La politica come attività autonoma

Parafasi discorsiva originata da Open Ai da appunti:

Machiavelli concepisce la politica come un’attività autonoma, regolata da principi propri e non subordinata né alla morale né ai tradizionali criteri di legittimità dinastica o giuridica. Il successo del principe dipende soprattutto dalla sua capacità di conquistare e conservare il potere attraverso le proprie forze, rendendosi il più possibile indipendente da vincoli esterni. Per questo i principati nuovi, spesso identificati dai contemporanei con le tirannidi, costituiscono il terreno privilegiato della sua riflessione.

La politica appartiene alla filosofia pratica e, come tale, non può fondarsi su regole assolute valide in ogni circostanza. Chi governa deve conoscere non solo i principi generali, ma soprattutto le situazioni concrete, sviluppando prudenza, esperienza e capacità di adattamento. La realtà è mutevole e richiede di valutare ogni caso singolarmente, scegliendo di volta in volta il male minore o il bene maggiore. La prudenza, intesa nel senso aristotelico di saggezza pratica, consiste proprio nella capacità di discernere il momento opportuno per agire e di adattare il proprio comportamento alle circostanze.

Per Machiavelli la storia rappresenta la principale fonte di insegnamento. Essa non serve semplicemente a intrattenere, ma offre esempi da imitare o da evitare. L’imitazione costituisce uno dei principi fondamentali della cultura rinascimentale, anche se in politica non consiste nel riprodurre meccanicamente i modelli del passato, bensì nel comprenderne lo spirito e adattarlo alle nuove condizioni storiche. I grandi personaggi dell’antichità diventano quindi esempi dai quali trarre insegnamenti pratici.

Uno dei temi centrali del pensiero machiavelliano è la costruzione dei legami politici. Il potere non si mantiene solo con la forza, ma anche creando rapporti di fedeltà tra il principe e i sudditi. Tuttavia Machiavelli ritiene che i vincoli fondati sulla gratitudine, sull’affetto o sulla liberalità siano deboli e instabili, poiché gli uomini sono naturalmente volubili e ingrati. Per questo considera più sicuri i rapporti fondati sul timore, purché il principe riesca a evitare di trasformare la paura in odio. Il fine non è terrorizzare i sudditi, ma garantire l’ordine e la stabilità dello Stato. L’amore può venir meno quando cambiano gli interessi, mentre la paura, se regolata con equilibrio, offre maggiori garanzie.

Ciò non significa che Machiavelli esalti la crudeltà. Egli distingue infatti tra una severità necessaria al bene dello Stato e una violenza gratuita. Le azioni eccezionali possono essere giustificate soltanto quando servono a evitare mali maggiori o a salvare la comunità. La politica, quindi, può richiedere decisioni moralmente discutibili, ma sempre in funzione della sicurezza collettiva e mai per il semplice interesse personale del governante.

Il principe deve inoltre saper utilizzare sia la forza sia l’intelligenza. Celebre è la distinzione tra i due modi di combattere: uno secondo le leggi, proprio degli uomini, e uno mediante la forza, proprio delle bestie. Poiché spesso gli uomini non rispettano gli accordi, il governante deve saper ricorrere anche all’astuzia, simulando e dissimulando quando le circostanze lo richiedono. La maggior parte delle persone giudica infatti dalle apparenze più che dalla realtà; per questo il politico deve curare la propria immagine pubblica e costruire un consenso fondato anche sulla rappresentazione del potere.

Grande importanza assumono anche la guerra e l’organizzazione militare. Machiavelli condanna duramente l’uso delle milizie mercenarie e ausiliarie, considerate inaffidabili e pericolose, e sostiene invece la necessità di un esercito formato da cittadini. Il principe deve dedicarsi costantemente all’arte militare, perché solo chi possiede armi proprie può conservare l’indipendenza dello Stato. Anche la fondazione di colonie, la costruzione di fortezze e l’organizzazione delle difese vengono valutate esclusivamente in funzione della loro efficacia politica e militare.

Nella riflessione machiavelliana occupano un posto centrale anche il rapporto tra virtù e fortuna. La fortuna rappresenta tutto ciò che sfugge al controllo umano, ma non domina completamente gli eventi. L’uomo politico deve prepararsi con lungimiranza, cogliere il momento favorevole e reagire con decisione alle circostanze. Attribuire tutto alla fortuna significa rinunciare all’azione; al contrario, la virtù consiste proprio nella capacità di opporsi agli eventi, sfruttando le occasioni quando si presentano. Per questo Machiavelli esalta l’energia, l’iniziativa e la rapidità decisionale, senza però rinunciare alla prudenza maturata attraverso l’esperienza.

Fondamentale è anche il rapporto tra il principe, il popolo e i grandi. Machiavelli ritiene che i nobili siano più pericolosi del popolo, perché possiedono ambizioni politiche e possono organizzare congiure. Il popolo, invece, desidera soprattutto vivere in pace, lavorare senza oppressioni e non essere dominato arbitrariamente. Per questo il principe deve cercare l’appoggio del popolo e impedire ai grandi di opprimerlo, garantendo così la stabilità dello Stato.

L’azione politica deve sempre perseguire il bene della comunità piuttosto che l’interesse privato del governante. Per Machiavelli il vero potere non coincide con la gloria personale né con la ricchezza, ma con la capacità di fondare istituzioni durature e di garantire sicurezza e ordine. Da questa prospettiva nasce anche la sua ammirazione per gli homines novi, uomini capaci di costruire con le proprie forze un nuovo ordine politico.

Nell’ultima parte dell’opera emerge con forza il tema dell’Italia. Pur priva di uno Stato unitario, la penisola possiede ormai una coscienza nazionale. La sua debolezza deriva soprattutto dall’incapacità dei governanti e dall’assenza di una guida capace di unificare il Paese. Machiavelli richiama esempi storici come quello di papa Leone I, che riuscì con la sola forza della parola a fermare Attila, e insiste sul valore educativo della storia e dei grandi modelli del passato. Come il marinaio non può approfittare dei venti favorevoli se non apre le vele, così anche le occasioni offerte dalla fortuna rimangono inutili se manca la capacità di agire. Per questo conclude con l’auspicio della comparsa di un nuovo Mosè, capace di liberare l’Italia dalla dominazione straniera, riformarne l’esercito sul modello romano e fondare finalmente un nuovo ordine politico nazionale.

0- Introduzione- L’arte fiorentina dei nodi (G. Pedullà)

LXXX- Capacità del trattatello di superare i secoli/ Successo del politico = AUTONOMIA= NON DIPENDENZA / Una volta provvisto di armi qualsiasi principe (nel ‘500) poteva tranquillamente disinteressarsi dei riconoscimenti legali sui quali poggiava, almeno formalmente l’intero sistema degli stati europei.

LXXXI- [Principi nuovi = tiranni]

LXXXIII- Come sempre in Machiavelli per agire si tratta anzitutto di distinguere la realtà dalle apparenze/[Sussidio ≠Fondamento (Machiavelli)]

LXXXIV- [ossessione per l’autonomia del politico]

LXXXVII- [Consenso (del popolo) ≠ Dipendenza]

XCII- [Costruire vincoli -> LIBERALITA’ vs PAURA]

XCIV- [Ingratitudine e riflessione di Machiavelli sui gradi di affidabilità dei diversi vincoli/ AMORE vs MINACCIA (paura) (Cfr. Cicerone) / La paura per Machiavelli è solo una parte del grande problema della irriconoscenza e della volubilità degli uomini]

XCV- Dove la gratitudine non arriva, deve spingersi il desiderio sostenuto dalla necessità [= AMORE IMPOSTO (BISOGNO-UTILITARISMO) vs AFFETTO SPONTANEO]

XCVI- Entusiasmo degli uomini della rivoluzione francese ( e di Hegel) per Machiavelli-> I cittadini si riconoscono nel principe non perché sono legati a lui da speciali benefici ad personam [obbligazioni feudali], quanto perché l’intera collettività sperimenta indirettamente ma concretamente gli effetti positivi di un governo rispettoso della legge e capace di garantire a tutti la sicurezza dalle minacce esterne e interne [= NUOVO PATTO]

XCIX- [Ossessione per i vincoli di Machiavelli = UNA GRANDE FORESTA DI NODI]

C- [Costituzione mista = diretta antenata della separazione dei poteri di Montesquieu]

CIII- [Machiavelli ≠ Aristotele (fabula antica sulla politica) e ≠ Hobbes (fabula moderna-CIV)

CXII- [Il problema del testo machiavelliano è quello di arrivarci a comprenderlo]

CXVII- [Fonti (rinascimentali di Machiavelli cadute in oblio dopo la duplice svolta della Rivoluzione Francese e del Romanticismo≈ lettura antropologica) ≠ Modelli di interpretazione e letture continuiste rispetto alla histoire evenementielle / [intertestualità-> passi paralleli vs obiettivi polemici] /

3- [VALORE DI LEGAME≠ VALORE D’USO ≠ VALORE DI SCAMBIO]

4- La filosofia pratica non consente di fare affermazioni con la stessa assolutezza della filosofia naturale o della metafisica [Conoscenza non solo dei principi, ma delle situazioni particolari, caso per caso] -> Non basta conoscere regole e principi, se non si possiede l’esperienza necessaria per applicarli, situazione per situazione] / [Filosofia pratica ≈ sensibilità estetica-> esercizio. USUS MAGISTER EST OPTIMUM = L’abitudine è il miglior maestro]

6- [Seneca e Aristotele sul dono]

8- [‘popolare’ in Machiavelli = ‘non nobile’]

9- [‘fortunato’ = chi riesce in qualcosa senza l’ausilio della ragione]

10- I -Quanti sono i tipi di principato e in che modi si acquisiscono

10- [Aristotele vs Cicerone/Seneca sulla filosofia pratica]

14-II- Sui principati ereditari

16- [Per Machiavelli Giulio II (papa armato) è un modello positivo per Erasmo no]

17 [Ciò che è consueto è come se fosse innato, dal momento che la consuetudine è simile alla natura (Aristotele)-> ‘naturale e vero signore’ (Savonarola)] / Come al solito Machiavelli è del tutto disinteressato a qualsiasi argomento di natura legittimistica, fosse anche per deriderlo (come Erasmo)]

18- III-Sui principati misti

22- [In tutta la seconda parte del trattato Machiavelli annuncia molte delle massime più scandalose che si pongono come infrazioni (legittimate dalla necessità) di un sistema di valori e di imperativi, morali e politici, che nel suo complesso non viene mai messo in dubbio (≈ casuistica teologica sulla liceità del male (minore) per evitare il male (maggiore)]

25- [Sull’insediamento di colonie nei territori conquistati] Nelle colonie i danneggiati (gli spossessati) non possono nuocere essendo poveri e dispersi]

26 Si ha a notare che gli uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere, perché si vendicano delle leggere offese, delle gravi non possono; si che la offesa che si fa all’uomo debba essere in modo che non tema vendetta.

28- [Agli occhi di Machiavelli la condizione della Grecia nel II sec. a.C. (lo stato più evoluto del suo tempo conquistato dai Romani culturalmente arretrati, se non semibarbari) ha speciale affinità con quella dell’Italia del primo Cinquecento (con i rozzi francesi e spagnoli al posto dei romani)]

30- [Al prudente non si può presentare niente di spaventoso, niente di terribile. Monta sempre di guardia col pensiero {≈ stare all’erta) e prevede ogni caso, in modo che non gli possa mai capitare niente di imprevisto, di non pensato, di completamente nuovo]

31- [Prudenza (≠  dalla nostra assenza di precipitazione o accortezza) = saggezza -> virtù etica (= sapere i particolari= avere esperienza) (Aristotele) ≠ virtù intellettuale ( conoscenza degli universali)]

36 [Desiderio di potere insito in tutti gli uomini (Tacito)] / [La naturalità dei desideri, dai più semplici ( come mangiare e accoppiarsi) ai più complessi (come conoscere le cause dei fenomeni e raggrupparsi in comunità politiche) era ampiamente riconosciuto dalla filosofia aristotelica -> riconoscimento degli impulsi  ≠ legittimazione degli affetti (= etica). -> Per Cicerone al desiderio di conoscere è connesso un certo stimolo a primeggiare]

39 – [Analogia per Machiavelli tra le guerre d’Italia e la conquista romana della Grecia]

41- [La filosofia pratica deve fare i conti con una realtà perlopiù cangiante, dove occorre rifarsi alla capacità di discernimento (la ‘discrezione’) e alla prudenza per valutare situazioni che sono ogni volta diverse vs regole generali che quasi mai sbagliano -> per es.: “Chi è causa dell’altrui potenza cade in rovina, perché quella potenza è causata da chi la procura, o con l’abilità o con la forza, ed entrambe queste cose sono sospette a chi è divenuto potente”)-> Tema greco in Machiavelli ≈ tema greco in Canfora per la situazione attuale?]

42- IV-Perché il regno di Dario che era stato conquistato da Alessandro non si ribellò ai suoi successori dopo la morte di Alessandro

43- [Gli stati sono governati: 1. O da un principe con i suoi servitori (ministri); 2. O da un principe attorniato da baroni ‘che occupano quel grado non per grazia del principe, ma per antichità di lignaggio) -> Due diversi tipi di governo: Turchi vs Francesi]

44- [Ministro ≠ Barone per il vincolo intrattenuto con i loro sottosposti (-> 45 differenze amministrative e non solo etniche)

47 – Si trova sempre qualcuno scontento o qualcuno che desideri cambiare

48- La memoria come legame in Machiavelli.

51- [COLLATIO = soppesamento di virtù e vizi di uomini illustri]

52- V. In che modo si debbano governare le città o le province che, prima di essere occupate, vivevano con leggi proprie

52- [Nessun concetto è tanto importante per la civiltà rinascimentale quanto il principio di imitazione, su di esso si reggono tutte le arti e le discipline con la sola eccezione, parziale della politica e della strategia-> DELECTATIO (piacere) vs UTILITAS (imitazione)] /[RETORICA vs STRATEGIA/POLITICA ->Livio si ripropone di rifondare sulla pratica imitativa normalmente in uso nella  poesia anche la scultura, pittura, architettura, giurisprudenza e medicina]

53- [Ambiguità semantica del termine PRINCEPS in Machiavelli-> Si riferisce anche a soggetti collettivi come Firenze]

54- [Machiavelli va “nulla di crudele (= di troppo severo) può mai essere utile” (Cicerone)]

58- VI- Sui principati nuovi che si acquisiscono con le armi proprie e con la virtù

60- Colui che è stato meno in su con la fortuna si è mantenuto di più [Discussioni rinascimentali sull’imitazione -> Pico (pro imitazione metodo e processo creativo di Cicerone non i suoi risultati!) vs Bembo (bisogna essere più ciceroniani di Cicerone!). Machiavelli pro irraggiungibilità dei modelli antichi, ma lui si occupava di politica e qui superare i modelli antichi averebbe voluto voler dire fondare un impero simile a quello dei romani.

61- [La figura dell’arciere spesso impiegata per rappresentare la volontà di colui che si appresta a prendere una decisione-> mediocritas vs strategia dell’iperbole: puntare alto dell’arciere per raggiungere un bersaglio lontano]

62- [Ciro era uno dei sovrani antichi più presenti nell’immaginario politico del tempo di Machiavelli: aveva fondato un grande impero e aveva permesso agli Ebrei di ritornare in Palestina (≈ immagine del rinnovamento della chiesa)]

65- L’arte di conoscere il momento opportuno per compiere un’azione.

66- Elogio dello sforzo in Machiavelli.

67- E si deve considerare come non è cosa più difficile da trattare , né più dubbia da realizzare , né più pericolosa da manovrare, che adoperarsi per introdurre nuovi ordinamenti – chi li introduce infatti, ha per nemici tutti coloro che dai vecchi ordinamenti traggono vantaggio (…) incredulità degli uomini [tiepidi]-> [ATTACCARE CON SPIRITO PARTIGIANO VS DIFENDERE CON ANIMO TIEPIDO->Momento del dubbio e dell’incertezza dei propri partigiani (tiepidi)]

68- [Moltitudine ordinata (Roma) vs Moltitudine ‘sciolta’ (Machiavelli)]

72- VII- Sui principati nuovi che si acquisiscono con le armi e la fortuna altrui

73- [Legami = radici= ‘barbe’]

75- [Colonna e Orsini (=baroni romani) due famiglie importanti a Roma a fine ‘400]

81-[ Machiavelli spesso ricorre al lessico medico per discutere la psicologia degli individui e delle comunità] / Aristotele si sofferma molto sulle sentenze e sulla loro esecuzione che producono odio per coloro i quali le comunicano]

82- [Lo stato d’eccezione non deve protrarsi oltre certi limiti]

88- [Volto bifronte della paura per Machiavelli: paura freno (+) vs forza-stimolo (-, insicurezza) / Aristotele aveva sempre considerato la paura indispensabile a guidare gli esseri incapaci di lasciarsi guidare dalla ragione (le donne, i giovani, i barbari, la parte più povera del popolo) riservando all’élite l’educazione]

92 -VIII- Di coloro che hanno acquisito il principato compiendo scelleratezze

97- [IL POTERE SENZA GLORIA = AZIONI VALOROSE MA RIPROVEVOLI]

93- [Nel mondo di Machiavelli la carriera militare era -insieme a quella ecclesiastica- l’unica vera opportunità di una rapida ascesa sociale]

96 – [Per Machiavelli -> virtù = vita militare / Per Machiavelli potere ≠ gloria -> vedi il caso di un esercito di predoni ≠ re (come ricco ≠nobile) ->Fama vs Gloria (= lode concorde dei buoni cittadini- Cicerone)] / 97- Anche Petrarca sulla contrapposizione tra gloria e successo / Machiavelli pro concezione eroica della politica come azione che ha per fine la gloria / Machiavelli pro homines novi]

101- Per Machiavelli BENE DELLA COMUNITA’ vs TORNACONTO PERSONALE

104- IX- Sul principato civile

106- Teoria degli umori in Machiavelli

108- MACHIAVELLI COME IL PENSATORE POLITICO PIU’ RADICALE PRIMA DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

111- [Governare col popolo e coi grandi] Il peggio che si possa aspettare un principe dal popolo che gli divenga nemico è di essere abbandonato da lui, invece dai grandi che gli siano nemici deve temere non solo di essere abbandonato, ma anche che gli si volgano contro (per la minore intraprendenza politica del popolo -> Cfr. Aristotele)] / Teoria delle 3 ambizioni: 1. Governare; 2. Aspirare a ‘offici’, a occupare saltuariamente incarichi pubblici: 3. Lavorare in pace senza tassazione oppressiva.

116- Machiavelli su limitata capacità di azione della massa che si trova sprovvista di guida.

117- [Sull’umanesimo politico: politica e guerra

120- X- In che modo debbano essere valutate le forze di ogni principato

120- [Machiavelli sulla centralità della battaglia in campo aperto]

123- [Non si può pensare che sia facile assaltare qualcuno che abbia la sua città ben presidiata e sia benvoluto dal popolo-> sulla situazione delle città tedesche]

124 [Sulla resa di città e piazzaforti]

125- [Aristotele su benefattore e beneficiato-> bello vs utile]

126- XI- Sui principati ecclesiastici

136-XII- Di quanti siano i generi di milizia e delle milizie mercenarie

139- [interessi del 14% = doppio dell’interesse normale sui prestiti]

151- “Le città tutte piene son di tiranni” (Dante lo dice all’inizio del ‘300] / Sulle cause dell’uso delle milizie mercenarie in Italia nel ‘500.

157- Nelle armi mercenarie è più pericolosa l’ignavia, in quelle ausiliarie la virtù

162- La Svizzera come laboratorio militare d’Europa nella seconda metà del ‘500

154- XIII- Sulle milizie ausiliarie, su quelle miste e sulle proprie

157- Nelle armi mercenarie è più pericolosa l’ignavia, in quelle ausiliarie la virtù

162- La Svizzera come laboratorio militare d’Europa nella seconda metà del ‘500

166- XIV- Come un principe si deve comportare a proposito della milizia

167- [Machiavelli contro i modelli pedagogici degli umanisti-> pro armi, contro litterae]

169-170- [Gli umanisti sulla caccia]

173- [Storia = insegnamento “per exempla” vs filosofia astratta]

176- XV- Quali sono le cose per cui gli uomini e specialmente i principi sono lodati o biasimati

176- La verità ‘effettuale’ della cosa (Machiavelli) vs immaginazioni (= la politica idealistica degli umanisti) [‘effectualis’ = non verbalis = non solo a parole]

178- [Umanisti del ‘400 pro Aristotele vs idealismo platonico] / ‘Chi è più infelice degli uomini di colui per il quale essere cattivo è ormai una necessità’ (Seneca)

179- [Machiavelli vs ‘auream mediocritatem” (Aristotele)/ Umano = cortese e disponibile con tutti vs superbo.

180- [Sull’humanitas]

182- XVI-Sulla liberalità e la parsimonia

182- LIBERALITA’ COME GIUSTO MEZZO TRA PARSIMONIA E PRODIGALITA’/ Compravendita (=vero scioglimento dei rapporti) VS Beneficio e vincolo / L’amicizia che ha per motivo l’utilità è fra mercanti (Aristotele)

184- [Contro l’alta fiscalità-> ‘in tale liberalità c’è inoltre la cupidigia di rapire e togliere l’altrui per aver modo di fare elargizioni’ (Cicerone) [Critiche antiche e moderne contro la liberalità smodata ≠ Machiavelli]

193- [Odio e disprezzo nutriti dai sudditi contro i tiranni / [Crudeltà vs pietà]

192- XVII- Sulla crudeltà e la pietà e se sia meglio essere amato che temuto o piuttosto il contrario

193- [Odio e disprezzo nutriti dai sudditi contro i tiranni / [Crudeltà vs pietà]

196- Nessuno prima di Machiavelli aveva mai affermato che i legami costruiti sul timore sono più saldi di quelli costruiti sulla CHARITAS e sulla BENEVOLENTIA.

197– Coloro che sono temuti e amati (Dio, il padre) ≠ Coloro che sono temuti e odiati (i nemici potenti) ≠ Coloro che sono temuti senza essere né amati né odiati (principi giusti, ma privi di liberalità e di clemenza)  [Un legame costruito sul denaro è per definizione un legame debole (Machiavelli)]

198-[RICONOSCENZA vs PAURA-> Chi è soltanto amato rimane alla mercé degli altri, chi è temuto, invece, finché riesce a farsi temere, riesce a condizionare l’altrui volontà e per questo è molto più al sicuro-> farsi temere rende più autonomi: per Machiavelli il calcolo degli interessi si mostra più forte delle passioni (per quanto forti e nobili)] / Come ripete continuamente Aristotele il tiranno non si pone come fine il bene pubblico.

200- Machiavelli contro i pretesti giuridici con cui principi e repubbliche giustificano le proprie azioni.

203- [Machiavelli pro Annibale (crudele) vs Scipione (temperante)-> per Machiavelli la politica deve occuparsi anche di coloro che non parlano la lingua della virtù (=comprensione razionale ed esortazione alle grandi opere), ma che vanno anch’essi portati -attraverso la minaccia- a comportarsi virtuosamente-> Machiavelli contro la tradizione pedagogica quattrocentesca e i suoi inevitabili presupposti elitari]

204- [crudelitas va clementia / severitas vs misericordia -> Modello a 4 termini di Seneca vs Aristotele]

207 [Machiavelli pro costituzione mista romana (monarchia+aristocrazia+democrazia)]

208-XVIII- In che modo i principi devono tener fede alla parola data

210- [Per Machiavelli ->BESTIA= NON SOLO MA animale selvatico ≠ da quegli animali  che vivono con gli uomini]-> DOVETE ADUNQUE SAPERE COME ‘E SONO DUA GENERAZIONI DI COMBATTERE: L’UNO CON LA LEGGE, L’ALTRO CON LA FORZA. QUEL PRIMO E’ PROPRIO DELL’UOMO; QUEL SECONDO DELLE BESTIE

211- [Allegoria del principe come centauro]

215- [Popoli nemici ≠ PREDONI o PIRATI (da cui nessuno si attende il rispetto dei patti)-> Il pirata non è annoverato tra i nemici in guerra ma è IL NEMICO COMUNE DI TUTTI, e con lui non possiamo avere in comune né la fede (fides), né il giuramento (ius iurandum) (Cicerone)] / Bisogna che l’uomo saggio sappia cambiar pelle/ ‘E se gli uomini fossero tutti buoni, questo precetto sarebbe buono; ma siccome sono malvagi, e non manterrebbero la parola con te, neppure tu la devi mantenere con loro ; e a un principe non sono mai mancate ragioni legittime da accampare per camuffare l’inadempienza’/-> La scandalosa novità di Machiavelli è anche legata al fatto che scrivendo che gli avversari ‘non lo osserverebbono a te’ Machiavelli finisce per assimilre implicitamente tutti i belligeranti ai pirati del diritto romano / (violenza privata = guerra legittima degli stati)/ incapacità di guardare lontano = ACCECAMENTO DELL’URGENZA

216- Hegel ha potuto fare del Principe la prima consapevole affermazione del superiore diritto dello Stato rispetto a una serie di principi morali che valgono per gli individui, ma che devono cedere rispetto a un bene più grande.

217- [Associazione tra vento e fortuna->’i venti della fortuna’]

218- [l’alberti contro l’ipocrisia cortigiana]

219- Gli uomini giudicano in genere più con gli occhi che con le mani, perché tutti sono capaci di vedere e pochi di percepire, tutti vedono quello che tu sembri, pochi percepiscono quello che tu sei e quei pochi non osano opporsi all’opinione dei molti , specie se questi ultimi hanno dalla loro parte la maestà dello stato.(Machiavelli)/ Contrapposizione tra occhi e mani (sensi interni e sensi esterni)->Favola dei tordi-> un cacciatore mentre schiaccia con le mani la testa di alcuni tordi catturati, lacrima per il freddo, illudendo un uccellino che stia piangendo per la commozione, fino a quando un compagno di sventura non gli suggerisce appunto di guardare alle sue mani invece che agli occhi / INGANNI E SIMULAZIONI ACCECANO GLI OCCHI DEL VOLGO NON DEI SAPIENTI / La moltitudine non vede i pericoli futuri/ CRIMEN LESAE MAIESTATIS (all’inizio del ‘500)

220 – ‘Della vittoria non si rende conto a nessuno’ (Tacito) [umanisti vs classici]

222- XIX- In che modo fuggire il disprezzo e l’odio

225- L’esperienza mostra che le congiure sono state molte , ma che solo poche hanno avuto buon fine.

235- Machiavelli arriva a disfarsi del mito classico e umanistico della perfetta concordia tra i cittadini -> Anche le leggi migliori varate nell’interesse della collettività, colpiscono pur sempre degli interessi-> ‘Gli portarono ugualmente odio per le azioni buone e per quelle cattive’ (Tacito)

228-‘Non disperare e’ grandi e satisfare el populo’ (Machiavelli) / ‘Mettendo i nobili in condizione di non nuocere al popolo’ (Machiavelli)

229- [Leggi = ragnatele (Anacarsi) / Rinunciare a disciplinare i più forti vs raddoppiare la vigilanza-> OSSESSIONE MACHIAVELLIANA PER IL CONTROLLO DEI GRANDI]

233- [Genius (natura) vs Artes (educazione)-> situazione peculiarissima per cui l’esercito è divenuto il vero arbitro delle elezioni / [UNIVERSITATES = comunità, gruppi umani vs SINGULARES PERSONAE]

247- La posta in gioco per Machiavelli è imparare quando va imitato un modello e quando un altro (Marco Aurelio -grandezza, gloria, principato ereditario- vs Settimio Severo- forza, fondazione di un principato nuovo)/ 263 ‘magnitudo animi = chi si stima degno di grandi cose (≠ da vanitoso, ≠ pusillanime = chi si stima meno di quanto merita)

248- XX- Se siano utili o inutili le fortezze e molte altre cose che vengono fatte ogni giorno dai principi

248- Aristotele ripete in  più occasioni che sono i cittadini che difendono il re, mentre i tiranni sono difesi da stranieri

254- [Fortezza vs cinta muraria]

256- Il Cortegiano di B. Castiglione (1528)

260-XXI- Che cosa deve fare un principe per avere la migliore reputazione

265- [Sulla richiesta di neutralità da parte di chi non ti è amico]

268- [La saggezza consiste nel saper riconoscere la qualità degli inconvenienti e nel prendere per buono il meno cattivo (Machiavelli) = ‘Non solo bisogna tra i mali scegliere il minore, ma anche ricavarne il poco di bene che vi possa essere’ (Cicerone) / ‘Per chi desidera il potere, non c’è un punto medio tra la vetta e il precipizio’ (Tacito) vs Aristotele / Non si può dir savio chi conosce il bene e il male, ma chi conosce di due beni il maggiore e di due mali il minore

269- [Machiavelli viveva in una società cerimoniale, attentissima ai segni esteriori del potere e alla sua messa in scena] / [Il politico di Machiavelli] sa creare un grande spettacolo pubblico che rinsaldi il rapporto col popolo ed eventualmente acciechi i propri avversari: ‘Ciro era convinto che i capi dovevano distinguersi dai loro sottoposti, non solo nel superarli ma anche nel suggestionarli’ (Senofonte).

270- [Dalla metafora delle arti affratellate a quella del comune come corpo umano in cui la testa comanda su tutti gli organi->Dalla SOCIETA’ PER AZIONI alla SOVRANITAS / Le tribù distinte su basi spaziali corrispondono ai moderni rioni

271-‘Troppa familiarità genera disprezzo’ (Publio Siro)

272- XXII- Di coloro che i principi scelgono come ministri

273- Ci sono tre generi di cervelli: uno comprende da sé, un altro sa discernere ciò che gli altri comprendono, un terzo non comprende né per se stesso né attraverso gli altri.

276- [Amicizia (= amare per la virtù e la reciproca correzione) vs reciproca necessità (Machiavelli)]

278-XXIII- Come si debba sfuggire agli adulatori

279- [Diversa valutazione della clemenza da parte di Machiavelli]

283- Politica = arte di costruire dei legami (artificiali)[Machiavelli] = arte di mettere le passioni al servizio del bene della comunità

284- XXIV- Perché in Italia i principi hanno perduto i loro stati

284- Se non si può contare su nessun legame consolidato, [il principe nuovo] ha il presente che gioca in suo favore.

286- [la fortuna coincide nell’immaginario con elementi acquatici]

288-XXV- Quanto conta la fortuna nelle umane vicende e in che modo ci si può opporre ad essa

288- [Fortuna vs azioni controllabili dagli uomini]

289- [Postulare l’onnipotenza della dea bendata paralizza il pensiero]

292- [Virtù/fortuna =immaginario diffuso tra autori del Quattrocento] / [Saggezza-virtù-gravitas (vecchiaia) vs fortuna (celeritas) (giovinezza)/ La virtù non viene messa alla prova quando le cose vanno bene, ma nelle avversità. Con il vento prospero non si consulta la scienza della navigazione. La forza della fortuna non è tale che l’uomo forte e costante non la superi]

294- Due tipi: 1. Il paziente ‘retrospettivo’ che progetta con cura le proprie azioni e 2. L’impetuoso-impaziente che si affida al potere risolutore delle decisioni improvvise e dei colpi di mano / IMPETUS (= ispirazione divina, rapidità della capacità divinatoria) vs RATIO (= esperienza, riflessione)

296- Ricca letteratura antica su temperamenti e caratteri

294- [Gloria = fortuna postuma vs ricchezze (e potere) = obiettivo di predoni e pirati]

300- Variazione dell’iconografia della Fortuna nel Quattrocento

302-303- La fortuna è donna

304- XXVI- Esortazione a prendere l’Italia e a riscattarla liberandola dai barbari

304 – [Identità nazionale senza stato = il caso italiano]

307- Papa Leone= quello che con la sola forza delle parole riuscì a persuadere Attila a non saccheggiare Roma

308- [Imitabilità dei modelli -> Storie come fonte di insegnamenti (docere) vs storie come fonte di intrattenimento ( delectare)

309- Sulla guerra giusta / Come quando navighiamo le brezze spirano favorevoli inutilmente se non abbiamo dispiegato sull’albero la vela appendendola alle antenne (Pontano)

311- Tutto dipende dalla debolezza dei capi (Machiavelli) = manca un Mosè per gli italiani.

312- Picchieri svizzeri e spagnoli ≈ falange macedone e legione romana (< Arte della guerra-> Cap.XXVI Pro nuova organizzazione esercito)

313- Volpe che vince leone, che vince lupi, che vincono volpe / Machiavelli pro legione neo-romana (picchieri e scudati)-> nuovo ordine di picchieri e archibugeri.

316- [Petrarca e l’umanesimo-> prima e dopo Bembo]

317- Il nuovo Mosè, anche per la riluttanza e la mediocrità dei Medici,non si era fatto vedere.

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