
Luciano Canfora. Il testamento di Lenin, Storia segreta di una lettera mai spedita (2025)
5- La successione al vertice del potere è un problema, forse IL problema, in qualunque sistema politico; non soltanto in quelli che, con intonazione retorica, vengono definiti ‘autocratici’. Semmai, lì si gioca a carte scoperte.
[La malattia di Vladimir Lenin si sviluppò nell’arco di circa due anni, dalla primavera del 1922 fino alla sua morte, il 21 gennaio 1924. Si possono distinguere diverse fasi.
- Maggio 1922: Lenin è colpito dal primo ictus, che gli provoca una paralisi parziale del lato destro e difficoltà nel linguaggio. Dopo alcuni mesi recupera in parte e riprende limitatamente il lavoro politico.
- Autunno 1922: pur rimanendo molto debilitato, detta alcuni dei suoi ultimi scritti più importanti, tra cui il cosiddetto “Testamento” e le note sulla riorganizzazione dello Stato e del partito. È in questo periodo che cresce la sua preoccupazione per il rafforzamento dell’apparato burocratico e per il potere assunto da Joseph Stalin.
- 16 dicembre 1922: subisce un secondo ictus, molto più grave, che lo costringe a interrompere quasi completamente l’attività politica.
- 5 marzo 1923: detta la sua ultima importante lettera, quella indirizzata a Lev Trotsky sulla questione georgiana e contro il comportamento di Stalin.
- 9 marzo 1923: è colpito dal terzo ictus, che gli provoca una grave afasia e una paralisi quasi completa. Da questo momento non è più in grado di partecipare alla vita politica.
- 21 gennaio 1924: Lenin muore nella residenza di Gorki Leninskie, all’età di 53 anni.
Dal punto di vista politico
Gli storici distinguono spesso tra:
- Lenin pienamente operativo: fino al maggio 1922.
- Lenin ancora influente ma gravemente malato: da maggio 1922 a marzo 1923. In questo periodo riesce ancora a intervenire su questioni decisive, sebbene con lunghi intervalli e dettando i testi.
- Lenin definitivamente incapace di governare: da marzo 1923 fino alla morte nel gennaio 1924.
Per chi studia la storia dell’Unione Sovietica, il periodo davvero decisivo è dal maggio 1922 al marzo 1923: è allora che, mentre Lenin è progressivamente estromesso dalla malattia, Stalin consolida la propria posizione come segretario generale e si apre la lotta per la successione]
9- I documenti
14- [da Opere Scelte di V. Lenin] Il nostro partito poggia su due classi e perciò è possibile la sua instabilità ed è inevitabile il suo crollo se fra queste due classi non potesse sussistere un’intesa. In questo caso sarebbe inutile prendere queste o quelle misure e, in generale, discutere della stabilità del nostro CC. Non vi sono misure, in questo caso, capaci di evitare la scissione. Ma io spero che questo sia un avvenimento di un futuro troppo lontano e troppo inverosimile perché se ne debba parlare. Intendo stabilità come garanzia contro la scissione nel prossimo futuro e ho l’intenzione di esporre qui una serie di considerazioni di natura puramente personale.
17-Stalin è troppo grossolano, e questo difetto, del tutto tollerabile nell’ambiente e nei rapporti tra noi comunisti, diventa intollerabile nella funzione di segretario generale. Perciò io propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico e di designare a questo posto un altro uomo che, a parte tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin solo per questa migliore qualità, di essere cioè più tollerante, più leale, più cortese, più riguardoso verso i compagni, meno capriccioso ecc.
19- La lettera non spedita
29- Il fatto che, nelle polemiche conseguenti alla divulgazione in URSS di quel testo (autunno 1927), Stalin abbia sempre fatto leva su quella frase [la solo recente adesione (luglio 1917) di Trockij al bolscevismo] per annullare il vantaggio che Trockij poteva trarre dal significato complessivo e dalla proposta finale del ‘Testamento’ sta a confermare che forse proprio a lui si debba quell’inserzione che, anche per le altre ragioni dette sopra, appare come un corpo estraneo.
59- Gramsci conosce benissimo quello che nella stampa non di partito si legge a proposito dei contrasti violenti in atto a Mosca. E ne è molto turbato e perciò scrive: ‘Le grandi masse non possono comprendere le discussioni che avvengono nel PC dell’URSS, specie se esse sono così violente come l’attuale’. Rammemora ai destinatari l’insegnamento di Lenin: ‘Dobbiamo molto studiare i giudizi dei nostri nemici’. Il che mira a spiegare perché nel seguito si mostra così preoccupato dei giudizi e dell’informazione diffusa dagli avversari: ‘I partiti borghesi e socialdemocratici sfruttano le polemiche interne ed i conflitti esistenti nel PC dell’URSS’ [Il cenno all’’Avanti!’ che si schiera per Trockij non potrebbe essere più chiaro]. E ancora: ‘I giornali fascisti , specialmente quelli delle provincie, sono pieni di articoli , tecnicamente ben costruiti per la propaganda, con un minimo di demagogia e di atteggiamenti ingiuriosi, nei quali si cerca di dimostrare , con uno sforzo evidente di obiettività, che ormai per le stesse affermazioni dei leaders più noti del blocco dell’opposizione […] lo Stato dei Soviet va sicuramente diventando un puro stato capitalistico e che pertanto nel duello mondiale tra fascismo e bolscevismo il fascismo avrà il sopravvento’.
71-La sconfitta di Trockij era stata il frutto di molti fattori, che qui non possono essere riepilogati e sono stati approfonditamente studiati da eminenti storici quali Isaac Deutscher ed Edward Carr. Alla repressione poliziesca, fondata su presupposti ‘dogmatici’ antifrazionistici (in linea di principio condivisi anche dall’Opposizione) corrispondeva anche una forte presa sulla base, cioè sull’organizzazione del partito (era quello il ‘capolavoro’ di Stalin: un ambito d’azione nel quale, come scrive Eastman, Trockij era del tutto inferiore al suo avversario). Oltre tutto, porre la questione della fuoriuscita dalla NEP era un errore tattico, perché la NEP aveva corrisposto ad un miglioramento delle condizioni medie di vita: dunque cancellarla era impopolare presso la maggioranza. Ad ogni modo l’attacco contro Trockij ebbe -se si ripercorre sommariamente il quinquennio decisivo 1923-1927- due momenti particolarmente acuti: 1) la vicenda della lettera di Trockij alla conferenza del partito (8 dicembre 1923) sulla necessità di contrastare la ‘burocratica prevalenza’ dei dirigenti anziani e sulla auspicata ‘COLLABORAZIONE attiva con la nuova generazione’, cui replicò Stalin il 15 dicembre con asprezza inaudita, rinfacciandogli la sua non appartenenza alla vecchia guardia bolscevica (il che -a rigore- Trockij non aveva preteso); 2) L’accusa -assurda ma nello stile bolscevico molto efficace- di aver mantenuto rapporti con gruppi all’estero di fuoriusciti dai PC (Korsch per esempio), nonostante l’accettazione, da parte dell’opposizione, della piattaforma della maggioranza (ottobre 1926) Nel primo caso si apprezza la coincidenza con le parole sul ‘non bolscevismo’ di Trockij che si trovavano nel sospetto capoverso del ‘Testamento’ e vengono usate molto abilmente da Stalin nel CC del 23 ottobre 1927.Nel secondo caso si tratta della premessa ‘disciplinare’ per la resa dei conti del novembre 1927.
131- “E’ questa la maniera di far testamento?” di Salvatore Aponte [giornalista fascista a Mosca]
145-[NEP-> Enorme superiorità economica di 22 milioni di aziende contadine individuali vs gestioni statali]
155- [Grosso pubblico (europeo) /Gran pubblico bolscevico]
156- [Il veloce processo di differenziazione sociale nelle campagne (kulak)]
157- [Diminuzione dell’influenza del proletariato cittadino di fronte allo sviluppo delle classi non proletarie]
158- [Il governo va diventando un meccanismo parlamentaristico e ‘ondeggia fra le varie classi accostandosi all’una o all’altra a seconda delle opportunità- La Russia per Aponte come paese di piccola borghesia agricola]
159- [Battaglia tra i burocrati di Stalin e la classe operaia] / [Con Stalin la politica russa] il bolscevismo russo è al suo Termidoro [= liquidazione del partito e disponibilità a imprese bonapartisti che]
160- [Comitato centrale PCUS = governo bonapartista]
168- Due partiti bolscevichi non possono coesistere senza far crollare tutto.
169- Ondate di discredito che i capi si gettano addosso a vicenda.
178- [Russi = popolazione malleabilissima, docile fino all’inverosimile]
188 [Insurrezione (piazza) vs metodi di polizia]≠ voti nelle assemblee bolsceviche
223- “I piatti piccanti della cucina di Stalin” di Lev Trockij
249- [1929] Il processo di una rivoluzione è ben più complesso che il corso di un torrente montano. (…) Le tre rivoluzioni che hanno travagliato la Russia nell’ultimo quarto di secolo non sono altro che le fasi di una stessa rivoluzione. Fra la prima e la seconda sono passati dodici anni; fra la seconda e la terza nove mesi soltanto. Gli undici anni di esistenza del bolscevismo si possono dividere in due periodi: la linea di divisione è data dall’inizio della battaglia contro il trozkismo, dopo la malattia di Lenin. / Nel primo periodo, le masse hanno avuto una funzione decisiva, che ha pochi riscontri nella storia . Eppure vi è ancora qualcuno che attribuisce al caso la rivoluzione d’ottobre.
250- [1929]- In accordo coi principi della Nuova Politica Economica [NEP] nelle città si è costituita una classe numerosa di piccoli borghesi e professionisti liberali; nelle campagne è sorto il contadino arricchito, il ‘kulak’: e i funzionari usciti dalle masse si sono andati sempre più accostando a questi strati borghesi. / Era naturale che una tal burocrazia dovesse considerare come un’inciampo l’iniziativa e lo spirito critico del popolo e che la macchina burocratica premesse per soffocare ogni reazione psicologica delle masse , indebolite nella funzione politica. Quante volte in questi ultimi anni, burocrati e nuovi proprietari hanno ricantato agli operai il ritornello: ‘Non siete più nel ’18!’. In altre parole la proporzione delle forze è stata modificata a danno dei lavoratori.