fare con la questione più importante di cui qui ci occupiamo: cioè in qual misura la suddivisione del valore di ogni individuale prodotto-merce capitalistico in c+v+pv, valga parimenti per il valore del prodotto complessivo annuo anche se attenuata per mezzo di differenti forme fenomeniche.

62- [mezzi di consumo necessari vs mezzi di consumo di lusso]

66- Il presupposto della riproduzione semplice

68- Ogni crisi diminuisce momentaneamente il consumo di lusso [e con ciò getta nel lastrico una parte degli operai impegnati nella produzione di lusso e che quindi dipendono dalla prodigalità della classe capitalistica. / E’ una pura tautologia dire che le crisi provengono dalla mancanza di un consumo in grado di pagare. Il sistema capitalistico non conosce altra forza di consumo se non quella pagante, eccettuate quelle ‘SUB FORMA PAUPERIS’ o quella del ‘mariuolo’/ [NB] Le crisi vengono sempre preparate da un periodo in cui il salario in generale cresce [contro l’idea di buon senso secondo cui questo dovrebbe allontanare le crisi -contro i cavalieri del buon senso come Rodbertus] / Sembra quindi che la produzione capitalistica comprenda delle condizioni lontane dalla buona o dalla cattiva volontà]

69- Nei periodi di prosperità, al tempo della sua falsa euforia (…) il prezzo delle merci sale, indipendentemente dal loro proprio valore.

70- [Sulla riproduzione semplice dove il consumo deve servire solamente al consumo individuale del capitalista] / La riproduzione semplice è la parte più importante di ogni riproduzione anche su scala allargata / consumatori capitalisti = partecipanti (partners) al bottino (plusvalore)]

79- [Monetizzato= realizzato]

80- La divisione del plusvalore -che nel suo primo stadio deve trovarsi sempre nelle mani del capitalista industriale- fra diverse categorie, come rappresentanti delle quali, accanto al capitalista industriale, compaiono il proprietario fondiario (per la rendita fondiaria), l’usuraio (per l’interesse), ecc. idem il governo e i suoi impiegati, rentiers ecc. Questi signori compaiono di fronte al capitalista industriale come compratori e, in quanto tali, come monetizzatori delle sue merci; PRO PARTE anch’essi immettono ‘denaro’ nella circolazione , e quegli lo riceve da essi. A questo proposito si dimentica sempre da quale fonte lo hanno ricevuto in origine e sempre di nuovo lo ricevono.

85- Giornata lavorativa sociale= il lavoro speso durante l’intero anno dall’intera classe operaia come ogni giornata lavorativa individuale si suddivide in sole due parti, cioè lavoro necessario e pluslavoro.

88-89- La difficoltà non consiste nell’analisi del prodotto sociale in sé. Essa sorge quando si confrontano le parti costitutive di valore del prodotto sociale con le sue parti costitutive materiali.

89- Il lavoro che impiega macchine per la produzione di mezzi di sussistenza è del tutto diverso dal lavoro che fabbrica macchine / II (c+v+pv) =I (v+pv)+ II (v+pv)

92- Contro la maniera dell’economia borghese imitata da Proudhon -> [capitalista complessivo = capitale azionario dell’insieme di tutti i capitalisti singoli]-> Questa società per azioni ha in comune con molte altre società per azioni, il fatto che ciascuno sa che cosa vi immette, ma non sa che cosa ne tirerà fuori.

93- I prodotti che costituiscono il capitale di una nazione non sono consumabili (Storch) [Problema del reddito sociale (v+ pv) = la parte di valore che il lavoro speso durante l’anno ha aggregato]

94- La parte del prodotto sociale che può essere spesa come reddito , cioè quella che entra nel fondo di consumo / scambio tra capitalisti-> ciò che è reddito per l’uno è capitale per l’altro [scambio tra settori I e II] / mezzi di produzione = mezzi di lavoro + materiali di lavoro

95- Consumare produttivamente = una parte dei prodotti opera come capitale e non può essere consumato come reddito / [Capitale fisso e circolante (Smith) vs capitale costante e variabile (Marx)]

99– L’operaio è messo in grado di rivendere sempre di nuovo la sua forza-lavoro e di mantenerla; la sua forza-lavoro è dunque essa stessa il suo capitale in forma di merce , da cui sgorga costantemente il suo reddito. Di fatto, la forza-lavoro costituisce il suo patrimonio (sempre rinnovantesi, riproduttivo), non il suo capitale.

104- Poiché la classe operaia vive alla giornata, compra fino a che può comprare (…)il capitalista non vive alla giornata, il motivo che lo spinge è la maggiore valorizzazione possibile del suo capitale / La conversione di capitale variabile potenziale in (capitale) reale, crea la compravendita di forza-lavoro/ Il capitale variabile come l’elemento più importante del capitale produttivo.

109- [riparazione vs rinnovamento/sostituzione]

110- [Tesoro-> poi sostituzione del capitale fisso -> Epoca della riproduzione che consta di un numero più o meno grande di anni] / Come la circolazione semplice delle merci è identica al puro e semplice scambio dei prodotti, così la conversione del prodotto-merce annuo non può risolversi in semplice, diretto, reciproco scambio delle sue differenti parti costitutive. Il denaro vi ha una parte specifica, che trova la sua espressione anche e soprattutto nel modo di riproduzione del capitale fisso. (Si dovrà poi esaminare quale quadro si presenterebbe invece con una forma di produzione collettiva che non avesse la forma della produzione di merci.)

111- Rispetto al processo sociale di produzione, si tratta soltanto della conversione tra le classi I e II. II e I si contrappongono qui unicamente nei loro rapporti sociali di massa.

116- Il ‘gran pubblico’ degli economisti politici [impiegati dello stato, medici, avvocati ecc. = lavoratori improduttivi], che spiega ciò che essi non riescono a spiegare.

114- DECHET = logorio ( di capitale costante)

118- capitale fisso riprodotto = rinnovato in natura

127- crisi di produzione, sebbene la riproduzione si svolga su scala corrente

128- La sproporzione nella riproduzione del capitale fisso e circolante è una delle cause che gli economisti adducono di preferenza per spiegare le crisi./ Una volta abolita la forma capitalistica della riproduzione tutto si riduce al fatto che la grandezza della parte di capitale fisso ( qui del capitale che opera nella produzione di mezzi di consumo) che perisce e che perciò deve essere sostituita IN NATURA varia di anno in anno. Se in un anno è molto grande (al di sopra della mortalità media, come per gli uomini) in quello successivo sarà certo corrispondentemente minore. Le masse di materie prime, di semilavorati e materie ausiliarie necessarie alla produzione annua dei mezzi di consumo -supponendo per il resto circostanze invariate- non perciò diminuisce; la produzione complessiva dei mezzi di produzione dovrebbe quindi in un caso aumentare e nell’altro diminuire. A ciò si può ovviare soltanto con una costante sovrapproduzione relativa. Da un lato una certa quantità di capitale fisso che produce più di quanto sia direttamente necessario, dall’altro e soprattutto una scorta di materie prime ecc., che superi gli immediati bisogni annui ( vale a dire in particolare per i mezzi di sussistenza). Tale genere di sovrapproduzione equivale al controllo della società sui mezzi oggettivi della sua propria riproduzione. Ma entro la società capitalistica è un elemento di anarchia.

129 – La riproduzione annua di oro e argento[con la funzione di materiale monetario e perciò potenzialità come denaro]/ La produzione capitalistica in generale non esiste senza commercio estero.

130- La produzione dell’oro come tutte le produzioni dei metalli appartenenti alla classe I, alla categoria che comprende la produzione dei mezzi di produzione / I produttori d’oro possono sempre smerciare la loro merce, essa si trova sempre in una forma direttamente convertibile.

132- Appare qui, come anche nella riproduzione semplice, necessariamente compresa l’accumulazione di denaro o tesaurizzazione.

133- Posto che l’intera produzione appartenga agli operai stessi, che il loro pluslavoro sia soltanto pluslavoro per se stessi, non per i capitalisti, la massa del valore -merce circolante sarebbe la stessa e, rimanendo invariate le altre circostanze, richiederebbe per la sua circolazione la stessa massa di denaro. In ambedue i casi quindi la sola questione è la seguente: donde proviene il denaro per convertire questo valore-merce complessivo? Non già: donde proviene il denaro per monetizzare il plusvalore? [Riassunto del cap. XVII del primo volume]

134- [Il capitalista come personificazione del capitale e come consumatore o gaudente]

135- [Sugli errori di Smith relativi alla circolazione]

136- Il capitale industriale al suo inizio (…) in un primo momento (…) immette più denaro di quanto non ne sottragga [lo immette con la sua parte costitutiva fissa]

137- La massa di denaro che fa circolare il prodotto annuo è quindi presente nella società, è stata via via accumulata, non appartiene al prodotto-valore di quell’anno.

138 – [credito e denaro come mezzo di pagamento / denaro metallico e in banconote]/ Produzione capitalistica sviluppata = sistema del lavoro salariato/ Denaro come mezzo di circolazione = come mezzo di acquisto (vs economia naturale, comunità primitive, forme di scambio)

139- Gli schiavi domestici che servono a fornire servizi utili, o solo come sostegno di lusso / processo di circolazione vs appropriazione diretta mediante costrizione fisica /in Usa stati schiavistici del Sud vs Stati a lavoro salariato del Nord.

142- [Dal punto di vista del normale intelletto umano…]

145- [Capitalisti industriali vs capitalisti oziosi]

148- “Il lavoro è la fonte di ogni ricchezza” (A. Smith) /[ 351- Questo tesoro di A , che potenzialmente è nuovo capitale monetario, non è una ricchezza sociale addizionale, così come non lo sarebbe se venisse speso in mezzi di consumo.

150- Accumulazione e riproduzione allargata

153-[Accumulazione sezione I (=PRODUZIONE DI MEZZI DI PRODUZIONE)≠ accumulazione sezione II (= PRODUZIONE DI MEZZI DI CONSUMO)/ Età di un ramo d’industria = tempo già trascorso dall’inzio del suo funzionamento .

154- Tesaurizzazione come momento immanente del processo capitalistico di produzione/ [Tesaurizzazione basata su vendita del plusprodotto senza acquisto relativo]

156- Equilibrio rispetto allo scambio delle merci / La produzione di merci come forma generale della produzione capitalistica / Come condizione di svolgimento normale della riproduzione = come condizione di crisi.

157- La complessità del processo stesso [di circolazione] offre molti motivi per uno svolgimento anormale/ [Anticipo (avance) è già presso i fisiocratici la forma generale del valore realizzatao in elementi del capitale produttivo.

158- [Spese per mezzi di produzione relativi a mezzi di produzione vs spese per mezzi di produzione relativi a mezzi di consumo / RIPRODUZIONE SEMPLICE VS RIPRODUZIONE ALLARGATA/ Produzione di capitale monetario virtuale addizionale = TESORO]

159- Il tesoro si forma attraverso ripetute, unilaterali vendite di merce non completate da compere / [Tesaurizzazione ≠ oro )-> solamente funzione di denaro circolante-> da mezzi di circolazione a tesoro.-> Ciò dimostra ancora una volta che anche i migliori tra gli economisti borghesi comprendono pochissimo il meccanismo del loro sistema .

160- [Il sistema creditizio e delle ‘cedole’-> Nel passo che citi del Libro II de Il Capitale, Marx non usa “cedole” nel senso moderno e ristretto di una semplice cedola obbligazionaria. Sta parlando del modo in cui il plusvalore accumulato ma non ancora investito direttamente nella produzione può comunque fruttare un reddito attraverso il sistema creditizio.

Quando scrive:

“Il desiderio di poter utilizzare tanto per il profitto tanto per il reddito questo plusvalore che si tesaurizza come capitale monetario virtuale, trova il suo appagamento nel sistema creditizio e delle cedole”

le “cedole” sono i titoli che danno diritto a percepire un interesse o una rendita periodica: obbligazioni, titoli di Stato, azioni privilegiate e altri strumenti finanziari che nel XIX secolo erano spesso materialmente dotati di tagliandi (“cedole”) da staccare per riscuotere gli interessi.

Marx sta descrivendo questo processo:

  1. L’impresa realizza plusvalore.
  2. Una parte non viene immediatamente reinvestita nella produzione.
  3. Si accumula come denaro disponibile (“capitale monetario virtuale”).
  4. Questo denaro viene prestato o investito in titoli.
  5. Produce interessi e rendite attraverso il sistema creditizio.

Per Marx questo è molto importante perché mostra come il capitale possa apparire capace di generare denaro da altro denaro, senza che sia immediatamente visibile il legame con la produzione reale.

Nei suoi scritti successivi, soprattutto nel Libro III, svilupperà il concetto di capitale fittizio (fiktives Kapital): azioni, obbligazioni e altri titoli che rappresentano diritti su redditi futuri. Le “cedole” sono una manifestazione concreta di questo fenomeno.

Quindi, nel linguaggio marxiano dell’epoca:

  • Sistema creditizio = banche, prestiti, mercato del credito.
  • Cedole = titoli fruttiferi che pagano interessi o rendite periodiche.
  • Capitale monetario virtuale = denaro temporaneamente inattivo che cerca una valorizzazione.

Il punto teorico di Marx è che il capitalismo sviluppato crea sempre più canali attraverso cui il plusvalore può essere trasformato in interesse e rendita finanziaria, ampliando enormemente il peso della finanza nell’economia. Questa osservazione, scritta nell’Ottocento, è una delle basi della sua analisi del sistema creditizio e del capitale finanziario.]

160- [Comprare, vendere = atti di circolazione]

162- [Sul sistema creditizio nella prima fase e nella fase sviluppata del sistema capitalistico]

164- Sottraendo denaro alla circolazione -cioè avendo tralasciato di completare la sua vendita con un susseguente acquisto- ha reso invendibile una parte di merce (settore II) di pari valore.

165- che l’accumulazione si compia a spese del consumo (…) è di per se un’illusione, che è in contrasto che è in contrasto con l’essenza della produzione capitalistica, poiché presuppone che lo scopo e il motivo conduttore di essa siano il consumo e non l’appropriazione di plusvalore e la sua capitalizzazione, cioè l’accumulazione.

166- Ma poiché nella rappresentazione dello schema tutto il denaro e tutte le merci si trovano fin dapprincipio esclusivamente nelle mani dei capitalisti I e II, e non esistono più né commercianti, ,né finanzieri, né banchieri, né classi esclusivamente consumatrici e non direttamente partecipi alla produzione delle merci, allo stesso modo la formazione costante di depositi di merci opera nelle stesse mani dei loro rispettivi produttori, è indispensabile per tenere in movimento il meccanismo della riproduzione

170- Non dobbiamo dimenticare che la classe II ha sulla classe I il vantaggio che gli operai che essa impiega devono da essa ricomprare le merci da essi stessi prodotte. / Naturalmente qui dove si tratta della normale formazione di capitale non ci occupiamo di occasionali profitti truffaldini.

176- [Esempio di riproduzione allargata quinquennale in proporzione 100: 160%]

174– Perché le cose si svolgano normalmente, l’accumulazione in II deve compiersi più rapidamente che in I, poiché altrimenti la parte di I (v+pv) che deve essere convertita in merci IIc cresce più rapidamente di IIc, con cui soltanto può essere scambiata. -> Questa è una delle frasi più difficili del Libro II del Capitale, perché Marx sta analizzando la riproduzione allargata dell’intero sistema capitalistico.

Vediamola passo per passo.

1. Chi sono I e II?

Marx divide l’economia in due grandi settori:

I = Produzione di mezzi di produzione

  • macchine
  • acciaio
  • carbone
  • materie prime
  • impianti

II = Produzione di mezzi di consumo

  • pane
  • vestiti
  • mobili
  • beni destinati al consumo finale

2. Cosa significano c, v e pv?

  • c = capitale costante (macchine, materie prime, ecc.)
  • v = capitale variabile (salari)
  • pv = plusvalore

Quindi:

I(v + pv)

significa:

salari e plusvalore prodotti nel settore I.

Questa parte del prodotto di I rappresenta un valore che deve essere speso in beni di consumo.

Infatti:

  • gli operai spendono i salari (v) per mangiare, vestirsi ecc.;
  • i capitalisti spendono una parte del plusvalore (pv) per il loro consumo.

E questi beni di consumo vengono prodotti da II.


3. Cos’è IIc?

IIc è il capitale costante del settore II.

Per produrre pane, vestiti, scarpe, ecc., il settore II deve comprare:

  • macchine
  • energia
  • materie prime

cioè mezzi di produzione provenienti dal settore I.

Perciò:

IIc viene acquistato da I.


4. Il problema che Marx sta evidenziando

Marx dice:

se l’accumulazione procede normalmente, II deve crescere più rapidamente di I.

Perché?

Immagina:

Anno 1

I produce:

  • c = 4000
  • v = 1000
  • pv = 1000

quindi:

I(v+pv) = 2000

Supponiamo che:

IIc = 2000

Perfetto.

I salari e il plusvalore di I possono essere scambiati esattamente con i beni di consumo prodotti da II.


Anno 2

Ora I accumula molto.

Diventa:

  • v = 1200
  • pv = 1200

quindi:

I(v+pv) = 2400

Ma supponiamo che IIc sia cresciuto poco:

  • IIc = 2100

Nasce un problema.

I vuole scambiare merci per un valore di 2400 con il settore II.

Ma II ha bisogno di acquistare da I solo 2100 di mezzi di produzione.

Mancano 300.

Lo scambio non torna.


5. Cosa significa la frase?

Quando Marx scrive:

“…la parte di I(v+pv) che deve essere convertita in merci IIc cresce più rapidamente di IIc”

vuole dire:

Se il settore I cresce troppo velocemente, genera sempre più salari e plusvalore che devono essere spesi in beni di consumo.

Ma questi beni di consumo possono essere prodotti soltanto se anche il settore II amplia il proprio capitale costante (IIc).

Se II non cresce abbastanza rapidamente:

  • I produce troppo;
  • II non può assorbire tutto;
  • si crea uno squilibrio.

6. Perché II deve accumulare più rapidamente?

Questo è il punto centrale.

Se cresce la produzione di mezzi di produzione (I), cresce anche:

  • il numero degli operai;
  • la massa salariale;
  • la massa del plusvalore.

Tutta questa gente deve consumare più beni.

Quindi il settore II deve espandersi ancora più rapidamente per fornire quei beni di consumo.

Marx sta mostrando che l’espansione capitalistica richiede una proporzione precisa tra i due dipartimenti.


In parole semplicissime

La frase significa:

Se le fabbriche che producono macchine e mezzi di produzione (settore I) crescono troppo in fretta, aumentano salari e profitti che devono essere spesi in beni di consumo. Per evitare una crisi, il settore che produce beni di consumo (settore II) deve crescere almeno altrettanto rapidamente, altrimenti non ci saranno abbastanza merci di consumo da assorbire quel reddito e gli scambi tra i due settori si bloccheranno.

Questa è una delle prime formulazioni di Marx del problema delle proporzioni tra i settori dell’economia, che influenzerà poi tutta la teoria marxista delle crisi economiche.

176- Un prodotto annuo nelle mani di una classe capitalistica industriale, in una forma in cui la proporzione media generale tra capitale variabile e capitale costante è di 1:5 -> ciò presuppone uno sviluppo già notevole della produzione capitalistica e, corrispondentemente, della forza produttiva del lavoro sociale.

178-[1879-> Nella cultura gli operai non hanno tenuto il passo con le invenzioni; sono diventate loro accessibili masse di oggetti che non sanno adoperare e per i quali non creano un mercato (sic!) / Il confort dell’operaio e quello del sacerdote, del medico, dell’avvocato / Il problema rimane per la borghesia sempre quello di elevare l’operaio come consumatore -> ma il suo desiderio rimane sempre quello di abbreviare le sue ore di lavoro]

179 –[Sull’operaio come consumatore razionale e sano]

182[I risultati di tre anni di tre anni di riproduzione crescente] / Nell’accumulazione bisogna rivolgere l’attenzione soprattutto al saggio di accumulazione [esempio = ½ pv mantenuto costante per tre anni]

 189 – Appendice

204- [Lenin, Sul romanticismo economico, Lo sviluppo del capitalismo in Russia] Il problema del mercato estero non ha assolutamente nulla a che fare con il problema della realizzazione(…) Se noi parliamo della realizzazione del prodotto sociale , nel far questo, già eliminiamo la circolazione del denaro e supponiamo soltanto uno scambio di prodotti , poiché il problema della realizzazione consiste anche nell’analizzare in che modo tutte le parti del prodotto sociale vengono sostituite in base al valore o alla forma materiale.

209- [I romantici come Sismondi spiegano] le crisi con la teoria del sottoconsumo

211- Non vi può essere equilibrio tra produzione e consumo [= non può essere realizzato il prodotto / Engels dice: le crisi sono possibili perché il fabbricante non conosce la domanda; esse sono necessarie perché il carattere collettivo della produzione entra in contraddizione con il carattere individuale dell’appropriazione.

212- [Sismondi, Tugan-Baranovski, Rodbertus, Bernstein? e altri critici romantici del capitalismo] non capivano che non bisogna criticare il capitalismo parlando di ‘prosperità universale’ o dell’errore della ‘circolazione abbandonata a se stessa’ , ma in base al carattere dell’evoluzione dei rapporti di produzione/ [Riconoscere che la via capitalista di sviluppo è un fatto reale e rappresenta un progresso-> Riconoscere che tanto più si sviluppa tanto più va avanti la contraddizione tra carattere sociale della produzione e carattere individuale dell’appropriazione]

215- [Profitto come detrazione dal lavoro (A. Smith) vs profitto come salario che compensa un lavoro particolare]

216. La produzione capitalistica in sviluppo crea da se stessa il mercato, soprattutto nel campo dei mezzi di produzione, e non dei mezzi di consumo.

217- Rapporti di valore in cui le due categorie dei mezzi di produzione e dei mezzi di consumo si scambiano.

226- “Noi abbiamo per scopo di presentare l’organizzazione interna del metodo capitalistico di produzione solo nel suo, per così dire, tipo ideale medio” (K. Marx, Il Capitale, vol.III).

228- [Lenin sostiene che non vi è alcuna base teorica per negare la possibilità di una riproduzione allargata (in un capitalismo ideale ≠ capitalismo reale)]

229- [Marx e la teoria del mercato interno (teoria dei mercati)]-> Quando Lenin scrive “Sulla teoria della realizzazione” (1893), sta intervenendo in una polemica molto importante contro i populisti russi (narodniki), che sostenevano che il capitalismo russo non potesse svilupparsi perché mancavano i mercati necessari ad assorbire la produzione.

Per capire il passo bisogna distinguere due cose che Lenin chiama:

  1. Teoria del mercato interno
  2. Teoria dei mercati

che nei populisti erano spesso confuse.

1. La teoria del mercato interno

Per Marx il mercato interno non è qualcosa di esterno al capitalismo: viene creato dallo stesso sviluppo capitalistico.

L’idea dei populisti era:

Se i contadini si impoveriscono, chi comprerà le merci prodotte dalle fabbriche?

Lenin risponde utilizzando gli schemi della riproduzione del II libro del Capitale.

Secondo Marx, il mercato non è formato soltanto dai consumi personali degli operai e dei capitalisti.

Esiste anche una domanda proveniente dalle imprese stesse:

  • macchine,
  • materie prime,
  • edifici industriali,
  • combustibili,
  • mezzi di trasporto.

Quando il capitalismo si sviluppa, cresce soprattutto la produzione di mezzi di produzione (Dipartimento I).

Quindi una parte enorme delle merci viene acquistata non dai consumatori finali, ma da altre imprese.

Per Lenin questa è la chiave:

il capitalismo crea esso stesso il proprio mercato interno, trasformando l’economia naturale in economia mercantile.

Ogni contadino che smette di produrre da sé i propri strumenti e li compra sul mercato amplia il mercato interno.


2. La teoria dei mercati

Qui Lenin affronta una questione diversa.

Molti economisti sostenevano che il capitalismo avesse bisogno di mercati esterni perché gli operai non possono comprare tutto ciò che producono.

Lenin osserva che Marx non formula una “teoria dei mercati” nel senso di una necessità assoluta di sbocchi esterni.

Negli schemi di riproduzione del II libro del Capitale Marx mostra che:

  • in linea teorica la riproduzione può avvenire all’interno del sistema capitalistico;
  • lo scambio tra Dipartimento I (mezzi di produzione) e Dipartimento II (beni di consumo) può realizzare il valore prodotto.

Quindi Marx non spiega le crisi con la semplice mancanza di consumatori.

Tuttavia Lenin non nega che il capitalismo storico cerchi continuamente nuovi mercati.

Perché?

  • sviluppo diseguale delle branche produttive;
  • concorrenza;
  • sovrapproduzione periodica;
  • ricerca di profitti più elevati.

Perciò l’espansione verso nuovi territori e nuovi mercati è una tendenza reale del capitalismo, ma non perché la teoria della realizzazione renda impossibile la vendita delle merci all’interno del sistema.


Cosa vuole dimostrare Lenin contro i populisti?

In sintesi:

I populisti dicevano:

“Il capitalismo russo è impossibile perché il popolo è povero e non può comprare tutte le merci.”

Lenin risponde:

“Questo ragionamento ignora Marx. Il mercato non è costituito soltanto dal consumo popolare. Il capitalismo sviluppa il mercato interno proprio attraverso l’accumulazione e l’espansione della produzione di mezzi di produzione.”

Per Lenin la crescita del Dipartimento I è decisiva.

È esattamente la stessa idea che ritrovi nel II libro del Capitale quando Marx scrive che:

l’accumulazione in II deve procedere abbastanza rapidamente rispetto a I,

perché una parte crescente di I(v+pv) deve trovare corrispondenza in IIc.

Lenin considera questi schemi la dimostrazione scientifica che il capitalismo può riprodursi e ampliarsi anche senza presupporre automaticamente mercati esterni.

Una formula che riassume la posizione di Lenin

Potremmo condensarla così:

  • Teoria del mercato interno: il capitalismo crea e amplia il proprio mercato trasformando la produzione naturale in produzione mercantile e sviluppando soprattutto il Dipartimento I.
  • Teoria dei mercati: il capitalismo tende storicamente a espandersi verso nuovi mercati, ma questa tendenza non deriva da una presunta impossibilità teorica di realizzare il plusvalore all’interno del sistema.

Questa distinzione è uno dei passaggi che preparano le successive analisi di Lenin sull’imperialismo, sviluppate poi in L’imperialismo, fase suprema del capitalismo, dove la ricerca di mercati, capitali da esportare e sfere di influenza viene spiegata non come semplice problema di “vendere merci”, ma come risultato dell’intero sviluppo del capitalismo monopolistico.

230-[Teoria della realizzazione = teoria della sostituzione-> Capitale costante realizzato = nuovamente immesso nella produzione, fattibile solo per il capitale il cui prodotto consiste in mezzi di produzione] Questa è una delle parti più difficili del saggio di Lenin, perché usa il termine “sostituzione” in un senso molto vicino a quello impiegato da Marx nel II libro del Capitale.

Quando Lenin afferma che la teoria della realizzazione (o valorizzazione delle merci sul mercato) coincide con la teoria della sostituzione, vuole dire che il problema della vendita delle merci non può essere separato dal problema della riproduzione del capitale sociale.

Che cos’è la “sostituzione”?

Per Marx ogni anno la produzione sociale deve sostituire:

  • il capitale costante consumato (macchine, materie prime, energia, ecc.);
  • il capitale variabile (salari);
  • il plusvalore.

Se una fabbrica ha consumato acciaio, carbone e macchinari, questi devono essere rimpiazzati.

Questa è la “sostituzione”.


Perché coincide con la realizzazione?

I populisti ragionavano così:

“Chi comprerà tutte le merci?”

Marx e Lenin rispondono:

“La domanda è posta male. Bisogna vedere come le diverse parti del prodotto sociale si scambiano per sostituire gli elementi del capitale consumati.”

La realizzazione del valore non è un problema separato.

Essa avviene proprio attraverso gli scambi necessari alla riproduzione.

Per esempio:

Dipartimento I

Produce mezzi di produzione.

Dipartimento II

Produce beni di consumo.

Perché la produzione possa continuare:

  • II deve acquistare da I nuovi mezzi di produzione per sostituire il proprio capitale costante consumato;
  • I deve acquistare da II beni di consumo per operai e capitalisti.

Lo scambio che realizza il valore è lo stesso che sostituisce gli elementi materiali del processo produttivo.

Ecco perché Lenin dice che le due teorie coincidono.


Un esempio semplice

Supponiamo:

  • una panetteria produce pane per 100;
  • ha consumato farina e forni per 60;
  • ha pagato salari per 20;
  • ha ottenuto plusvalore per 20.

Il problema non è semplicemente:

Chi compra il pane?

Il problema è:

  1. come recuperare i 60 necessari a ricomprare farina e attrezzature;
  2. come i lavoratori spendono i 20 di salari;
  3. come viene utilizzato il plusvalore di 20.

La realizzazione del valore del pane avviene contemporaneamente alla sostituzione degli elementi necessari per la produzione successiva.


Il bersaglio polemico di Lenin

Lenin critica gli economisti che vedono soltanto il lato del consumo.

Essi immaginano che tutto il prodotto sociale debba trovare compratori finali.

Marx invece mostra che una parte enorme del prodotto sociale non serve al consumo personale ma alla sostituzione del capitale costante.

Per questo Lenin insiste tanto sulla crescita del Dipartimento I.

Una macchina prodotta oggi non viene consumata da qualcuno:

  • viene acquistata da un’altra impresa;
  • sostituisce una macchina usurata o amplia la produzione.

La sua realizzazione coincide con la sostituzione di una parte del capitale sociale.


La formula che Lenin ha in mente

Dietro il suo ragionamento c’è l’idea marxiana che:

il problema della realizzazione del prodotto sociale totale è identico al problema della riproduzione del capitale sociale totale.

In altre parole:

  • realizzare = trovare lo sbocco di mercato del valore prodotto;
  • sostituire = ricostituire gli elementi materiali del capitale consumato.

Negli schemi di riproduzione di Marx queste due operazioni sono due aspetti dello stesso processo.

Per questo Lenin può affermare che la teoria della realizzazione è, in sostanza, la teoria della sostituzione. Non sta dicendo che “vendere” e “sostituire” siano la stessa azione concreta, ma che il problema teorico della vendita delle merci viene spiegato mostrando come il prodotto sociale sostituisca continuamente le parti del capitale consumato durante il ciclo produttivo.

231-Processo di circolazione e di riproduzione del capitale complessivo sociale.

232- Il problema della realizzazione è il seguente: come trovare sul mercato, per ogni parte del prodotto capitalista in quanto valore (capitale costante, capitale variabile e plusvalore) e in quanto oggetto materiale (oggetto di produzione, mezzo di consumo e in particolare oggetto di pura necessità e oggetto di lusso) un’altra parte del prodotto che li sostituisce[nella riproduzione] ?

233- Le difficoltà della realizzazione e delle crisi che ne derivano / riproduzione del capitale sociale vs riproduzione del capitale individuale.

234- Con qual diritto possiamo introdurre la questione della forma naturale dei prodotti in uno studio dell’economia capitalista interamente fondato sul valore di scambio del prodotto?

254- [IMP] Sulla distinzione tra prodotti che hanno funzioni completamente diverse nell’economia sociale [dove gli operai e i capitalisti prendono i loro mezzi di produzione e di consumo, come il prodotto fabbricato soddisferà tutte queste richieste e darà la possibilità di allargare la produzione]

235- [Lenin pro Bulgakov sulla teoria della realizzazione e il II vol del Capitale]

236-La principale conclusione della teoria della realizzazione di Marx è la seguente: L’incremento della produzione capitalista, e pertanto del mercato interno, non dipende tanto dai mezzi di consumo quanto dai mezzi di produzione.

238- capitalismo = sistema di economia sociale: ‘produzione per la produzione’

240- CARATTERE PROGRESSIVO DEL CAPITALISMO RISPETTO AI PRECEDENTI SISTEMI DI ECONOMIA SOCIALE-> Questa è una domanda centrale per capire Marx e Lenin.

La risposta breve è che Marx e Lenin non considerano il capitalismo “giusto” o “definitivo”, ma lo considerano storicamente progressivo rispetto ai sistemi precedenti perché sviluppa enormemente le forze produttive, la scienza, la tecnica e i rapporti sociali su scala mondiale.

Che cos’è un’economia sociale?

Quando Marx parla di “economia sociale” non intende l’attuale “economia sociale di mercato”.

Per lui significa semplicemente:

il modo in cui una società organizza la produzione, la distribuzione e il consumo dei beni necessari alla vita.

Ogni società deve rispondere a tre domande:

  1. Chi produce?
  2. Come si produce?
  3. Chi si appropria del prodotto?

Le diverse risposte a queste domande danno origine ai diversi sistemi economico-sociali.


I principali sistemi storici secondo Marx

Marx individua, in modo molto schematico, una successione storica:

1. Comunismo primitivo

Piccole comunità tribali.

Caratteristiche:

  • proprietà collettiva della terra;
  • assenza di classi sociali sviluppate;
  • bassissima produttività;
  • produzione destinata all’autoconsumo.

Esempi:

  • tribù preistoriche;
  • molte comunità agricole antiche.

2. Società schiavistica

Antica Roma e Antica Grecia sono gli esempi classici.

Caratteristiche:

  • il lavoratore è proprietà del padrone;
  • il surplus viene estorto direttamente;
  • forte sviluppo urbano e commerciale.

Progressiva rispetto al comunismo primitivo perché aumenta la produttività.


3. Feudalesimo

Tipico dell’Europa medievale.

Caratteristiche:

  • il contadino non è schiavo;
  • è legato alla terra;
  • deve corvée, tributi e rendite al signore.

Esempi:

  • gran parte dell’Europa tra il IX e il XV secolo.

4. Capitalismo

Nasce gradualmente tra XVI e XVIII secolo.

Caratteristiche:

  • proprietà privata dei mezzi di produzione;
  • lavoro salariato;
  • mercato generalizzato;
  • concorrenza;
  • accumulazione del capitale.

5. Socialismo e comunismo

Per Marx rappresentano una possibile fase successiva.

Caratteristiche:

  • proprietà sociale dei principali mezzi di produzione;
  • produzione orientata ai bisogni sociali;
  • superamento delle classi.

Perché Marx considera il capitalismo progressivo?

Perché confronta il capitalismo con il feudalesimo.

Nel feudalesimo:

  • i mercati sono limitati;
  • la tecnica cambia lentamente;
  • le persone nascono e muoiono quasi sempre nello stesso luogo;
  • la produzione è locale.

Il capitalismo invece:

1. Rivoluziona la tecnica

Introduce continuamente:

  • macchine;
  • industria;
  • chimica;
  • elettricità;
  • trasporti.

Nel Manifesto del Partito Comunista Marx ed Engels scrivono che la borghesia ha creato forze produttive più potenti di tutte le generazioni precedenti messe insieme.


2. Distrugge l’economia naturale

Nel villaggio feudale quasi tutto veniva prodotto e consumato localmente.

Il capitalismo:

  • trasforma tutto in merce;
  • collega regioni e continenti;
  • crea il mercato mondiale.

3. Socializza la produzione

Questo è un punto fondamentale.

Prima:

  • un artigiano produceva quasi tutto da solo.

Nel capitalismo:

  • migliaia di lavoratori cooperano;
  • le fabbriche diventano enormi;
  • la produzione è collettiva.

Per Marx questa è una preparazione materiale al socialismo.


4. Sviluppa la classe operaia

Il capitalismo concentra milioni di lavoratori nelle città e nelle fabbriche.

Secondo Marx questa stessa classe potrebbe un giorno superare il capitalismo.


E Lenin?

Lenin riprende integralmente questa idea.

Nelle opere sulla Russia polemizza contro i populisti (narodniki), che volevano evitare il capitalismo.

Lenin risponde:

Non si può saltare il capitalismo.

Perché?

Perché il capitalismo:

  • sviluppa l’industria;
  • aumenta la produttività;
  • crea il proletariato moderno;
  • unifica il mercato nazionale.

Per Lenin la Russia zarista era ancora troppo arretrata economicamente per passare direttamente al socialismo senza attraversare una fase di sviluppo capitalistico.


Ma allora Marx e Lenin erano favorevoli al capitalismo?

No.

Qui bisogna distinguere tra:

Giudizio storico

“Il capitalismo è più avanzato del feudalesimo.”

e

Giudizio politico

“Il capitalismo produce sfruttamento, crisi e disuguaglianze.”

Marx sostiene entrambe le cose contemporaneamente.

Per lui il capitalismo è:

  • progressivo rispetto al feudalesimo;
  • ma destinato a essere superato.

Usa spesso l’immagine di una fase storica che sviluppa enormi capacità produttive e poi entra in contraddizione con i rapporti sociali esistenti.

In sintesi, Marx e Lenin definiscono il capitalismo “progressivo” non perché lo considerino il miglior sistema possibile, ma perché lo vedono come il sistema che ha liberato e sviluppato le forze produttive della società molto più di schiavismo e feudalesimo, creando le condizioni materiali per una futura trasformazione sociale.

242- Sulla sproporzione di sviluppo tra le diverse industrie / La legge dei modi di produzione precapitalistici è la riproduzione del processo di produzione nelle stesse dimensioni e sulle stesse basi.

244-Dal punto di vista della sua forma naturale [≠ punto di vista del valore] il prodotto deve essere diviso in due grandi categorie : mezzi di produzione (consumati nella produzione) e mezzi di sussistenza (consumati individualmente).

245- Il capitalismo non ha la possibilità di ripetere gli stessi processi economici nella stessa misura e nelle stesse condizioni (come avveniva nei sistemi precapitalistici).

246- Che cos’è una colonia? -> Lenin affronta il tema soprattutto in L’imperialismo, fase suprema del capitalismo.

Se gli avessero chiesto semplicemente “Che cos’è una colonia?”, probabilmente avrebbe risposto in termini economici e politici, non solo geografici.

Per Lenin una colonia è:

un territorio politicamente subordinato a uno Stato più forte e sfruttato economicamente nell’interesse della potenza dominante.

Non basta quindi che un territorio sia lontano dalla madrepatria. Ciò che conta è il rapporto di dipendenza.

Gli elementi fondamentali della colonia secondo Lenin

  1. Mancanza di sovranità politica
    1. Le decisioni principali vengono prese dalla potenza coloniale.
  2. Dipendenza economica
    1. Le risorse naturali, la terra, le miniere e il lavoro locale vengono utilizzati a vantaggio della metropoli.
  3. Mercato subordinato
    1. La colonia diventa un mercato per le merci e gli investimenti della potenza dominante.
  4. Funzione strategica
    1. Porti, rotte commerciali e basi militari rafforzano il potere della metropoli.

Perché le colonie diventano importanti nell’imperialismo?

Secondo Lenin, alla fine dell’Ottocento il capitalismo cambia natura:

  • nascono grandi monopoli;
  • si concentra il capitale bancario e industriale;
  • cresce l’esportazione di capitali.

Le grandi potenze cercano quindi:

  • materie prime;
  • sbocchi commerciali;
  • possibilità di investimento.

Da qui la corsa alle colonie.

Per Lenin la spartizione coloniale del mondo non è un accidente politico ma una conseguenza dello sviluppo del capitalismo monopolistico.


Colonia e semicolonia

Lenin introduce anche una distinzione importante.

Colonia

Esempio classico:

  • India sotto il dominio britannico.

Qui il controllo politico è diretto.

Semicolonia

Esempi che Lenin cita spesso:

  • Cina
  • Persia

Formalmente indipendenti, ma in pratica dominate finanziariamente, militarmente o diplomaticamente dalle grandi potenze.


Una definizione sintetica leninista

Si potrebbe riassumere così:

Una colonia è un territorio privo di effettiva autonomia politica ed economica, incorporato nel sistema imperialista come fonte di materie prime, campo di investimento e mercato subordinato per il capitale della potenza dominante.

Per Lenin, quindi, il concetto di colonia non è principalmente giuridico o geografico: è una categoria che descrive un rapporto di dominio economico e politico all’interno del capitalismo mondiale.

248[Sviluppo in profondità vs sviluppo in estensione->] Quando Lenin contrappone sviluppo in estensione e sviluppo in profondità, sta discutendo il modo in cui il capitalismo allarga il proprio mercato e si espande.

Questo tema compare soprattutto negli scritti degli anni Novanta dell’Ottocento, tra cui “Sulla teoria della realizzazione” e “Lo sviluppo del capitalismo in Russia”, dove polemizza contro i populisti russi.

Sviluppo in estensione

Per sviluppo in estensione Lenin intende l’allargamento geografico del capitalismo.

Ad esempio:

  • conquista di nuovi territori;
  • apertura di nuovi mercati;
  • colonizzazione;
  • integrazione di regioni prima isolate negli scambi mercantili.

Un esempio storico è l’espansione del capitalismo europeo verso:

  • Africa,
  • Asia,
  • America Latina.

Qui il capitalismo cresce “allargando” il proprio spazio.


Sviluppo in profondità

Per sviluppo in profondità Lenin intende qualcosa di diverso.

Non si tratta di conquistare nuovi territori, ma di trasformare più profondamente quelli già esistenti.

Per esempio:

  • un contadino che prima produceva quasi tutto per sé inizia a comprare sul mercato;
  • un villaggio autosufficiente entra nei circuiti commerciali;
  • attività domestiche diventano produzioni mercantili;
  • si diffonde la divisione del lavoro;
  • aumenta l’uso di macchine e capitale.

In altre parole:

il capitalismo penetra sempre più profondamente nei rapporti sociali esistenti.


Perché Lenin insiste su questa distinzione?

Per rispondere ai populisti.

Essi sostenevano:

“Il capitalismo russo non può svilupparsi perché il mercato interno è troppo piccolo.”

Lenin replica:

“State guardando solo l’espansione in estensione e dimenticate quella in profondità.”

Anche senza conquistare nuovi territori, il capitalismo può crescere perché:

  • trasforma l’economia naturale in economia mercantile;
  • aumenta la specializzazione;
  • moltiplica gli scambi;
  • crea nuova domanda di mezzi di produzione.

Un esempio concreto

Immaginiamo un contadino feudale.

Prima

Produce da sé:

  • grano,
  • attrezzi semplici,
  • vestiti.

Quasi nulla passa per il mercato.

Dopo l’avvento del capitalismo

Compra:

  • aratri industriali;
  • fertilizzanti;
  • macchine agricole;
  • tessuti;
  • carburante.

Ora una parte enorme della sua vita economica passa attraverso il mercato.

Il territorio è lo stesso.

La popolazione è la stessa.

Ma il mercato è diventato molto più grande.

Questo è sviluppo in profondità.


Collegamento con il Dipartimento I di Marx

Qui Lenin utilizza direttamente il II libro del Capitale.

Secondo Marx, lo sviluppo capitalistico non significa soltanto maggiore consumo di beni finali.

Significa soprattutto crescita della produzione di:

  • macchine;
  • impianti;
  • mezzi di trasporto;
  • materie prime.

Cioè del Dipartimento I (mezzi di produzione).

Per questo il mercato può espandersi anche se i consumi popolari crescono lentamente.


Una formula sintetica

Per Lenin:

  • sviluppo in estensione = il capitalismo conquista nuovi spazi geografici;
  • sviluppo in profondità = il capitalismo trasforma e mercifica sempre più intensamente gli spazi già conquistati.

La polemica contro i populisti consiste proprio nel sostenere che il capitalismo non dipende esclusivamente dall’apertura di nuovi mercati esterni: esso crea continuamente nuovo mercato anche “in profondità”, dissolvendo l’economia naturale e ampliando la divisione sociale del lavoro all’interno della società esistente.

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