I destini storici della dottrina di Marx (2026)

19- Per dirla in modo schematico, e perciò chiaro, il ‘comunismo’ è Marx e Lenin. Tutto il resto è la ragguardevole storia della socialdemocrazia: cioè Engels, Turati, Kautsky, Togliatti. (Gramsci è certamente rimasto ostile al necessario, in Occidente, rifluire nel solco della socialdemocrazia, forse anche per la sua sensibilità verso l’orientamento scientifico elitistico che lo portò, in una pagina memorabile del QUADERNO 13, alla distinzione tra cittadino-militante e ‘comune cittadino legale’.) L’esito del comunismo occidentale è la socialdemocrazia (…); l’esito del comunismo leninista ha un orizzonte più ampio, internazionale, ed è il processo inarrestabile e contrastato della ‘decolonizzazione’ in lotta quotidiana contro la ‘ricolonizzazione occidentale’.

20- Ci sono state tre ondate di ROLL BACK da parte dell’’Occidente armato’ [1919-1920 il CORDON SANITAIRE, voluto da Clemenceau e Churchill (dopo la prima guerra mondiale); dopo il 1949 il ROLL BACK teorizzato da Forster Dulles; post 1991 dopo la vittoria della guerra guerra l’espansione della Nato fino a pochi chilometri da Pietroburgo] / [Nello scritto di Lenin I DESTINI STORICI DELLA DOTTRINA DI MARX si compie la spettacolare forzatura di inquadrare la rivoluzione russa del 1905 e le rivoluzioni nazionali asiatiche (Turchia, Persia, Cina) dentro la cornice della ‘dottrina di Marx’. E’ l’escogitazione di Lenin di ancorare a Marx , icona del movimento socialista occidentale (…) la radicale novità della decolonizzazione come forma ormai attuale della rivoluzione. (…) [Scrive Lenin] ‘Gli armamenti folli e la politica dell’imperialismo danno all’Europa moderna una ‘pace sociale’ che assomiglia piuttosto a un barile di dinamite’.

31- Non è stato l’Occidentea esser colpito dal resto del mondo; è il mondo che è rimasto colpito -e duramente colpito- dall’Occidente. (…) [Se si chiederà a russi, musulmani, cinesi, giapponesi ecc. che opinione abbiano dell’Occidente si otterrà sempre la stessa risposta] L’Occidente, essi diranno, è stato l’aggressore capitale dei tempi moderni, e ciascuno gli potrà rinfacciare la propria esperienza di tale aggressione.

51-Il libro di Auguste Cornu su ‘Marx e la rivoluzione del ‘48’ (…) dice con garbo dell’errore politico e diagnostico che stava alla base dell’unica diretta esperienza rivoluzionaria di Marx (in Germania, appunto, aprile 1848- giugno 1849)

52- [Genesi e composizione di un testo quasi inosservato nella sua epoca, ma dopo decenni diventato celeberrimo, quale IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA] / Il suo contenuto composito lo rendeva inadatto ai fini di una concreta, immediata , ben presto deludente, lotta politica sul suolo tedesco. I primi due capitoli contengono un profilo, a grandi ed efficacissime linee, della storia umana considerata dal punto di vista dei rapporti sociali, focalizzata soprattutto sull’epoca più recente caratterizzata dall’irruzione della forza modernizzatrice del capitale e della conseguente ( auspicata o nascente, non è detto con chiarezza) consapevolezza di sé nella classe antagonista , generalmente definita come ARBEITERKLASSE. Il terzo capitolo è un pedantesco inserto dottrinario di polemica filosofica contro gli altri ‘socialismi’. Il quarto, brevissimo, è l’unico che, a sorpresa e non poco contraddicendo l’INCIPIT del secondo capitolo, indica al ‘partito’ cosa fare nell’immediato, essenzialmente in Germania.

79- [Prima di seguitare sul tema della ‘maggioranza’, ci sono nel Manifesto affermazioni singolari.] Nel primo caso , chiarito che il proletariato (assieme al suo movimento) è destinato a costituire la stragrande maggioranza, l’autore prosegue dicendo che, essendo il proletariato ‘lo strato più basso (…) dell’attuale società’ ‘non può insorgere senza che vengano fatti saltare in aria tutti i sovrapposti strati che formano la società ufficiale (…). Una ‘sparata’ che non si accorda bene con l’ostentato tatticismo delle variegate alleanze con gli altri partiti (dalla Svizzera al Nord America) affastellate nel IV capitolo. Di segno opposto è quel che viene soggiunto nel secondo caso : ‘il comunismo non toglie a nessuno la facoltà di appropriarsi dei prodotti sociali, toglie solo la facoltà di soggiogare il lavoro altrui mediante questa appropriazione’. Formulazione misurata (non chiarissima nella sua prima parte) e certo molto lontana dal pirotecnico annuncio precedente del ‘far saltare in aria tutte le altre classi sociali’.

119- Il fatto che siano stati lasciati convivere, nello stesso esiguo corpo di PAGINE STAMPATE, il preambolo universalistico (…) che si pretende redatto da un congresso mondiale e un cui aspetto è anche l’annuncio della pubblicazione in sei lingue, con il monotematico ‘obiettivo Germania’ del IV capitolo, nonché il II capitolo (non abbiamo nostre concezioni specifiche) con il IV (le abbiamo, eccome!) dimostra che non solo la scrittura, ma probabilmente anche la composizione tipografica è andata avanti IN PROGRESS.

136- Il proletariato farà ‘saltare in aria’ tutto ciò che gli sta sopra: e il proletariato ‘insorge’ e ‘fa saltare in aria tutti i sovrapposti strati che formano la società ufficiale ‘appunto nello stadio (Stufe) in cui è diventato ‘stragrande maggioranza’’. Tutto cambia nel capitolo IV : la rivoluzione è ‘imminente’ e diventerà subito ‘socialista’. Addirittura soprattutto in Germania. Dove notoriamente lo sviluppo capitalistico è ben indietro a ‘paesi come la Franci’ dove la grande maggioranza sono contadini , ‘ceto medio conservatore’.

163- [1863 morte di Marx, 1895 morte di Engels] / [Ferocia colonialista-razzista constata da Marx ad Algeri]

165- [Introduzione (contestata) di Engels all’edizione del Manifesto del 1895]

166 – [Marx e Darwin / Funzione emancipatrice generale dell’ultimo conflitto di classe]

262-[Incertezze di Wilson sulla questione coloniale dopo la fine della prima guerra mondiale]

264- [Sui rapporti tra Urss e Usa->]Mentre il vecchio imperialismo europeo [forse soprattutto il laico imperialismo isterico alla Clemenceau) è refrattario a ogni accordo con l’’usurpatore”,       quello americano antepone il capitale ai principi.

266- [Lenin sull’inadeguatezza della teoria di Marx alla concreta realtà della rivoluzione russa]

274- Lenin è l’uomo che decide del dilemma se accettare o meno la pace di Brest (e vince contro Trockij, la battaglia nel comitato centrale appoggiato da Stalin e Sverdlov). È l’uomo della NEP. È l’uomo che parla chiaro ai giornalisti stranieri, senza stendere un velo su errori, sconfitte e delusioni, ma mai tacendo dell’aspetto criminale e ipocrita al tempo stesso della ‘democrazia schiavistica’ delle potenze colonialistiche occidentali . Tutto questo spiazza i suoi interlocutori ostili e cattura la mente dei simpatizzanti/ 275- [Mussolini e Kautsky contro l’esperimento bolscevico in Russia]

277- [Gramsci sulla nozione di ‘capo’-> ‘capo’ vs evoluzionismo della teoria marxista-> Volontarismo soreliano e blanquista del giovane Gramsci]

289- [Sulla nozione di agente (segreto?) (≠giornalista) -> informazione vs azione

291- [Keynes parla della diversità e originalità dell’ESPERIMENTO in atto in Russia] “Le menti più ragionevoli, sobrie e pragmatiche del movimento socialista sono gli statisti che circondano Lenin” (Steffens)

292- [Lenin pragmatico vs Trockij ortodosso (in senso kautskyano] La prospettiva di Trockij secondo cui la rivoluzione in Russia doveva (avrebbe dovuto) costituire un avamposto della rivoluzione in Occidente finiva col risalire a una comune radice ‘ortodossa’ con il massimo teorico della socialdemocrazia tedesca e fedele engelsiano Karl Kautsky. Per entrambi la rivoluzione NON FACIT SALTUS-> Sul provare la via ortodossa fino ‘in fondo’->’Try Marx to finish’ = fino al disastro [vs bagno di realtà bolscevico]

293- [Lenin contro l’imbroglio delle pseudodemocrazie occidentali appoggiato da Steffens che perfeziona proprio in quel momento la tecnica del fiancheggiatore, che mescola sapientemente blande critiche e apprezzamenti.

295- [La novità eterodossa del socialismo nazionale russo-> democrazia economica vs democrazia politica + soviet + terra ai contadini]

296- [Astrattezza dei socialisti europei come Kautsky, che ricattano mosca con il loro estremismo]

301- Un discrimine intercorre tra adesione, fiancheggiamento, inconsapevole prestazione d’opera, arruolamento. Questo è fuori discussione, ma è altrettanto documentabile che il confine tra l’una e l’altra posizione si può valicare non necessariamente per scelta. La stessa, ‘idealistica’, decisione di ‘impegnarsi’ che si produce soprattutto in momenti che paiono (o sono) epocali costituisce un terreno di coltura per il passaggio dall’una all’altra posizione.

311- [Lenin sulle vie particolari al socialismo -> Gramsci ascolta Trockij a Mosca e riferisce sulla difficoltà di una rivoluzione in Occidente:’il fronte orientale cadde, ma fu seguito da lotte inaudite (guerra civile), in Occidente le lotte si verificherebbero prima’

313- Quando a proposito di Stalin si parla di ‘opera’ si intende la creazione politico-statale, la trasformazione economica, l’alfabetizzazione di massa e la modernizzazione di un paese condannato al sottosviluppo, qual era la Russia zarista, fatte salve le elités occidentalizzanti. ‘L’opera sua’ scrisse ancora Deuetscher ‘consistette nel cacciare dalla Russia la barbarie con metodi barbari’

314 – [Politica estera = rapporti tra potenze] / L’ossessione del complotto è in realtà un tratto strutturale di tutti i contesti rivoluzionari. Il meccanismo infernale del sospetto è ineludibile in qualsiasi situazione che veda in ballo una grande posta in gioco. Vero e falso si intrecciano in queste tragedie grazie all’ovvia capacità ‘mimetica’ degli avversari. L’ultragiacobino Barére, che era in realtà una spia inglese, la fece franca ostentando cinicamente il suo estremismo, mentre è piuttosto probabile che la perfetta ‘macchina di disinformazione’ del Terzo Reich sia stata all’origine delle accuse e della conseguente fucilazione di Tuchacevskij a Mosca (giugno 1937). Fermo restando che -come notò Feuchtwanger (…)- in molti casi la repressione colpiva ‘rivoluzionari di professione’ decisi al boicottaggio pur di liberarsi di Stalin.

318- Come è potuto accadere che un organismo racciabattato come il cosiddetto Parlamento Europeo abbia potuto qualche anno addietro , agevolato dall’inconsistenza delle sue mansioni e dal conseguente molto tempo libero, proclamare l’incolta equiparazione tra hitlerismo e stalinismo? Non vi era stato ovviamente un incremento di conoscenze. Vi era stata la vittoria statunitense nella Guerra Fredda, la dissoluzione dell’Urss e la corsa dei paesi già nel Patto di Varsavia ad arruolarsi nella Nato. La conseguente euforia aveva dato a una nullità politica, l’ardire di una mosca cocchiera.

322- [Accerchiamento della Russia durante l’attuale Terza Guerra Fredda]

330 Dirà Lenin a conclusione dell’intervento al II Congress del Komintern (24 luglio 1920): ‘Le masse di cui difendiamo gli interessi contano un miliardo e 250mila uomini’. Si recupera il concetto di MAGGIORANZA, come concetto valido, allargando lo sguardo sul mondo.->[Vertice del Sud Globale -Pechino 2025] Un fenomeno epocale: la ‘Grande Guerra’. Guerra di potenza tra imperialismi ‘schiavisti’ che stritoloò l’incidenza politica dell’Internazionale socialista lacerandola e che come seguito immediato ebbe il tentato strangolamento della Russia sospinta in una feroce guerra civile alimentata dalle democrazie’. Lo dice chiaro Lenin a Steffens nel marzo 1919: ‘Ciò di cui abbiamo bisogno (…) è una revisione di tutte le nostre teorie alla luce della guerra’. [comunista in Lenin = richiamo al giovane Marx]

329- [Guardare a Occidente (=vecchia impalcatura mentale) vs Guardare all’Asia (Lenin)

331- [Estinzione dello Stato = utopia di matrice romantica]

332- [L’ultimo scritto di Lenin Meglio meno, ma meglio (1923) -> Tesi sulla questione nazionale e coloniale al II Congresso del Komintern]

333- [METROPOLI vs COLONIE]

334 – [OCCIDENTE = EGEMONISMO EUROPEO-> Politica di potenza = ricatto di una guerra generale]

338 [Churchill (Discorso di Fulton 1946) -> Occidente = razza anglosassone = ‘mondo parlante inglese’-> La posta in gioco nell’Occidente = la tenuta dell’impero, del dominio dell’impero britannico sul mondo coloniale vs Risveglio dell’Asia = emancipazione del mondo coloniale (Lenin 1913) -> Il lascito dell’Urss fu il processo di decolonizzazione][Vs eurocentrismo presente ancora nel Manifesto di Marx)

339- ‘La prossima guerra sarà tra il fascismo e la Russia, solo che il fascismo si chiamerà democrazia’(Castro)

340-[Ineguaglianza lancinante perché fisicamente intollerabile -> movimento ≠ progresso-> Sull’INESTINGUIBILITA’ DEL CONFLITTO (in forme non prevedibili-nuovi miti e nuove parole d’ordine imprevedibili) vs filosofia della storia, che immagina di conoscere il senso e la direzione della storia e che pretende di guidarla) [Benedetto Croce vs Concetto Marchesi]

341- La libertà è un ideale intermittente -osservò Tocqueville nel ripensare il tragico ciclo 1789-1793- L’uguaglianza invece è una necessità che si ripresenta continuamente. E oggi il suo scenario è l’intero pianeta-

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