Contro la mischia generale per il denaro (1903)

Sintesi ChatGPT

Lenin parte dalla convinzione che la miseria dei contadini e degli operai non dipenda dalla cattiva volontà dei singoli proprietari, ma dall’intero ordinamento economico e politico della Russia. Per questo invita i contadini poveri a guardare oltre le difficoltà immediate e a comprendere quali siano le vere cause della loro condizione. Il primo ostacolo è rappresentato dall’autocrazia zarista, che priva il popolo di qualsiasi libertà politica: i cittadini non possono eleggere liberamente i propri rappresentanti, scegliere i funzionari, discutere pubblicamente gli affari dello Stato né controllare il potere della burocrazia. Lo Stato è dominato da funzionari non eletti e irresponsabili verso il popolo, mentre polizia ed esercito servono soprattutto a difendere i privilegi dei ricchi. Per Lenin, la conquista delle libertà politiche – diritto di voto, libertà di parola, di stampa, di riunione e di associazione – non eliminerebbe automaticamente la miseria, ma fornirebbe ai lavoratori gli strumenti indispensabili per organizzarsi e combatterla efficacemente (pp. 10-16; 53-57).

Il capitalismo ha ormai trasformato profondamente anche la campagna russa. Se un tempo la terra costituiva la principale fonte del potere, ora è il denaro a dominare ogni rapporto economico. L’aumento della produttività e dello sviluppo economico non migliora le condizioni dei lavoratori, perché i benefici vengono appropriati dai proprietari dei mezzi di produzione. A rimetterci sono soprattutto i piccoli contadini e i piccoli artigiani, costretti a vivere senza riserve economiche e continuamente minacciati dalla rovina. La società si divide così sempre più nettamente tra chi vive del lavoro altrui e chi è costretto a vendere la propria forza lavoro (pp. 19-22).

Di conseguenza Lenin rifiuta l’idea che il mondo contadino costituisca un blocco sociale omogeneo. All’interno delle campagne esistono ormai profonde differenze economiche: una minoranza di contadini ricchi accumula terre, bestiame e strumenti agricoli, assume braccianti e si arricchisce sfruttando il lavoro altrui, mentre la grande maggioranza dei contadini impoverisce progressivamente fino a trasformarsi in proletari agricoli. I contadini medi oscillano invece tra queste due classi e rappresentano il terreno sul quale si confrontano l’influenza della borghesia e quella del proletariato. Per questo motivo il compito fondamentale consiste nell’individuare con precisione amici e nemici di classe, evitando le illusioni di una presunta solidarietà generale tra tutti i contadini (pp. 23-42).

In questo quadro Lenin polemizza apertamente contro l’esaltazione della comunità contadina tradizionale. Secondo lui essa non rappresenta più un’organizzazione dei poveri contro i ricchi, ma una struttura obbligatoria controllata dall’amministrazione e dominata economicamente dai contadini più benestanti. In passato essa aveva potuto svolgere una funzione positiva, quando le differenze sociali erano limitate e tutti i contadini erano ugualmente oppressi dai proprietari fondiari; nelle nuove condizioni del capitalismo, invece, essa non può più costituire lo strumento della liberazione dei lavoratori rurali. L’obiettivo non deve essere il rafforzamento della comunità, bensì la costruzione di una libera organizzazione dei contadini poveri, indipendente dai ricchi e saldamente unita al proletariato urbano (pp. 28-36).

Lenin respinge inoltre le soluzioni proposte dai populisti e da coloro che confidano nella piccola proprietà, nella cooperazione o nel semplice risparmio individuale. Queste prospettive alimentano soltanto l’illusione che ciascun contadino possa uscire dalla miseria grazie alla propria laboriosità, mentre in realtà la maggioranza resta inevitabilmente povera. La piccola azienda non elimina lo sfruttamento, ma spesso coincide con la miseria più profonda; le cooperative economiche, se non sono accompagnate dalla lotta politica e di classe, non modificano i rapporti di potere esistenti. La vera cooperazione è dunque quella politica tra i contadini poveri e gli operai delle città, perché solo questa alleanza può spezzare il dominio della borghesia (pp. 44-51).

Per chiarire i propri obiettivi i socialdemocratici formulano un programma politico preciso. Essi chiedono l’uguaglianza giuridica di tutti i cittadini, l’abolizione dei privilegi di ceto, la piena libertà di movimento e di professione, l’elezione democratica dei rappresentanti e dei funzionari, la sostituzione dell’esercito permanente con una milizia popolare e una riforma fiscale che alleggerisca il peso delle imposte indirette sui poveri introducendo invece un’imposizione progressiva sui redditi e sulle eredità. Tutte queste rivendicazioni non costituiscono ancora il socialismo, ma rappresentano le condizioni indispensabili perché il popolo lavoratore possa organizzarsi liberamente e difendere i propri interessi (pp. 52-62).

Parallelamente i socialdemocratici sostengono le rivendicazioni immediate degli operai nelle fabbriche e nelle campagne, favorendo la nascita di organizzazioni, scioperi e comitati capaci di unificare le lotte locali. L’obiettivo ultimo non consiste però soltanto nell’ottenere miglioramenti salariali, ma nel liberare definitivamente la classe operaia dal lavoro salariato e dallo sfruttamento della borghesia (pp. 62-65).

Anche i contadini, secondo Lenin, devono lottare contro le forme di servitù ancora esistenti. Essi devono conquistare il diritto di disporre liberamente delle proprie terre, eleggere autonomamente i propri comitati e liberarsi dall’oppressione burocratica e feudale. Tuttavia questa emancipazione resterà incompleta finché la terra, le fabbriche e il capitale rimarranno nelle mani della borghesia. La libertà politica costituisce dunque soltanto il primo passo verso una trasformazione sociale molto più profonda (pp. 66-85).

Proprio su questo punto Lenin si distingue nettamente dai populisti e dai socialrivoluzionari. Questi ultimi ritengono che la soluzione consista soprattutto nel rafforzare la comunità contadina e nel socializzare direttamente la terra; i socialdemocratici, invece, sostengono che il primo passo debba essere la conquista dei pieni diritti civili e politici per i contadini, perché senza queste libertà nessuna ulteriore trasformazione è realmente possibile. Solo dopo aver aperto questa “porta” sarà possibile avanzare verso la liberazione completa del popolo lavoratore (pp. 82-85).

Nella parte conclusiva Lenin definisce esplicitamente la lotta di classe come il conflitto tra le masse lavoratrici e i possessori della ricchezza. Dopo l’abolizione della servitù della gleba il conflitto fondamentale non oppone più semplicemente contadini e proprietari fondiari, ma proletariato e borghesia. Le rivolte spontanee dei contadini, come quella del 1902, sono destinate alla sconfitta se non vengono preparate politicamente e organizzate. Occorre quindi educare i lavoratori più coscienti, costruire organizzazioni permanenti, sviluppare gradualmente la capacità di lotta collettiva e preparare l’alleanza tra contadini poveri e operai delle città. Soltanto questa unione potrà prima conquistare la libertà politica e successivamente utilizzare tale libertà come strumento per arrivare al socialismo, cioè all’abolizione definitiva dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo (pp. 86-98).

Appunti

Lenin ai contadini poveri

7- La lotta degli operai delle città

9 – Che cosa vogliono i socialdemocratici

10- [Mancanza della libertà di spostarsi = asservimento]

11- [La libertà civile / il popolo russo rimane asservito ai funzionari così come i contadini erano asserviti ai proprietari fondiari / Il popolo russo non ha diritto di scegliere i funzionari, non ha il diritto di eleggere delegati che facciano leggi per tutto lo stato / Parlare di fronte a tutti e per tutti degli affari di tutto lo stato / Il popolo russo non ha ancora libertà politica]

12 [L’autocrazia zarista significa il potere illimitato dello Zar / Un solo uomo, pur con tutta la sua buona volontà non potrebbe governare uno stato immenso come la Russia vs 13- presenza di operai delle fabbriche e di braccianti agricoli nei parlamenti europei] E nessuno osa interrompere simili discorsi degli eletti del popolo e nessun poliziotto osa torcer loro un capello.

14- Esercito di funzionari, che non sono stati eletti dal popolo e che non sono tenuti a rispondere davanti al popolo.

15- [Pro diritto del popolo a libere elezioni, libertà di parola, libertà di stampa]

16- La libertà politica non libererà di colpo il popolo lavoratore dalla miseria, ma darà agli operai le armi per combattere la miseria / Non c’è e non può esserci altro modo per combattere la miseria al di fuori dell’organizzazione degli operai stessi [sic!] / Gli operai che non hanno né terra, né bottega = proletari / [Germania = paese confinante con la Russia]

19- [Chi trae vantaggio dalla produttività del lavoro]

20 – Il denaro è diventato ovunque la forza principale (…) un tempo la forza principale era la terra.

21- Sono i piccoli, i piccoli artigiani e i piccoli contadini, che hanno la peggio in questa MISCHIA GENERALE PER IL DENARO. / Non hanno mai nessuna riserva e sono lasciati a vivere alla giornata.

22. Allora a dirigere il lavoro degli operai non saranno più i ricchi, che vivono del lavoro altrui, ma gli operai stessi e i loro eletti. Allora il frutto del lavoro comune e i vantaggi di tutti i perfezionamenti delle macchine andranno a favore di tutti i lavoratori, di tutti gli operai.

23- Ricchezza e miseria, possidenti e operai in campagna

23- I socialdemocratici vogliono lottare contro tutta la classe ricca per liberare il popolo dalla miseria.

24. Bisogna sapere quale gente in campagna si schiererà dalla parte dei ricchi. / Il governo russo può reggersi soltanto nelle tenebre, ed è per questo che da noi vengono così di rado raccolte informazioni ampie e attendibili sulla vita del popolo in tutto lo stato.

25 [Diseguaglianze nel mondo agricolo] / È chiaro che i contadini poveri non possono attendere aiuto da nessuno, finché essi stessi non si raggrupperanno in una classe sola.

27- [Terre improduttive al demanio vs terre produttive / Terre del demanio affittate a bassisimo prezzo a ricconi / Lo stato come servo fedele della classe dei proprietari fondiari / Acquisto di terre da parte di commercianti, cittadini notabili  e contadini agiati vs perdita di terre da parte dei nobili in trent’anni, dal 1863 al 1892] I contadini, i cosacchi e gli altri ‘cafoni’ (così il nostro governo chiama la gente di condizione semplice a differenza della ‘gente bennata’, ‘pulita’) hanno acquistato terre per 300 milioni di rublil

28- Vi sono diversi tipi di contadini: alcuni fanno la fame e la miseria, altri si arricchiscono / [Contadini ricchi vs operai] / Questi cattivi consiglieri [dei contadini] amano dire: i contadini hanno già un’organizzazione, che è la comunità. La comunità è una grande forza. La comunità unisce strettamente i contadini tra loro; l’organizzazione (cioè il raggruppamento, l’unione) della comunità contadina è colossale (cioè enorme, infinita) / Questo non è vero. E’ una favola. Sebbene inventata da buona gene, è pur sempre una favola. Se noi daremo retta alle favole, riusciremo soltanto a rovinare la nostra causa, la causa dell’unione dei contadini poveri con gli operai della città. Che ogni abitante della campagna si guardi intorno: forse che la comunità contadina assomiglia assomiglia all’unione dei poveri contro TUTTI i ricchi [= tutti coloro che vivono del lavoro degli altri]? No, non le assomiglia e non le può assomigliare. / 29 – I ricconi hanno una supremazia nelle comunità [che sono associazioni obbligatorie- controllate dalla polizia- e non associazioni volontarie] / La comunità era una forza allorquando fra i contadini non c’erano questi braccianti e operai che vagavano per tutta la Russia in cerca di guadagno, allorquando non vi erano quasi ricconi, allorquando il signore fondiario opprimeva tutti i contadini ugualmente / [contadini danarosi vs nobili e proprietari fondiari]

30- Oggi abbiamo bisogno non di una comunità, ma di una unione contro il POTERE DEL DENARO / [Dividere contadini ricchi, medi e poveri in base alla quantità di cavalli [= animali da lavoro, mezzi di produzione] in loro possesso.

32- [Chi sono i contadini poveri] / Nelle mani di un sesto di famiglie contadine si trova la metà di tutti i cavalli [Non si tratta di calcolare ogni migliaio o centinaio di migliaio di contadini ricchi] si tratta di calcolare esattamente qual è la forza dei contadini ricchi, qual è la loro situazione, per poter riconoscere i propri nemici e i propri amici per non lasciarsi ingannare da frottole e da chiacchiere di ogni specie per conoscere con precisione la situazione dei poveri e soprattutto la situazione dei ricchi. Ogni lavoratore della campagna vedrà che il nostro calcolo è giusto: per ogni cento famiglie, ci sono una o al massimo due decine di ricchi, circa due decine di contadini medi e tutte le altre sono di contadini poveri / Abbiamo già detto quanta terra comprano ogni anno i contadini in Russia.

35- Nella comunità contadina chi ha i quattrini ha la forza. A noi invece occorre l’unione dei contadini poveri di tutte le comunità.

36- [I contadini ricchi hanno terre, animali da lavoro, strumenti agricoli e fanno lavorare i braccianti] Allo stesso modo dei proprietari fondiari i contadini ricchi vivono del lavoro altrui. Essi si arricchiscono perché la massa dei contadini si rovina e cade in miseria / Grande lotta tra possidenti e nullatenenti, tra padroni e operai, tra borghesia e proletariato / Conosciamo ora la situazione e la forza dei contadini ricchi, adesso vediamo come vivono i contadini poveri.

37- Il contadino senza cavallo è un contadino che non ha più nulla. E’ un proletario.

39- E’ stato calcolato che in tutta la Russia (oltre al Caucaso e alla Siberia) vengono richiesti ogni anno otto, a volte anche nove milioni di passaporti. Sono tutti operai che vanno a lavorare altrove. Sono contadini soltanto di nome, in realtà sono salariati, sono operai.

42- Da che parte deve schierarsi il contadino medio? Dalla parte dei possidenti e dei ricchi oppure dalla parte degli operai e dei nullatenenti?

42- [I contadini medi contesi tra ricchi e poveri]

44- La borghesia dice al contadino medio ( e anche al piccolo): noi ti venderemo terra a buon mercato, aratri a buon mercato, tu però devi venderci l’anima, devi rinunciare alla lotta contro tutti i ricchi.

44-45- [Contro le cooperative (= associazioni per l’acquisto a buon prezzo e per la vendita a condizioni vantaggiose) come mezzo per sollevare le condizioni dei contadini poveri.

46- Il piccolo contadino non ha bisogno di molto denaro; dicono queste persone dalla parola tanto melliflua; il contadino piccolo e medio è più economo e zelante del ricco e sa anche vivere una vita più semplice.

47- [Azienda economica = miseria nera -> contro il libro di Edoardo David]

48- Coloro che decantano la piccola azienda vogliono a volte riuscire utili al contadino, ma in realtà non gli fanno che danno, con i loro discorsi ingannano il contadino così come la LOTTERIA inganna il popolo.

49- Quanti ce ne sono di contadini che per tutta la vita non possono uscire dalla miseria? / La borghesia non desidera di meglio che la maggior parte dei contadini creda alla possibilità di uscire dalla miseria senza lottare contro la borghesia [che conti sulla propria diligenza e spilorceria, non sull’unione con gli altri]

50- [Tre domande su come possa fare il popolo lavoratore a liberarsi dalla miseria (= non avere le scarpe d’estate?)]

51- La vera cooperazione che può salvare il popolo lavoratore dalla miseria è l’unione con gli operai delle città / La borghesia oltre ai dolci discorsi diffonde però anche menzogne sui socialdemocratici->dice che la socialdemocrazia voglia privare della loro proprietà il piccolo e il medio contadino : ciò è una menzogna[sic!]. I socialdemocratici vogliono espropriare solo i grandi proprietari, coloro che vivono del lavoro altrui.

53- Quali miglioramenti vogliono ottenere i socialdemocratici per tutto il popolo e per gli operai?

52- Perché tutto il popolo sappia chi sono e cosa vogliono i socialdemocratici , i socialdemocratici hanno formulato il loro programma (…) Programma vuole dire una dichiarazione breve, chiara e precisa di TUTTO CIO’ CHE IL PARTITO VUOLE OTTENERE E PER CUI ESSO LOTTA.

53- [Libertà politica e cittadinanza] La libertà politica è necessaria a tutto il popolo e non soltanto a un pugno di cortigiani, di magnati e di alti funzionari ammessi a Corte.

54- Tutti devono poter eleggere i deputati, tutti senza distinzioni di ceto, senza distinzioni di ricchi e poveri/ Abbiamo già detto che il potere autocratico vuol dire asservimento del popolo ai funzionari e alla burocrazia (…) Ma la libertà politica è soprattutto necessaria agli operai e ai contadini. I ricchi possono affrancarsi col denaro dall’arbitrio, dallo spadroneggiamento dei funzionari e della polizia. I ricchi possono arrivare molto in alto con i loro ricorsi. Perciò la polizia e i funzionari si permettono di attaccar briga coi ricchi molto più raramente che con la povera gente.[democrazia vs asservimento feudale ai funzionari]

55- Se non si può organizzare liberamente una riunione, pubblicare liberamente un libro, come si fa, dunque, a ottenere giustizia contro i funzionari e i ricchi? / I socialdemocratici esigono che siano abolite le caste , che tutti i cittadini dello Stato abbiano gli stessi diritti/ATTUALMENTE CI SONO DA NOI CETI SOGGETTI E CETI NON SOGGETTI ALLE IMPOSTE / In nessun paese all’infuori della Russia esistono leggi diverse per i diversi ceti (…) I socialdemocratici esigono per il popolo piena libertà di movimento e di professione.

57- I socialdemocratici esigono che l’esercito permanente sia abolito e sia costituita al suo posto la milizia popolare. L’esercito permanente è un esercito staccato dal popolo e addestrato a sparare sul popolo. Se ogni cittadino dello stato fosse armato la Russia non dovrebbe temere nessun nemico.(…) Il militarismo rafforza ancor più il potere dei funzionari e della polizia sul popolo. Il militarismo serve a depredare altri popoli, per esempio a prendere la terra ai cinesi. Il popolo non ne ricava alcun beneficio, anzi le sue condizioni diventano più gravi a causa delle tasse. La sostituzione dell’esercito permanente con l’armamento di tutto il popolo costituirebbe un immenso beneficio per tutti gli operai e per tutti i contadini. / Abolizione delle imposte indirette proposta dalla socialdemocrazia -> Le imposte indirette sono le imposte per colpire i poveri-> pro-imposte progressive sul reddito e sull’eredità-> Pro salda unione di contadini poveri e di operai per strappare alla borghesia questo miglioramento.

62- I socialdemocratici lottano per ottenere gli stessi miglioramenti per tutti gli operai: tanto per quelli isolati che lavorano a casa propria per conto di padroni, quanto per gli operai salariati che lavorano presso piccoli imprenditori o artigiani, per gli operai edili ( carpentieri, muratori), per i boscaioli, per i manovali, e, allo stesso modo, anche per gli operai agricoli. Tutti questi operai cominciano ora in tutta la Russia a unirsi e a lottare per migliori condizioni di vita, SEGUENDO L’ESEMPIO DEGLI OPERAI DELLE FABBRICHE / Inviando operai capaci di parlare con i nuovi venuti e in generale di aiutarli in tutti i modi possibili / Finché la polizia sarà onnipotente e non dovrà rendere conto al popolo delle sue azioni [non avrà nessuna utilità] / DATORI DI LAVORO ( FABBRICANTI, PROPRIETARI FONDIARI, IMPRENDITORI, CONTADINI RICCHI)

65 Gli operai di ogni tenuta, di ogni azienda, di ogni imprenditore / Quando gli operai difendono compatti come un sol uomo, le proprie rivendicazioni, i padroni si vedono costretti a cedere e a dare il proprio consenso/ I COMITATI SOCIALDEMOCRATICI aiutano gli operai di tutta la Russia a formulare con chiarezza e precisione le proprie rivendicazioni e a pubblicare (…) affinché tutti (…) ne vengano a conoscenza/ Liberare la classe operaia da qualsiasi oppressione, da qualsiasi lavoro salariato per conto di altri, da qualsiasi lavoro per conto della borghesia.

66- Quali miglioramenti vogliono ottenere i socialdemocratici per i contadini?

66- Ma i contadini in Russia, presi insieme, ricchi e poveri, rimangono per molti aspetti ancora asserviti: essi tutti formano il ceto inferiore, ‘nero’, soggetto alle tasse (…) Tutti i contadini vogliono liberarsi da questa nuova servitù.

67 [Miseria = asservimento]

68- [Il contadino ricco è un accaparratore] quindi bisogna stare all’erta e stringere una salda e indissolubile alleanza con l’operaio di città.

73 – [Sullo scambio collettività operaia -contadini]

74- [ I contadini non hanno mai avuto nulla di buono dai funzionari, hanno avuto soltanto percosse, imposte e angherie] / [Se il feudatario o il commerciante possono vendere le proprie terre senza chiedere il permesso a nessuno, la stessa cosa deve valere anche per il contadino] / Certo non potremo eliminare ogni servitù finché al mondo ci sarà la miseria e la miseria non si può eliminare finché la terra e le fabbriche saranno nelle mani della borghesia, finché il denaro sarà la forza principale del mondo, finché non sarà instaurata la società socialista.

77- [Tribunali e comitati contadini liberamente eletti]

79-Quando tutti avranno il diritto di esprimere liberamente, senza temere nessuno, le proprie opinioni e i propri desideri, sia nell’assemblea nazionale dei deputati, sia nei comitati contadini, sia nei giornali, si potrà vedere in poco tempo chi si schiera dalla parte della classe operaia e chi si schiera dalla parte della borghesia / Quando ognuno comincerà a pensare a questo, non ci sarà più bisogno di nascondersi e presto tutto diverrà chiaro [sic! Contro i mistificatori]

79-80 [Noi non abbiamo paura dell’unione dei contadini ricchi con la borghesia] Noi ci uniamo pure, per conto nostro e la nostra unione, l’unione dei contadini poveri con gli operai della città sarà incomparabilmente più larga, sarà l’unione di decine di milioni, contrapposta all’unione di centinaia di migliaia.

80- Sappiamo che la borghesia cercherà (e lo sta facendo anche ora) di attirare dalla sua parte i contadini medi e anche quelli piccoli , che cercherà di ingannarli, di corromperli, di dividerli, promettendo a ognuno di farlo diventare ricco.

82- [Il primo passo] È una porta. Bisogna anzitutto usare quella porta PER POTER ANDARE AVANTI per poter proseguire su una larga, aperta strada FINO ALLA FINE, fino alla completa liberazione di tutto il popolo lavoratore della Russia. Finché non escono da quella porta i contadini rimangono nelle tenebre, asserviti senza godere di tutti i diritti, senza una vera, completa libertà; neanche tra loro possono individuare chiaramente chi è amico del lavoratore e chi gli è nemico. [I populisti, i socialrivoluzionari si agitano, ma non vedono quella porta.] Sono ciechi a tal punto che dicono: non bisogna affatto dare al contadino il diritto di disporre liberamente della propria terra! Vogliono il bene del contadino ma ragionano a volte come feudatari! Da simili amici c’è da aspettarsi poco aiuto / La difficoltà non consiste nel fare tanti begli auguri, ma nell’additare in modo giusto la strada, nel capire chiaramente come bisogna fare il primo passo.

83- Tutta la questione è COME METTERSI ALL’OPERA, COME FARE IL PRIMO PASSO, quale porta bisogna forzare anzitutto.

85- [Due risposte alla domanda come fare il primo passo:] 1.[populisti e socialrivoluzionari pro rafforzamento della comunità contadina e cooperative] Non bisogna dare al contadino il diritto di disporre liberamente delle proprie terre. Tutta la terra della Russia deve diventare proprietà delle comunità [pro trasferimento terra da capitale a lavoro]/ 2. [≠socialdemocratici] Il contadino deve godere anzitutto di tutti i diritti di cui godono il nobile e il mercante senza eccezione. Il contadino deve disporre liberamente della propria terra.

84- Non abbiamo bisogno delle comunità ma dell’unione dei contadini poveri (…) coi proletari delle città / I contadini devono rivendicare il diritto di eleggersi dei propri comitati liberi / Nessuna persona di coscienza può negare che

86- La lotta di classe nelle campagne

86– Otterremo la liberazione completa di tutto il popolo lavoratore. / Che cos’è la lotta di classe? E’ la lotta di una parte del popolo contro l’altra. La lotta delle masse prive di diritti, oppresse e lavoratrici, contro i privilegiati, gli oppressori, i parassiti, la lotta degli operai salariati o proletari contro i possidenti o borghesi.

87- Dopo l’abolizione della servitù della gleba, è sorta una nuova lotta di classe, la lotta del proletariato contro la borghesia/ [Rivolta del 1902 = prima insurrezione contadina]

89- L’insurrezione contadina è stata schiacciata perché non era stata preparata [una massa ignorante] / I contadini sono insorti alla cieca, semplicemente perché non ne potevano più, perché non volevano morire senza levare la voce e opporre resistenza.

90- [Governo popolare elettivo vs governo aristocratico] / [Tre rivendicazioni dei socialdemocratici: 1. Libertà politica; 2. Libertà di espressione; 3. Comitati contadini contro asservimento feudale]

92- Bisogna scegliere subito i contadini che sono più riflessivi, più sensati, più fidati, che aspirano alla verità e spiegare a questi contadini l’origine del loro asservimento senza vie d’uscita / Pro resistenza compatta contro il proprietario fondiario = proletari contro fabbricante]

93- [Miglioramenti minimi e grandi miglioramenti / PICCOLE LOTTE LOCALI vs prepararsi con gente fidata alla GRANDE LOTTA ASSIEME AGLI OPERAI DELLE CITTA’

94- Prepararsi gradualmente, tenacemente alla grande battaglia per la libertà / Ottenere con la forza la trasformazione degli ordinamenti feudali.

95- La classe operaia si servirà della libertà per conquistare il socialismo! [sic! N.M.]

96- Programma del partito socialdemocratico operaio russo proposto dal giornale ISKRA  e dalla rivista ZARIA’

98- [Grande scopo della lotta: abolire completamente ogni oppressione dei ricchi sui poveri / Autocrazia vs governo popolare elettivo]

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