Immaginate che un padrone di cento schiavi guerreggi con un altro che ne possiede duecento per una più ‘giusta’ ripartizione degli schiavi stessi (1915)

Sintesi realizzata con ChatGPT

Nel Socialismo e la guerra, Lenin parte dalla necessità di definire la posizione socialista di fronte alla guerra mondiale del 1914-1915. I socialisti hanno sempre condannato la guerra come fenomeno barbaro, ma il marxismo si distingue tanto dal pacifismo borghese quanto dall’anarchismo perché non considera tutte le guerre allo stesso modo. Le guerre sono legate ai conflitti di classe e non possono essere definitivamente eliminate senza eliminare le classi stesse; inoltre, ogni singola guerra deve essere giudicata storicamente, considerando le forze sociali che la conducono e gli obiettivi che essa concretamente persegue. Per questo possono esistere guerre progressive e persino necessarie, come le guerre civili delle classi oppresse contro quelle dominanti o le guerre che contribuiscono ad abbattere istituzioni reazionarie e forme di oppressione nazionale.

Tra la Rivoluzione francese e la Comune di Parigi, dal 1789 al 1871, le guerre nazionali ebbero spesso un carattere storicamente progressivo, perché contribuirono alla distruzione dell’assolutismo e del feudalesimo, alla formazione degli Stati nazionali e alla liberazione dall’oppressione straniera. La presenza, all’interno di queste guerre, di episodi di conquista e di rapina non ne modificava necessariamente il significato storico complessivo. Diversa è invece la situazione nell’epoca imperialista: il capitalismo, che nella lotta contro il feudalesimo aveva svolto una funzione progressiva e di liberazione nazionale, si è trasformato nel principale oppressore delle nazioni.

Occorre quindi distinguere radicalmente una guerra di liberazione di un popolo oppresso da una guerra combattuta fra grandi potenze imperialistiche. Se un paese soggetto e privo di diritti combattesse contro una potenza che lo opprime, la sua guerra sarebbe legittima e difensiva indipendentemente da chi avesse formalmente attaccato per primo. Ma la guerra mondiale in corso non appartiene a questa categoria. Lenin la rappresenta attraverso l’immagine di due proprietari di schiavi che combattono fra loro per una più equa ripartizione degli schiavi: in una situazione simile parlare di «difesa della patria» significa soltanto nascondere gli interessi reali delle potenze imperialistiche dietro un’ideologia nazionale.

L’imperialismo ha infatti prodotto un sistema mondiale nel quale poche grandi potenze dominano immense popolazioni coloniali. La guerra del 1914-1915 non viene dunque combattuta per la libertà dei popoli, ma per decidere la spartizione delle colonie e delle zone d’influenza e per rafforzare l’oppressione esistente. Non si tratta perciò, per i socialisti, di scegliere fra imperialismi concorrenti: sostenere la Germania significherebbe appoggiare un imperialismo più giovane contro quelli più antichi, mentre sostenere Francia e Inghilterra significherebbe difendere potenze che possiedono e sfruttano vastissimi imperi coloniali. La guerra è, in questo senso, una guerra fra oppressori per rafforzare l’oppressione coloniale, nazionale e salariale.

La parola d’ordine della «difesa della patria» assume quindi, nella guerra imperialista, un contenuto ingannevole. Il social-sciovinismo consiste precisamente nel trasferire nel movimento socialista questa giustificazione della guerra. Lenin collega il suo sviluppo all’opportunismo già presente nel movimento operaio: entrambi hanno la stessa base economica negli interessi di un ristretto strato di lavoratori privilegiati, che riceve indirettamente una parte dei vantaggi ottenuti dalla propria borghesia attraverso lo sfruttamento delle altre nazioni. La guerra rende così evidente un processo già in corso, trasformando l’opportunismo in social-sciovinismo e mostrando apertamente il legame di questi settori del movimento operaio con la propria borghesia nazionale.
Di fronte alla guerra imperialista, il compito dei socialisti non consiste dunque nel sostenere il proprio governo, ma nello sfruttare la crisi provocata dalla guerra per sviluppare la lotta rivoluzionaria. La guerra accresce enormemente la miseria delle masse e genera inevitabilmente sentimenti di protesta e stati d’animo rivoluzionari. Il compito dei socialisti è renderli coscienti, approfondirli e trasformarli in una lotta politica conseguente. Da qui deriva la parola d’ordine della trasformazione della guerra imperialista in guerra civile, cioè della conversione del conflitto fra Stati in lotta delle classi oppresse contro le proprie classi dominanti. Per preparare questo processo diviene indispensabile anche l’organizzazione illegale, necessaria per la propaganda, lo studio e la preparazione dei mezzi rivoluzionari di lotta.

La critica dell’imperialismo è strettamente collegata alla questione nazionale. La borghesia cerca continuamente di mascherare i propri obiettivi di conquista presentando la guerra come una lotta per la liberazione dei popoli. I socialisti, al contrario, devono combattere realmente ogni oppressione nazionale. Nei paesi oppressori e soprattutto nelle grandi potenze ciò significa riconoscere il diritto delle nazioni oppresse all’autodecisione, intesa anche come diritto alla separazione politica. Un popolo che ne opprime un altro, secondo la formula richiamata da Lenin, non può essere esso stesso libero.

In Russia il sostegno alla guerra trova la propria base soprattutto nei proprietari fondiari e negli strati superiori della borghesia commerciale e industriale, che attendono vantaggi materiali dalla vittoria dello zarismo. Anche settori della media borghesia, degli intellettuali e dei liberi professionisti vengono inizialmente coinvolti dallo sciovinismo, mentre il panslavismo diviene uno degli strumenti ideologici della politica zarista. Lenin ritiene invece che il proletariato russo abbia resistito maggiormente alla penetrazione dello sciovinismo. Una ragione è anche la relativa debolezza, in Russia, di quello strato di operai e impiegati privilegiati che nei paesi capitalistici più sviluppati costituisce la base sociale dell’opportunismo.

La guerra provoca contemporaneamente la crisi dell’Internazionale socialista. Contro l’idea che l’Internazionale sia soltanto uno strumento valido in tempo di pace, Lenin considera necessario ricostruire il movimento socialista su basi rivoluzionarie, separandolo dal social-sciovinismo e dall’opportunismo. La divisione fra socialdemocratici rivoluzionari e social-sciovinisti assume ormai una profondità paragonabile alle precedenti fratture fondamentali del movimento socialista.

Questa contrapposizione viene ricondotta anche alla storia della socialdemocrazia russa. Dalla nascita del movimento operaio di massa si erano progressivamente manifestate tendenze opportunistiche e rivoluzionarie. L’economismo, sintetizzato nella formula «agli operai la lotta economica, ai liberali la lotta politica», aveva rappresentato una delle prime forme dell’opportunismo; successivamente le divergenze si erano sviluppate attraverso la contrapposizione fra menscevismo e bolscevismo e attraverso le diverse tattiche adottate dalle varie correnti della socialdemocrazia.

Il significato effettivo della guerra mondiale può quindi essere riassunto, per Lenin, nella conquista di territori, nell’asservimento di altre nazioni, nella rapina delle ricchezze dei concorrenti e, nello stesso tempo, nel tentativo di deviare l’attenzione dei lavoratori dalle crisi politiche interne, dividerli attraverso il nazionalismo e indebolire il movimento rivoluzionario. Nessuno dei due schieramenti può presentarsi come autentico difensore della libertà. La Germania mira a soggiogare altri popoli e a colpire concorrenti economicamente più ricchi; Francia e Inghilterra, dietro la retorica della libertà e della civiltà, perseguono la conquista delle colonie tedesche e si alleano con lo zarismo russo, contribuendo così al mantenimento dell’oppressione nazionale e politica esercitata da quest’ultimo.

La conclusione generale è quindi una critica tanto del militarismo imperialista quanto del pacifismo astratto. Limitarsi a propagandare la pace significa nascondere il fatto che, nel capitalismo e soprattutto nella sua fase imperialistica, le guerre sono inevitabili. Ciò non significa però considerare tutte le guerre equivalenti: accanto alle guerre imperialistiche possono esistere guerre rivoluzionarie, guerre di liberazione nazionale e persino guerre per la difesa delle conquiste ottenute da un proletariato vittorioso contro la borghesia. Una vera pace democratica non può quindi essere raggiunta semplicemente attraverso la condanna morale della guerra: essa presuppone una trasformazione rivoluzionaria della società.

I. I principi del socialismo e la guerra del 1914-15

5- I socialisti hanno sempre condannato le guerre fra i popoli com cosa barbara e bestiale. [Ma i marxisti si distinguono dai pacifisti borghesi e dagli anarchici su questo tema] Dai primi ci distinguiamo in quanto comprendiamo l’inevitabile legame delle guerre con la lotta delle classi all’interno di ogni paese, comprendiamo l’impossibilità di distruggere le guerre senza distruggere le classi ed edificare il socialismo, come pure in quanto riconosciamo pienamente la legittimità, il carattere progressivo e la necessità delle guerre civili, cioè delle guerre della classe oppressa contro quella che opprime, degli schiavi contro i padroni di schiavi, dei servi della gleba contro i proprietari fondiari, degli operai salariati contro la borghesia. Dagli anarchici noi marxisti ci distinguiamo in quanto riconosciamo la necessità dell’esame storico (dal punto di vista del materialismo dialettico di Marx) di ogni singola guerra. Nella storia sono più volte avvenute guerre che nonostante tutti gli orrori, le brutalità, le miserie e i tormenti, sono state progressive (…) utili all’evoluzione dell’umanità, contribuendo a distruggere istituzioni particolarmente nocive e reazionarie (per esempio l’autocrazia o la servitù della gleba). (…) Perciò bisogna prendere in esame le particolarità storiche proprie a questa guerra / La grande Rivoluzione francese ha iniziato una nuova epoca nella storia dell’umanità. Da allora fino alla Comune di Parigi, dal 1789 al 1871, un particolare tipo di guerra è costituito dalle guerre a carattere borghese progressivo, di liberazione nazionale. In altre parole il principale contenuto ed il significato storico di queste guerre è stato l’abbattimento e la distruzione dell’assolutismo e del feudalesimo, l’abbattimento dell’oppressione straniera. Esse sono state perciò guerre progressive e tutti gli onesti democratici rivoluzionari, nonché tutti i socialisti , durante tali guerre, simpatizzarono sempre per il successo di quel paese (cioè di quella borghesia) che contribuiva ad abbattere o a minare i pilastri più pericolosi del feudalesimo, dell’assolutismo e dell’oppressione dei popoli stranieri. /6- Per esempio, nelle guerre rivoluzionarie della Francia c’era anche un elemento di rapina e di conquista di terre straniere da parte dei francesi, ma ciò non cambia il significato storico di quelle guerre [contro feudalesimo e assolutismo]. Nella guerra franco-prussiana la Germania depredò la Francia; ma ciò non cambia il significato storico di quella guerra che ha liberato il popolo tedesco, cioè un popolo di decine di milioni di uomini, dal frazionamento feudale e dall’oppressione di due despoti: lo zar russo e Napoleone III.

6- Per esempio, se domani il Marocco dichiarasse guerra alla Francia, l’India all’Inghilterra, la Persia o la Cina alla Russia ecc. queste sarebbero guerre ‘giuste’ [legittime], delle guerre ‘difensive, INDIPENDENTEMENTE da chi avesse attaccato per primo ed ogni socialista solidarizzerebbe con la vittoria degli Stati oppressi, soggetti e privi di diritti, contro le grandi potenze schiaviste che opprimono e depredano. Ma immaginate che un padrone di cento schiavi guerreggi con un altro che ne possiede duecento per una più ‘giusta’ ripartizione degli schiavi stessi. E’ chiaro che, in un simile caso,la qualifica di guerra ‘difensiva’ o di ‘difesa della patria’ costituirebbe una falsificazione storica e, in pratica, solo un inganno del popolo semplice, della piccola borghesia, della gente ignorante, da parte degli astuti padroni di schiavi. E’ proprio così che la borghesia imperialista del nostro tempo inganna i popoli, servendosi dell’ideologia ‘nazionale’ e del concetto di difesa della patria nell’attuale guerra tra padroni di schiavi, per il consolidamento e il rafforzamento della schiavitù

7- Da liberatore delle nazioni quale era nella lotta contro il feudalesimo, il capitalismo, nella fase imperialista, è divenuto il maggiore oppressore delle nazioni. Da progressivo il capitalismo è diventato reazionario; ha sviluppato a tal punto le forze produttive, che l’umanità deve o passare al socialismo o sopportare per anni e magari per decenni, la lotta armata tra le grandi potenze per la conservazione artificiosa del capitalismo mediante le colonie, i monopoli, i privilegi e le oppressioni nazionali di ogni specie.

8- Dal 1876 al 1914, sei ‘grandi potenze’ [Inghilterra, Russia, Francia, Germania, Giappone e Stati Uniti d’America] depredarono 25 milioni di chilometri quadrati, cioè una superficie due volte e mezzo l’intera Europa! Sei potenze tengono soggetti più di MEZZO MILIARDO (523 MILIONI) DI UOMINI NELLE COLONIE. Per ogni quattro abitanti delle ‘grandi potenze’ si contano 5 abitanti nelle ‘loro’ colonie. E’ noto a tutti che le colonie sono conquistate col ferro e col fuoco, che nelle colonie la popolazione è trattata bestialmente, sfruttata in mille modi ( per mezzo dell’esportazione del capitale, delle concessioni ecc.,con la frode nella vendita delle merci, con la ‘sottomissione’ ai poteri della nazione ‘dominante’ e così via. La borghesia anglo-francese inganna il popolo, affermando di condurre la guerra per la libertà dei popoli e del Belgio, in realtà essa conduce la guerra per conservare le colonie che sfrutta senza misura. Gli imperialisti tedeschi avrebbero subito liberato il Belgio ecc., se gli inglesi e i francesi avessero ‘cristianamente’ diviso con le proprie colonie. L’originalità della situazione sta nel fatto che, in questa guerra, i destini delle colonie vengono decisi dalla lotta armata sul continente / 9- Non è compito dei socialisti aiutare il brigante più giovane e più forte (la Germania) a depredare i briganti più vecchi e più nutriti / Questa è una guerra di schiavisti per il rafforzamento della schiavitù per tre motivi: [1.rafforzare la schiavitù delle colonie; 2. Consolidare l’oppressione delle nazionalità allogene; 3. Consolidare e prolungare la schiavitù salariata]

9- [Marx ed Engels come Clausewitz: politiche di oppressione che hanno una continuazione nella presente guerra- La politica di Austria e Russia consiste nell’asservimento delle nazioni e non nella loro liberazione-> si vede qui la stridente antistoricità, la falsità e l’ipocrisia della ‘difesa della patria’ in questa guerra] Al contrario in Cina, in Persia, in India e in altri paesi soggetti, si è sviluppata nel corso degli ultimi decenni una politica di risveglio nazionale.

10- [Sempre e ovunque gli stati belligeranti in caso di necessità hanno calpestato TUTTI i trattati e gli impegni] / Chi consiglia di sfruttare le attuali difficoltà dei governi ai fini della lotta per la rivoluzione sociale, difende realmente la libertà di tutte le nazioni raggiungibile solo col socialismo [12 – sfruttare le difficoltà dei governi e l’indignazione delle masse ai fini della rivoluzione socialista]/ In Russia i grandi russi rappresentano solo il 43% della popolazione, cioè sono meno della metà, e tutti gli altri in quanto allogeni sono oppressi e privi di diritti]

11- I social sciovinismo consiste nel sostenere l’idea della ‘difesa della patria’ nella guerra attuale.

12- [Esempio della Comune 1871 = esempio della rivoluzione e della guerra civile / posizioni particolari di Marx ed Engels sulle guerra prussiano-francese: fin dal principio avevano approvato il rifiuto di Bebel e Liebknecht di votare per i crediti di guerra e avevano consigliato i socialdemocratici a non fondersi con la borghesia e a difendere gli interessi di classe indipendenti del proletariato]

14- Nessun marxista ha mai dubitato del fatto che l’opportunismo esprime la politica borghese del movimento operaio, esprime gli interessi della piccola borghesia e l’unione di un’infima parte di operai imborghesiti con la PROPRIA borghesia, contro gli interessi della massa dei proletari, della massa degli oppressi [un piccolo strato di burocrazia e di aristocrazia operaia-> “compagni di strada” piccolo-borghesi] / La guerra ha accelerato questo sviluppo, trasformando l’opportunismo in social sciovinismo, rendendo palese l’unione segreta degli opportunisti con la borghesia. Nel tempo stesso le autorità militari hanno proclamato ovunque lo stato di assedio , mettendo il bavaglio alla massa operaia, i cui vecchi capi sono passati alla borghesia. La base economica dell’opportunismo e del social sciovinismo è identica: gli interessi di un piccolissimo gruppo di operai privilegiati che difendono la loro situazione privilegiata , il loro ‘diritto’ alle briciole dei profitti ottenuti dalla ‘loro’ borghesia nazionale col depredamento di altre nazioni, con i vantaggi della posizione di grande potenza ecc.

14- [opportunismo = emissario della borghesia nel movimento operaio]

15- Il socialismo riformista muore; il socialismo che rinasce ‘sarà rivoluzionario, intransigente, insurrezionale’ secondo la giusta espressione del socialista francese Paul Golay [Kautsky e Trotski con gli opportunisti e gli sciovinisti]

16- La guerra ha indubbiamente generato la crisi più acuta ed ha aggravato in modo inverosimile la miseria delle masse. Il carattere reazionario di questa guerra (…) crea inevitabilmente nelle masse degli stati d’animo rivoluzionari. E’ nostro dovere rendere coscienti questi stati d’animo, approfondirli e precisarli. Questo compito è espresso in modo giusto soltanto dalla parola d’ordine di trasformare la guerra imperialista in guerra civile; ed OGNI lotta di classe conseguente in tempo di guerra, ogni tattica di ‘azione di massa’ seriamente applicata, conduce inevitabilmente a questo.

17- [Casi di fraternizzazione tra i soldati delle nazioni belligeranti->attuale guerra schiavista, delittuosa e reazionaria vs 6- Il periodo 1789-1871 ha lasciato tracce e ricordi rivoluzionari profondi. Fino all’abolizionedel feudalesimo, dell’assolutismo e dell’oppressione straniera, non si poteva nemmeno parlare di uno sviluppo della lotta proletaria  per il socialismo] / [Sull’importanza del lavoro illegale]E’ impossibile condurre le masse alla rivoluzione senza creare un’organizzazione illegale per la propaganda, lo studio, la valutazione, la preparazione dei mezzi rivoluzionari di lotta.

18- I socialisti devono spiegare alle masse che per esse non c’è salvezza senza l’abbattimento dei ‘propri’ governi / Lo stato d’animo delle masse esprime spesso un principio di protesta, di indignazione e di coscienza del carattere reazionario di questa guerra [che vuole riportare indietro tutte le conquiste realizzate dalle persone comuni. N.M.. Sfruttare questo stato d’animo è dovere di tutti i socialdemocratici.

19- Il più frequente inganno fatto al popolo dalla borghesia nell’attuale guerra consiste nel mascherare i propri scopi di rapina con un’ideologia di ‘liberazione nazionale’. Gli inglesi promettono la libertà al Belgio, i tedeschi alla Polonia ecc. In realtà, come abbiamo visto, questa è una guerra tra gli oppressori della maggior parte delle nazioni del mondo per rafforzare ed estendere questa oppressione / I socialisti non possono raggiungere il loro alto obiettivo senza lottare contro ogni oppressione nazionale. Essi devono perciò esigere che i partiti socialdemocratici dei paesi OPPRESSORI ( in modo particolare delle cosiddette ‘grandi potenze’) riconoscano e difendano il diritto di autodecisione delle nazioni oppresse, precisamente nel significato politico della parola, e cioè il diritto alla separazione politica. Il socialista di una grande potenza o di una nazione che possiede colonie, il quale non difenda questo diritto è uno sciovinista/ “Non può essere libero un popolo che opprime altri popoli” (Marx ed Engels)

Le classi e i partiti in Russia

21- [Apparato di menzogne e di astuzie messo in moto anche in Russia] La classe dei proprietari di terre e le alte sfere della borghesia commerciale-industriale hanno ardentemente sostenuto la politica di guerra del governo zarista. Esse si aspettano immensi vantaggi materiali e privilegi dalla divisione dell’eredità turca e austriaca. In molti loro congressi già pregustano i profitti che andrebbero a finire nelle loro tasche in caso di vittoria dell’esercito zarista / Vasti strati della ‘media’ borghesia urbana, di intellettuali borghesi, di liberi professionisti ecc, almeno all’inizio della guerra avevano anch’essi subito il contagio dello sciovinismo. (…) Il panslavismo per mezzo del quale la diplomazia zarista ha attuato più di una volta le sue grandi truffe politiche, è divenuto l’ideologia ufficiale dei cadetti. Il liberalismo russo è degenerato in nazional-liberalismo.

22- La cricca dirigente , con l’aiuto della stampa borghese, del clero ecc. è riuscita a far sorgere uno stato d’animo sciovinista anche fra i contadini / L’unica classe in Russia alla quale non si sia riusciti a inoculare i germi dello sciovinismo è il proletariato.

23- La situazione generale del nostro paese è sfavorevole al fiorire dell’’opportunismo’ socialista (…) Lo strato degli operai privilegiati e degli impiegati privilegiati è da noi molto debole. Il feticismo della legalità non ha potuto sorgere da noi.

24 – Il processo ha messo in luce il quadro imponente della vasta agitazione illegale contro la guerra condotta dal nostro partito fra le masse del proletariato.

25- C’è parlamentarismo e parlamentarismo. [Alcuni se ne servono per rendersi grati ai governi, altri per lavarsene le mani, altri ancora per rimanere rivoluzionari]

III – La ricostruzione dell’Internazionale

27- [Per Kautsky] L’Internazionale è semplicemente l’’arma del tempo di pace’, è quindi naturale che in tempo di guerra questo strumento non si sia dimostrato all’altezza.

30- [Bisogna ricordarsi che i socialisti pacifisti] sono SOLTANTO compagni di strada che, nelle questioni principali e fondamentali, quando l’Internazionale sarà ricostituita, questi elementi non saranno con noi, ma contro di noi, saranno con Kautsky / E’ necessario lottare per la più rapida liquidazione della guerra.

IV- La storia della scissione e la situazione attuale della socialdemocrazia russa

31- Siamo convinti che le divergenze attuali fra i socialdemocratici e i social sciovinisti non sono affatto minori di quelle che esistevano tra i socialisti e gli anarchici.

V-La storia della scissione e la situazione attuale della socialdemocrazia russa.

33- Fino all’inizio dell’ultimo decennio del secolo scorso la socialdemocrazia rimase una corrente ideologica senza legami col il movimento operaio di massa in Russia.[-> poi fermento e scioperi tra gli operai: a questo punto inizia la scissione tra ‘economisti’ e ‘iskristi’]

34- L’economismo era una corrente opportunista della socialdemocrazia russa. La sua essenza politica si riassumeva nel programma: ‘Agli operai la lotta economica, ai liberali la lotta politica’. / Menscevismo e bolscevismo (1903-1908).

35- [Tattica opportunista e tattica rivoluzionaria]

36- [Attività di Trotsky nel gruppo opportunista]

38- Le condizioni arretrate della Russia spiegano la straordinaria esuberanza di correnti e di sfumature dell’opportunismo piccolo borghese da noi.

VI- La guerra e la socialdemocrazia russa

40- Conquistare territori e asservire nazioni straniere, mandare in rovina le nazioni concorrenti e depredarne le ricchezze, deviare l’attenzione delle masse lavoratrici dalla crisi politica interna in Russia, in Germania, In Inghilterra e in altri paesi, scindere le masse lavoratrici, abbindolarle mediante l’inganno nazionalistico e distruggerne l’avanguardia allo scopo di indebolire il movimento rivoluzionario del proletariato, ecco l’unico effettivo contenuto, il significato e la portata della guerra mondiale / Alla socialdemocrazia incombe anzitutto il dovere di svelare il vero significato della guerra / In realtà la borghesia tedesca ha intrapreso una brigantesca campagna contro la Serbia per soggiogarla e soffocare la rivoluzione nazionale degli slavi del Sud, e nello stesso tempo ha diretto la parte principale delle sue forze militari contro i paesi più liberi, il Belgio e la Francia, allo scopo di saccheggiare questi concorrenti più ricchi /Alla testa dell’altro gruppo di nazioni belligeranti stanno le borghesie inglese e francese, le quali ingannano la classe operaia e le masse lavoratrici affermando che conducono la guerra per la patria, la libertà e la civiltà contro il militarismo e il dispotismo della Germania. Ma in realtà già da molto tempo queste borghesie avevano assoldato coi loro miliardi, l’esercito dello zarismo russo, della monarchia più reazionaria e barbara d’Europa, preparandolo all’aggressione contro la Germania / In realtà, lo scopo della borghesia inglese e della borghesia francese è la conquista delle colonie tedesche e la rovina della nazione concorrente che si distingue per il suo più rapido sviluppo economico. E per questo nobile fine  le nazioni più ‘democratiche’, più ‘avanzate’ aiutano il barbaro zarismo a opprimere maggiormente la Polonia, l’Ucraina ecc. e a soffocare con maggior violenza la rivoluzione russa.

41- Cricca borghese patriottica /[feticismo della legalità vs forme illegali di agitazione e di organizzazione nei periodi di crisi]

42- L’immediata parola d’ordine politica dei socialdemocratici europei deve essere la formazione degli Stati Uniti Repubblicani d’Europa [che implica l’abbattimento rivoluzionario delle monarchie tedesca, austriaca e russa]

Appendice

46- [la parola d’ordine della ‘difesa della patria’ vs ‘Gli operai non hanno patria’ (Marx-Engels)

47- [Sui veicoli dell’influenza borghese sul proletariato]

48- Il pacifismo e la propaganda astratta della pace sono una delle forme di mistificazione della classe operaia. In regime capitalistico, e specialmente nella fase imperialista, le guerre sono inevitabili . D’altra parte i socialdemocratici non possono negare l’importanza delle guerre rivoluzionarie, cioè delle guerre non imperialiste, come per esempio le guerre condotte dal 1789 al 1871 per l’abolizione dell’oppressione nazionale e per metter fine al frazionamento feudale con la creazione di Stati capitalistici nazionali, oppure delle possibili guerre per la difesa delle conquiste del proletariato vittorioso nella lotta contro la borghesia / E’ un grave errore pensare alla possibilità della cosiddetta pace democratica senza una serie di rivoluzioni.

Frasi notevoli: immaginate che un padrone di cento schiavi guerreggi con un altro che ne possiede duecento per una più ‘giusta’ ripartizione degli schiavi stessi. / questa guerra (…) crea inevitabilmente nelle masse degli stati d’animo rivoluzionari. E’ nostro dovere rendere coscienti questi stati d’animo, approfondirli e precisarli

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